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Tutti gli articoli con tag risarcimento

Altero Matteoli tace sui rimborsi, negati, di Trenitalia

pubblicato da Giovanni Molaschi



Dalle dichiarazioni poco illuminanti del Ministro dei Trasporti Altero Matteoli, secondo il quale in autostrada si poteva toccare i 150 km/h, è passato poco più di un mese. Nel mezzo una nevicata record nel Nord Italia. E qualche problema alla circolazione dei treni.

Durante quei giorni furono molti i ritardi accumulati. Trenitalia dopo aver promesso un rimborso totale ai propri passeggeri ha attivato un customer care che avrebbe dovuto garantire a queste persone il 50% del valore del biglietto preso.

Probabilmente l’ammontare di quel denaro, pari a 700mila euro, sarà devoluto in beneficenza. Pronta subito la replica di Adiconsum secondo la quale prima di dedicarsi al volontariato Trenitalia dovrebbe far bene il proprio.

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Due pesi e due misure. Quando a querelare erano Prodi e D'Alema

pubblicato da Luca Landoni



Dunque la notizia del giorno è che dopo Repubblica Berlusconi ha querelato anche l’Unità, sollevando un ulteriore vespaio e mettendo in agitazione tutta la Federazione della stampa che preannuncia iniziative di vario genere. A questo si aggiunga la raccolta di firme promossa sempre da Repubblica che ha raggiunto quota 220.000 firme, tra le quali l’intera intellighenzia culturale di sinistra come ai bei tempi che furono (vedi Manifesto contro Calabresi & co.).

Orbene, quello che vogliamo dire chiaro e forte è che Berlusconi sbaglia. Sbaglia a usare le armi della querela e le intimidazioni a sfondo economico nei confronti dei giornali che lo incalzano, anche se questi hanno superato in molti casi la soglia dello squallore mediatico, passando abbondantemente il segno. Ma sbaglia ugualmente, perché i fogli di opposizione fanno il loro mestiere d’opposizione e non si contano i casi in cui anche i quotidiani di destra (Libero, il Giornale e Panorama che esce oggi col titolo “Mistero Boffo”) hanno fatto lo stesso.

Qui sta il punto però. Gli stessi che come oggi D’Alema parlano di «Quest’uomo (Berlusconi) che è determinato a mantenere il suo potere, a reagire con violenza contro le voci critiche, aprendo una fase delicata nella vita del Paese», non hanno esitato a usare le stesse armi quando erano i loro il bersaglio di simili campagne mediatiche. Il nostro Lider Massimo ha fatto addirittura di peggio, citando Forattini per una vignetta apparsa su Repubblica e di chiaro stampo satirico.

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Ahmadinejad risponde a muso duro a Obama: "Prima gli Usa risarciscano l'Iran, poi il dialogo"

pubblicato da Luca Landoni

Non si sono fatte attendere le reazioni internazionali alle aperture di Obama, che potete qui vedere nel video originale dell’intervista ad Al Arabiya. Ma mentre il neo-presidente registra il primo successo diplomatico, inducendo il collega russo Medvedev a cancellare il programma di ritorsioni contro il progetto di scudo antimissile in Polonia e Ungheria, molto diversa è la reazione dell’Iran.

Il presidente Ahmadinejad non smentisce infatti la sua fama di duro, e rifiuta qualunque dialogo prima di aver ottenuto il ritiro americano da tutti i fronti, nonché un risarcimento globale al suo paese per le ingerenze Usa manifestatesi nel corso degli anni a partire, come riferisce il Corriere, dal golpe del 1953 con cui fu rovesciato il premier di allora Mohammed Mossadegh.

È probabile che la sua posizione sia dettata anche dal timore di perdere un potere interamente basato sulla contrapposizione a Usa e Israele. Se infatti dovesse venire a patti con il grande nemico perché mai il suo popolo dovrebbe rieleggerlo, a fronte di avversari politici interni ben più coerenti e diplomaticamente validi? Ahmadinejad è un condottiero che ha bisogno di una guerra per giustificare la sua leadership e per questo ha rimarcato a chiare lettere che per ottenere il dialogo Obama deve prima togliere il proprio sostegno a Israele. Tutto questo ben sapendo che non lo farà mai.

