Silvio Berlusconi: fanfarone. Voto 3 L’ex premier non si smentisce sul mensile USA The Atlantic: “Non sono un playboy, ma un playman. Con più gay in giro c’è meno competizione. Mio nipote è come me: ha 4 anni ed è già affascinato dalle donne”. Cresce il “trotino” …
Roberto Formigoni: faraone. Voto 3 Il “Pirellone bis” costa 570 milioni, con eliporto e foresteria. Due piani per il Governatore: per arredare l’ufficio e l’appartamento spesi 127mila euro. Tavolo da 11mila euro e sofà da oltre 4mila. Sacrifici sì, ma per gli altri.
Il governatore della Lombardia Roberto Formigoni dà voce al sentimento crescente nel Pdl che invoca il “passo indietro” del premier Silvio Berlusconi.
I deputati ribelli del partito del Cavaliere salgono a 20, pronti a costituire alla Camera un gruppo autonomo capace di far saltare questo governo. Il Cavaliere, inchiodato nella difesa a oltranza della sua casamatta, pagherà caro questo arroccamento.
Ora, al di là delle pur significative vicende interne del Pdl e delle tribolazioni della maggioranza, quel che conta è capire se è davvero pronta l’alternativa. Tocca alle opposizioni dimostrare che hanno in mano le carte vincenti da giocare.
Il Pd, con la Piazza di San Giovanni, ha dimostrare di rappresentare lo zoccolo duro e visivo quale baricentro delle forze pronte al ricambio di governo. Significativa la presenza alla manifestazione di Idv e Sel e di altre componenti politiche e sociali importanti, a cominciare dalla Cgil.
Ma questo è “solo” un pezzo del centrosinistra. L’altro pezzo, quello imperniato sull’Udc di Casini (o Terzo Polo) pare più impegnato nella regia del travaso di deputati dal Pdl ai centristi che a fare fronte comune con il Pd. Intendiamoci, Casini sta facendo un lavoro importante, però con il limite di stare tutto chiuso nel Palazzo lasciando gli italiani in veste di spettatori.
Ora, tornando al Pdl, la proposta di Formigoni è chiara: “Dimettersi, allargare la maggioranza e dare vita a un governo a tempo, un anno e mezzo, per rimettere a posto la situazione economica italiana, guidato da una personalità indicata dall’attuale maggioranza o personalmente dallo stesso Berlusconi”. Un passo avanti o la solita furbata del cambiare tutto per non cambiare niente?
L’unica cosa certa è la crisi gravissima dell’I’Italia. Il Paese sta vivendo uno dei momenti più difficili della sua storia e non c’è una guida, non c’è un governo. Può durare?

Il PdL dichiara chiusa la campagna di iscrizione e celebra il milione di iscritti. Maurizio Lupi ha così commentato:
Risultato straordinario.
E ha senza dubbio ragione: se la cifra risponde al vero, è assolutamente straordinario che questo Governo resista nonostante tutto e che il PdL abbia ancora la fiducia di un milione di persone disposte addirittura a tesserarsi. Evidentemente, la consensificazione funziona.
Fabrizio Cicchitto la butta sulla concretezza:
I dati dimostrano che non ci troviamo di fronte né a un partito di plastica, né transitorio, ma a un soggetto politico profondamente radicato nella società e nella cultura politica di questo Paese
Il che è un chiaro messaggio ai giovani: se quel che dice Cicchitto è vero, infatti, tocca migrare prima possibile. A meno che non ci si voglia affidare a questa cultura e società che consente di radicarsi a idee vecchie, stantie e incapaci di fare il bene del Paese. E se qualcuno pensa ancora che siano in grado di fare bene, dovrebbe perlomeno ammettere che è surreale, la celebrazione del “milione di iscritti” in questi giorni di bufera politica e finanziaria. E che dimostra, una volta di più che quella politica lì è totalmente slegata dalla realtà.
