Tutti gli articoli con tag ronde

Roberto Maroni si allea con l’opposizione. Anche la Lega Nord contro Silvio Berlusconi

pubblicato da giovanni molaschi in: Silvio Berlusconi Roberto Maroni Popolo delle Libertà PDL Lega Nord



Oggi più che mai i giornalisti, e gli elettori, che sostengono Silvio Berlusconi dovrebbero stringersi attorno al Presidente del Consiglio. A poche ore dalle dichiarazioni di Gianfranco Fini, secondo le quali più che un amministratore il patron di Mediaset sarebbe una novella Maria Antoinette, anche la Lega Nord si dissocia dalla politica della maggioranza.

Il Ministro leghista degli Interni, Roberto Maroni, ha infatti fatto sapere pubblicamente che il proprio partito è pronto ad appoggiare l’opposizione se proporrà un incremento dei fondi già stanziati per la sicurezza.

“Non possono – ha dichiarato Roberto Maroni – esserci vincoli sulla sicurezza”.

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Ronde: storia di un flop non annunciato

pubblicato da giulio in: Ma non aveva detto che?


La notizia è di quelle bomba, eppure stranamente non sta facendo molto rumore: le ronde si sono rivelate un flop. O perlomeno queste sono le informazioni che provengono da grandi città del nord come Milano, Genova, Bergamo e Bologna. Il numero di associazioni che si sono fatte avanti ricorda il codice binario: oscilla infatti tra 0 e 1.

Qualcosa dev’essere andato storto per davvero, se perfino il berlusconiano Panorama titola “Niente ronde, siamo padani” e parla esplicitamente di “flop”. E dire che solo qualche mese fa, il dibattito infuriava: c’era chi salutava la misura provvidenziale che ci avrebbe salvato dall’anarchia e chi si preparava al ritorno del fascismo…

Perchè le ronde sono fallite? E’ presto detto: regole troppo restrittive. Si sono proibite le ronde di matrice politica, quelle retribuite, e si è trascurato l’intento di assistenza sociale che animava gruppi pre-esistenti come i City Angels. E così alla fine non è rimasto (quasi) nessuno.

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Rassegna stampa estera: pacchetto sicurezza, immigrazione e ronde visti da Francia e Germania

pubblicato da giulio in: Esteri Analisi e Dati


Anche questa settimana la stampa straniera non ha parlato solo di intercettazioni, Berlusconi, Carfagna, Paolo Guzzanti e Barbara Berlusconi, come potrebbe sembrare dalla nostra rassegna stampa di ieri. Un altro tema affrontato da più di un giornale è stato, come spesso accade, quello della sicurezza e dell’immigrazione.

In particolare, un buon numero di commenti proviene dalla vicina Francia, sempre molto attenta su questo genere di questioni. Eric Valmir, corrispondente dall’Italia di Radio France, si è ad esempio chiesto sul suo blog come mai non si parli più di sbarchi a Lampedusa, conducendo una ricerca che l’ha portato a interrogare anche gli abitanti dell’isola. La risposta?

“Sì e no” (..) “Nemmeno un arrivo a Lampedusa, ma, al largo, i pescherecci continuano ad imbattersi in cadaveri, resti umani… meno di prima, ma comunque succede ancora. Immaginiamo che talvolta i guardacoste recuperino i sopravvissuti per condurli in Libia, come avvenuto lo scorso maggio. Tutto è organizzato perché le imbarcazioni non arrivino più a Lampedusa. Ma al porto e in città, se ne parla, si vuol sapere.. Visto che la notte gli elicotteri non smettono di girare”

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Rassegna stampa estera: immigrazione, il rapporto dell'OIM

pubblicato da giulio in: Esteri Analisi e Dati


Come spesso accade recentemente, il fatto che anche questa settimana il grosso dell’attenzione dei media stranieri sia stato attirato dallo scandalo delle intercettazioni Berlusconi - Patrizia D’Addario non significa che sulle pagine dei giornali esteri non sia mancato lo spazio per altre rilevanti questioni riguardanti il nostro paese.

