In vino veritas. Chi non lo sa? Una sortita volgare e provocatoria, quella del Senatur su SPQR, che non merita nessun commento.
A Roma e dintorni dicono che la città eterna e la sua cultura sono sopravvissute a ben altri ”barbari” per prendere in considerazione un “pedepadano lucido” (specie dal pomeriggio in avanti) come il Senatur.
Però all’estero dicono che il ‘volgar Ministro’ e la sua Lega hanno toccato il fondo e scrivono che altro non è che una rappresentazione … “adeguata” del livello politico e culturale del governo.
Ma le fesserie di Bossi contengono sempre un “valore” politico: in questo caso, approvata la norma su Roma capitale, il capo del Carroccio intende placare la sua plebe infuriata.
Di fatto, con questo linguaggio Bossi vuole solo coprire il vuoto politico del governo, cercando, come fa il premier, di depistare quotidianamente i cittadini dai problemi reali del Paese e dalla loro incapacita’ di risolverli. Il quadro politico evolve: dal berlusconismo al celodurismo.
Telefona qui, prometti lì, offri a destra, blandisci a sinistra: il Cav è convinto di raggiungere l’agognata autosufficienza grazie alla campagna acquisti in Parlamento. Il suo umore oscilla ancora, ma ultimamente i motivi per stare sereno non mancano. Tirati suk
Il possibile travaso di parlamentari a favore del governo si basa su alti contenuti politici o sull’ennesimo magna-magna generale? Domanda retorica. Il lauto (rim)pasto
Napolitano a Porta Pia esalta il ruolo dell’Urbe e la Lega preferisce tacere. Dalle parti di Milano si litiga più che altro sugli zingari di via Triboniano, una piccola questione che viene pompata fino a diventare una piaga colossale. Rom Capitale
Il governatore siculo Lombardo si prepara a varare una giunta che mette clamorosamente alla porta l’intero Pdl, storico dominatore della scena isolana. Per farlo, all’Assemblea regionale siciliana va in scena l’inciucione con il Pd. ARS…amatoria

Di solito, quando è in preparazione il cosiddetto decreto Milleproroghe, in tutti i palazzi pubblici dello stivale c’è ansia: il rischio è che, un’inaspettato emendamento o qualche improvviso colpo di genio, aggiunga qualche gabella o peggio “tagli” qua o là i conti pubblici. Questa volta è successo al Sindaco di Roma, di cui in questi giorni si parla anche per altre questioni.
Ma andiamo con ordine: il senatore Lucio Malan, lega Nord, relatore del provvedimento, ha proposto che dei 600 milioni di euro previsti per l’area metropolitana di Roma, 500 vengano distaccati al commissario straordinario per Roma Capitale. Fin qui niente di male per Alemanno.
Il comma successivo però stabilisce che il commissario non dovrà più essere “necessariamente” il Sindaco di Roma. Non una bocciatura a priori… ma quasi.