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Tutti gli articoli con tag rutelli

Ore 12 - Silvio Berlusconi bacia come ... Leonid Breznev

pubblicato da Massimo Falcioni

altroI “baci” di saluto che si danno Silvio Berlusconi e Umberto Bossi quando si incontrano nelle cene di Arcore sembrano i baci che si davano fra loro i capi del Pcus e dell’Urss.

Roba finta, che sa di muffa, ma sempre attuale perché anticipa giravolte, tradimenti, pugnalate alle spalle.

Lo sanno tutti che il Super Cav, pur di tenersi stretto Palazzo Chigi, trampolino verso l’agognato Colle, si alleerebbe anche col diavolo.

Anche con l’odiato Casini e addirittura l’arciodiato Rutelli. Questi ultimi due, messi insieme, vengono dati dagli ultimi sondaggi al 10 per cento. Più o meno il peso elettorale della Lega. Capito?

Da una parte, i picconatori “azzurri” scavano contro i leghisti per spingerli fuori dal governo e dall’altra i tessitori (sempre gli stessi “azzurri”) costruiscono in silenzio l’alternativa, con i nuovi centristi nell’esecutivo.

Il premier vede e tace, è al limite e non vede l’ora di prendere due piccioni (Bossi e Fini) con una fava (rimpasto di governo o elezioni anticipate). Anche perchè torna a lievitare la fiducia al Cavaliere: + 4 punti di consenso. Come dire: il pallino resta in mano a “lui” che, si sa, lavora per la (sua) ditta.

Ma sono gli altri (tutti) a lavorare per lui. Finchè dura …

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Sondaggio: indice di gradimento dei partiti italiani a novembre 2009

pubblicato da Luca Landoni



Dopo qualche tempo torniamo a presentare il sondaggio sul gradimento dei partiti politici italiani. Lo scopo è di rilevare il mutamento dello scenario politico e anche della tendenza dei lettori di PolisBlog.

Ricordiamo che lo scorso indice, rilevato a febbraio 2009, aveva visto una netta prevalenza dei partiti di centro-sinistra, e in particolare dell’Italia dei Valori. Il sistema dell’indice prevede di dichiarare via via il simbolo preferito tra i due che vi appaiono. L’operazione risulterà un po’ più lunga della volta scorsa perché abbiamo voluto inserire più forze politiche possibili, e tra le altre anche la nuova Alleanza per l’Italia di Francesco Rutelli, al suo primo vero test sondaggistico su queste pagine.

Dopo il salto riportiamo il risultato di febbraio.

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Ore 12 - I primi passi (sbagliati?) di Bersani fra malumori e minacce

pubblicato da Massimo Falcioni

altroPreoccupa non pochi nel Pd, in particolare fra gli ex popolari, l’attivismo a “senso unico” di Pierluigi Bersani.

Il neo segretario, nel suo forcing di perlustrazione per “recuperare” alleati, ha puntato subito la barra a sinistra. Evidentemente non si tratta di fair play o di pubbliche relazioni, ma di scelta politica.

La preoccupazione è reale perché si teme che si cada da un eccesso all’altro: dal veltroniano partito a vocazione maggioritaria (che ha prodotto solo sconfitte), al nuovo Pd baricentro di una nuova/vecchia coalizione di setto-otto partiti e partitini, replay accozzaglia di soggetti vari che mette insieme alla rinfusa centro, sinistra ed estreme.

Sbaglia, in questo contesto, chi sottovaluta il forfait di Rutelli. Lo rileva l’acuto Pierluigi Castagnetti: “L’operazione Rutelli è un insidia per Bersani. Se il Pd delega il dialogo con i moderati ad altre forze centriste, o magari ne favorisce la formazione, che ci stanno a fare i cattolici democratici nel Pd? Perché dovrebbero rimanere anziché andare in questa nuova arca?”.

Altro che mal di pancia!. La sterzata “socialdemocratica” di Bersani (regia di Massimo D’Alema) manda in fibrillazione il Pd e prefigura nuovi strappi. Vero che fermi non si può stare, ma andare nella direzione sbagliata è ancor peggio. Urge chiarezza politica.

Perché Bersani invece di riempire l’agenda di incontri con gli spezzoni della sinistra fantasma o agonizzante non mette giù un bel discorso da fare agli italiani su cos’è adesso il Pd e cosa intende fare subito (e con chi) per la crisi del Paese?

