Roberto Formigoni: il furbotto. Voto 4- Il governatore della Lombardia spiega a Ballarò che la crisi è mondiale, che l’Italia ha vissuto al di sopra dei suoi mezzi, che ora la festa è finita ed è ora dell’austerità. Poi difende governo e premier. Ci fa o ci è?
Umberto Bossi: il furbone. Voto 4- Il Senatur dà gli ordini al Cavaliere su Bankitalia: “Berlusconi si decida a far votare Grilli, il milanese”. Per il leader della Lega non ci sono alternative. Premier o caporale di giornata? B&B, il gatto e la volpe.
Roberto Formigoni: takle. Voto 7 Il governatore insiste: “No a un Pdl dinastico. Tutti i nostri candidati a presidente di provincia, a sindaco o a premier devono essere scelti con le primarie. Le nomine dall’alto non devono più avvenire”. E il Cav?
Silvio Berlusconi: pressing. Voto 3 Il Cav nella bufera: rischia l’incriminazione sul caso escort- Tarantini, è “scomunicato” dai vescovi per la questione morale, mette ko il governo per la rottura con Tremonti, perde consensi. Se questo è il premier.
Roberto Formigoni: questione morale. Voto 3 Gli 80 consiglieri del Pirellone “stremati” per le 16 sedute in un anno si godono oltre 50 giorni di ferie estive (dopo i 70 giorni di stop per le elezioni milanesi) intascando 10 mila euro mensili più benefit. Basta!
Filippo Penati: questione penale. Voto 2 Un milione di euro di tangenti per l’ex big Pd tra il 2009 e il 2010, quando l’ex braccio destro di Pierluigi Bersani corre per la presidenza della Provincia prima e della Regione poi, sempre sconfitto. Vergogna!

Guerra di successione. Non si può chiamare in altro modo, quella di Roberto Formigoni. Il Governatore della Regione Lombardia ha aspettato pazientemente il suo turno. Ha atteso anni, pazientemente, alla Regione Lombardia. Dove regna, irremovibile, da quattro mandati (ovvero dal 1995). Ha lasciato che si facessero i nomi più svariati, per il dopo-Berlusconi; ha aspettato che si esaurisse la fiducia in Giulio Tremonti - roba che dopo la gestione di queste ultime settimane deve aver raggiunto nel partito i minimi storici -, ha applaudito all’elezione di Angelino Alfano e il suo discorso programmatico. Ha cantato Libertà è partecipazione da Santoro. Ha cercato di non farsi troppi nemici palesi. Vuole dare alla Lega il contentino delle Super-Regioni. Piace alla base cattolica. Può contare sul potere elettorale di Comunione e Liberazione. Un potere che gli ha consentito di attendere, tranquillamente, il suo turno.
Poi, quando l’occasione è diventata irripetibile - il vuoto spinto intorno al premier, la maggioranza che si scanna sulla manovra correttiva e sul decreto anticrisi e che appare allo sbando, nessun altro nome spendibile e con altrettanta popolarità - ha affondato. Ha criticato l’operato di Tremonti e del Governo. Ha proposto la privatizzazione della Rai. Non ha mollato il colpo sulle critiche alla manovra, nonostante l’invito del partito alla coesione - Poi, a Libero - dei due principali quotidiani di destra, quello più palesemente contrario alla manovra - ha rilasciato una lunga intervista, in cui ha spiegato le sue idee.
Che prevedono un punto imprescindibile: dimissioni dei vertici del partito, primarie a ottobre. E’ davvero il momento giusto, per Formigoni. Basta guardarsi attorno e capire che le sue chances sono altissime. Ha mediato con tutti - si è persino frapposto fra i cattolici e Berlusconi, scrivendo una lettera e chiedendo di sospendere il giudizio morale sul premier - e deve aver pensato, per dirla con uno slogan ormai abusato: Se non ora, quando?
Il progetto-Formigoni, infatti, non nasce mica adesso. Gianni Barbacetto scriveva la storia di Formigoni in un pezzo dal titolo Da grande sarò Berlusconi già nel gennaio 2001. L’articolo iniziava così in maniera affatto ambigua.
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Soffia forte la fronda nel Pdl e se in molti, dal centro alla periferia, rumoreggiano e scalciano in … incognito, un big come Roberto Formigoni non ha paura di mettersi per traverso, a viso aperto. Il presidente della Regione Lombardia non usa la lima per rifinire ma l’accetta per demolire, non critica particolari insignificanti della manovra bis ma spara con il cannone al cuore del provvedimento, demolendolo sul piano politico.
“Mi rivolgo al Pdl, il mio partito, dicendo che ci sono nella manovra due punti da modificare completamente e a tutti i costi perchè contraddicono l’identità stessa del Popolo delle liberta”, attacca Formigoni. Poi i due colpi secchi: “Il primo punto sono le tasse, cioè le mani nelle tasche degli italiani, il secondo la scure su regioni e comuni”.
