Tutti gli articoli con tag rosy bindi

No, non è la Bbc: è la Rai che "cancella" Vittorio Bachelet e offende la memoria di un popolo

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il fatto della settimana

Verrebbe voglia di definire questo spazio “la vergogna della settimana”. Ce n’è di materiale.

Prendete il “niet” della messa in onda tv del filmato su Vittorio Bachelet, splendido personaggio della cultura italiana, cittadino integerrimo e cattolico martire del terrorismo brigatista.

Ebbene, la Rai ha posto il veto, annullando la trasmissione sul primo canale “A sua immagine” sul professor Bachelet, nel trentennale dell’assassinio (colpito da un commando Br il 12 febbraio 1980 sulle scale della facoltà di Scienze Politiche alla Sapienza mentre parlava con la sua assistente Rosy Bindi) perché il figlio Giovanni è … deputato del … Pd.

Quindi, il filmato turberebbe la par condicio elettorale. Meglio rinviare tutto a dopo le elezioni regionali. Fontapolitica? No, politica Made in Italy. Insorgono, inutilmente, Pd, Udc, Idv, Fnsi.

Non è solo un atto di inspiegabile miopia nell’attuazione di una norma. Forse non si tratta di ottusità burocratica ma di scelta politica. E’ un’offesa alla memoria, uno sfregio al buon senso. Due pesi e due misure: meglio lasciare scorrazzare nei vari talk show i delinquenti e assassini degli anni ’70 che pontificano liberamente, novelli maestri ancora grondanti del sangue degli innocenti.

Non si macchia solo la figura di un grande personaggio stroncato dalla furia dell’odio. Si offende la memoria collettiva e si prende per i fondelli, oltre la storia, un popolo intero.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega in: Satira

Premier e ministro dell’Economia d’accordo sulla riforma fiscale: così l’esecutivo cerca nuovo slancio per il 2010. Red Bull ti mette le ali(quote)!

Fini e finiani disarmati dal nuovo clima di amore improvviso? Forse non del tutto e i conciliaboli del presidente della Camera con i suoi stanno lì a dimostrarlo. Tuttavia il SuperCav appare più tranquillo e il ‘rischio attentati’ alla sua rotta di governo non è proprio dietro l’angolo. Gody scanner

Bersani dà l’endorsement alla Bonino e tenta così di togliersi dagli impicci. Lo stesso fanno alcuni cattolici ‘adulti’ come Marini e Fioroni. Stavolta a trovarsi spiazzata, stranamente, è il presidente Bindi, che invoca piuttosto la soluzione ‘politically correct’ delle primarie. Eppure lei è una coraggiosa che ci ha abituati al rischio. Chi non risica, non Rosy-ca

Ghedini ne avrebbe pensata un’altra delle sue: un decreto blocca-processi ad hoc per il presidente del Consiglio, basato sulla possibilità di scegliere il rito abbreviato a fronte di nuove contestazioni del pm a dibattimento aperto. Una vera diavoleria. Cavillo pazzo

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Ore 12 - E adesso l'Italia formato "Califfo"

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroAncora una volta vale il detto: “non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire”.

Al titolo de l’Unità “Non perdete la testa!” si contrappone quello del Giornale: “Era tutto organizzato, altro che gesto isolato di un folle”. Sì, non è solo Vittorio Feltri che continua a pestare il mestolo nel mortaio. C’è (quasi) tutto il centrodestra, spinto dai “falchi”, con la bava alla bocca, baionetta in canna, all’assalto di chiunque non sia dei loro e non la pensi come loro.

L’ignobile e smaccata strumentalizzare (“l’opposizione e i giudici hanno alimentato la campagna d’odio”) dell’aggressione al Premier non porterà lontano: per adesso paga e “convince” una opinione pubblica sempre più disorientata.

Il gesto folle e anche i “distinguo” di Di Pietro e della Bindi, rattoppano le falle del Pdl e della maggioranza, riaprono vecchie e nuove ferite nell’opposizione, fanno abortire inediti progetti politici e di alleanze alternativi a Berlusconi e al berlusconismo.

Insomma, l’aggressione al Premier ridà nuova linfa al progetto “presidenzialista” e populista di Berlusconi, a una Italia formato “califfo”. Non siamo ancora nella notte fonda della Repubblica. Siamo “solo” all’imbarbarimento della politica. Quella pietra lanciata domenica può dare la sterzata e portare il Paese nel baratro. C’è questa consapevolezza?

