Americhe: Cuba apre le porte a Gazprom per trivellazioni petrolifere nel Golfo del Messico. Il feeling tra russi e cubani sembra riaccendersi. Questa volta non c’entrano l’ideologia o la lotta contro l’imperialismo yankee, ma i puri e semplici affari. Gazprom Neft, il settore petrolifero del colosso energetico russo Gazprom, ha dichiarato di aver acquistato il trenta per cento delle partecipazioni in quattro piattaforme esplorative al largo delle coste cubane, di proprietà della compagnia di stato malese Petronas.
La Petronas ha ottenuto nel 2007 la concessione, che potrà essere prorogata fino al 2037 nel caso venga scoperto petrolio e fino al 2041 in caso di gas. Lo sfruttamento del petrolio al largo delle coste cubane, come vi abbiamo già raccontato, sta diventando un affare che fa gola a molti.
Il regime dell’Havana ha suddiviso le sue acque territoriali nel Golfo del Messico in 59 settori, 21 dei quali sono stati affidati in concessione a compagnie petrolifere straniere.
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Ancora un ricco parterre di nomi per Fazio e Saviano, mentre gli esponenti del centrodestra strepitano contro un programma che, a loro dire, condizionerebbe la gente a pochi mesi (è quasi certo) dalle elezioni. Il popolo (Liga)bue
In ogni caso, per spunti, narrazione e ospiti, la seconda puntata è andata meglio della prima. Il successo di pubblico è assicurato. Adesso Masi che farà? Darà retta allo share o si allineerà ai diktat di Palazzo Chigi? Servillo di due padroni
Il Cav e i festini? Attenzione, perché dai giudici siciliani potrebbero arrivare tegole ben più pesanti di Ruby e del bunga bunga. Allora, a quel punto, sarà accerchiamento per davvero. Bunker bunker
Primarie milanesi: un altro duro colpo al Pd che pende, pende e sembra quasi venire giù. Latorre di Pisa(pia)
Ecco qual è il vero problema. Non le critiche sollevate, tra gli altri, da Luca Telese e Marco Travaglio. No. I ragazzi di Giornalettismo, citando un articolo del Giornale, ci ricordano che
“Fabio Fazio col suo birignao, Roberto Benigni col suo scutrettolante linguaggio corporeo, Roberto Saviano con il ben predisposto sembiante da «macho-macho man» alla Freddy Mercury, ecco, quel terzetto al quale ovviamente va aggiunto l’ospite d’onore, Nichi Vendola, pareva lì per sponsorizzare il Gay Pride.”
Paolo Granzotto, autore dell’articolo dai cui è tratta questa citazione, non le manda certo a dire.
“per movenze e linguaggio, per quei sorrisini e quello sgranare gli occhioni, per quelle reticenze da verginelli o da Vispa Teresa di Paolo Poli, dalla brigata di Vieni via con me traspariva una palese consuetudine alla checcaggine, alla ricchionaggine.”
L’intervista che Roberto Saviano ha rilasciato a Vanity Fair ha generato, fin da ieri, una serie di polemiche tanto che la Lega Nord, responsabile secondo lo scrittore della crescita della ‘ndrangheta nell’hinterland milanese, ha già fatto sapere di non condividere quanto scritto dal settimanale di Condé Nast.
Roberto Saviano, che ne dica Roberto Castelli (ex Ministro della Giustizia oggi impiegato alle Infrastrutture), ha ragione. Per capirlo è sufficiente soffermarsi sulle notizie delle ultime settimane.
In meno di sette giorni Gad Lerner, sul proprio blog (sul quale aveva anticipato il maxi arresto che a Milano avrebbe consegnato alla giustizia più di 300 malavitosi), ha spiegato per ben due volte perché la Lega Nord è responsabile della crescita della ‘ndrangheta al Nord che come spiegato su 02blog.it rischia di inficiare la realizzazione, già pericolante, di Expo 2015.
Continua a leggere: Vanity Fair. Perché Roberto Saviano ha ragione quando accusa la Lega Nord?
Nicola Cosentino una settimana prima del presunto voto di sfiducia che l’opposizione, con il sostegno dell’ala finiana del Pdl, intendeva chiedere contro di lui ha consegnato le dimissioni rinunciando al ruolo di Sottosegretario che esercitava presso il Ministero dell’Economia di Giulio Tremonti.
Le dimissioni, come dichiarato dallo stesso Cosentino, sono state accettate da Silvio Berlusconi che in precedenza, a ridosso delle elezioni regionali alle quali l’ex Sottosegretario si sarebbe dovuto presentare per diventare Presidente della Campania, non aveva avvallato l’uscita di scena dell’esponente politico.
Secondo una nota pubblica diramata poco dopo l’annuncio delle dimissioni di Nicola Cosentino, la persona coinvolta nelle indagini riguardante la nascita di una probabile P3 (qui trovate l’approfondimento scritto da V.) continuerà a fare politica in Campania dove per il Pdl esercita il ruolo di coordinatore.

