
A ventiquattro ore dalla protesta che i cittadini dell’Aquila hanno fatto a Roma, di cui ci siamo già occupati qui e qui, vale la pena fare un punto analizzando quanto in rete è stato scritto sull’accaduto.
Chi, in queste ore, ha scritto degli scontri ha posto la propria attenzione su due aspetti specifici della vicenda:le modalità con cui è stata data notizia dal Tg1 di Augusto Minzolini e le reazioni politiche di maggioranza e opposizione alle richieste degli aquilani.
Scrive un utente di AgoraVox Italia:
“Per il Tg1 delle 13,30 del 7 luglio le manganellate della Polizia contro gli aquilani in corteo a Roma non esistono. Niente. Fino alle 13,47. C’è il Lodo Alfano, e le voci dell’emendamento Pd a favore di Napolitano. C’è il vertice tra Berlusconi e lo stato maggiore del Pdl, c’è l’Europa col Pil crescente e l’Italia ovviamente meglio di tutti. Poi il servizio, come fosse dovuto. Striminzita cronaca, chiusura in bellezza: i manifestanti hanno contestato Bersani”.

Nelle stesse ore in cui Silvio Berlusconi annuncia che la Protezione Civile non avrebbe operato più in Abruzzo a causa delle indagini avviate dai magistrati locali Sabina Guzzanti, ad un mese dall’uscita di Draquila, sul suo blog critica l’ultimo provvedimento approvato dal Governo a favore del dipartimento di competenza di Guido Bertolaso.
Secondo quanto sostenuto dall’attrice l’amministrazione Berlusconi, attraverso l’approvazione dell’articolo 14 del decreto dl 195 dl del 2010, avrebbe garantito a 13 dirigenti un prolungamento del contratto a termine.
Così facendo il Governo avrebbe permesso a queste persone l’esenzione al programma già stabilito dalla manovra finanziaria già pensata per i lavoratori pubblici ai quali è stato imposto, ad esempio, il blocco delle retribuzioni per un quadriennio.
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Sabina Guzzanti, intervistata da Fabio Fazio, per spiegare il successo di Draquila (il suo ultimo film basato sulla ricostruzione dell’Aquila) ha sottolineato più volte gli errori commessi dai governi che, oltre ad equiparare le emergenze agli eventi straordinari, si sono impegnati affinché la Corte dei Conti non potesse indagare sulle spese affrontate dalla Protezione Civile.
L’attrice, distanziandosi da Ascanio Celestini (l’autore teatrale secondo il quale in Abruzzo sono stati organizzati dei campi di concentramento), durante quell’intervista ha spiegato bene la mistificazione che sulla ricostruzione è stata adottata.
Un atteggiamento che in queste ore si sta pensando di utilizzare anche per edulcorare la pillola agli italiani che dalle prossime settimane dovranno fare altri sacrifici. Secondo quanto pubblicato questa mattina dalla Stampa, Silvio Berlusconi si sarebbe già attivato per realizzare un discorso istituzionale alla nazione.
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Il terremoto registrato lo scorso anno a l’Aquila è diventato oggi l’argomento per riempire i vari contenitori televisivi di solito farciti con quella parte di attualità che di reale non ha nemmeno più i protagonisti.
All’Aquila, per ricordare le vittime è arrivata persino, Lorena Bianchetti che per l’occasione ha confezionato uno speciale dell’Italia sul Due che abitualmente pone l’accento su quanto accade ai naufraghi di Simona Ventura.
Di quanto successo tra la notte del 5 e il 6 aprile del 2009 ha deciso di occuparsene persino Federica Sciarelli che ieri sera ha dedicato una parte di “Chi l’ha visto?”, storico programma di RaiTre nato per rintracciare le persone scomparse, agli aquilani che non abitano più nelle case distrutte dal sisma.
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Dal momento dell’aggressione a Silvio Berlusconi fino alle ultime ore non c’è stato persona pubblica che abbia definito Massimo Tartaglia un pazzo. Un uomo non in grado di intendere e di volere. Un paziente, perfetto, per un reparto psichiatrico.
Più che per un carcere dove rimarrà. A deciderlo il Gip di Milano, Cristina Di Censo, secondo la quale l’uomo al di fuori della struttura carceraria potrebbe essere nelle condizioni di reiterare il reato.
Ma davvero Massimo Tartaglia potrebbe ancora fare del male al Presidente del Consiglio la cui sicurezza ha impedito proprio nelle ultime ore il tentativo di un altro uomo di ferire Silvio Berlusconi?
