Non c’è da ricamarci sopra, come ha fatto Il Giornale. La storia è questa, banale ma significativa.
La giovane rom 18enne Alissa (indotta sin dall’età di dieci anni dalla sua famiglia al consumo di eroina e cocaina) sconta in carcere una pena di due anni, per furto.
La ragazza divide la cella con una detenuta doc, Barbara Balzerani, dentro per ben altri motivi: è l’ex “primula rossa” delle Br che partecipò al sequestro di Aldo Moro e alla strage di via Fani.
In un articolo, la “signora” italiana, ex capò della colonna romana dei brigatisti, attacca l’Italia perché “inumana” nei riguardi dei rom.
Tutti possono parlare, ovvio. Ma da che pulpito viene la predica?
Continua a leggere: La "lezione" dell'ex br Barbara Balzerani
Gli intenti di Governo vorrebbero la legge sul federalismo approvata in via definitiva tra la fine di aprile e maggio. Ciò significa che il Senato dovrà esaminare il testo (lo stesso già licenziato dalla Camera) molto velocemente e che ovviamente questo non dovrà subire modifiche che obbligherebbero ad un ritorno nell’altro ramo del Parlamento.
Il periodo però è decisamente “full” per il programma dei palazzi romani e ovviamente gli argomenti economici sembrano avere una corsia preferenziale: il Decreto legge 5, innanzitutto, sulla crisi economica e sul sostegno all’industria scadrà il 12 aprile e deve ancora risolvere l’annosa questione dei 150 milioni di euro reclamati dai sindaci per i fondi ICI, stanziati a loro favore e mai arrivati nelle casse dei comuni.
Il Parlamento dovrà poi affrontare, sempre prima del federalismo, il decreto sulle quote latte, la questione intercettazioni, le misure contro l’usura, il decreto legge 11 contro la violenza sessuale e il Ddl sulla sicurezza che, si dice, dovrebbe fare marcia indietro sulle norme anticlandestini, volute proprio dal carroccio.
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Roberto Biorcio è professore associato di Sociologia Politica all’Università di Milano-Bicocca, ed é stato tra i primissimi in Italia ad occuparsi della Lega Nord, fin dall’inizio degli anni ’90. Avendo io dedicato in questi mesi una serie di post ad esplorare il fenomeno Lega e le sue contraddizioni, ho pensato di discutere con lui alcune delle mie riflessioni.
In questo primo anno di governo la Lega Nord, se escludiamo la questione sicurezza, su cui ha imposto la propria linea, ha dovuto subire anche parecchie sconfitte: Malpensa, Expo 2015, federalismo fiscale che va per le lunghe.. eppure tutti i sondaggi la danno in forte crescita. Com’é possibile?
Bisogna fare una distinzione: un conto sono le politiche di redistribuzione a favore del Nord, che sono solo una parte delle rivendicazioni della Lega; un altro sono i provvedimenti ad alto valore simbolico, come quelli su sicurezza ed immigrati.
Gli insuccessi che indichi tu si riferiscono più al primo filone, alla capacità della Lega di condizionare efficacemente le politiche pubbliche a favore del Nord e di tutelare i suoi interessi. Anche il federalismo dovrebbe essere questo in fondo: un meccanismo per trattenere più risorse fiscali nel settentrione. Tuttavia queste politiche hanno dei vincoli economici rilevanti: e dunque un conto è fare proclami, un altro è intervenire davvero, e avere le risorse per farlo.
Questa sera Ballarò riprende gli argomenti più in voga al momento, sicurezza ed economia, presentando per una volta una puntata generalista.
I temi di cui parlare sono molteplici, ma certamente non mancheranno accenni alla crisi Fiat, con le recenti dichiarazioni dell’amministratore delegato Marchionne, e all’emergenza stupri.
Ospiti della trasmissione saranno il presidente dell’IdV Antonio Di Pietro, il presidente della regione Lazio Piero Marrazzo, il sottosegretario alle infrastrutture Roberto Castelli, il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il direttore del “Riformista” Antonio Polito, la presidente dei giovani imprenditori di Confindustria Federica Guidi.
In apertura la consueta copertina di Maurizio Crozza. Come sempre questo spazio sarà a disposizione per i commenti alla trasmissione. Appuntamento su Rai3 alle 21.05
Continua a leggere: Questa sera Ballarò su sicurezza ed economia, con Alemanno, Di Pietro e Castelli
La notizia giunta circa un’ora fa è che i presunti stupratori di Guidonia sono stati arrestati mentre si davano alla fuga nei pressi di un casello autostradale. Il tutto è avvenuto nei pressi di Frascati e pare che vi siano ben pochi dubbi sulle loro responsabilità. Assieme ai cinque componenti del branco, sono stati fermati anche diversi soggetti che avrebbero fornito assistenza e nascosto la banda in questi giorni. Tutti i fermati sono rumeni.
