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Tutti gli articoli con tag risultati

Ministro dell'anno: passano Tremonti e Carfagna. Al via il gruppo B

pubblicato da Luca Landoni



Il primo dei 3 gruppi del gioco-sondaggio Vota il ministro dell’anno si è concluso con la straripante vittoria di Giulio Tremonti. Il titolare dell’Economia ha praticamente doppiato tutti i rivali e accede facilmente alla finale.

Serratissima la volata per il secondo posto utile, con Mara Carfagna che a sorpresa l’ha spuntata su Matteoli, La Russa e Ronchi. Ultimo staccatissimo il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi.

Dopo il salto trovate i risultati completi, mentre da ora si può votare per il Gruppo B, con tempo limite domenica alle ore 22.

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Amministrative comunali-provinciali e Referendum 2009. Risultati, exit poll e sondaggi in liveblogging

pubblicato da Luca Landoni

Ballottaggi amministrative comunali e provinciali. I risultati. province di Milano e Venezia al Pdl all'ultimo respiro

pubblicato da Luca Landoni


Dalle ore 15 qui troverete aggiornati in diretta minuto per minuto i risultati del secondo turno delle elezioni amministrative comunali e provinciali.

Provincia di Milano (2905/2905). Podestà CDX 50,2% - Penati CSX 49,8%
Provincia di Torino (1118/2316). Porchietto CDX 41,6% - Saitta CSX 58,4%
Provincia di Parma (150/469). Lavagetto CDX 42,4% - Bernazzoli CSX 57,6%
Provincia di Venezia (862/862). Zaccariotto CDX 51,9% - Zoggia CSX 48,1%
Provincia di Brindisi (106/379). Saccomanno CDX 43,8% - Ferrarese CSX 56,2%
Provincia di Alessandria (224/545). Stradella CDX 48,4% - Filippi CSX 51,6%
Provincia di Rimini (9/292). LombardiCDX 45,1% - Vitali CSX 54,9%

Comune di Firenze (213/361).Galli CDX 40% - Renzi CSX 60%
Comune di Bologna (108/449). Cazzola CDX 38,1% - Delbono CSX 61,9%
Comune di Bari (115/345). Di Cagno CDX 40% - Emiliano CSX 60%
Comune di Padova (112/208). Marin CDX 48,1% - Zanonato CSX 51,9%

Referendum Segni-Guzzetta. Dati sul quorum e risultati. Praticamente ufficiale: il referendum non ha raggiunto il quorum

pubblicato da Luca Landoni


Manca poco meno di un’ora alla chiusura dei seggi, e appare estremamente difficile che il referendum Segni-Guzzetta possa raggiungere il quorum. Il dato delle 22 di ieri dava il 16,5 % medio di affluenza, (16,7 il terzo sulle candidature multiple) e benché l’ultimo giorno spesso si assista a una corsa al voto dei ritardatari, la soglia del 50% più uno rimane ben lontana.

In questo post vi terremo comunque aggiornati sui dati relativi all’affluenza, nonché alla percentuali dei e dei No, minuto per minuto.

Ore 15.15. I primi 600 comuni (su 8100) vedono un dato di affluenza al referendum di poco superiore al 15%. A questo punto possiamo confermarvi che a meno di un miracolo il referendum non è valido.

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Le elezioni europee incoronano Lega e Di Pietro. Male Pdl e Pd. Il referendum che inneggia al bipolarismo sconfitto prima ancora del voto

pubblicato da Luca Landoni

In attesa dei risultati delle amministrative, certamente decisivi nella formazione dei nuovi equilibri politici nazionali, è già tempo di tracciare un primo bilancio di un voto “europeo” ormai pressoché definitivo. La prima notazione è di cautela. Storicamente il voto alle europee è bizzarro e si orienta in maniera molto più originale di quello politico o amministrativo. Tutti ricordiamo ancora bene l’exploit della Lista Bonino 10 anni fa, quando arrivò a sfiorare il 10%, così come abbiamo ben presente che l’elevata astensione tipica di questi appuntamenti cambia sostanzialmente le percentuali finali.

