Attraverso una lettera pubblica alcuni dei più importanti giornalisti, operanti anche su internet, si sono appellati a Giulia Bongiorno, che per il Governo Berlusconi su occupa della presidenza della Commissione Giustizia del Camera dei Deputati, affinché chi scrive per il web possa farlo in piena libertà.
Di seguito, per cui non avesse ancora avuto modo di leggere il documento sul blog di Alessandro Gilioli o di Vittorio Zambardino, vi riportiamo la lettera sottoscritta anche da Arianna Ciccone (del Festival Internazionale del Giornalismo) e Guido Scorza (Presidente Istituto per le politiche dell’innovazione).
“La decisione con la quale, lo scorso 21 luglio, il Presidente della Commissione Giustizia della Camera, On. Giulia Bongiorno, ha dichiarato inammissibili gli emendamenti presentati dall’On. Roberto Cassinelli (PDL) e dall’On. Roberto Zaccaria (PD) al comma 29 dell’art. 1 del c.d. ddl intercettazioni costituisce l’atto finale di uno dei più gravi – consapevole o inconsapevole che sia – attentati alla libertà di informazione in Rete sin qui consumati nel Palazzo.
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La Siae - come riportato questa mattina dalla Stampa - ha risposto al parlamentare del Popolo della Libertà Roberto Cassinelli che nei giorni scorsi aveva condiviso con quaranta colleghi un disegno di legge per permettere la riproduzione dell’inno di Mameli gratuitamente.
Secondo quanto sottolineato dalla società italiana degli autori e degli editori l’inno nazionale è già fruibile senza il pagamento dei diritti poiché i diritti d’autore sono caduti diventando di pubblico dominio, come sempre accade, dopo 70 anni dalla morte dell’ideatore di un pezzo.
Il caso era scoppiato a seguito di un concerto tenutosi a Messina lo scorso anno per il quale la Siae aveva richiesto il pagamento di 1000 euro. La somma, ha precisato la Siae, era stata richiesta per altri brani suonati durante quel concerto.
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