Nelle stesse ore in cui la Lega Nord polemizzava per la sostituzione di Roberto Cota (il Governatore del Piemonte ha lasciato il proprio posto di deputato a Maurizio Grassano, noto alle forze dell’ordine per una truffa realizzata ai danni del Comune di Alessandria), Francesco Costa spiegava perché in Parlamento, per l’Udc, Giuseppe Drago non ci possa stare.
Secondo quanto raccontato dal giornalista del Post l’esponente politico è stato condannato: a tre anni e otto mesi di reclusione, alla restituzione di 123 mila euro di cui si era impossessato indebitamente mentre lavorava per la regione Sicilia e alla interdizione perpetua dagli uffici pubblici.
La condanna è stata stabilita nel 2003. Da allora Giuseppe Drago ha continuato ad esercitare la propria attività politica malgrado la magistratura, sulla sua vicenda, si sia espressa più volte confermando sempre la decisione iniziale.
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“Rispetto Roberto come uomo, non come scrittore. E’ bravissimo a comunicare in video e in tv traspare tutta la sua passione, la sua innocenza. Ma ‘Gomorra’ è un libro furbo, e i suoi lettori sono stati omertosi. Hanno comprato il libro ma non sono scesi in piazza, non si sono incazzati, che era la risposta minima di un Paese civile”.
Sono queste le parole di Gian Paolo Serino, direttore della rivista letteraria Satisfiction, destinate a rimpolpare il tormentone pro o contro Roberto Saviano scatenatosi nelle ultime settimane - ricorderete le parole dell’attaccante del Milan Borriello e del suo presidente, nonché presidente del consiglio, Silvio Berlusconi.
Chi ha letto qualcosa di Serino non può non sapere del suo irrinunciabile amore per la provocazione e la polemica, spesso fine a se stessa, e del suo tentativo di andare sempre a colpire il lettore. Dopo il salto andiamo ad analizzare le sue parole, per capire cosa suggerisce e dove vuole arrivare il suo discorso.
Immagine|Flickr
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In questo mondo malvagio un manipolo di supereroi è pronto a difenderci dalle grinfie della speculazione internazionale. Il più coraggioso di essi è il superministro del Tesoro che di giorno dà la caccia agli evasori e la notte condona un po’ tutto (ma lui preferisce la notte). ArrabBatman
Super Tremonti ha un valido aiuto contro i mostri della finanza globale. Un famoso mago e ipnotizzatore che sa anche resuscitare i morti. Mandrake? No, ManDraghi
Il 150esimo dell’Unità d’Italia si avvicina, però la coesione nazionale appare sempre più instabile. Cosa resterà del povero Stivale? B-ossi di seppia
Il Cav vuole intanto normalizzare la Rai e scoppia il caso Saviano-Dandini. I finiani sbraitano, ma il sultano desidera, a Viale Mazzini, solo gente che se la fa sotto quando sente il suo nome. MinzoLines

Le dichiarazioni di Silvio Berlusconi attirano spesso l’attenzione delle testate giornalistiche straniere. E Roberto Saviano, grazie al successo planetario del suo libro “Gomorra” è un nome conosciuto per l’opinione pubblica di molti paesi.
Stanti queste premesse, era prevedibile che le recenti affermazioni del premier su “Gomorra” suscitassero una certa eco nei media d’oltralpe. Lo svizzero 24 heures ha ad esempio dato spazio alle dichiarazioni di risposta dello scrittore partenopeo, raccolte alla conferenza mondiale sul giornalismo d’inchiesta di Ginevra:
“Silvio Berlusconi non è stato corretto con me. Afferma che faccio torto al mio paese. Ma io credo che solo la verità serva a dare ad un paese la propria dignità. Il potere mafioso non è determinato da colui che racconta il crimine ma da colui che commette il crimine», si difende Roberto Saviano
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In Italia, come ricordato recentemente da Al Gore a “che tempo che fa”, l’informazione non vive le sue stagioni migliori. C’è da dire che questo presunto buio, figlio dell’autocensura praticata il più delle volte dagli stessi giornalisti che si adeguano al colore politico del Governo senza che nessuno esplicitamente glielo abbia chiesto, sta per rischiararsi.
Mentre in tutto il Mondo, Italia compresa, i giornali cartacei chiudono Il Fatto di Antonio Padellaro cresce fino a diventare un vero e piccolo caso. Quel che lo scorso autunno valeva 600mila euro oggi è quotato 60 milioni di euro.
Il buon giornalismo vende. E crea a chi governa dei problemi. Alla vigilia della giornata mondiale dell’Unesco per la libertà di stampa, avvenuta lo scorso 3 maggio, Vanity Fair ha intervistato Hu Shuli la giornalista di Pechino che secondo il Time è considerata dal Governo cinese la donna più pericolosa del Paese.
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