Stile Libero: il trans trans democratico

pubblicato da paganini


Pur orfano del saggio e calibrato Vittorio Feltri, Libero riesce ancora a regalarci delle emozioni forti. Come ad esempio la vignetta che troneggia sulla prima pagina di oggi, sotto il titolo Pagava i trans ma non le tasse: il lucido contributo di oggi del quotidiano di Maurizio Belpietro alla vicenda Marrazzo.

Forse a causa della nota difficoltà cognitiva delle legioni della sinistra, a me la vignetta in questione pare un obbrobrio satirico degno del miglior Forattini.

Voi che ne dite?

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La via del Pd per snidare il Cav: basta antiberlusconismo, veline, salotti tv, gossip

pubblicato da il passator cortese

Il primo errore che nel Pd molti faranno sarà quello di pensare che adesso, con Bersani segretario, ogni problema è risolto e che il futuro sarà lastricato di successi e vittorie. E giù ovazioni.

E’ così da almeno quindici anni, basta sfogliare l’album di famiglia: Prodi. Amato, Rutelli, D’Alema, Veltroni, Franceschini. Ogni volta grandi propositi di rilancio seguiti immancabilmente da grandi tonfi.

Il secondo errore, peggiore del primo, è quello di pensare che adesso “al Berlusca gli facciamo un c…lo tanto”.

Bersani, un emiliano bonario e tosto che deve dimostrare di saper essere leader, ha subito detto una cosa saggia: “No al dialogo, sì al confronto”. E’ questo l’antitodo per non cadere nel tranello dell’inciucio e nella trappola dell’antiberlusconismo e del populismo.

All’autolesionismo del veltroniano partito a vocazione maggioritaria non deve contrapporsi l’altrettanto autolesionismo dipietrista del partito dei “duri e puri” o di una allenaza “calderone” tipo ulivo riverniciato.

Berlusconi presto aprirà al dialogo, che vuol dire incontri segreti, caminetti, salotti televisivi, inciuci, appunto. Il Cav. va snidato per portare il confronto in Parlamento, cioè alla luce del sole, davanti agli italiani. Finendola con le storielle delle veline: obbligando premier e governo a rispondere delle proposte concrete (se ci sono) del Pd e dei suoi nuovi alleati (se ci saranno).

Uno, due, tre punti di come sciogliere uno, due, tre nodi che strozzano gli italiani e tengono l’Italia sotto un macigno.

Tutto il resto è noia: il replay delle vittorie di Berlusconi. Cioè il replay di un Paese sconfitto.

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Stavolta è stata probabilmente la goccia che farà traboccare il vaso: suor Binetti rischia l’espulsione dopo il voto sulla legge contro l’omofobia. Se va via lei, Rutelli avrà un pretesto in più per sbattere la porta (a porta). E qualcun altro della pattuglia teodem si aggregherà ai fuoriusciti che viaggiano verso il centro. Trans-umanza

L’immagine dell’Italia all’estero è già alquanto malmessa. Ci salvano ancora la Ferrari, i vini, Morricone e la nostra partecipazione da protagonisti a qualche missione di ‘pace’ tipo il Libano. SputtaNATO

Che si faccia prima o dopo altre riforme, comunque è certo che il SuperCav vuole mutare il volto della Consulta. Corte prostituzionale

Halloween si avvicina. Pure le primarie del Pd. Insomma, è il mese dei mostri. Ma anche delle zucche vuote. Pensate a Gasparri? Nooo…e perché? Intanto il superpremier pensa a un festone a Palazzo Grazioli. Ducetto o scherzetto?

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Fa più "paura" (o ridere) Berlusconi o il Pd?

pubblicato da il passator cortese

Si dice e si scrive che congresso e primarie frantumeranno il Pd, desertificando la sinistra. E così sarà. Ieri si è consumato, con il rito di un esangue congressino/burla, il primo tempo. Con gli inevitabili e previsti strascichi polemici. Solo l’antiberlusconismo li lega (quelli del Pd) ancora.

I mille delegati non hanno fatto in tempo a rientrare a casa che è iniziato lo “spettacolo” dei fuochi d’artificio. Dario Franceschini ha mirato contro il candidato (favorito) Bersani, sparando su Massimo D’Alema.

