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Tutti gli articoli con tag roberto castelli

Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Pierluigi Bersani: la mazzata. Voto 7 + Il segretario del Pd sul declassamento del rating italiano da parte di Moody’s: “E’ una mazzata. L’Italia è meglio di quel rating, ma se non c’è un cambiamento, la sfiducia rischia di tirarci a fondo”. Una batosta tira l’altra.

Umberto Bossi: la martellata. Voto 4 - Il Senatur “suonato” manda avanti Roberto Castelli contro Giorgio Napolitano accusato di avere “ancora in mente la repressione in Ungheria”. Il Carroccio cala nei sondaggi e il Trota boccheggia. Urge mangime per la base.

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No Tav secondo Castelli - La bufala della catapulta

pubblicato da Alberto Puliafito

La catapulta no tav

No Tav - Ieri sera Piazzapulita, il nuovo programma di Corrado Formigli si è occupato dei No Tav, con un collegamento in diretta condotto da Alessandro Sortino (che sul tema si è già impegnato per Exit e per Presadiretta).

La cosa davvero incredibile è stata l’arringa di Roberto Castelli, presente in studio, per contrastare il movimento No Tav con le solite parole chiave, che ormai circolano da anni e che sono facilmente smentibili. Primo: il fantomatico corridoio 5 che dovrebbe collegare un oceano all’altro: esiste solo nella testa di chi lo racconta; secondo: la vecchia linea ferroviaria, su cui già scorre il Tgv (ovvero il treno veloce) viene definita come “una galleria troppo piccola”; terzo: i No Tav vengono dipinti come uno sparuto gruppetto di violenti che si oppongono a un’opera, mentre la realtà dei fatti e le persone che hanno parlato ieri sera, a cominciare dal Sindaco di Avigliana, hanno mostrato quanto sia fasulla questa immagine; quarto: l’opera viene definita necessaria per lo sviluppo del Paese, nonostante fior di economisti abbiano espresso parere contrario in merito, e nonostante i dati del traffico merci non siano parte di quella curva iperbolica di crescita che ci viene costantemente propinata; quinto, Castelli ha raccontato che i No Tav hanno fatto fallire la ditta che avrebbe dovuto effettuare lo scavo: è falso, la ditta è fallita per inadempienze nei confronti dell’erario.

Ma il capolavoro mediatico, Castelli, lo fa per dimostrare la propria tesi sui No Tav violenti: cita la catapulta (che vedete nell’immagine) sequestrata dalle forze dell’ordine che presidiano il cantiere inesistente di Chiomonte. La catapulta di cui parla Il Giornale come prova della violenza valsusina. Guardatela bene, la catapulta. Pur non essendo fisici o ingegneri, potrete facilmente notare che… può funzionare con molta fatica, diciamo così. Dopo il salto, per agevolarvi, l’immagine di una vera catapulta.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Deputati costretti in massa e a tempo pieno alla Camera per votare la legge che serve al Cav. Non conta partecipare al dibattito-fiume con attenzione. Allora ci si può distrarre per lunghi periodi e gli Ipad pullulano tra i banchi. C’è chi li usa per visitare siti web di dubbio interesse e chi si esercita con videogame di varia natura. Basta essere in aula per schiacciare il bottone quando interessa a Berlusconi. La voce dell’IPad-rone

L’onorevole Carlucci inorridisce di fronte ai testi scolastici eversivi vergati da storici staliniani o anti-berlusconiani a prescindere. Secondo l’ex soubrette, ad esempio, è impensabile che nel pantheon degli eroi risorgimentali non ci sia un posto per Mike Bongiorno. Meno male che c’è lei a indicarci il senso vero e profondo della storia patria. Giosuè Carlucci

Bufera su Castelli che non esclude l’idea di sparare agli immigrati. Tra pistole e fucili padani dove finiremo? Smarrita la (Be)retta via…

Sarkozy e il Cav, gemelli diversi. Si è sfaldato il sarkoberlusconismo? Così simili tra loro eppure in rotta sulle rotte dei disperati del Nord Africa. Ora si attende il vertice del 26 aprile. Faranno pace? Troveranno unità d’intenti? Più nani più belli

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Pier Ferdinando Casini: smaschera. Voto 6+. Il leader dell’Udc: “L’immagine di Berlusconi davanti al Palazzo di Giustizia mi fa venire in mente il cappio sventolato dalla Lega in aula venti anni fa”. Chi di cappio ferisce, di cappio perisce. La storia (non) si ripete?

Roberto Castelli: maschera. Voto 3 -. Il viceministro alle strutture: “Respingere gli immigrati, delinquono, ma non possiamo sparargli, almeno per ora”. Non solo balle elettorali. Non possiamo mandarli a casa (premier, governo, parlamento), almeno per ora.

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Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Francesco Rutelli: il ritorno. Voto 7-. Il leader di Api: “Il governo è senza maggioranza, il premier ne prenda atto e si dimetta”. Perché questa insistenza dei centristi per l’uscita di Berlusconi prima del 14 dicembre?

Roberto Castelli: la fuga. Voto 5-. Il viceministro alle Infrastrutture: “Facendo i conti della serva, la maggioranza non c’è più”. Già. Perché il leghista non dà l’esempio e va a casa? Intanto il Senatur gioca col pallottoliere.