Ad esempio, un recente rapporto dell’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni sulla situazione italiana, di cui si è parlato piuttosto poco qui da noi, non è invece sfuggito all’attenzione del francese L’Express, che ha titolato “La vita di migliaia di immigrati in Italia è prossima alla schiavitù“:

Migliaia di migranti attirati in Italia con false promesse di impiego sono ridotti a vivere in condizioni prossime alla schiavitù, secondo uno studio dell’Organizzazione Internazionale per le migrazioni (OIM) (..) (che) descrive le dure condizioni di vita dei residenti di un centro di raccoglimento vicino a San Nicola Varco, a 100km a sud di Napoli. In questo campo, circa 1200 persone occupano degli edifici abbandonati, senza acqua corrente né elettricità, in mezzo all’immondizia

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Effetto ronde: a Massa Carrara ritorna la follia degli opposti estremismi

pubblicato da Luca Landoni in: L'Italia fa schifo

Era l’occasione che molti aspettavano per dare addosso a uno dei più discussi provvedimenti del pacchetto sicurezza: l’istituzione delle cosiddette “ronde”. A Massa Carrara un gruppo di antirondisti di estrema sinistra denominato Carc (Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo) ha cercato lo scontro con un’associazione rondista che si richiama alla Destra di Storace. Oppure la provocazione è venuta dall’altra parte, non è dato saperlo, ma è poi così importante visto a quali teste bacate ci troviamo di fronte?

Certo, qualcuno obietterà, pur sempre meno bacate di chi ha deciso di dare l’autorizzazione al pattugliamento a un’associazione autodefinitasi SSS (Soccorso Sicurezza Sociale, sic…). È mai possibile che le autorità preposte di fronte a una sigla sinistra come questa non si siano poste qualche leggerissimo dubbio? Soprattutto in presenza di una legge, quella di istituzione dei volontari per la sicurezza, che dopo un primo periodo di caos ha vietato espressamente sigle e simboli politici nelle ronde?

Il risultato è che i massesi si sono ritrovati in giro per le loro strade codesti personaggi magari in pettorina gialla (invece che nera) ma con pur sempre stampate in bella vista le tre lettere fondanti del movimento, SSS per l’appunto. Sai che allegria, che bel tuffo in un passato che speravamo morto e sepolto.

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L'Italia sta male. Berlusconi dice il contrario. E gli italiani?

pubblicato da Massimo Falcioni in: Alle 5 della sera

Non c’è bisogno dell’Istat per capire che l’Italia non ha una faccia sola.

C’è il Belpaese del gossip, della casta, del populismo, dei privilegi, dei due pesi e due misure, del farsi beffa di regole e leggi. Del paravento dell’antipolitica che grazie alla politica (quella più vergognosa e becera) domina tutto e tutti.

Poi c’è il Paese di chi è costretto sempre a tirare la cinta, di chi non ce la fa ad arrivare a fine mese, di chi perde stipendio (abbiamo i redditi medi più bassi d’Europa) e ogni speranza.

Oltre 5 milioni di famiglie sono con l’acqua alla gola.

Il governo fa quello che hanno sempre fatto tutti i governi in difficoltà: depista.

Inventa nemici, lancia le ronde dei “beoti”, riscopre le cannoniere contro i disperati delle carrette del mare mentre riscopriamo i “corsari” dei secoli passati.

Insomma, l’Istat certifica ciò che si vede e si sente in giro: cresce la disoccupazione, il disagio sociale, la povertà.

In Italia è la prima volta che un Premier nega così pervicacemente la crisi.

Spesso ci si è divisi sulle cause e sulle medicine da dare al malato, ma mai la malattia è stata negata.

Nel governo, spinto dal premier, c’è la corsa al populismo. Nell’opposizione, poche le eccezioni, c’è la rincorsa alla corsa al populismo della maggioranza.

Non c’è un dato che dimostra che l’Italia sta bene. Non c’è un dato che dimostra che gli italiani l’abbiano capito.

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La Lega nord si impone sul decreto sicurezza: tornano le ronde e i 180 giorni nei Cie

pubblicato da davide f. in: Interni Lega Nord

da flickr, common creative

La Lega nord, mai paga di trovate da spot pubblicitario e di retoriche populiste, soprattutto in tempo di elezioni (vedi la guerra ai temibili kebab di Milano), torna alla carica nel decreto sicurezza con le ronde e i 180 giorni di ‘prigionia’ nel centri di detenzione per stranieri, i noti Cpt, centri di permanenza temporanea ribattezzati Cie, Centri di identificazione ed espulsione.

Il partito del celodurismo si impone e il testo sulla sicurezza, che dovrebbe approdare in aula domani, torna a vedere la presenza dei due provvedimenti contestati persino dall’alleata Mussolini.

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Vi spieghiamo il decreto sicurezza passato ieri al Senato. Escluse ronde e allungamento tempi di permanenza nei Cpt

pubblicato da Luca Landoni in: Big Picture: tutto su...

