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Tutti gli articoli con tag ru 486

La Lega Nord di Umberto e Renzo Bossi non è il partito del fare

pubblicato da Giovanni Molaschi

Il successo mediatico ottenuto dalla Lega Nord, figlio di un lavoro fatto sul territorio da elogiare, non deve farci dimenticare quanto in questi anni il partito di Umberto Bossi non ha fatto.

Il tanto annunciato federalismo non è mai stato messo in atto, malgrado per attuarlo si sia creato un Ministero (quello della semplificazione normativa presieduto da Roberto Calderoli). I governatori che andavano contro le direttive nazionali, come nel recente caso nato sulla pillola abortiva Ru 486 (non voluta da Roberto Cota e Luca Zaia ma disciplinata dal Ministro Ferruccio Fazio), hanno dovuto da subito prender atto che esiste ancora un governo centrale a cui devono rispondere.

Se gli altri attori politici non fossero così sfibrati probabilmente Umberto Bossi e compagni non aspirerebbero alla poltrona attualmente occupata da Letizia Moratti. Per questo motivo l’ennesima boutade lanciata sulla scuola lombarda, che dovrebbe essere composta prima dagli insegnanti residenti nella Regione di Roberto Formigoni, va presa per quello che è.

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I servi di Roberto Cota bloccano in Piemonte la pillola abortiva Ru 486

pubblicato da Giovanni Molaschi

Il problema in Italia non è costituito solo dagli amministratori. Anche i servi, e le persone che aspirano a questo ruolo, hanno le proprie responsabilità. In Piemonte, ad esempio, sono state sufficienti delle dichiarazioni del nuovo Governatore Roberto Cota sulla pillola abortiva Ru 486 per rallentarne l’arrivo negli ospedali locali.

A nulla è servito il richiamo del Ministro della Salute Ferruccio Fazio che a tutti aveva ricordato che la somministrazione del medicinale sarebbe avvenuta secondo le regole approvate nelle settimane precedenti.

In Piemonte la pillola tarda ad arrivare malgrado proprio negli ospedali torinesi sia stata condotta, per l’Italia, la sperimentazione del farmaco dall’equipe del ginecologo Sergio Viale che all’Unità ha fatto presente le proprie preoccupazioni.

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In Piemonte ritorna il Medioevo. Roberto Cota contro i gay e la pillola abortiva Ru-486

pubblicato da Giovanni Molaschi



Mai come in queste ore si è percepita la complessità della Lega Nord. Un partito dove il nepotismo, rappresentato da Renzo Bossi, convive con persone che si sono contraddistinte per il loro talento, come ad esempio Luca Zaia che per l’agricoltura italiana si è impegnato molto, e altre che confermano i propri limiti.

Roberto Castelli al confronto con gli elettori di Lecco, dove si è presentato per diventare sindaco, non è riuscito a fare meglio del disastro realizzato precedentemente come Ministro della Giustizia.

Nel calderone, fino a pochi giorni fa, non era ancora riuscito a contraddistinguersi Roberto Cota che a 48 ore dalla vittoria in Piemonte, contro il Governatore uscente Mercedes Bresso, ha fatto capire che lui della modernità che la regione era riuscita a raggiungere, brillando in occasioni internazionali come ad esempio le olimpiadi invernali, se ne sbatte.

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Ferruccio Fazio: “Obbligatorio il ricovero per chi decidesse di assumere la pillola abortiva Ru486”

pubblicato da Giovanni Molaschi



A seguito di un’inchiesta condotta da una giornalista della Stampa, che con il proprio lavoro ha testimoniato una volta di più che la pillola abortiva RU486 può essere acquistata dalle donne italiane con molta più facilità di quanto si pensi, il Ministro della Salute Ferruccio Fazio ha precisato che il ricovero è obbligatorio per tutte le donne che intendano abortire con il medicinale.

La posizione del nostro paese, sull’argomento, è molto distante dalle linee guida europee che non prevedono le ristrettezze italiane adottate basandosi su un cavillo della legge 194 che non prevede la domiciliazione dell’aborto.

Contro Ferruccio Fazio ha dissentito pubblicamente Livia Turco (Pd) secondo la quale il ricovero preventivo è stato deciso non per fini scientifici. La degenza non aiuterebbe, secondo l’ex Ministro, le donne che non vogliono abortire pubblicamente.

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Intervista – Ivan Scalfarotto a polisblog: “Con Pierluigi Bersani non finisce l’antiberlusconismo”

pubblicato da Giovanni Molaschi



La posizione del Partito Democratico sul No B-Day è stata piuttosto ambigua tanto che alcuni rappresentati, Rosy Bindi in primis, hanno deciso di aderirvi solo in un secondo momento.

Capire come sia cambiato il progetto avviato da Walter Veltroni dopo l’uscita di scena di Dario Franceschini non è semplice. Anzi. Per questo motivo abbiamo deciso di intervistare Ivan Scalfarotto che dopo aver sostenuto la mozione di Ignazio Marino è diventato vice presidente del Pd.

Sei, da poche settimane, il vice presidente del Partito Democratico. Nel concreto cosa farai per la coalizione di Pierluigi Bersani?

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RU 486: la bocciatura del Senato grazie a PdL e Lega

pubblicato da V.

ru 486 bocciata senato

La RU486 non potrà essere immessa in commercio, a seguito del voto favorevole della coalizione che la Libertà ce l’ha solo nel nome. L’indagine voluta da Gasparri, presentata dal Senatore Antonio Tomassini, grazie ai voti di PdL e Lega, ha fermato l’immissione sul mercato della pillola RU486, una conquista assolutamente ovvia per le donne di pressoché qualunque altro Paese europeo. Da noi, no. E’ il Popolo della Libertà!

Che dire? Che siamo un Paese orrendamente bigotto, asservito ai più schifosi equilibri vaticani, che, come detto sopra, la coalizione che ci governa ha la Libertà solo nel nome? Che i diritti individuali, le scelte che dovrebbero attenere solo al singolo, sono appaltate a gente del genere? Noi avevamo scritto parecchio sulla RU486: dimostrandovi per prima cosa, come non fosse più pericolosa di un aborto chirurgico. Fosse solo un’alternativa. Non il festival della morte annunciato dai vari Giuliano Ferrara, Quagliariello, e via conformizzando.

Poi vi avevamo mostrato che nel resto d’Europa, è assolutamente normale: e che in Italia, paradosso dei paradossi, era inizialmente passata solo per un presunto conflitto di interessi - in questo caso, per un estremo assurdo, declinato in forma positiva! - tra il Ministro del Welfare Sacconi e sua moglie, Presidente di Farmindustria - Giovanni ne aveva scritto - e che il resto del mondo guardava come sempre un po’ sbigottito nel cortile di casa nostra. Il Washington Post scrisse ai tempi

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