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Tutti gli articoli con tag rosy bindi

Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Rosy Bindi: scartata. Voto 5-. La “pasionaria” del Pd invoca l’Aventino: “Non possiamo rispondere con i mezzi ordinari a una situazione straordinaria”. Ma è il Pd, incapace di gestire l’ ordinario, a inventarsi soluzioni straordinarie autolesioniste. Aiutino del Pdl che, sul processo breve, si incarta da solo. Pd, troppi galli a cantare!

Roberto Maroni: incartato. Voto 4-. Il ministro degli Interni, in barca, perde la bussola e “obbliga” tutte le regioni (meno l’Abruzzo) ad accogliere i clandestini. Al Nord sindaci della Lega pronti alle dimissioni. Presto in campo il milione di baionette dei padani? Si sgonfia il celodurismo del Senatur. Chi semina vento raccoglie tempesta. Tsunami.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Ruby dice che “Noemi è la pupilla ma io sono il culo”. Nicole dice che il Cav vuole salvarsi “il culo flaccido”. Giuliano Ferrara citava pochi giorni fa addirittura “il culo di Montaigne”. Come definire questa cricca di ‘gentiluomini’ che evocano con grande frequenza il lato B? La banda del buco (del c…)

I fan del premier che non possono permettersi ragazze avvenenti e sontuosi lettoni di Putin, di cosa si accontentano? La branda col buco

E gli elettori del Cav che leggono tutto sui giornali e poi fanno finta di non vedere quello che accade a Silvio? Cosa hanno davanti agli occhi? La benda col buco

Infine c’è l’opposizione impotente: il terzo polo che perde i pezzi e il Pd che fa acqua da tutte le parti. La Bindi col buco

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Dunque Mara Carfagna potrebbe essere il prossimo sindaco di Napoli. Dopo la Iervolino, un’altra donna al potere in città. Sperando in esiti migliori. Castel dell’Ovulo

Il premier irlandese, Brian Cowen, alla fine ha ceduto e ha detto sì agli aiuti finanziari internazionali. Ora si prospettano misure lacrime e sangue per sanare deficit e debito, tuttavia le autorità di Dublino hanno detto che non toccheranno la ridicola aliquota sulle imprese al 12,5%. E allora come si fa? Spetterà per l’ennesima volta ai cittadini pagare la crisi per intero? Qui gatta ci Cowen

Retroscena clamoroso: pare che Mediaset agì per allungare l’ostracismo professionale ai danni di Enrico Mentana. Dopo la cacciata da Matrix, il Biscione tornò a corteggiarlo ma al contempo fece in modo che saltassero accordi con altre reti. Carogno Monzese

Si dice che il Cav ami svagarsi con giovani donnine di facili usanze. In realtà, come sostiene Benigni, lui è follemente innamorato della Bindi (ieri seguiva Ballarò malgrado il Milan in tv perché c’era la presidente del Pd in studio). Un amore non corrisposto che genera disperazione e che lo conduce a sfogarsi vanamente con altre pulzelle. Come direbbe Battisti, “dieci ragazze per me non posson bastare”. Fiori Rosy, fiori di p-escort

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Il "rottamatore" Matteo Renzi, alias ... Capezzone

pubblicato da il passator cortese

Le cerbottane di Matteo Renzi il “rottamatore” non sono puntate contro il nemico Silvio Berlusconi ma contro gli amici e compagni dai capelli bianchi del Partito Democratico, tutti da mandare a casa.

Ma la base non sembra gradire.

Dal popolo del web del Pd Renzi viene paragonato a Capezzone: “Maleducato, supponente, arrogante”. Oppure esempio negativo di una amalgama non riuscita “Il segno evidente della crisi del Pidì berlusconizzato, un partito da televendita”. Fino ad accusare il sindaco di Firenze perché: “Vuole uccidere i padri per impadronirsi dell’eredità”.

Tutti, stando al web del Pd, difendono persino Rosy Bindi (Renzi impari da lei il modo signorile) e Massimo D’Alema (Renzi impari da lui cos’è la cultura politica). Il coro è unanime quanto inequivocabile: “Che vada a casa lui! Per sostituire qualcuno bisogna dimostrare di essere migliori di chi si vuole rottamare”. Già.

E’ la forza delle idee che soppiantano altre idee. Ed è da dimostrare che, almeno in politica, idee più fresche siano frutto di una carta d’identità meno sgualcita.