E quest’ultimo, che non aspettava altro, ha sprigionato scintille al vetriolo: “E ‘ curioso che il segretario del mio partito, per andare sui giornali, debba attaccare me. Lui semina zizzania. E’ una delle ragioni per cui bisogna cambiare il segretario”. Ma il lider Maximo non si limita a questo: “La relazione di Franceschini è stata solo un comizio. Dario ha detto che ci vuole più opposizione. Chi glielo ha impedito? Con chi ce l’ha? Ci spieghi perché non abbiamo fatto abbastanza opposizione: non è che lui viene lì a protestare”.

E l’outsider Ignazio Marino non è da meno, infilzando i suoi due sfidanti: “Questi dirigenti saranno spazzati via dalla storia perché il mondo è cambiato”.

Sorvoliamo sulle affermazioni di Prodi, Veltroni, Parisi, Rutelli, Marini, Fassino e compagnia cantando. Una mitragliata di tutti contro tutti, un “carachiri” collettivo, senza uno straccio di idea politica che sia davvero tale.

Il Cavaliere sarà pure un populista, un sultano, un caimano, un puttaniere, uno “fuso”, quello che, con l’ideologia del berlusconismo, ha ammorbato l’Italia e infettato gli italiani. Ma questi, chi sono, cosa vogliono?

Trovate voi l’appellativo adatto. In attesa del secondo tempo che andrà in scena il 25 ottobre. Forse è l’ultimo treno.

Satira: non spariamo "castate"

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Se il Nobel a Obama vale più come auspicio che come riconoscimento, allora l’anno prossimo diamolo per davvero al SuperCav. Nella speranza che dia una calmata ai suoi ormoni. Nobel per la pace (dei sensi)

La comunità Lgbtqi protesta contro una legge anti-omofobia giudicata troppo debole e timida. In Parlamento, però, gli unici ‘trans’ che piacciono sono i transfughi. Trans-atlantico

Alla (cir)convenzione (d’incapace) del Pd, Bersani lancia il suo grido: rifacciamo l’Ulivo, ci vuole una politica di combattimento. Avanti, miei…Prodi

Ma non tutti gli ‘eroi’ si faranno reclutare. Anzi, c’è qualcuno che sta già pianificando una ribellione e un addio. Guglielmo (Ru)Tell

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Satira: non spariamo "castate"

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Se Cicciobello Rutelli va via, il Pd rischia di perdere anche la Binetti! La base è inconsolabile. Pare che D’Alema sia stato visto tentare il suicidio gettandosi dall’albero maestro del suo Ikarus II. Vela di tristezza

E intanto il Superpremier aspetta la sentenza facendo finta di niente. In uno stato quasi pirandelliano di tensione e di sospensione. Uno, nessuno, centoMills

Prosegue la sit-com di Rai Tre ‘Lost in WC’, che narra indirettamente delle dissolutezze del capo del governo e che tanto ha fatto infuriare il centrodestra. I tentativi di far chiudere i battenti alla Dandini, però, al momento non danno frutti. Sforzo (di)vano

Tremonti è un toro scatenato contro le banche. Si lamenta che non hanno preso i suoi bond (carissimi) e le accusa di preparare un’altra crisi con l’eccessivo ricorso alla leva finanziaria. Per il ministro della crescita sottozero è sempre il solito ritornello. E lui non ha nemmeno spiccate doti canore. Anna Ocse

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Satira: non spariamo "castate"

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Berlusconi cambia tattica sui “farabutti” di Rai Tre: “Lunga vita a Santoro e alla Dandini. Portano voti al centrodestra“. Strada sgombra di ostacoli per il conduttore di Annozero? Caduta Masi

Il SuperCav è riuscito a farsi fotografare con il Papa a Ciampino. Tuttavia non si placa l’insofferenza di ampi strati del popolo cattolico per lo stile di vita del Mega Papi. E d’altra parte gli elettori Pdl spesso non vedono di buon occhio Bagnasco e co. Meno male che Silvio Cei

Rutelli sembra ormai più fuori che dentro il Pd. E mentre la base si straccia le vesti per il quasi addio di un leader fondamentale (e D’Alema non sa farsene una ragione), Casini già lo aspetta a braccia aperte. Pentito democratico

La baruffa Brunetta-magistrati è solo la spia di un’inquietudine più profonda che sta crescendo nel governo e che riguarda la scadenza tanto attesa, la decisione della Consulta della prossima settimana. Nel frattempo Di Pietro si sfrega le mani, spera e pregusta. Godo Alfano

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