Ciò detto non è comunque possibile chiudere gli occhi di fronte alla chiara indicazione venuta dalle urne: il bipolarismo esce fortemente ridimensionato a favore delle realtà “terze” dell’uno e dell’altro schieramento. Il grandissimo risultato della Lega Nord e dell’Italia dei Valori - benché frutto di logiche differenti, che analizzeremo più avanti - assume una valenza di forte opposizione a quella che fino a qualche anno fa veniva ritenuta una tendenza chiara del paese, ovvero quel sistema maggioritario che doveva sfociare in un duopolio all’americana.

La prima conseguenza di questo stato di cose è la sconfitta del referendum, cui saremo chiamati con il secondo turno delle amministrative; sconfitta che avviene prima ancora del voto. I suoi principi ispiratori infatti sono quelli del bipolarismo spinto e della cancellazione di ogni “piccola” opposizione, con il divieto di apparentamento. Come abbiamo scritto più volte si tratta di un referendum liberticida, che configura una legge truffa come quella che le sinistre hanno giustamente più volte avversato dagli anni 50 a oggi. Il referendum è destinato a fallire miseramente e non possiamo che rallegrarcene.

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Elezioni europee: i risultati del 2004. Comparazione con i sondaggi 2009

pubblicato da Luca Landoni


A due giorni dalla chiusura delle urne elettorali vi ripresentiamo il risultato del 2004, per farci un’idea su come potranno cambiare gli equilibri all’interno della rappresentanza italiana in sede di Parlamento europeo.

Forza Italia e An 5 anni fa si presentarono separatamente ottenendo rispetticvamente il 21,0 e l’11,5%, per un totale del 32,5%. È assai probabile che questa quota cresca almeno di 7-8 punti attestando il Pdl sopra il 40%. A ciò si aggiunga la Lega Nord, che nel 2004 riportò un modesto 5%, ma che dai sondaggi è data intorno al 10. Il dato complessivo del governo potrebbe dunque crescere dal 37,5 al 50% circa.

Il centrosinistra presentava la lista Uniti nell’Ulivo, che raccoglieva Margherita e Ds, riportando un buon 31,1% che ne faceva la prima forza politica del paese. Per ammissione dello stesso Franceschini per l’attuale Pd si potrebbe invece parlare di discreto successo a partire dal 25%. L’Idv si confronta invece con il dato della lista Di Pietro-Occhetto (2,1%). Qui si prevede un boom di consensi che potrebbe realisticamente arrivare almeno a quadruplicare quel risultato. Complessivamente azzardiamo un 33/35% per le due principali forze di opposizione.

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Stasera a Ballarò: il tema della sicurezza e le elezioni in Sardegna

pubblicato da Luca Landoni

Questa sera Ballarò coglierà al balzo l’occasione occupandosi ovviamente delle elezioni in Sardegna appena conclusesi, nonché delle prospettive future, in vista delle elezioni europee di giugno. Purtroppo mamma Rai non ha reso noti gli ospiti e non ci è dato sapere in anticipo se sarà presente qualche protagonista della tornata di ieri, ma rimane la speranza di sentire le parole dei due sfidanti Soru e Cappellacci, magari registrate.

Oltre a ciò, Giovanni Floris affronterà il tema della sicurezza, ritornando sui recenti provvedimenti del Governo e cercando di sviscerare quelli allo studio, in particolar modo riguardo all’emergenza-stupri.

Il problema sicurezza spinge il governo a un nuovo decreto. Ma è a questo che serve la politica? A intervenire d’urgenza su tutte le questioni che si aprono o s’inaspriscono di volta in volta?

Il programma sarà come sempre aperto dalla copertina satirica di Mauriozio Crozza e avrà inizio su Rai3 alle ore 21,05. Buona visione

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Elezioni in Sardegna: trionfo di Cappellacci. I risultati definitivi

pubblicato da Luca Landoni



Ieri notte ci eravamo lasciati con la metà delle sezioni scrutinate e un risultato pressoché certo: la netta vittoria del candidato Pdl Ugo Cappellacci e della sua coalizione. Ora che i risultati sono quasi definitivi nell’entourage del governatore uscente Renato Soru si respira l’aria della disfatta. Soru subisce infatti un divario di quasi 80.000 voti e 9 punti percentuali, ma ancora peggio va alle singole liste che lo sostenevano.