Nessuno dell’opposizione, fin’ora, è stato così chiaro e netto, politicamente più incisivo e, forse, più pericoloso. Fossimo ancora nell’epoca dei partiti veri, le affermazioni di Formigoni aprirebbero subito una battaglia politica interna all’ultimo sangue, con l’avvio di un congresso straordinario.
E nel partito del “predellino”? E’ sempre stato uno solo, il Cav, a distribuire tutto, bacchettate comprese. Forse Formigoni sarà costretto a fare il solito dietrofront incolpando i media di averlo frainteso. A meno che …
Lo scandalo calcioscommesse si allarga alla politica. Il centrodestra avrebbe fatto di tutto per perdere a Milano perché Pisapia era dato sfavorito e i bookmakers lo pagavano bene. Pare che in tanti abbiano scommesso sul neo sindaco. Con cifre ingenti soprattutto da parte del ‘Trota’. Le vie del…Signori sono infinite
Formigoni contro la Rai: “Voglio capire perché Vespa non mi invita mai. Scriverò ai vertici della tv di Stato”. E forse accadrà il miracolo. Mater Lei
Non è nemmeno colpa della soia. Ma allora cosa ha scatenato il batterio killer? Sarà mica colpa anche questa volta di Scilipoti e dei Responsabili? Rid-E.coli
Una volta i giovani ascoltavano il rock, andavano veloci e volevano cambiare il sistema. Ora faticano a trovare buona musica, sono frenati in tutto e nel sistema vorrebbero quantomeno entrarci. A Doors di mulo
Rosy Bindi: antivirus B. Voto 7. Il presidente del Pd liscia il pelo al premier: “Finalmente Berlusconi è diventato un “demonio normale”, fa le pentole ma non gli riescono più i coperchi”. Né avvenente né avventata, semplicemente “adeguata”.
Roberto Formigoni: antivirus B&B. Voto 6. Il “Celeste” balla da solo e punta a diventare il successore di Berlusconi. I Ciellini “operosi”, zitti zitti, tracciano una road map per costruire una nuova “casa dei moderati”. Pdl caos. La tenaglia si stringe attorno a B&B?
A Milano ampie porzioni del mondo cattolico si schierano con Pisapia. Il riferimento spirituale di questa corrente è il cardinal Tettamanzi. Poi c’è Roma e ci sono quelle realtà para-ecclesiali che appoggiano la Moratti. Per esempio, il Tg1. Il cardinal TettaMinzo
Soluzione di compromesso nel Pdl sui ministeri al Nord. Sarà trasferito soltanto Brunetta con il fondamentale dicastero alla Funzione pubblica. Ma non a Milano, bensì nella sua Venezia. La sede sarà a piano terra, nella speranza che la prima acqua alta faccia il suo dovere. Min-isterici
La Bindi dice che la maggioranza inventa trucchi come Totò che voleva vendere la Fontana di Trevi. In effetti, il milanesissimo Maurizio Lupi (Pdl) è stato notato intascare un assegno da due australiani in Piazza Duomo dopo aver trattato la statua della Madonnina. Guardie e laidi
Ecco un tipico caso di ‘fuoco amico’. L’ambizioso Formigoni si becca il pernacchione da Bossi e la sua successione al Cav, almeno nell’immediato, si fa più difficile. Partenza in saliva
L’ineffabile Formigoni sull’ipotetica uscita di scena di Berlusconi: “Lui ha detto ’se e quando’. Io sottolineo ’se’, come nella famosa canzone”. Mina…la salute mentale
Angelino Alfano, il delfino arpionato, stronca qualsiasi ipotesi sulla successione al Cav: “Nel 2013 il candidato sarà ancora il nostro premier. La questione non si pone”. Indefessamente allineato e coperto. (Del)fino alla morte
Il Cav: “In ognuno di noi c’è un 25% gay. Però in me quel quarto è lesbico”. Un’assurdità logica, ma tant’è. Il premier saffico ci ha abituati a tutto. Chissà cosa ne penseranno i parlamentari dichiaratamente omosex. Concia-to male
La dirigenza Thyssen si lamenta della storica sentenza di Torino. E ora minaccia di ritirare gli investimenti italiani. I tedeschi sono per la legalità e le regole? Dovrebbero badarci anche fuori dal territorio germanico. Thyssen-Crucc
Luca Cordero di Montezemolo: in pista. Voto 8. Il presidente della Ferrari sferza il ministro Tremonti: “C’è poca ironia da fare vista la situazione di mancata crescita e soprattutto di mancate iniziative di politica economica”. Fatti, non battute e misfatti!
Roberto Formigoni: fuori pista. Voto 4. Dieci consiglieri Pdl indagati per falso ideologico. Sono almeno 700-800 le firme false per la lista Formigoni. Fonti della Procura di Milano: prova del falso granitica. Rubamazzo. Marco Pannella ha colpito ancora.