
Gli scioperi di questi ultimi giorni hanno riportato per l’ennesima volta alla ribalta la questione Alitalia, ma rischiano di far passare in secondo piano alcuni dei dettagli più importanti dell’intera vicenda dal punto di vista delle tanto citate (in campagna elettorale) “tasche degli italiani”.
In questi giorni ad esempio le agenzie di viaggio di tutto lo stivale stanno ricevendo circolari che confermano questo: il Governo, con l’entrata in vigore della Legge 166 del 27/10/2008 ha stabilito con decorrenza immediata che l’addizionale comunale sui diritti di imbarco, inclusa nel biglietto di tutti i vettori aerei (italiani o stranieri) operanti sul territorio nazionale, deve essere aumentata a euro 4,50 a persona.
Si tratta, per chi non l’avesse capito, della legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 28 agosto 2008, n° 134, meglio conosciuto come “Legge Salva Alitalia”: i proventi ottenuti dal quadruplicamento della tassa di imbarco (ad inizio ottobre se ne era già annunciato il raddoppio, poi si era pensato di triplicarla), saranno utilizzati allo scopo di finanziare gli ammortizzatori sociali conseguenti alla ristrutturazione della Compagnia Aerea di Bandiera.
Pensateci, la prossima volta che volate con Ryanair: volenti o nolenti, coi vostri soldi state comunque finanziando Alitalia. O chi per lei.
Foto: Luigi Rosa, Flickr.
Michael O’Leary, ad di Ryanair, non ci pensa neanche a scusarsi con Umberto Bossi per aver utilizzato una sua immagine in una pubblicità del gruppo
“Se c’è qualcosa di volgare e offensivo nella pubblicità Ryanair, è il dito medio di Bossi rivolto all’inno nazionale italiano!”
E come dargli torto? In fondo però non è la prima volta che la compagnia aerea low cost porta avanti campagne aggressive. Almeno quanto il suo vulcanico top manager.
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Ecco perché ai politici italiani non piace la concorrenza. Ecco perché la politica nostrana preferisce soluzioni “concertate” col sistema bancario, finanziario ed industriale di casa nostra (o del proprio salotto) alla libera impresa.
Se il mercato e’ aperto, capita poi che arrivino aziende che non hanno amici di qua e di la’ e che non devono favori a nessuno. A volte, pensa un po’, queste aziende si permettono addirittura di chiedere il rispetto di quelle regole che valgono per loro e per i comuni mortali, quelli senza santi in Paradiso.
Non stupisce la reazione del leghista Mario Borghezio, secondo cui la campagna di Ryanair “danneggia l’immagine dell’Italia e viola la concorrenza”!! Si, avete capito bene: per Borghezio e’ Ryanair a violare la concorrenza! Borghezio chiede alla Commissione europea di verificare “se queste false affermazioni non siano lesive dell’immagine e degli interessi legittimi di uno Stato membro e se questa forma di pubblicità-dileggio, fondata su false affermazioni, non costituisca anche violazione della concorrenza”. Insomma, la libertà di pensiero e di parola secondo Borghezio e’ un insulto alla Patria e un danno alla concorrenza, che evidentemente si fonda sul… monopolio del pensiero. E se non saranno prese contromisure, reggetevi forte: “Come Patrioti Padani, in difetto - chiosa l’eurodeputato - siamo pronti a scatenare il boicottaggio della compagnia”. Concordo! Bravo Borghezio! I Patrioti Padani devono volare solo Alitalia!
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Ora io dico: certo ci sono gli spazi, “il piombo non è gomma”, le campagne prenotate con mesi d’anticipo, ma proprio nella pagina in cui si parla del trionfo Tav, con i sindaci che dicono “Si!” come obese patologiche impalmate da Rodolfo Valentino, dico, proprio in quella pagina lì dovevano mettere la pubblicità delle offerte Ryanair?
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