Lo pensava Giorgio Amendola. E sia Togliatti che De Gasperi la pensavano allo stesso modo: “Rinnovamento nella continuità”. E soprattutto, mai dividersi di fronte al nemico in crisi.

Non pare proprio che la Dc e il Pci siano stati partiti insignificanti per la storia italiana.

Giorgia Meloni, con Rosy Bindi, contro le battute maschiliste di Silvio Berlusconi

pubblicato da Giovanni Molaschi


Giorgia Meloni, attraverso Repubblica, si è schierata con Rosy Bindi che ieri, per l’ennesima volta, era stata presa in considerazione dal Presidente del Consiglio per il suo aspetto fisico. Il Ministro della Gioventù, arrivata al Popolo delle Libertà dopo una carriera in Alleanza Nazionale, è stata l’unica donna dell’attuale Governo a precisare che certe dichiarazioni del Presidente del Consiglio sono inopportune.

Mara Carfagna (Ministro per le Pari Opportunità), né Stefania Prestigiacomo (Ministro dell’Ambiente ed ex responsabile del dicastero della stessa Carfagna), né Mariastella Gelmini (Ministro della Pubblica Istruzione) hanno voluto avallare le posizioni della collega.

Nessuna delle tre, malgrado il recente impegno sulla creazione di un’ipotetica corrente rosa del Pdl, davanti ad una discriminazione fatta e finita ha voluto mettere in pratica i dogmi del femminismo che hanno sovente citato nelle scorse settimane.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Le cene a casa Vespa con ministri e direttori di giornali? Nella discussa dimora presa in affitto dal Vaticano, il giornalista Rai giura di aver dato vita a serate puramente conviviali. Niente trame politiche o giochi di potere, solo tanta sana e gioiosa voglia di star insieme. Propaganda ride

Flavio Carboni è notoriamente una personcina a modo. Dunque è giusto e normale intrattenere rapporti amicali con lui, quasi un dovere trattarlo con gentilezza. Ora il governatore sardo Cappellacci cade dal pero e dice ai magistrati: “Sono stato un babbeo”. Consigliamo per il futuro più avvedutezza e occhi ben aperti. Ricomincio da (P)3

A parole la disprezza e la dileggia con greve ripetitività, ma forse, inconsciamente, il premier la ama a tal punto da esserne ossessionato. Di certo le sue esternazioni sono un film già visto…che monotonia! Bindi-ana Jones e il predatore dell’arca perduta

Il fatto è che quando il Cav vede giovani fanciulle, si avvale dell’ormone quale ghost writer e non controlla più ciò che dice. In questo l’età non lo aiuta. Sul viagra del tramonto

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Berlusconi, la Bindi e l'Università telematica

pubblicato da Alessandro

Berlusconi distorto

La notizia è di quelle che non fanno più scalpore. Al massimo può suscitare qualche sorrisetto sarcastico, dinanzi all’incredibile perserveranza del Premier nell’attaccare i propri avversari sempre con gli stessi toni e sempre sugli stessi (beceri) argomenti.

Sembrerebbe quasi che ci sia un preciso intento pedagogico dietro tali ormai consueti interventi del Presidente del Consiglio: quello di legittimare il dileggio del brutto, del diverso e del debole, sdoganando ovunque (compresi i più alti contesti istituzionali) la battuta facile e volgare, il gesto eclatante e trasgressivo. Gli italiani paiono essersi abituati a tutto questo. A qualcuno piace anche tale sfrontatezza che ricorda altri tempi, mai dimenticati. A ben vedere, non c’è nulla di veramente nuovo sotto il sole.

La notizia è la seguente. Berlusconi, in visita all’Università telematica E-Campus di Novedrate (in provincia di Como), dinanzi ad un gruppo di neo-laureate, ha proferito le seguenti parole: “Mi accusano sempre di circondarmi di belle ragazze senza cervello. Ecco invece qui delle belle ragazze che si sono laureate con il massimo dei voti e che non assomigliano certo a Rosy Bindi…”. Immediata la replica della Bindi che ha parlato di “logora ripetitività delle volgarità” del Premier. Come dicevo, nulla di nuovo sotto il sole. La vicenda, tuttavia, può costitutire un utile spunto di approfondimento di un’altra questione. Cos’è esattamente la E-Campus di Novedrate?

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No, non è la Bbc: è la Rai che "cancella" Vittorio Bachelet e offende la memoria di un popolo

pubblicato da Massimo Falcioni

Verrebbe voglia di definire questo spazio “la vergogna della settimana”. Ce n’è di materiale.