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Processo Mills: l'avvocato inglese ammette di aver dichiarato il falso e chiede scusa a Berlusconi

pubblicato da Luca Landoni

Da tempo mi ripromettevo di scrivere del processo Mills, come ben sanno i lettori, e so bene che il farlo ora susciterà qualche sospetto, come se avessimo atteso una svolta a favore dell’ex-imputato stralciato dal Lodo Alfano, Silvio Berlusconi. D’altra parte a carico del Cavaliere c’era poco o nulla prima e c’è praticamente niente del tutto ora, e se torniamo ad occuparci di questa vicenda è perché è salita improvvisamente alla ribalta in seguito alle dichiarazioni rese ieri da David Mills.

«È doveroso dire sin dall’inizio che ho fatto degli errori - ha scritto Mills nel suo memoriale di 9 pagine letto ieri in aula. - Ho condotto male i miei affari e ho causato molti fastidi a delle persone che non hanno in nessun modo meritato un tale guaio, ma non sono mai stato corrotto da nessuno: né da Carlo Bernasconi, né dal dottor Silvio Berlusconi o qualsiasi altra persona».
«Nel corso della mia attività professionale moltissime persone si sono fidate della mia integrità, nessuno di loro ha mai avuto ragione di lamentarsene. Ma con mio grandissimo rammarico sia il dottor Attanasio che il dottor Berlusconi sono stati vittime dei miei errori - ha aggiunto - quindi colgo questa occasione per porgere le miei profondissime scuse a tutti e due, per i disagi che questa faccenda ha causato».

Ricordiamo che Mills aveva reso una testimonianza di segno contrario, poi ricusata, in cui affermava di aver ricevuto il denaro da Bernasconi, uomo di fiducia dell’attuale Presidente del Consiglio deceduto nel 2001, per la sua reticenza durante gli interrogatori. L’avvocato inglese aveva giustificato questo comportamento con la paura di essere arrestato, affermando in seguito che i soldi provenivano dall’imprenditore Diego Attanasio e non dalla Fininvest. Il suo unico scopo era non finire in galera, ma ora dovrà fronteggiare la richiesta di risarcimento danni partita dai legali della Presidenza del Consiglio.

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Dalla Germania l'attacco al Presidente Napolitano. "E' un comunista che crede di essere ancora in guerra"

pubblicato da Luca Landoni


Frankfurter Allgemeine contro Napolitano. Siamo tornati in guerra, anche se fortunatamente solo a parole. E’ pu vero che a volte le parole possono essere macigni, e quelle usate dal più autorevole giornale tedesco sono davvero pesanti. L’antefatto è il discorso tenuto dal Capo dello Stato a El Alamein domenica 26 ottobre, in occasione dell’inaugurazione del nuovo sacrario italiano dei caduti, anche se in realtà tutto va ricondotto alla famigerata sentenza della Cassazione sui risarcimenti dovuti dal governo tedesco alle vittime della strage di Civitella d’Arezzo.

Ma andiamo con ordine. Il 21 ottobre la Suprema Corte condanna lo stato tedesco a pagare 800.000 euro ai familiari delle vittime (203) della suddetta strage. Berlino obietta di considerare chiuso ogni contenzioso a seguito del trattato di pace stipulato con l’Italia nel 1947 e della successiva Convenzione di Vienna del 1961, ma il pg Rosin risponde che «gli accordi internazionali non includono i danni morali per le stragi naziste, ma solo per ebrei deportati». Inutile dire che è impossibile costringere la Germania a pagare, e infatti ciò difficilmente avverrà, ma di certo la cosa non ha contribuito a migliorare i rapporti tra i due stati, oggi più tesi che mai.

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