
La scorsa settimana, come raccontato (anche) da polisblog.it, il Viceministro dei Trasporti Roberto Castelli ha ammesso le deficienze del sistema ferroviario italiano precisando che per le tratte dell’alta velocità bisogna migliorare la comunicazione tra gli addetti ai lavori.
Le infrastrutture italiane, come sottolineato (anche) da Emma Marcegaglia, allo stato attuale non potranno garantire al paese il futuro a cui dovrebbe aspirare per poter crescere nei migliori dei modi.
Per capire perché l’Italia sia ancora vittima del proprio passato abbiamo deciso di intervistare Claudio Gatti, autore per chiarelettere, dell’inchiesta “Fuori Orario”.
Di cosa parla “Fuori Orario”?
Nel 2011, l’Italia compierà 150 anni. In quello stesso anno le Fs perderanno il monopolio della tratta più redditizia dell’intero sistema ferroviario, e cioè la Roma-Milano ad alta velocità.
Continua a leggere: Intervista - polisblog incontra Claudio Gatti, autore di “Fuori Orario”

La rete dei trasporti, in Italia, costituisce un vero e proprio mistero paragonabile a quelli di Fatima. Malgrado tutti, politici e cittadini, siano a conoscenza delle deficienze nessuno prova a risolverle. Sul solo ponte dello stretto di Messina si è discusso per decenni.
Di più non si riesce. Per pigrizia. Per ignoranza. E per una serie di incomprensioni. Per capirlo è sufficiente riflettere sul confronto pubblico avvenuto ieri a Milano durante l’apertura della Mobility Conference.
Malgrado l’ammissione di Roberto Castelli (Viceministro ai Trasporti), secondo il quale l’alta velocità in Italia non è ancora funzionante ferroviaria, Altero Matteoli ha deciso di replicare ad Emma Marcegaglia (Presidente di Confindustria), convinta che per la rete dei collegamenti del paese si debba fare qualcosa di più.
Continua a leggere: Trasporti: Roberto Castelli ammette i problemi dell’alta velocità ferroviaria
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Per capire quanto l’attacco di Roberto Formigoni contro le Ferrovie dello Stato, colpevoli secondo il Governatore della Lombardia di aver bloccato i treni senza interpellare la regione che amministra, sia sterile è sufficiente soffermarsi su quanto l’esponente politico ha fatto per i pendolari negli ultimi anni.
Lui e la sua Giunta sono diventati sempre più degli spettatori di un reality show composto da concorrenti che quotidianamente hanno dovuto confrontarsi con dei mezzi di trasporto degni del più povero paese africano. Con tutto il rispetto per il continente nero.
Perché arrabbiarsi solo ora per l’inefficienza di Trenitalia? Perché parlare di disservizi solo, e soltanto, nel momento in cui sono conclamati e non risolti da tutti? Perché non mettersi in gioco e capire come prevenire gli stessi disagi (sicché in ogni anno c’è spazio per l’inverno)?
Continua a leggere: Aspettando l’Expo Roberto Formigoni pensa ai pendolari (solo se nevica)