
Mettetevi nei panni di un giornalista straniero che deve scrivere un articolo sull’Italia: come fare a meno di parlare di Mafia? Il tema, fin dai tempi de “Il Padrino”, è di sicuro successo presso i lettori. In più, il paese e il suo parlamento offrono continue occasioni per tornare a mettere il dito nella piaga.
Come? Ma salvando Nicola Cosentino dal carcere ad esempio! Un evento che non è sfuggito alla Frankfurter Allgemeine Zeitung:
Già nel 2009 Cosentino era sfuggito all’arresto grazie all’appoggio dei suoi amici di partito. In effetti, più che un aiuto a Cosentino, si è trattato di una dimostrazione di solidità, a quanto pare riuscita, della vecchia maggioranza di Berlusconi rispetto al governo provvisorio del nuovo presidente del Consiglio Mario Monti.
Continua a leggere: Rassegna stampa estera: Italia e Mafia, un evergreen anche in tempi di crisi
Avete letto il pezzo di Roberto Saviano su Repubblica di oggi? E’ la terza parte in cui l’autore di Gomorra racconta i suoi colloqui con Maurizio Prestieri. Chi è Prestieri? Saviano lo spiega nella prima parte (se ve le siete perse qui la seconda e qui la terza)
Braccio destro di Paolo Di Lauro, Maurizio Prestieri, secondo le accuse, ha ordinato circa trenta omicidi. Ma appartiene soprattutto a quella storia della criminalità organizzata che ha fatto delle cosche italiane le prime investitrici nel mercato della cocaina. Hanno pensato che fosse il futuro, trasformando una droga d’elite in droga di massa
Insomma, un pezzo da novanta di un clan camorristico di primo piano. Del pezzo pubblicato vi segnalo un quote particolarmente utile per capire come funzioni in certi casi il meccanismo che collega criminalità organizzata e politica. Non c’è nessuna differenza tra le due cose:
Prestieri conosce bene la politica campana. “Per i politici durante la campagna elettorale la camorra diventa roba onesta, come un’istituzione senza la quale non puoi fare niente. Io mi ero fatto uno studio. Uno studio elegante, avevo comperato antiquariato costoso, pezzi antichi d’archeologia, quadri importanti in gallerie dove andavano tutti i grandi manager italiani per arredare le loro case. E la tappezzeria l’avevo fatta con le stoffe comprate dai decoratori che stavano tappezzando il teatro La Fenice di Venezia. In questo studio ricevevo le persone. Davo consigli, mi prendevo i nomi per le assunzioni da far fare ai nostri politici. Raccoglievo le lamentele delle persone. Se avevi un problema lo risolvevi nel mio studio, non certo andando dai sindacati, dagli inesistenti sportelli al Comune. Anche in questo la camorra è più efficiente. Ha una burocrazia dinamica”.
Prendetevi un quarto d’ora per leggervi tutte e tre le parti, meritano.
L’addio al genio di Mario Monicelli. Il Cav tra sé e sé: “Beh, aveva 20 anni più di me. Ho ancora tanto da divertirmi”. Il nuovo mostro
Ora pare che Berlusconi, Dell’Utri, Cosentino, Flavio Carboni e Giacomo Caliendo vogliano onorare il grande regista recitando in una sorta di remake di un suo film-mito. Gli amici degli amici (miei)
Generazione Italia attacca il premier prendendo, paro paro, il discorso di guerra del Senatur datato 1994. Non c’è che dire, una burla davvero efficace. Italo Bossi-no
Fazio e Saviano pensano di aver archiviato con il loro programma l’era del berlusconismo televisivo? Si sbagliano. Il Cav sta preparando la vendetta. E ha deciso che imporrà a Masi un nuovo format: un ciclo di 10 puntate in cui Bondi legge l’elenco di tutte le specie vegetali e gli esemplari di fauna femminile che ha visto nei giardini di Arcore e Villa Certosa. Vieni via-gra con me

Norma Rangeri, direttore del Manifesto, ieri a TvTalk, spazio d’approfondimento di Raitre, ha commentato l’attenzione che i giornali stanno dando a Vieni via con me, il programma di Roberto Saviano e Fabio Fazio.
Secondo la giornalista la carta stampata sta fallendo anche a causa dell’attenzione isterica che i quotidiani hanno nei confronti della televisione. L’osservazione deve far riflettere. Il Giornale e la Padania di cosa si sarebbero occupati la scorsa settimana se Roberto Maroni, ministro degli Interni, non avesse avuto uno scontro a distanza con Saviano?
L’agenda dei quotidiani non è l’unica a cambiare in base alla prima serata delle tv generaliste. Leggendo i fatti delle ultime ore si potrebbe pensare che anche il Governo abbia deciso di coordinarsi con le proposte della RAI.