Inutile addentrarsi nuovamente nei dettagli di uno degli episodi più efferati degli ultimi mesi. Ci limiteremo a descriverlo per sommi capi. Una coppietta appartata in auto nei dintorni di Guidonia ha subito l’assalto di 5 criminali che non hanno esitato a spaccare il finestrino della vettura e a trascinare fuori l’uomo, rinchiudendolo nel bagagliaio. Dopo averlo neutralizzato hanno poi proceduto alla rapina e allo stupro di gruppo nei confronti della donna; in pratica alla presenza del fidanzato, in grado di udire tutto.
Questi i fatti, nudi e crudi, che potete approfondire anche su crimeblog. Ci si domanda quale essere umano possa arrivare a fare una cosa del genere, e quale “società” intesa come microcosmo autoreferenziale e chiuso, possa coprirli senza provare il minimo rimorso. Non si può nemmeno parlare di regressione allo stato bestiale, perché nessun animale compie violenza per il solo gusto di farlo, e quindi non resta alcuna spiegazione.
Continua a leggere: Presi gli stupratori di Guidonia. Il castigo e il perdono
Approvato ieri il Ddl sulla sicurezza che tra le altre cose prevede la trasformazione in reato dell’immigrazione clandestina. L’iter del provvedimento non è ancora terminato ma ormai nulla osta alla sua trasformazione in legge vista la maggioranza bulgara che lo protegge. Nella fattispecie la pena prevista per il reato è stata comunque diminuita rispetto al progetto originale, dal momento che non sarà più previsto il carcere ma “solamente” una multa dai 5.000 ai 10.000 euro. Ciò che più conta, però, è che sarà facilitato il rimpatrio per il quale non sarà più necessario il nulla osta dell’autorità competente.
Passando all’esame del Ddl nel suo complesso, vi troviamo anche le annunciate limitazioni ai matrimoni di comodo, in cui il coniuge dovrà comunque aspettare due anni per diventare italiano. Introdotta la famosa tassa di 200 euro per la cittadinanza, tanto osteggiata dai vescovi ma di fatto comparata a ciò che accade nella maggior parte dei paesi europei, e reintrodotto il reato di oltraggio a pubblico ufficiale.
Tra le curiosità da notare anche il sì allo spray al peperoncino per difendersi dalle aggressioni, purché non contenga sostanze chimiche. Una battaglia della senatrice Cinzia Bonfrisco (Pdl) che dopo lunga gestazione è finalmente giunta alla meta. In conclusione, sarà più difficile espellere i cittadini comunitari, che potranno essere rimandati al paese d’origine solo per motivi di pubblica sicurezza.
Il noto settimanale tedesco “Der Spiegel” riporta in questi giorni i risultati di un’inchiesta dell’Università di Lipsia sulle “tendenze di estrema destra” nella Repubblica Federale nel periodo 2002-2008. Un tema che resta estremamente sensibile nella coscienza collettiva tedesca, da più di 60 anni ormai schiacciata dal senso di colpa per l’olocatusto.
L’indagine mostra, tra le altre cose, che xenofobia e ostilità verso lo straniero sono in diminuzione in Germania, anche se con differenze territoriali non indifferenti: l’Est ex comunista infatti si segnala per un leggero aumento degli atteggiamenti razzisti, che assumono valori relativamente alti anche nella ricca Baviera.
E’ interessante comparare questi dati con quelli presentati, qualche settimana fa, dal sondaggio Ipsos-Corriere della Sera sull’atteggiamento degli italiani verso gli stranieri, che fotografava invece ostilità e xenofobia ai massimi storici: l’85% del campione dichiarava infatti che “gli immigrati sono troppi”.
Continua a leggere: Razzismo: perchè cala in Germania e aumenta in Italia?
Pier Gianni Prosperini, assessore a Giovani e Turismo della Regione Lombardia, ma soprattutto delegato alla sicurezza, ci riceve negli uffici della Regione con fare sornione e grande affabilità. In precedenza piccolo intoppo all’ingresso del palazzo, dove ci viene richiesta la tessera sanitaria regionale, della quale il sottoscritto comprende improvvisamente l’utilità senza poter negare di averla abbandonata in un tristo cassetto di casa propria. L’usciere, una simpatica signorina, fortunatamente mostra comprensione verso il vostro cronista, lasciandolo salire.
Di lì a poco l’incontro col vulcanico assessore, del quale ricordiamo un numero incredibile di citazioni, per le quali vi rimando al sito prosperini.tv nonché al nostro articolo sul convegno per la sicurezza alla Festa delle Libertà.