Roberto Formigoni, invece, rilancia le primarie: è il suo tentativo - disperato o concreto? Lo vedremo a breve - di farsi finalmente avanti. L’unica carta che può giocare per sperare, forte dell’appoggio di CL, di spuntarla nella guerra di successione.
Nel contesto generale, tuttavia, la celebrazione del milione di iscritti pare quel contentino di carta che rendeva tanto felice il signor Bonaventura. Però, lo sventurato Bonaventura era onesto e ingenuo.
Ah, un’ultima considerazione: ma quando nascerà il nuovo “soggetto politico” che vuole Berlusconi, le tessere varranno ancora?
Roberto Formigoni: il furbotto. Voto 4- Il governatore della Lombardia spiega a Ballarò che la crisi è mondiale, che l’Italia ha vissuto al di sopra dei suoi mezzi, che ora la festa è finita ed è ora dell’austerità. Poi difende governo e premier. Ci fa o ci è?
Umberto Bossi: il furbone. Voto 4- Il Senatur dà gli ordini al Cavaliere su Bankitalia: “Berlusconi si decida a far votare Grilli, il milanese”. Per il leader della Lega non ci sono alternative. Premier o caporale di giornata? B&B, il gatto e la volpe.
Roberto Formigoni: takle. Voto 7 Il governatore insiste: “No a un Pdl dinastico. Tutti i nostri candidati a presidente di provincia, a sindaco o a premier devono essere scelti con le primarie. Le nomine dall’alto non devono più avvenire”. E il Cav?
Silvio Berlusconi: pressing. Voto 3 Il Cav nella bufera: rischia l’incriminazione sul caso escort- Tarantini, è “scomunicato” dai vescovi per la questione morale, mette ko il governo per la rottura con Tremonti, perde consensi. Se questo è il premier.
Roberto Formigoni: questione morale. Voto 3 Gli 80 consiglieri del Pirellone “stremati” per le 16 sedute in un anno si godono oltre 50 giorni di ferie estive (dopo i 70 giorni di stop per le elezioni milanesi) intascando 10 mila euro mensili più benefit. Basta!
Filippo Penati: questione penale. Voto 2 Un milione di euro di tangenti per l’ex big Pd tra il 2009 e il 2010, quando l’ex braccio destro di Pierluigi Bersani corre per la presidenza della Provincia prima e della Regione poi, sempre sconfitto. Vergogna!

Guerra di successione. Non si può chiamare in altro modo, quella di Roberto Formigoni. Il Governatore della Regione Lombardia ha aspettato pazientemente il suo turno. Ha atteso anni, pazientemente, alla Regione Lombardia. Dove regna, irremovibile, da quattro mandati (ovvero dal 1995). Ha lasciato che si facessero i nomi più svariati, per il dopo-Berlusconi; ha aspettato che si esaurisse la fiducia in Giulio Tremonti - roba che dopo la gestione di queste ultime settimane deve aver raggiunto nel partito i minimi storici -, ha applaudito all’elezione di Angelino Alfano e il suo discorso programmatico. Ha cantato Libertà è partecipazione da Santoro. Ha cercato di non farsi troppi nemici palesi. Vuole dare alla Lega il contentino delle Super-Regioni. Piace alla base cattolica. Può contare sul potere elettorale di Comunione e Liberazione. Un potere che gli ha consentito di attendere, tranquillamente, il suo turno.
Poi, quando l’occasione è diventata irripetibile - il vuoto spinto intorno al premier, la maggioranza che si scanna sulla manovra correttiva e sul decreto anticrisi e che appare allo sbando, nessun altro nome spendibile e con altrettanta popolarità - ha affondato. Ha criticato l’operato di Tremonti e del Governo. Ha proposto la privatizzazione della Rai. Non ha mollato il colpo sulle critiche alla manovra, nonostante l’invito del partito alla coesione - Poi, a Libero - dei due principali quotidiani di destra, quello più palesemente contrario alla manovra - ha rilasciato una lunga intervista, in cui ha spiegato le sue idee.