Roberto Saviano può essere contento: neanche a due settimane dalla prima puntata di Vieni via con me, dove lo scrittore antimafia descriveva i meccanismi della cosiddetta “macchina del fango”, ecco che l’illustrissimo Feltri - per il quale continuiamo a chiederci: ma non era sospeso? - gli offre subito un esempio perfetto.
Lo scrittore l’aveva previsto, quando in trasmissione aveva chiosato:
Se attacchi questo governo ti ritrovi sotto il fuoco della macchina del fango.
Non bastassero tutti gli esempi forniti dai giornali della libertà in questi mesi, Boffo Caldoro Fini etc etc., il direttorissimo non ha voluto farsi mancare niente, e quindi via con la campagna contro Saviano, colpevole di aver addirittura detto in televisione che al nord c’è la mafia, e che questa dialoga con chi al nord sta al potere.
Continua a leggere: Il Giornale contro Saviano: perfetto esempio della macchina del fango

Napoli è una città importante per tradurre l’attività del Governo. Nel capoluogo campano è arrivato il ministro degli Interni Maroni per festeggiare la cattura di Antonio Iovine. L’arresto del boss ha di fatto spento le polemiche che in questi giorni ci sono state su quanto detto da Roberto Saviano a Roberto Maroni durante la seconda puntata di Vieni via con me.
Napoli, però, non è solo la città sulla quale il varesino esponente politico sta costruendo il proprio, innegabile, prestigio. Napoli è anche il simbolo della peggiore Italia paralitica che pur di non risolvere i problemi si crea delle nuove emergenze, Bertolaso permettendo.
Mentre Roberto Maroni festeggia Paolo Giacomelli, assessore all’Igiene urbano di Napoli, si dispera. Domani, venerdì 19 novembre, è infatti l’ultimo giorno concesso al capoluogo campano per smaltire i propri rifiuti nelle vicine province. Secondo le recenti stime Napoli si deve sbarazzare ancora di 2600 tonnellate di monnezza. Poco, probabilmente, potrà fare il decreto che lo stesso Maroni ha approvato per risolvere l’emergenza campana.
Continua a leggere: Emergenza rifiuti. Cosa sta succedendo a Napoli?

Sobria, non trovate? E’ la prima pagina de Il Giornale di oggi. Il quotidiano berlusconiano, edito dal fratello del Presidente del Consiglio apre la campagna anti-Saviano, con una brillante raccolta firme. Propaganda imbarazzante, quanto le firme contro Fini da portare a Mirabello, ve le ricordate?
Bel titolo del Post ai tempi: il pacco di Libero - che aveva organizzato il tutto - era un pacco. Tutto finto, tutto per far rumore e per non far parlare dei dettagli che in questo caso compongono l’insieme. Vediamo.
Feltri e co. - ma non era stato sospeso dall’Ordine per il caso Boffo? - vanno all’assalto dell’autore di Gomorra su quali basi? Talmente labili e demenziali, che ve le devo raccontare per filo e per segno. Nel 2003 - sette anni fa! - su Nazione Indiana, ottimo blog letterario, Saviano pubblica un racconto breve…
Continua a leggere: Le firme contro Saviano su Il Giornale: e che cosa ha scritto davvero Saviano...
Americhe: Cuba apre le porte a Gazprom per trivellazioni petrolifere nel Golfo del Messico. Il feeling tra russi e cubani sembra riaccendersi. Questa volta non c’entrano l’ideologia o la lotta contro l’imperialismo yankee, ma i puri e semplici affari. Gazprom Neft, il settore petrolifero del colosso energetico russo Gazprom, ha dichiarato di aver acquistato il trenta per cento delle partecipazioni in quattro piattaforme esplorative al largo delle coste cubane, di proprietà della compagnia di stato malese Petronas.
La Petronas ha ottenuto nel 2007 la concessione, che potrà essere prorogata fino al 2037 nel caso venga scoperto petrolio e fino al 2041 in caso di gas. Lo sfruttamento del petrolio al largo delle coste cubane, come vi abbiamo già raccontato, sta diventando un affare che fa gola a molti.
Il regime dell’Havana ha suddiviso le sue acque territoriali nel Golfo del Messico in 59 settori, 21 dei quali sono stati affidati in concessione a compagnie petrolifere straniere.
Continua a leggere: Esteri: il giro del mondo in tremila battute
Ancora un ricco parterre di nomi per Fazio e Saviano, mentre gli esponenti del centrodestra strepitano contro un programma che, a loro dire, condizionerebbe la gente a pochi mesi (è quasi certo) dalle elezioni. Il popolo (Liga)bue
In ogni caso, per spunti, narrazione e ospiti, la seconda puntata è andata meglio della prima. Il successo di pubblico è assicurato. Adesso Masi che farà? Darà retta allo share o si allineerà ai diktat di Palazzo Chigi? Servillo di due padroni
Il Cav e i festini? Attenzione, perché dai giudici siciliani potrebbero arrivare tegole ben più pesanti di Ruby e del bunga bunga. Allora, a quel punto, sarà accerchiamento per davvero. Bunker bunker
Primarie milanesi: un altro duro colpo al Pd che pende, pende e sembra quasi venire giù. Latorre di Pisa(pia)
Ecco qual è il vero problema. Non le critiche sollevate, tra gli altri, da Luca Telese e Marco Travaglio. No. I ragazzi di Giornalettismo, citando un articolo del Giornale, ci ricordano che
“Fabio Fazio col suo birignao, Roberto Benigni col suo scutrettolante linguaggio corporeo, Roberto Saviano con il ben predisposto sembiante da «macho-macho man» alla Freddy Mercury, ecco, quel terzetto al quale ovviamente va aggiunto l’ospite d’onore, Nichi Vendola, pareva lì per sponsorizzare il Gay Pride.”
Paolo Granzotto, autore dell’articolo dai cui è tratta questa citazione, non le manda certo a dire.
“per movenze e linguaggio, per quei sorrisini e quello sgranare gli occhioni, per quelle reticenze da verginelli o da Vispa Teresa di Paolo Poli, dalla brigata di Vieni via con me traspariva una palese consuetudine alla checcaggine, alla ricchionaggine.”