Lo scandalo intercettazioni in Gran Bretagna rischia di travolgere Murdoch. E si è bruciato anche il capo di Scotland Yard. Altro che il registratore della D’Addario o gli ascolti dei magistrati italiani! Qui da noi il Cav ormonato non ha proprio di che lamentarsi. Scotland Hard
Il premier che in Parlamento racconta i suoi incidenti domestici nel bagno è il paradigma di un governo su cui la storia sta per tirare lo sciacquone. ToiLetta
Anche i sanitari in casa del capo del governo sono dei pericolosi bolscevichi che attentano alla sua salute. Il Water (Veltroni)
Una volta, nelle sue lussuosissime sale da bagno, risuonavano le risate eccitate delle giovani pulzelle che si preparavano ad animare le notti di Arcore o di Palazzo Grazioli. Oggi vi si aggira questo anziano signore triste, goffo e sempre a rischio scivoloni. Rubynetto
Indovinello: chi ha detto questa frase?
«Li tratteremo come un partito d’opposizione, poiché stanno conducendo una guerra contro il Presidente e non possiamo far finta di pensare che questo sia il comportamento legittimo di un organo d’informazione»
Se la vostra risposta è stata “Silvio Berlusconi” (o anche “Bonaiuti” o “Capezzone”, che è lo stesso) siete fuori strada. Allo stesso modo, la dichiarazione seguente non è stata pronunciata dal direttore di Repubblica Ezio Mauro:
«Invece di governare (..) si comporta come se fosse ancora in campagna elettorale. Farebbe bene a riservare le sue energie ai temi che preoccupano gli elettori (..) In ogni caso, ogni volta che ci attaccano, i nostri rating vanno su»
Ieri sulla Stampa Lucia Annunziata ha gettato il sasso nello stagno. I ripetuti attacchi dei giornali di Murdoch a Silvio Berlusconi non sarebbero casuali, ma il segno di un attacco studiato a tavolino contro il Cavaliere. Una sorta di vendetta per l’aumento dell’Iva su Sky e le altre tv a pagamento, che il magnate australiano non ha proprio mandato giù.
«Non sarà sfuggito a molti che in queste settimane alcuni quotidiani italiani riportano voci che il nostro governo teme un complotto appunto che nasce negli Usa e nel mondo anglosassone» esordisce la Annunziata, chiedendosi poi “ma cosa gliene frega agli australiani della famiglia Letizia?” eppure “Un giorno di Noemi scrive il Times e la Repubblica lo riprende. Un altro ne scrive la Repubblica e lo riprende il Times. Così il risultato è che per giorni sia la Repubblica sia il Times ne scrivono, e tutti i quotidiani nazionali e internazionali a ruota dietro di loro. ”
Una bella sponda per il Pdl, che con Ghedini ha così commentato: «Non so se ci sia un complotto, però vedo una sorta di concerto, come è già avvenuto dal 2001 al 2006, in cui certa stampa internazionale che ha un antico disprezzo per l’Italia prende spunto da giornali locali della sinistra per screditare il nostro Paese e indebolirlo sulla scena europea e mondiale. È proprio una forma di strategia di isolamento dell’Italia».
Le truppe di Rupert Murdoch hanno lanciato lo scontro frontale contro le armate Mediaset – Palazzo Chigi: lo spot che vedete qui sopra contesta al governo italiano “una misura che raddoppia le tasse sul vostro abbonamento a Sky dal 10 al 20%, un aumento delle tasse per 4 milioni e 600 mila famiglie. Questo anche se durante la scorsa campagna elettorale il governo aveva promesso di non aumentare le tasse alle famiglie italiane”.
Sul sito di Sky annunciano poi che l’iniziativa di protesta attraverso l’invio di email all’indirizzo del governo è stata un successo, provocando la saturazione della casella della Presidenza del Consiglio: viene allora suggerito di scegliere un altro bersaglio, segreteriabonaiuti@governo.it. Viene poi annunciata la nascita di gruppi su Facebook, come “No all’aumento dell’Iva ai clienti SKY tv” o “Boicottiamo Berlusconi”.
Sul fronte opposto, tanto per non far sorgere il sospetto di uno spudorato conflitto di interessi, il Tg5 continua mandare in onda un “servizio” (ma forse sarebbe più appropriato l’uso del diminutivo) in cui l’esperto di economia della testata spiega che si tratta soltanto dell’abolizione di una ingiusta agevolazione e che, nel peggiore dei casi, per gli abbonati Sky si tratterà di pagare una cifra che equivale a poco meno di 5 caffè al mese.
In effetti, in questo periodo, sarebbe meglio che gli utenti Sky limitassero il numero dei caffé…
Brivido per gli abbonati Sky e delle Tv a pagamento in generale, visto che il governo sta per varare l’aumento dal 10 al 20% dell’Iva per tutti i canali pay per view. Se il provvedimento passasse, infatti, sarebbe più che probabile la rivalsa sui clienti, che peraltro hanno già visto il recente rincaro di tutti i pacchetti di abbonamento.
Inutile dire che le reazioni sono state veementi. L’opposizione a voce Pd ha parlato di regalo a Mediaset, in quanto verrebbe colpito il principale concorrente privato, mentre Tom Mockridge, amministratore delegato di Sky Italia, ha usato parole di fuoco:
“Deve essere chiaro che questo provvedimento è un aumento delle tasse per le oltre 4.6 Milioni di famiglie italiane che hanno liberamente scelto i programmi di Sky. Informeremo immediatamente i nostri oltre 4,6 milioni di abbonati di questa decisione del governo di aumentare le loro tasse, affinché in questi tempi difficili abbiano chiaro che cosa sta accadendo alla loro capacità di spesa”.
Questa la posizione della Tv di Murdoch, che pare già giustificarsi per i prossimi rincari, mentre Gentiloni (Pd) ha inteso rilevare che è vero che il provvedimento andrebbe a colpire anche Mediaset Premium, ma in misura minore in quanto il canale si finanzia più con le carte pre-pagate per il calcio che con gli abbonamenti in senso stretto, come hanno rilevato anche i colleghi di TvBlog. Donadi (Idv) gli fa eco, parlando non senza qualche buona ragione di ennesima sottolineatura del conflitto di interesse vigente nel nostro paese, mentre l’Udc si mantiene cauta, sperando in un “errore”.