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Tutti gli articoli con tag romano prodi

Intervista - polisblog incontra Benedetto Della Vedova

pubblicato da Giovanni Molaschi



Pensare che Silvio Berlusconi rappresenti tutto il Popolo della Libertà, o che il partito sia immagine e somiglianza del Presidente del Consiglio, è sbagliato. La coalizione di centro-destra è molto più complicata di quanto si possa pensare.

Il progetto politico ha infatti inglobato anche una parte dei radicali che nel 2005, in occasione della nascita dell’Unione di Prodi, hanno lasciato il partito per militare a destra. Una delle persone che ha fatto questo tipo di scelta è Benedetto Della Vedova che, intervistato da polisblog.it, spiega perché il Pdl debba fare proprio anche delle battaglie sociali. Bandiere, per molto tempo, del centro-sinistra.

Cominciamo spiegando agli utenti di polisblog.it che non la conoscessero il suo cammino politico.

Ho una storia radicale anche se poi mi sono iscritto al partito solo nel 1992. Nel ’94 poi ho cominciato a fare politica in modo militante.

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Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Romano Prodi: contrattacco. Voto + 8. Attraverso la sua portavoce Sandra Zampa, il Professore replica al Premier: “Gli italiani hanno conosciuto solo un malgoverno, quello di Silvio Berlusconi”. Ritorno in campo?

Silvio Berlusconi: slavina. Voto – 8. Il Premier “carica” il Pd: “Sono disperati, al traino di un movimento eversivo come Idv e radicali”. Ma in un mese il Governo perde otto punti nei sondaggi. Discesa libera?

Le prime "perle" della campagna elettorale ...

pubblicato da il passator cortese

Al peggio non c’è limite. E i nostri politici, non paghi di quel che combinano quotidianamente, il “meglio” lo danno nelle elezioni, con un marketing politico da … fare pietà.

Buona, l’iniziativa del Corriere di pubblicare le foto dei lettori per una galleria elettorale, trionfo di trash-marketing. C’è ancora un mese e mezzo al voto di fine marzo, ma già “luccicano”, in fatto di comunicazione, propaganda, slogan, uso dei social network, alcune perle.

Il leader del Pd Bersani ruba lo slogan “Un senso a questa storia” a Vasco Rossi. Che è come rigirare una lama nella ferita di un Pd, sempre alla ricerca di identità, cioè del proprio senso. In fondo, l’unico senso è quello di nausea.

La Bonino, maestra della comunicazione dopo la scuola del maestro Pannella? Emma presidente limpida, naturale, trasparente, con il bicchier d’acqua nel quale, come dicono i soliti malintenzionati, manca solo la dentiera in ammollo.

Si possono fare mille esempi, trasversalmente. Ma diamo spazio ai nostri lettori.

Questi politici, candidati e non, puntano tutti sulla parola “cambiamento”, e sono sempre le stesse facce!

Negli Usa fa discutere un cartellone con la scritta “Inizio a mancarvi?” sostenuta dal viso “furbo” dell’ex presidente Bush. A quando la gigantografia di Romano Prodi?

Bologna: per dimenticare il Cinzia-gate ci vorrà un anno. Si vota nel 2011

pubblicato da Giovanni Molaschi



Quando sembra che il Partito Democratico abbia toccato i suoi minimi storici succede sempre qualcosa che ricorda a Pierluigi Bersani, e a noi, quanto il progetto politico che sta amministrando abbia fatto il suo tempo.

È da considerarsi obsoleto se persino la Lega Nord grazie all’intervento di Roberto Maroni, secondo il quale a Bologna si potrà andare al voto non prima del 2011, dimostra quella lungimiranza che dall’opposizione un elettore in media si aspetta. E spera.

Possibile che i dirigenti di partito non avessero considerato, negli stessi giorni in cui agevolavano le dimissioni di Flavio Delbono, l’eventualità che al voto non si andasse subito ma nei tempi già stabiliti?