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Vanity Fair. Perché Roberto Saviano ha ragione quando accusa la Lega Nord?

pubblicato da Giovanni Molaschi



L’intervista che Roberto Saviano ha rilasciato a Vanity Fair ha generato, fin da ieri, una serie di polemiche tanto che la Lega Nord, responsabile secondo lo scrittore della crescita della ‘ndrangheta nell’hinterland milanese, ha già fatto sapere di non condividere quanto scritto dal settimanale di Condé Nast.

Roberto Saviano, che ne dica Roberto Castelli (ex Ministro della Giustizia oggi impiegato alle Infrastrutture), ha ragione. Per capirlo è sufficiente soffermarsi sulle notizie delle ultime settimane.

In meno di sette giorni Gad Lerner, sul proprio blog (sul quale aveva anticipato il maxi arresto che a Milano avrebbe consegnato alla giustizia più di 300 malavitosi), ha spiegato per ben due volte perché la Lega Nord è responsabile della crescita della ‘ndrangheta al Nord che come spiegato su 02blog.it rischia di inficiare la realizzazione, già pericolante, di Expo 2015.

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Italia salva! Umberto Bossi senatore ... a vita....

pubblicato da Massimo Falcioni

La notizia non è di quelle che bloccano il globo terracqueo, però il respiro lo toglie. Anzi, si rischia che ti vada tutto di traverso e ci resti secco.

Il sempre attento Affaritaliani di Angelo Maria Perrino lancia urbi et orbi la dichiarazione “choc” (c’è proprio scritto così) del sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Roberto Castelli.

Il “fenomeno”, già … rinomato ministro leghista, spinge duro per fare senatore “a vita” il suo gran capo Umberto Bossi. Perché, testuale: “Bossi sarà ricordato come il salvatore della Patria”. Con la “p” maiuscola.

Con tutti i c … i di questi giorni, finalmente gli italiani (anche il … “trota” Renzo Bossi) possono tirare un gran respiro di sollievo. Eureka!

La risposta al buon Castelli è una sola: una sonora e prolungatissima pernacchia.

I servi di Roberto Cota bloccano in Piemonte la pillola abortiva Ru 486

pubblicato da Giovanni Molaschi

Il problema in Italia non è costituito solo dagli amministratori. Anche i servi, e le persone che aspirano a questo ruolo, hanno le proprie responsabilità. In Piemonte, ad esempio, sono state sufficienti delle dichiarazioni del nuovo Governatore Roberto Cota sulla pillola abortiva Ru 486 per rallentarne l’arrivo negli ospedali locali.

A nulla è servito il richiamo del Ministro della Salute Ferruccio Fazio che a tutti aveva ricordato che la somministrazione del medicinale sarebbe avvenuta secondo le regole approvate nelle settimane precedenti.

In Piemonte la pillola tarda ad arrivare malgrado proprio negli ospedali torinesi sia stata condotta, per l’Italia, la sperimentazione del farmaco dall’equipe del ginecologo Sergio Viale che all’Unità ha fatto presente le proprie preoccupazioni.

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In Piemonte ritorna il Medioevo. Roberto Cota contro i gay e la pillola abortiva Ru-486

pubblicato da Giovanni Molaschi



Mai come in queste ore si è percepita la complessità della Lega Nord. Un partito dove il nepotismo, rappresentato da Renzo Bossi, convive con persone che si sono contraddistinte per il loro talento, come ad esempio Luca Zaia che per l’agricoltura italiana si è impegnato molto, e altre che confermano i propri limiti.

Roberto Castelli al confronto con gli elettori di Lecco, dove si è presentato per diventare sindaco, non è riuscito a fare meglio del disastro realizzato precedentemente come Ministro della Giustizia.

Nel calderone, fino a pochi giorni fa, non era ancora riuscito a contraddistinguersi Roberto Cota che a 48 ore dalla vittoria in Piemonte, contro il Governatore uscente Mercedes Bresso, ha fatto capire che lui della modernità che la regione era riuscita a raggiungere, brillando in occasioni internazionali come ad esempio le olimpiadi invernali, se ne sbatte.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

La sconfitta…Palese in Puglia fa la prima vittima illustre (e annunciata) nel centrodestra. Si è dimesso infatti il ministro agli Affari regionali del Pdl. CrociFitto

Gli elettori bocciano le ambizioni di doppio incarico coltivate da Castelli e Brunetta, bastonati sonoramente alle Comunali di Lecco e Venezia. Per loro niente raddoppio della poltrona. I multichiappa

Bersani non fa mea culpa e invece di ammettere che la debacle piemontese è bruciante, preferisce sottolineare che la Bresso ha perso soltanto per 9mila voti. Chi glielo dice che dare il patriottico Piemonte alla Lega è come consegnare una giovane vergine a Rocco Siffredi? Il patito dell’amore (protetto)

Ora si torna a parlare di riforme condivise, di patto Berlusconi-Fini per la legislatura, di dialogo con l’opposizione, di politica che si dovrebbe riavvicinare al Paese. La solita musica, con il solito dj: il Cav. PredelLinus

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