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A meno di 24 ore dalla chiusura del tesseramento, in vista del congresso del prossimo ottobre il Partito Democratico deve confrontarsi con un dato che potrebbe essere la conferma di un fallimento.
Ad oggi, malgrado tutte le partecipazioni pubbliche dei diversi candidati alla segreteria, solo 600mila persone avrebbero deciso di aderire a questo progetto politico del centro sinistra che per essere dichiarato rivoluzionario almeno nelle intenzioni avrebbe dovuto coinvolgere almeno un milione di persone. Un terzo degli elettori che parteciparono alle prime primarie del partito.
Per capire come tale insuccesso, di tale credo si debba serenamente parlare, è sufficiente soffermarsi su due recenti episodi che sintetizzano un percorso evidentemente sempre meno condivisibile. Troppe, forse, le differenze politiche tra i colleghi di partito che sono emerse anche nella corsa verso la segreteria.
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La puntata di Annozero di questa sera è decisamente imperdibile, dopo la sequela di polemiche suscitate settimana scorsa. Per le armate di Michele Santoro si sono susseguiti 7 giorni molto intensi, e l’esito finale è stato il richiamo del conduttore, invitato a “riequilibrare” i temi del suo programma, e la sospensione per una puntata del vignettista Vauro.
In questo clima assisteremo a una nuova trasmissione sul terremoto, con la partecipazione di Sabina Guzzanti che ha già promesso battaglia e cercherà sicuramente di fare anche le veci dell’assente. Nei giorni scorsi la Guzzanti ha dichiarato esplicitamente che “bisogna fare più casino possibile per riavere Vauro”, quindi aspettiamoci di tutto. Ecco il manifesto della serata:
In Abruzzo si pensa alla ricostruzione, che costerà secondo una prima stima 12 miliardi di euro. Con il rischio di infiltrazioni mafiose nella gestione dei fondi, un fiume di denaro che scatena le attenzioni delle organizzazioni criminali. Come si muoverà la politica per impedirlo? I rappresentanti delle istituzioni e della politica, a cominciare dal Presidente del Consiglio, sono andati ogni giorno a L’Aquila per assicurare alla popolazione non solo l’impegno del Governo, ma l’inizio in tempi rapidi della ricostruzione. Intanto la magistratura sta avviando le indagini sui mancati controlli, sulle strutture pubbliche crollate e a volte senza nemmeno l’abitabilità, come l’ospedale diventato immediatamente inagibile. Gli allarmi lanciati in questi anni sono stati ascoltati? Perché molte relazioni tecniche che parlavano dell’instabilità di alcuni edifici non hanno avuto seguito? Sono molte le costruzioni abusive, centinaia quelle inagibili o che hanno bisogno di interventi di sostegno.

Cari amici di PolisBlog,
tra mezzora circa daremo qui inizio alla telecronaca diretta e commentata della puntata di Annozero intitolata Il silenzio degli innocenti.
Preparate telecomando, mouse e tastiera: l’appuntamento è alle ore 21.
Ore 21.05: la trasmissione inizia con alcune precisazioni tecniche di Santoro e con la dichiarazione del silenzio stampa sul caso Englaro.
Sabina Guzzanti in veste Lucia Annunziata che spara una marea di cazzate con gli occhi esageratamente storti, riproduce ironicamente la disputa della prima puntata. Si inizia già ad introdurre l’argomento intercettazioni: “si possono fare il solo mercoledì avvisando l’intercettato”.
Prime inquadrature di Gioacchino Genchi che precedono il monologo di Marco Travaglio.
Ore 21.15: Travaglio inizia con l’oscenità del potere svelata dalle intercettazioni. Citando il testo all’esame del Parlamento, Travaglio spiega che si potrà intercettare solo se ci sono gravi indizi di colpevolezza. Nei casi come il rogo di Nettuno o in quello di un omicidio senza sospettati non ci potranno essere quindi intercettazioni. Per molti gravi reati non si potrà intercettare senza aver già individuato - con una qualche certezza - il responsabile. Ad esempio nel caso di sequestro di persona, senza il consenso della famiglia, non si potranno controllare i telefoni.
Le intercettazioni potranno durare massimo 60 giorni, a prescindere da quanto dura il reato: si potrà quindi pedinare un sospettato per mesi ma non ascoltarlo. Non si potrà giustificare una intercettazione solo in base a quanto ascoltato in una precedente intercettazione. Microspie e telecamere nascoste potranno essere installate solo se già è noto che in un certo luogo si sta per commettere un delitto. In ultimo, un’idea di D’Alema e Casini: c’è un budget fisso per le intercettazioni, a prescindere. Finiti quei soldi l’ascolto finisce, comunque.