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Bologna: Lucio Dalla propone Romani Prodi come sostituto di Flavio Delbono

pubblicato da Giovanni Molaschi



Intervistato dal Corriere della Sera, Lucio Dalla ha proposto di candidare Romano Prodi alle prossime elezioni amministrative, organizzate in tempi record, per trovare il sostituto di Flavio Delbono. Sindaco di Bologna fino a qualche giorno fa.

Ad oggi né il Partito Democratico locale (e nazionale) né l’ex Presidente del Consiglio hanno smentito la proposta del cantautore. Questo, se uno ci pensa bene, è probabilmente peggio della stessa provocazione.

Inutile chiedere, appena possibile, il pensionamento di Silvio Berlusconi se per ogni occasione utile si rispolverano esponenti politici che hanno fatto il loro tempo tanto da non essere più credibili per gli stessi cittadini che partecipano alla vita politica del paese.

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Ore 12 - "Piccoli" leader crescono. Ma non è tutto oro quello che luccica

pubblicato da Massimo Falcioni

altroLa sinistra, Pd in testa, è in balia degli umori del momento. E’ sempre così, quando la crisi morde e non si sa che pesci pigliare.

Adesso, dopo l’exploit pugliese di Nichi Vendola, (quasi) tutti a puntare sulle primarie, ritenute lo strumento di maggior legittimazione democratica e l’arma vincente, quanto meno nella scelta del “migliore” candidato interno. Ma è proprio così?

Anche il “bipolarismo”, tanto osannato quale panacea dei mali della politica, sta mostrando la corda (è in crisi anche dove impera da sempre, a cominciare dalla Gran Bretagna).

E per vincere le elezioni e per poi governare ci vogliono le “coalizioni” (non certo a marmellata come quelle di Prodi …), di norma guidate dal leader del partito più forte della coalizione stessa.

Fu così anche nella Prima repubblica dal 1945 al 1981 con il premier sempre targato Dc. Quando a Palazzo Chigi l’inquilino cambio “marca”, prima con un premier repubblicano (Giovanni Spadolini), poi con due socialisti (Bettino Craxi con la famosa “alternanza” e Giuliano Amato), non fu per la magnanimità dello Scudo crociato ma perché la Dc andò in crisi e quello era l’unico modo – stante la conventio ad excludendum verso il Pci - per rimanere al potere e dare un governo all’Italia.

Diventando premier il leader di un partito “minore” saltava però il rapporto fra consenso, potere e responsabilità su cui reggono le democrazie rappresentative. Idem nella Seconda repubblica, almeno nel centro sinistra: vedi i governi diretti da Romano Prodi. Che centra con oggi?

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Palazzo Chigi: "reggia dorata" del premier, colma di superdipendenti e supersprechi

pubblicato da il passator cortese

Predicare bene e razzolare male è “la” caratteristica del premier Silvio Berlusconi.

Dall’Espresso in edicola si viene a sapere quel che tutti sapevano ma che nessuno osava dire: Palazzo Chigi è “una vera “reggia” del sultano, “dove si moltiplicano dipendenti e sprechi”.

Un “paradiso” dove sono a libro paga (dorata!) ben 4.500 persone, oltre 1.400 in più di quelle previste dalla pianta organica! Oltre un miliardo di euro l’anno (mal)spesi per ingrassare una corte che nessuno controlla e sa cosa esattamente fa.

Un esempio? La segretaria del premier Marinella Brambilla è elevata a dirigente generale di prima fascia, il massimo assoluto della carriera pubblica. E altre segretarie, quella di Gianni Letta, di Carlo Giovanardi, di Rocco Primi ecc. sono tutte “superdirigenti generali”: una vergogna e uno scandalo, non solo di carattere economico.

Anche i responsabili dell’immagine del premier (quelli che preparano gli spot in tv) sono elevati al rango di direttore generale.

