
L’inutile balletto in corso sulla ricerca di un possibile candidato premier da anteporre a Silvio Berlusconi ha allontanato, ancora di più, il Partito Democratico tanto che negli ultimi giorni si sta consumando una vicenda che tanto all’elettorato ricorda l’amore che i politici, talune volte, hanno per quella burocrazia che ha rallentato spesso il paese.
Tutto inizia quando il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, fregandosi della bandiera politica a cui appartiene, chiede a Umberto Veronesi (oncologo di fama internazionale nonché ex Ministro della Salute nonché senatore in quota Pd) di presiedere l’agenzia per il nucleare su cui sta lavorando.
Veronesi, inizialmente ostacolato da alcuni esponenti del Pdl (come accennato da Dagospia), prende in considerazione la proposta dell’ex Ministro delle Pari Opportunità fino al momento in cui il Partito Democratico pone al medico un ultimatum. O all’agenzia sul nucleare, con la maggioranza, o al Senato, con l’opposizione.
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La cronaca negli ultimi mesi ci ha offerto una serie di spunti interessanti. Malgrado di territorio non si parli ufficialmente, l’ambiente è spesso oggetto del dibattito politico. A causa di una legge su questo argomento è saltata la giunta Soru mesi prima delle elezioni regionali del 2009.
La mancata tutela del territorio ha causato un’alluvione omicida in Sicilia. Della tragedia ambientale lombarda, a causa della quale il fiume Lambro è stato inquinato ne ragioneremo ancora. E ancora.
Il dibattito sul nucleare si è arenato proprio sulla scelta dei siti. L’Europa ha imposto all’Italia l’acquisto di energia pulita qualora non riuscisse entro il 2020 a produrne a sufficienza. Non è detto che se di ambiente non si ragioni apertamente l’argomento non aleggi nell’aria. Per questo motivo abbiamo deciso di fare un punto con Marco Roveda, fondatore di LifeGate.
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Fatta eccezione per il dibattito riguardante la costruzione di centrali nucleari, in Italia di ambiente non si parla. La scomparsa dei Verdi, nelle stanze del potere, ha agevolato il disinteresse della classe politica concentrata, per lo più, su altri argomenti.
La cronaca, e quanto sta succedendo in queste ore in Lombardia e in Emilia Romagna (dove buona parte dei corsi d’acqua sono stati inquinati da una quantità di gasolio perso dalla Lombardia Petroli), obbliga tutti ad una riflessione.
Chi pagherà per quanto sta succedendo? Possibile che in un paese dove un giorno sì e l’altro pure si propone un disegno di legge non esista, o non si faccia applicare (che è molto peggio), una normativa che condanni chi ha provocato questo danno ambientale?
La discussione, di fatto già scemata, sull’apertura di nuove centrali nucleari in Italia spiega meglio di altri esempi quanto l’attuale Governo amministri il paese senza la necessaria lungimiranza. Fatta eccezione per l’Unità, in pochi, hanno analizzato i reali costi. Quindi quanto i cittadini dovranno pagare per sostenere, volontariamente o no, il progetto.
Ebbene, a poche settimane da quel dibattito, il Ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola dimostra di non voler investire sul futuro ma solo su un presente. Solo un momento mediaticamente interessante.
Intervistato su Canale 5, l’esponente politico ha promesso allo stabilimento Fiat di Termini Imerese un futuro grazie alle numerose proposte che sono arrivate per il comprensorio industriale.
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Dei vari candidati, alle varie elezioni regionali, l’unica a pronunciarsi sul ritorno del nucleare in Italia è stata Emma Bonino. Su l’Unità di ieri che sull’argomento ha confezionato uno speciale soddisfacente. La stessa Renata Polverini, sfidante della rappresentante dei Radicali nel Lazio, ha preferito glissare sull’argomento.
Lei è una sindacalista mica un’amministratrice, benché sia scesa in politica per quel ruolo. Per una poltrona che, in linea di massima, non dovrebbe regalare solo privilegi. Qualche onere dovrà pur portarlo in dote a tutti questi aspiranti primi cittadini.
Protagonisti di una scena politica al quanto bizzarra. Ciò che decide il capo, in questo caso Silvio Berlusconi, non viene poi messo in pratica a livello locale tanto che il Governatore Pdl della Regione Sicilia si è espresso negativamente, insieme ai rappresentanti locali del Pd, su una probabile costruzione di una centrale nucleare sull’isola.
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