La prima conseguenza di tutto ciò è l’inesorabile bocciatura del fondatore di Tiscali come possibile leader nazionale del centro-sinistra. La sconfitta è infatti di proporzioni troppo ampie per salvare le sue responsabilità rispetto ai partiti cui si appoggiava. Ma lasciamo la parola alle cifre, sottolineando anche l’ennesima cantonata presa da Crespi, che aveva previsto un lieve margine (+1,5%) a favore di Soru.

sez. 1658/1812

Renato Soru 42,89% - 378.246 voti
(Pd, Prc, Pdci, Idv, La sinistra e Rossomori);

Ugo Cappellacci 51,90% - 457.676 voti
(Pdl, Udc, Mpa, Riformatori, Uds-Nuovo Psi e Psd’Az)

Peppino Balia 1,56%
(Partito Socialista)

Gavino Sale 3,07%
(Irs Indipendentzia Repubrica de Sardigna)

Gianfranco Sollai 0,55%
(Unidade indipendentista)

Dopo il salto i dati sul voto di lista.

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Regionali Sardegna: risultati in diretta. Cappellacci quasi eletto con 20.000 voti di vantaggio su Soru a metà scrutinio

pubblicato da Luca Landoni


Entra nel vivo lo spoglio, davvero lentissimo, delle elezioni amministrative per la Regione Sardegna. Un primo sondaggio Crespi dava leggermente in testa Soru, con il centro-destra avanti nel voto di lista, ma i dati reali al momento appaiono diversi.
Per un confronto, qui trovate i risultati delle precedenti amministrative del 2004.

I risultati in tempo reale:

Ore 0.13 - sez. 806/1812

Renato Soru 44,9% - 179.289 voti
( Pd, Prc, Pdci, Idv, La sinistra e Rossomori);

Ugo Cappellacci 50,0% - 199.514 voti
(Pdl, Udc, Mpa, Riformatori, Uds-Nuovo Psi e Psd’Az)

Peppino Balia 1,6%
(Partito Socialista)

Gavino Sale 3,0%
(Irs Indipendentzia Repubrica de Sardigna)

Gianfranco Sollai 0,6%
(Unidade indipendentista)

Voto di lista - sez. 806/1812

Pd 26,0%
Prc 3,4%
Pdci 1,8%
Idv 5,0%

Pdl 30,6%
Riformatori sardi 6,5%
Uds-Psi 3,0%
Psd’Az 4,0%
Udc 9,5%

Irs 1,9%

Questo è l’ultimo aggiornamento per oggi. Arrivederci a domattina per i risultati finali.

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Regionali Sardegna: Soru in testa di un'incollatura secondo il sondaggio Crespi.

pubblicato da Luca Landoni



Il presidente uscente Renato Soru (Pd) appare in vantaggio dell’1,5% su Ugo Cappellacci (Pdl) nella corsa elettorale per la guida della Regione Sardegna. Questo il dato rilevato dall’unico sondaggio sul tema, effettuato da Crespi Ricerche e reso noto da Repubblica. Il centro-destra sarebbe invece avanti del 2,5% quanto a voti di lista. Tutto ciò in attesa dei dati reali, di cui vi daremo conto appena possibile.

Ricordiamo che l’ultimo dato sull’affluenza, aggiornato alle 11 di oggi, dava alle urne il 54,8% degli aventi diritto. I candidati sono Renato Soru (”Lista Soru presidente” appoggiata da Pd, Prc, Pdci, Idv, La sinistra e Rossomori); Ugo Cappellacci (Il popolo delle libertà sostenuto da Pdl, Udc, Mpa, Riformatori, Uds-Nuovo Psi e Psd’Az); Peppino Balia (Partito Socialista); Gavino Sale (Irs Indipendentzia Repubrica de Sardigna); Gianfranco Sollai (Unidade indipendentista).

Nel 2004 Soru ottenne il 50,4% contro il 40,5% di Pili (Pdl).