
Silvio Berlusconi è un maleducato, che dite? Lo è lui, come lo sono, a un livello ancora più arrogante, molti suoi scherani più vicini - avete letto di Emilio Fede e del “Spostati pezzo di merda?”: imperdibile, imperdibile - c’è sempre qualcuno più realista del re. L’ultima delizia: Mercedes Bresso che dovrebbe essere di cattivo umore, quando si guarda allo specchio.
Ma certo… Mercedes Bresso, che ho avuto la fortuna di incontrare dal vivo alcune volte, di scambiarci quattro parole, è una delle persone a cui si riconoscono un’eleganza, una sobrietà, una dignità, naturali. Ed è vero: sono caratteristiche speculari, a quelle di Silvio Berlusconi, che invece è la naturale evocazione della sbracatezza del parvenu, dell’arricchito che con i danéé si compra un Paese, del cumenda a capo del governo.
Perché, a prima vista Bondi, Schifani o Capezzone non ci piacciono e non ci ispirano fiducia? E che so, Fini, arrivo a dire addirittura Casini, o finanche Emma Bonino, quella sensazione non ve la danno? Non sono verginelle, sono tutti politici di stra-lungo corso, gente “tagliata”, ma alcuni hanno quel quid sobrio, che altri non hanno. Chiamatela eleganza, chiamatela “allure dignitoso”, chiamatelo come volete…
Continua a leggere: Mercedes Bresso, Silvio Berlusconi e il gioco degli specchi

In concomitanza con l’annuncio del ritorno sulle scene di Silvio Berlusconi, avvenuto durante la conferenza stampa nella quale si è poi registrata la pazzia di Rocco Carlomagno, Gad Lerner sul proprio blog ipotizzava la fine (cito testualmente) della censura sul mezzo televisivo per permettere al Presidente del Consiglio di divulgare il proprio verbo.
In attesa di capire se tale messaggio possa ritornare ad essere veicolato anche attraverso la RAI, il Tar del Lazio ha accolto il ricorso avanzato da Sky e Telecom Italia Media (la7) stabilendo che anche a ridosso degli appuntamenti elettorali possono essere trasmessi degli approfondimenti politici.
Il Tar amministrativo regionale ha invece respinto le richieste avanzate da Federconsumatori contro la Vigilanza RAI che ha cancellato dai palinsesti della televisione pubblica i talk show politici.
Ieri Rocco Carlomagno, un nessuno, “il Paolini della politica” come lo descrive l’Unità, ricordandoci le affinità con il profeta del preservativo, ci ha mostrato un volto che conosciamo benissimo: quello del Potere arrogante, quello del potere bavoso che dovrebbe farci un po’ schifo, per la sua protervia.
Per il suo desiderio pazzo di consenso incondizionato, per la sua incapacità di concepire il dissenso, di tollerarlo, di volerlo cacciare fuori dalla porta da un energumeno della security. Cosa viene fuori dallo scambio di ieri? Viene fuori che, al solito, il Popolo della Libertà, è un nome, un contenitore, un nulla totale. Dov’è la libertà? La libertà di chi fa la vittima, pur essendo il più forte.
Un fatto da nulla come quello di ieri, è una scemenza: tra cinque giorni ce lo saremo scordato. Ma è uno di quei dettagli che rendono perfettamente l’idea del resto: è la classica “parte per il tutto”, è una specie di notizia che diventa metonimia, in cui prendi un pezzo, un evento, un fatto di cronaca, e in un secondo ti viene da pensare al Paese che ha in mente Silvio Berlusconi. A me non piace tanto: peccato che ci si viva di già.
Ecco l’idea di consenso, di libertà di critica da parte della stampa, che ha Silvio Berlusconi: il video non si trova ancora su youtube, ma ve lo riassumo brevemente. Stamattina durante una conferenza stampa con il Presidente del Consiglio, Rocco Carlomagno, si è accreditato come giornalista freelance, poco importa se lo sia o meno. Si siede insieme agli altri, davanti al palchetto allestito.
Pone alcune domande. Lo fa in maniera irritante, ma ehi, non tutti sono abituati a scondinzolare o a prostrarsi davanti al Re! Chiaramente, la cosa irrita SB e il suo entourage. La security interviene - nel video, a un certo punto interviene anche Mariella Venditti del Tg3, che chiede, giustamente stupita, se sia questo il modo di trattare un giornalista durante una conferenza stampa - e inizialmente sembra volerlo allontanare, poi capiscono che sarebbe troppo grossa anche per loro, una roba del genere.
Allora che si fa? Ignazio La Russa si siede a fianco di Carlomagno, e a quanto leggo:
«Quando La Russa si è accorto che volevo fare domande diverse da quelle preconfezionate fatte fino a quel momento ha cercato di chiudermi la bocca, è venuto subito a sedersi vicino a me per impedirmi di parlare e ha alzato le mani su di me»
deliziosi gli archetipi retorici utilizzati da SB per umiliare l’avversario…
Continua a leggere: Conferenza stampa Berlusconi: contestato da Rocco Carlomagno