Ieri è passato al Senato il Dl sicurezza. Il voto è stato pressoché unanime, vista l’adesione di Pd e Italia dei Valori. 261 i voti favorevoli, solo 3 i contrari; due dissidenti del Pd e (incredibile ma vero!) Giuseppe Valentino del Pdl che ha sbagliato a votare. Unica vittima della situazione la Lega, almeno per quanto attiene la norma sulle ronde, che è stata esclusa dal provvedimento. È chiaro che le ronde sono state sacrificate sull’altare del sì allo spostamento del referendum, ma è comunque probabile che vengano reinserite - insieme con l’allungamento dei tempi di permanenza nei Cpt - nel testo del ddl in discussione alla Camera.

Detto questo, vediamo il contenuto di un dl che ha suscitato commenti entusiastici a destra e a sinistra, in particolare riguardo alle norme sui reati contro le donne.

Stalking. Introdotto il reato nel codice penale con pene dai 6 mesi ai 4 anni. Istituito un numero verde per le vittime.

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Le ronde sono un regalo alla criminalità organizzata: Angela Napoli (Pdl) vota contro in Commissione Giustizia

pubblicato da m.paganini in: Interni Regole del gioco Popolo delle Libertà PDL


Al sud le ronde non sono opportune in quanto è presente la criminalità organizzata. Nella piana di Gioia Tauro, a Lamezia Terme, a Catanzaro e a Reggio Calabria, le ronde esistono già e sono costituite da elementi della criminalità che girano di notte facendo atti intimidatori nei confronti di privati cittadini. Per questo motivo il deputato del Popolo della libertà Angela Napoli ha votato no, in Commissione Giustizia alla Camera, alle ronde previste dal decreto antistupri.

La Napoli ha spiegato che, nelle regioni in cui c’è una forte presenza malavitosa, le ronde potrebbero essere composte da elementi della criminalità organizzata. Inoltre questa soluzione, invece di rafforzare il controllo del territorio, indebolirebbe l’immagine delle Forze dell’Ordine. Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo del Pd in commissione, Donatella Ferranti, secondo cui le ronde sono un obbrobrio giuridico: un inqualificabile passo indietro dello Stato nella lotta alla criminalità ed un regalo a mafia, camorra e ‘ndrangheta. Con le ronde il governo introduce una pericolosa giustizia fai da te e sforna l’ennesimo regalo alla criminalità organizzata che vedrà legalizzati i propri metodi di riscossione del pizzo.

Durante la discussione è stato bocciato un misterioso emendamento relativo alla Telecom (presentato all’ultimo minuto, dichiarato ammissibile in via eccezionale e osteggiato dalla Lega nord) ed è stato invece approvato l’emendamento che dà la possibilità al governo di mettere a punto sulle ronde uno schema di decreto, del quale dovrà essere data una semplice comunicazione ai competenti organi parlamentari. Quindi sulla composizione e la disciplina delle ronde, la decisione spetterà unicamente al ministero dell’Interno.

Foto | Flickr

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Ore 12 - Altri 4 morti sul lavoro. L'Italia dei "frizzi e lazzi" non si vergogna

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroL’abbiamo scritto altre volte. Ma la realtà costringe a ripeterci. Notizie di questo tipo non “fanno notizia”.

La gente che lavora e muore per lavorare non fa vendere giornali, non fa schizzare in alto l’audience televisivo. Soprattutto non porta voti.

Inoltre consumavano poco da vivi, figurarsi da morti. Fuori mercato, fuori notizia, fuori da tutto. Adesso anche fuori dal mondo.

Ieri a Trapani, Roma, Latina e Taranto, in un giovedì come un altro, in questo paese in chiaroscuro, di frizzi e lazzi e qui pro quo, quattro incidenti mortali sul lavoro.

Due edili morti in cantiere, un agricoltore rimasto sotto il trattore, un operaio travolto e ucciso mentre lavorava lungo l’ A 29 Palermo-Mazara del Vallo.

In Italia cala (per fortuna) il numero di assassinii e sul lavoro si muore due volte di più. Chissenefrega. E’ l’Italia delle ronde che avanza.

Qualche addetto stampa di qualche politico forse butterà giù due righe per un telegramma alle famiglie sventurate dei quattro sventurati.

L’elenco s’allunga. E’ l’elenco della vergogna. Disgrazie? Fatalità? Assassinii, altrochè! Italia in lutto? Ma va! Taca banda …

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