Che prevedono un punto imprescindibile: dimissioni dei vertici del partito, primarie a ottobre. E’ davvero il momento giusto, per Formigoni. Basta guardarsi attorno e capire che le sue chances sono altissime. Ha mediato con tutti - si è persino frapposto fra i cattolici e Berlusconi, scrivendo una lettera e chiedendo di sospendere il giudizio morale sul premier - e deve aver pensato, per dirla con uno slogan ormai abusato: Se non ora, quando?
Il progetto-Formigoni, infatti, non nasce mica adesso. Gianni Barbacetto scriveva la storia di Formigoni in un pezzo dal titolo Da grande sarò Berlusconi già nel gennaio 2001. L’articolo iniziava così in maniera affatto ambigua.
Continua a leggere: PdL - Roberto Formigoni per la successione
Soffia forte la fronda nel Pdl e se in molti, dal centro alla periferia, rumoreggiano e scalciano in … incognito, un big come Roberto Formigoni non ha paura di mettersi per traverso, a viso aperto. Il presidente della Regione Lombardia non usa la lima per rifinire ma l’accetta per demolire, non critica particolari insignificanti della manovra bis ma spara con il cannone al cuore del provvedimento, demolendolo sul piano politico.
“Mi rivolgo al Pdl, il mio partito, dicendo che ci sono nella manovra due punti da modificare completamente e a tutti i costi perchè contraddicono l’identità stessa del Popolo delle liberta”, attacca Formigoni. Poi i due colpi secchi: “Il primo punto sono le tasse, cioè le mani nelle tasche degli italiani, il secondo la scure su regioni e comuni”.
Nessuno dell’opposizione, fin’ora, è stato così chiaro e netto, politicamente più incisivo e, forse, più pericoloso. Fossimo ancora nell’epoca dei partiti veri, le affermazioni di Formigoni aprirebbero subito una battaglia politica interna all’ultimo sangue, con l’avvio di un congresso straordinario.
E nel partito del “predellino”? E’ sempre stato uno solo, il Cav, a distribuire tutto, bacchettate comprese. Forse Formigoni sarà costretto a fare il solito dietrofront incolpando i media di averlo frainteso. A meno che …
Lo scandalo calcioscommesse si allarga alla politica. Il centrodestra avrebbe fatto di tutto per perdere a Milano perché Pisapia era dato sfavorito e i bookmakers lo pagavano bene. Pare che in tanti abbiano scommesso sul neo sindaco. Con cifre ingenti soprattutto da parte del ‘Trota’. Le vie del…Signori sono infinite
Formigoni contro la Rai: “Voglio capire perché Vespa non mi invita mai. Scriverò ai vertici della tv di Stato”. E forse accadrà il miracolo. Mater Lei
Non è nemmeno colpa della soia. Ma allora cosa ha scatenato il batterio killer? Sarà mica colpa anche questa volta di Scilipoti e dei Responsabili? Rid-E.coli
Una volta i giovani ascoltavano il rock, andavano veloci e volevano cambiare il sistema. Ora faticano a trovare buona musica, sono frenati in tutto e nel sistema vorrebbero quantomeno entrarci. A Doors di mulo
Rosy Bindi: antivirus B. Voto 7. Il presidente del Pd liscia il pelo al premier: “Finalmente Berlusconi è diventato un “demonio normale”, fa le pentole ma non gli riescono più i coperchi”. Né avvenente né avventata, semplicemente “adeguata”.
Roberto Formigoni: antivirus B&B. Voto 6. Il “Celeste” balla da solo e punta a diventare il successore di Berlusconi. I Ciellini “operosi”, zitti zitti, tracciano una road map per costruire una nuova “casa dei moderati”. Pdl caos. La tenaglia si stringe attorno a B&B?