Assessore, affrontiamo subito il tema a lei più caro. Ritiene che la posizione molto decisa assunta dal governo su questi temi abbia portato a un miglioramento nella sicurezza percepita dai cittadini, o si è trattato di una semplice dichiarazione di intenti? In quest’ultimo caso, possiamo dire che almeno a Milano e in Lombardia qualcosa si è mosso, con particolare riferimento ai campi nomadi abusivi e all’immigrazione irregolare?
Secondo me il punto è dare più poteri alle regioni, perché ogni regione ha la sua sicurezza. Roma come sempre pianifica grandi progetti e partorisce indicazioni d’ordine generale, ma la sicurezza in Lombardia è diversa dalla sicurezza in Sicilia, in Calabria o in Campania. Da quelle parti il problema dell’immigrazione non esiste perché gli immigrati lì sì che sono tenuti come schiavi nel ghetto. Lì sì che le ragazze possono camminare per strada senza che nessuno gli dica niente. Qui è tutto diverso. Qui l’immigrazione criminale ha preso il posto di una criminalità che non c’è mai stata nel vero senso della parola. In altre parole qui secondo me siamo ai confini della guerra civile.
La politica non è certo priva di responsabilità per quanto sta accadendo…
La sinistra indecente e indisponente di questo paese ha favorito un’immigrazione soprattutto di marca islamica che vuole trafiggere il cuore del nostro popolo; perché, diciamolo chiaro, l’Islam fondamentalista vuole ucciderci tutti. Gli islamici non sono bravi, non sono buoni. Sono semplicemente islamici e la loro politica segue il dettato del loro Gran Muftì: “Con le vostre leggi vi conquisteremo. Con le vostre leggi vi distruggeremo.” I giornali, soprattutto quelli di sinistra, tacciono la cosa e sbagliano. Sarà guerra. Abbiamo visto padri di famiglia trasformarsi in killer, e donne anche anziane trasformarsi in belve assetate di sangue. Ma quale integrazione? Che cosa vogliamo integrare, gli zingari? Ma quando mai?
Bruciamoli tutti. Diamo un lavoro agli zingari: collaudatori di camere a gas. Rendiamo utili gli zingari: trasformiamoli in benzina verde. Sono tre dei gruppi spontanei formatisi su Facebook che il capogruppo del Pse al Parlamento europeo, Martin Schulz ha chiesto di rimuovere dalla rete, in questo appoggiato dal capodelegazione italiano al Pse Gianni Pittella.
“Mi appello a Facebook affinché li rimuova immediatamente”, ha dichiarato il solerte socialista, noto per le sue campagne anti-italiane e per il celebre scontro con Silvio Berlusconi sfociato nella battuta di quest’ultimo “la proporrò per il ruolo di kapò”. Anche all’epoca del censimento Rom di Maroni, Schulz fece approvare una mozione contraria al provvedimento, salvo poi battere in ritirata quando l’Unione europea chiarì che le norme varate dal Ministro degli interni erano in applicazione alla direttiva continentale.
Ma diamo un’occhiata ai gruppi suddetti. Diamo un lavoro agli zingari: collaudatori di camere a gas conta al momento 669 membri, e ha per motto Affinché i gitani abbiano un posto di lavoro. La categoria è Svago-affermazioni bizzarre, e i commenti sin qui pubblicati (19) ondeggiano tra il goliardico e la ferocia da bar (”rega, nn semo noi che semo razzisti…sò loro che sò zingari…”) ne è un perfetto esempio.
Pd e Udc: no a sopruso governo. Voto + 9. Pd e Udc abbandonano la commissione Affari Costituzionali della Camera perché, accusa Dario Franceschini: “La maggioranza tenta un vergognoso colpo di mano sulla legge elettorale per le europee. Sia sullo sbarramento che sull’eliminazione delle preferenze, il centrodestra vuole far prevalere calcoli e convenienze di parte rispetto agli elettori che vogliono poter scegliere”. E’ un atto di arroganza della maggioranza che stravolge il principio per cui le regole democratiche, come le leggi elettorali, si cambiano solo con l’intesa fra maggioranza e opposizione.
Flavio Tosi: sindaco razzista condannato. Voto – 8. Anche la corte d’appello di Venezia ha condannato a due mesi di reclusione il sindaco di Verona Flavio Tosi perché colpevole (assieme ad altri cinque esponenti leghisti) di propaganda di idee razziste per aver promosso nel 2001 una raccolta di firme contro un campo nomadi abusivo nella sua città. Ribatte Tosi: “Si conferma che una sezione della Corte d’Appello non smentisce un’altra Corte d’Appello. Rifarei ciò che ho fatto. Nella magistratura c’è ancora chi non sa distinguere fra chi delinque e chi difende le persone oneste”. Se lo dice lui. Tosi ricorrerà in Cassazione.