Prendete il “niet” della messa in onda tv del filmato su Vittorio Bachelet, splendido personaggio della cultura italiana, cittadino integerrimo e cattolico martire del terrorismo brigatista.

Ebbene, la Rai ha posto il veto, annullando la trasmissione sul primo canale “A sua immagine” sul professor Bachelet, nel trentennale dell’assassinio (colpito da un commando Br il 12 febbraio 1980 sulle scale della facoltà di Scienze Politiche alla Sapienza mentre parlava con la sua assistente Rosy Bindi) perché il figlio Giovanni è … deputato del … Pd.

Quindi, il filmato turberebbe la par condicio elettorale. Meglio rinviare tutto a dopo le elezioni regionali. Fontapolitica? No, politica Made in Italy. Insorgono, inutilmente, Pd, Udc, Idv, Fnsi.

Non è solo un atto di inspiegabile miopia nell’attuazione di una norma. Forse non si tratta di ottusità burocratica ma di scelta politica. E’ un’offesa alla memoria, uno sfregio al buon senso. Due pesi e due misure: meglio lasciare scorrazzare nei vari talk show i delinquenti e assassini degli anni ’70 che pontificano liberamente, novelli maestri ancora grondanti del sangue degli innocenti.

Non si macchia solo la figura di un grande personaggio stroncato dalla furia dell’odio. Si offende la memoria collettiva e si prende per i fondelli, oltre la storia, un popolo intero.

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Premier e ministro dell’Economia d’accordo sulla riforma fiscale: così l’esecutivo cerca nuovo slancio per il 2010. Red Bull ti mette le ali(quote)!

Fini e finiani disarmati dal nuovo clima di amore improvviso? Forse non del tutto e i conciliaboli del presidente della Camera con i suoi stanno lì a dimostrarlo. Tuttavia il SuperCav appare più tranquillo e il ‘rischio attentati’ alla sua rotta di governo non è proprio dietro l’angolo. Gody scanner

Bersani dà l’endorsement alla Bonino e tenta così di togliersi dagli impicci. Lo stesso fanno alcuni cattolici ‘adulti’ come Marini e Fioroni. Stavolta a trovarsi spiazzata, stranamente, è il presidente Bindi, che invoca piuttosto la soluzione ‘politically correct’ delle primarie. Eppure lei è una coraggiosa che ci ha abituati al rischio. Chi non risica, non Rosy-ca

Ghedini ne avrebbe pensata un’altra delle sue: un decreto blocca-processi ad hoc per il presidente del Consiglio, basato sulla possibilità di scegliere il rito abbreviato a fronte di nuove contestazioni del pm a dibattimento aperto. Una vera diavoleria. Cavillo pazzo

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Ore 12 - E adesso l'Italia formato "Califfo"

pubblicato da Massimo Falcioni

altroAncora una volta vale il detto: “non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire”.

Al titolo de l’Unità “Non perdete la testa!” si contrappone quello del Giornale: “Era tutto organizzato, altro che gesto isolato di un folle”. Sì, non è solo Vittorio Feltri che continua a pestare il mestolo nel mortaio. C’è (quasi) tutto il centrodestra, spinto dai “falchi”, con la bava alla bocca, baionetta in canna, all’assalto di chiunque non sia dei loro e non la pensi come loro.

L’ignobile e smaccata strumentalizzare (“l’opposizione e i giudici hanno alimentato la campagna d’odio”) dell’aggressione al Premier non porterà lontano: per adesso paga e “convince” una opinione pubblica sempre più disorientata.

Il gesto folle e anche i “distinguo” di Di Pietro e della Bindi, rattoppano le falle del Pdl e della maggioranza, riaprono vecchie e nuove ferite nell’opposizione, fanno abortire inediti progetti politici e di alleanze alternativi a Berlusconi e al berlusconismo.

Insomma, l’aggressione al Premier ridà nuova linfa al progetto “presidenzialista” e populista di Berlusconi, a una Italia formato “califfo”. Non siamo ancora nella notte fonda della Repubblica. Siamo “solo” all’imbarbarimento della politica. Quella pietra lanciata domenica può dare la sterzata e portare il Paese nel baratro. C’è questa consapevolezza?

Parafrasando Troisi e Benigni: “Non ci resta che piangere”. L’alternativa è il “disarmo”. Ma per cambiare musica, servono nuovi suonatori. Campa cavallo.