
Succedono cose curiose nelle ultime settimane in Francia . Il dibattito politico interno pre-elezioni europee sembra infatti seguire copioni e canovacci che dovrebbero essere molto familiari agli appassionati di politica italiani.
La vicenda: secondo Libération, Nicolas Sarkozy avrebbe espresso giudizi poco lusinghieri sul premier spagnolo Zapatero, definendolo “non molto intelligente” nel corso di un pranzo informale con alcuni parlamentari. Una mezza gaffe, che ha creato una tempesta di polemiche tra Francia e Spagna.
A questo punto entra in scena Ségolène Royal, che, in un comunicato, chiede scusa alla Spagna e a Zapatero a nome dei francesi. Segue una nuova marea di critiche, questa volta verso l’ex-candidata socialista alle presidenziali. La quale però non retrocede, e ribadisce anzi che “da quando c’è Sarkozy, leggendo la stampa straniera ci si vergogna a volte di essere francesi”.
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Il Partito Democratico è dilaniato dalle lotte interne, oggi più che mai: dalemiani contro veltroniani, ex margherita contro ex DS. In questi ultimi giorni i vari leader non sono d’accordo neanche sulla partecipazione al corteo per lo sciopero generale CGIL del 12 dicembre.
Il fatto è che la sinistra europea sta male, da tempo, e un po’ ovunque si scanna al suo interno: prendiamo i laburisti inglesi, che forse solo ora escono da anni di dilaniante guerra interna Blair-Brown; o la SPD tedesca, ridotta ai minimi storici dalla grande coalizione con i conservatori della CDU e divisa aspramente tra moderati eredi di Schroeder e sinistra interna, che spinge per un’alleanza con la più radicale “Linke”.
Il caso più interessante in questi ultimi giorni è però quello del PS francese, la cui corsa per la segreteria è stata vinta dalla tradizionalista Martine Aubry sul filo di lana (solo lo 0,04%) contro l’agguerritissima rivale Ségolène Royal, protagonista di una campagna elettorale a dir poco pirotecnica.
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Se il Partito Democratico italiano piange, squassato dalle divisioni interne (dalemiani vs veltroniani, as usual), il Partito Socialista Francese non ride. Chiamato ad eleggere il nuovo segretario, che sarebbe succeduto a François Hollande, il Partito si è ritrovato con un ballottaggio tutto al femminile: da un lato l’ex candidata alla Presidenza Ségolène Royal; dall’altro il sindaco di Lille Martine Aubry.
Fin qui niente di strano, se non che i risultati del ballottaggio (arrivati nella prima mattinata, dopo la chiusura del voto alle 22 di ieri) hanno visto la Aubry vincere con il 50,02%, pari a un margine di 42 voti su 134.784 suffragi totali. Questo ha ovviamente portato la Royal a contestare il risultato, chiedendo nuove consultazioni. L’establishment del partito, però, sta facendo rapidamente quadrato attorno alla Aubry (figlia tra l’altro di Jaques Delors), che a sua volta ha annunciato di non voler considerare un inusuale “terzo turno”. Pare che l’uscente Hollande - ex compagno della Royal, tra l’altro - abbia concordato con lei. Intanto, Hollande ha convocato un Consiglio Nazionale del partito per mercoledì, col compito di sbrogliare la matassa. Qualunque sia la decisione, da qui a mettere il partito nel caos, il passo pare assai breve.
D’altra parte proprio la Aubry rappresenta la tendenza più “classicista” del Partito Socialista, alla quale si sono accodati, ad esempio, il sindaco di Parigi Bertrand Delanoe e altri dei cosiddetti “vecchi elefanti”. La Royal, invece, rappresenta una linea più spregiudicata, specie nelle aperture verso il centro, ma inevitabilmente più invisa ai militanti storici e meno strutturata nel partito. Secondo Liberation, però, qualcuno che festeggia c’è: è l’UMP, il partito del Presidente Sarkozy, che spera che le divisioni interne all’opposizione possano rendere più agevole la vita politica del Presidente e del Governo. Forse, in questo, Italia e Francia sono davvero cugine.
Foto | philippe grangeaud per partisocialiste su Flickr
Non ho mai capito perchè, ma le elezioni francesi sono sempre le più seguite in Italia, giusto dopo quelle americane. Sarà forse il sistema presidenziale, o il particolare rapporto che lega il nostro paese alla Francia. Fatto sta che sicuramente nessuno si sarà scordato di Ségolène Royal, la sfidante socialista di Nicolas Sarkozy nel 2007. Ebbene, che fine ha fatto Ségolène?
E’ presto detto: si è candidata alla segreteria del PS, al posto del suo ex compagno François Hollande, che lascia dopo 10 anni di regno ininterrotto. E’ proprio in queste settimane che si sta tenendo la campagna elettorale per le primarie del partito e la Royal ha organizzato un evento per chiamare a raccolta i suoi sostenitori, intitolato “La fraternité à son Zenith”, goffo gioco di parole tra la fratellanza (il tema della serata) e lo Zenith, palaconcerti della periferia parigina. La serata (di cui potete vedere un estratto nel video) ha lasciato un po’ tutti di stucco.
La Royal si è presentata infatti sul palco, dopo le esibizioni di gruppi raggamuffin e hard rock, con un’immagine completamente nuova: capelli ricci e selvaggi, una specie di tunica blu e dei semplici jeans al posto dei completi di algida eleganza a cui aveva abituato il pubblico, movenze e cadenze da donna di spettacolo, giochi di luci stroboscopiche e battute umoristiche. Suscitando le reazioni più disparate.
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