Parafrasando Troisi e Benigni: “Non ci resta che piangere”. L’alternativa è il “disarmo”. Ma per cambiare musica, servono nuovi suonatori. Campa cavallo.

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No Berlusconi Day: Rosy Bindi non ci sarà

pubblicato da giovanni molaschi in: Silvio Berlusconi Partito Democratico PD



Partirà forse il prossimo fine settimana la nuova fase del Partito Democratico. Per capirlo è sufficiente ragionare sulle posizioni che Rosy Bindi, presidente del progetto politico creato da Walter Veltroni, ha sul No Berlusconi Day.

“Se non fossi presidente del Pd – ha dichiarato l’esponente politico - parteciperei al No Berlusconi Day. Il principale partito dell’opposizione non va in piazza a chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio.

I partiti politici hanno una funzione diversa che organizzare manifestazioni che chiedono le dimissioni del presidente del consiglio, tant’è vero che la settimana successiva faremo 1000 piazze in Italia nelle quali ci proporremo agli italiani come alternativa a Berlusconi”.

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Manifestazione 5 dicembre: i democratici ci andranno o no?

pubblicato da Christian De Mattia in: Partiti Partito Democratico PD


Il 5 dicembre ci sarà la fiera dell’antiberlusconismo militante con la manifestazione No B.Day alla quale hanno aderito Idv e Rifondazione. La posizione del Pd non si capisce (sai che novità!): ufficialmente non aderisce però se qualcuno si presenta va bene lo stesso. Insomma una decisione lineare.

Rosi Bindi esprime con massima chiarezza la questione

Mi pare che non andiamo alla manifestazione. Non manchera’ la nostra voce, non mancheranno le occasioni per dimostrare che siamo radicalmente antiberlusconiani

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Conflitto di interessi: Silvio Berlusconi ha vietato a Mediaset e Mondadori di raccontare la vicenda di Piero Marrazzo. Il potere del Grande Fratello fa comodo anche a Pierluigi Bersani

pubblicato da giovanni molaschi in: Silvio Berlusconi Partito Democratico PD Il fatto della settimana



Di Piero Marrazzo, e delle modalità con le quali ha abbandonato la scena politica italiana, è molto probabile che si smetta a parlare già nei prossimi giorni. La sua legittima richiesta di silenzio è stata evidentemente ritenuta più legittima di quella di Dino Boffo che al Presidente del Consiglio qualche problema creò.

Ma Silvio Berlusconi, sulla vicenda dell’ex Presidente della Lazio, non commetterà più gli errori fatti con l’ex direttore dell’Avvenire tanto che stando a quanto si appreso nelle ultime ore avrebbe persino fatto sapere all’avversario politico che qualcuno stava tentando di vendere il video che lo avrebbe incastrato.

Ma Silvio non informa e basta. Sulla vicenda di Piero Marrazzo ha vietato alle aziende controllate dai figli di divulgare il materiale rimarcando un legame tra il suo incarico pubblico e le attività sviluppate, precedentemente, da privato.

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La guerra (persa) di Piero (Marrazzo). Sconfitto anche il Pd che già lo sostituisce. Pronti Giovanna Melandri, David Sassoli e Walter Veltroni

pubblicato da giovanni molaschi in: Silvio Berlusconi Walter Veltroni Partito Democratico PD Dario Franceschini



E adesso a raccogliere i cocci non sarà solo Piero Marrazzo. Attorno, come faceva già notare Dino Boffo (direttore dell’Avvenire che prima di dimettersi aveva tentato di proteggere la privacy della famiglia), una serie di figure sulle quali si devono accendere i riflettori per capire fino in fondo la vicenda.

Cominciamo a parlare del Pd. Ma anche del Pdl. Secondo quanto sostenuto dal partito di Silvio Berlusconi il passaggio di consegne al vice, Esterino Montino, non è uno strumento giuridicamente valido.

Già chieste, quindi, le elezioni anticipate che potrebbero rappresentare per il Partito Democratico l’ennesimo fallimento. Uno scandalo pesa. E allontana. Gli aspiranti Zapatero dovrebbero ben saperlo. L’attuale primo ministro è riuscito a vincere, la prima volta, subito dopo gli attentati a causa dei quali si spense il candore di Aznar.