Ben 300 mila euro è stato il costo delle riprese tv per l’inaugurazione del Premier delle prime case a l’Aquila. Le troupe ingaggiate per seguire passo passo il capo del Governo sono numerose e a costi esorbitanti.

In 17 mesi Berlusconi, solo per eventi mediatici, è costato quasi 5 milioni di euro, contro i 150 mila euro spesi allora da Romano Prodi.

Ci fermiamo qui. E’ un servizio che va letto fino in fondo. Poi, alla fine, non si sa se ridere (istericamente) o piangere (di rabbia).

Caso Marrazzo: la morte della trans Brenda non ricorda solo quella di Mino Pecorelli

pubblicato da Giovanni Molaschi



In attesa che la giustizia faccia il suo corso senza che nessuno ipotizzi dei ritardi per via della mancata riforma, sulla quale si disquisisce più dell’emergenza rifiuti che in Sicilia si sta registrando nelle ultime settimane, è necessario continuare a riflettere sulla morte di Brenda.

Secondo Mario Adinolfi la transessuale, travolta (e non solo) dallo scandalo di Piero Marrazzo, ricorda Mino Pecorelli. Il giornalista, affiliato alla loggia massonica P2, che venne ucciso nel 1979 in circostante ancora da stabilire.

“È Roma – scrive Mario Adinolfi - che sembra tornata ad essere quella dei tempi della Banda della Magliana. Anzi, peggiore. Più subdola e per questo più pericolosa. La Brendona è il Mino Pecorelli del tempo tragico e farsesco che stiamo vivendo, di una classe dirigente di una pochezza spaventosa, nome in codice Chiappe d’Oro”.

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Massimo D'Alema sotto il tiro del Financial Times. E Casini lo consola

pubblicato da il passator cortese

Nel Pd, Massimo D’Alema in testa, ghignavano compiaciuti quando il Financial Times bastonava Silvio Berlusconi.

Adesso il quotidiano della City cambia tiro e punta il dito proprio contro “baffino”, candidato (primo “sponsor” proprio Berlusconi) a “ministro degli esteri” della Ue.

Il giornale inglese non si limita a ricordare che D’Alema ha abbandonato il comunismo ma resta “il premier più di sinistra che l’Italia abbia mai avuto dal 1945”. E stronca il presidente della Fondazione Italianieuropei definito “ferrato negli intrighi”, avendo cospirato “per far cadere Romano Prodi, suo compagno di schieramento, nel 1998”.

Chissà che ne dice Walter Veltroni?

In soccorso del lider Maximo giunge Pierferdinando Casini che rilancia: “Per me Massimo D’Alema è un ottimo candidato e spero che il governo continui a sostenerlo”.

Pesa più il Financial Times o il leader dell’Udc? Fra poche ore il nodo sarà sciolto.

Satira: non spariamo "castate"

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

E’ bello risentire ogni tanto in tv i versi ispirati del cantore Bondi. Fanno venire le lacrime agli occhi come un thé bollente mandato giù tutto d’un fiato. (Endo)vena poetica

Atteggiamento cauto dei cinesi di fronte al presidente Obama. Lui arriva nel Paese asiatico in cerca di amicizia e collaborazione, eppure non può non far presente a Pechino quale sia il valore dei diritti umani e delle libertà civili. Reazioni contrastate nell’opinione pubblica locale. M’aMao o non m’aMao?

Si è sciolto del tutto l’iceberg che si era staccato dall’Antartide. Al suo interno i paleontologi hanno ritrovato i poveri resti di Romano Prodi. La commozione del popolo Pd: “Ci manca tanto“. Mi Findus di te

Ma intanto l’eredità del Professore torna di moda nel partito di Bersani. Nostalgia dell’Ulivo, ampie alleanze e addio alla vocazione maggioritaria. Questa è musica per le orecchie di ‘Baffino’. I-Prod

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