Annozero può cominciare…
Continua a leggere: Annozero: “Il silenzio degli innocenti”. La diretta di Polisblog
La puntata di stasera di Annozero è veramente imperdibile se, come annunciato, otterrà la partecipazione in qualità di ospite dell’uomo del giorno Gioacchino Genchi. Si sono scatenate innumerevoli polemiche su questo invito ed è pertanto ancora non del tutto certo che l’uomo dei tabulati prenderà parte al programma di Santoro, ma se così dovesse essere ne vedremo certamente delle belle.
E’ davvero necessaria una legge sulle intercettazioni telefoniche? Quali limiti ci saranno per le indagini e per l’informazione? Davvero Gioacchino Genchi ha costruito un archivio di utenze telefoniche intercettabili pericoloso per la democrazia? Le nuove disposizioni sulle intercettazioni allo studio della maggioranza saranno al centro della puntata di “Annozero”, in onda giovedi’ 5 febbraio su Raidue. Le intercettazioni per i magistrati sono uno strumento per l’acquisizione delle prove, oppure possono essere utilizzate solo quando ci sono già le prove di colpevolezza di un indagato? Si parlerà dei limiti delle intercettazioni e della tutela delle garanzie per i parlamentari come previsto dalla legge. Capita sempre più spesso che chi parla, denuncia o espone uno striscione venga indicato come un possibile colpevole.
Gli altri ospiti della trasmissione, dal titolo evocativo “Il silenzio degli innocenti”, saranno lo scrittore Antonio Tabucchi, il parlamentare del Pdl Niccolò Ghedini, il vicedirettore del Corriere della Sera Pierluigi Battista e l’ex-Guardasigilli Claudio Martelli.

Cari amici di PolisBlog. Tra un’ora circa daremo inizio alla diretta di Annozero. Appuntamento a tra poco.
Ore 21.08 Santoro annuncia il ritorno di Sabina Guzzanti e apre più pacato del solito. Lettura cavouriana e parola a Marco Travaglio.
Spazio Travaglio Il polemista sottolinea l’aumento degli sbarchi di clandestini e fa una cronistoria dei tentativi di accordo con la Libia, Berlusconi-Prodi-Berlusconi. Fa capire che la colpa dell’emergenza è del governo e in particolare della Lega (attacchi in rapida successione a Castelli, Bossi, Maroni e il giornale La Padania in generale), prima di passare agli stupri. L’argomento viene mischiato sommariamente alle intercettazioni, sempre con vena ironica, mentre viene inquadrata Rosi Bindi che ride tutta contenta. Travaglio ha le sue ragioni quando parla della presa in giro libica, ma per il resto spara a senso unico come spesso gli capita. Dopo un servizio su Lampedusa si torna in studio.
Ore 21.25 Lungo monologo di Casini che pare dire cose tanto sensate, ma scorda che quando era al governo non solo il suo gruppo non ha preso alcuna iniziativa, ma ha quasi sempre messo i bastoni tra le ruote. Facile ora criticare nell’ordine: l’accordo con la Libia, l’invio dei militari, i tagli alle forze dell’ordine e addirittura l’organico ridotto dei poliziotti di Guidonia (che comunque è alle porte di Roma, non è un’isolotto irraggiungibile).
Ore 21.32 Tocca a Cota (Lega Nord). Ammette l’aumento degli sbarchi, ma chiarisce che l’accordo con la Libia è l’unica via percorribile (”non possiamo mica fare una guerra”); porta l’esempio del trattato albanese che ha bloccato l’esodo dal paese delle aquile. Piccola polemica col leader Udc che a quei tempi chiedeva di sparare agli scafisti, ora gioca a fare il moderato.
Ore 21.41 È il turno di Rosi Bindi (Pd). Ricorda che solo il 9% degli arrivi viene da Lampedusa, ma Cota la contesta e afferma che invece sarebbero 30.000 su 36.000; il tutto sembra nasca da un equivoco tra sbarchi e arrivi in generale. Si va avanti. La Bindi spiega che l’emigrazione è figlia della crisi globale (strano, a me sembrava arrivassero anche prima) e blatera logorroicamente senza soluzione di continuità. Persino Santoro spazientito la invoca di arrivare al punto. Il pubblico disperato lotta per non assopirsi, invocando un caffè, ma il bar della Rai ha già chiuso.