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Berlusconi chiede scusa a Rosy Bindi. Ma la pezza è peggio della toppa

pubblicato da il passator cortese in: Alle 5 della sera

Il vecchio adagio “la pezza è peggio della toppa” si addice a Silvio Berlusconi. Al premier, certe cose, non gli vengono proprio bene e anche stavolta, tornando sulla notissima frase offensiva contro Rosy Bindi (più bella che intelligente) ha perso un’altra occasione per tacere.

A dire il vero il Cav era partito bene : “Mi dispiace per la Bindi. Era un momento di delusione”. Finalmente una sana autocritica?

Ecco il seguito: “E’ stata una battuta di spirito conosciuta e di largo consumo. Andate a vedere gli insulti che hanno fatto alle mie ministre che sono persone bravissime e assolutamente diverse da ciò che si vuol far pensare che siano”.

Scontata la replica della Bindi: “Berlusconi peggiora le cose. Accredita il largo consumo di battute e offese verso le donne. Si mette al pari del Bagaglino e delle battute da bar”, divide le donne in buone e cattive, belle e meno belle. Un premier che non solo non possiede il senso dello Stato e della dignità delle Istituzioni, ma neppure la buona educazione e che non ha ancora capito che nelle offese verso di me tutti hanno visto anche la sua costante denigrazione delle regole e della democrazia”.

Brava, Rosy. Ma esageri e strumentalizzi la la seconda gaffe di oggi. Berlusconi voleva indubbiamente “recuperare”, ma non ce l’ha fatta. Vogliamo però, quanto meno, apprezzare le buone intenzioni?

Forza Silvio, rose rosse alla Rosy!

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Ora di religione: Mariastella Gelmini vuole i voti

pubblicato da giovanni molaschi in: Popolo delle Libertà PDL



Scrivere dei provvedimenti di Mariastella Gelmini, Ministro della Pubblica Istruzione, dovrebbe essere considerato accanimento terapeutico. Perché di questo si tratta. Di negazione dell’umana pietà.

Non si fa in tempo a scrivere dei problemi che ha con il Tar del Lazio, o con Rosy Bindi, che già bisogna prender atto dell’ennesima dichiarazione utile a migliorare la scuola tanto quanto può essere per un non vedente un corso di fotografia.

Secondo quanto riportato dall’Unità l’esponente del Pdl vorrebbe equiparare la valutazione dell’ora di religione a quella delle altre materie sostituendo il giudizio, attualmente utilizzato, ad un voto che, come dichiarato dalla stessa Mariastella Gelmini, non c’è.

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Diamole del tu: il Fan Club del ministro Mara Carfagna

pubblicato da m.paganini in: Popolo delle Libertà PDL Mara Carfagna


Mentre Rosy Bindi, dopo aver perduto la stima del Premier, deve accontentarsi di una pagina Fan Club su Facebook con soli 185 “amici”, il ministro Mara Carfagna (data in pole position per diventare la prossima presidente della Regione Campania), può vantare addirittura un sito internet creato dai suoi accaniti sostenitori del Popolo della libertà.

Il Fan club della Carfagna ha così piantato un’altra bandierina (azzurra) sul web, tenendo a battesimo Diamole del tu, sito agiografico di sostegno all’instancabile operato del ministro. Tra Il punto rosa, la gallery, le news, il blog e gli eventi, tutta l’attività della Carfagna viene incensata e proposta sotto la giusta luce. A proposito del suo ultimo libro, ad esempio, scopriamo che:

Mara sorprende ancora. Questa volta, il Ministro delle Pari Opportunità accorcia le distanze tra le istituzioni e la cittadinanza con il libro Mara Carfagna, un anno di governo. Non si tratta di un asettico resoconto del suo bilancio, né di un book auto celebrativo, nonostante la ricchezza di suggestive immagini che raccontano la presenza corposa e attenta della Ministra tra di noi, tra la sua gente. C’è qualcosa in più nel libricino blu di 65 pagine che parlano delle importanti conquiste per l’affermazione e la difesa dei diritti dei più deboli, delle donne e di noi tutti.

Il blog sembra tradire una partecipazione non proprio assidua dei piccoli fan del ministro, registrando zero post e 29 commenti in 4 mesi di vita.

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