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Tutti gli articoli con tag salari

Ore 12 - Ma non c'è trippa per gatti...

pubblicato da Massimo Falcioni

altroSi torna a minacciare lo sciopero generale, il ritorno alla piazza. Lo fa il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, che però precisa: “La risposta del sindacato deve essere unitaria”.

Già. Uniti contro chi, per che cosa? Il quadro generale è deprimente, il mix peggiore per la nostra economia: giornate nere per i mercati finanziari, petrolio alle stelle (anche se ieri è sceso di quasi il 6%), euro superforte, vola l’inflazione (è al 3,8%, nulla a che vedere con l’1,7%. del Dpef) .

L’ultimo bollettino di Bankitalia è il bollettino di una disfatta annunciata. Un Paese fermo, in ginocchio. Un Paese che passo dopo passo non regge più il confronto con gli altri stati rispetto al sistema produttivo, della politica, delle banche e del sindacato. L’unico dato positivo è che il livello di debito delle famiglie italiane è meno della metà di quello delle famiglie americane e questo eviterà almeno la debacle sui mutui.

Le imprese lanciano l’allarme competitività e la domanda che ci si pone è drammatica: l’Italia ha un futuro industriale? La Cgil (nella sostanza l’intero sindacato) boccia le misure economiche del governo. Gli imprenditori sono più cauti ma, di fronte alla dimensione e alla velocità della crisi, chiedono a Berlusconi interventi strutturali per il recupero della produttività, senza la quale non si genera ricchezza e si distribuisce solo miseria.

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Ore 12 - Tutti contenti: "girotondi", Berlusconi, Veltroni. E l'Italia annaspa ...

pubblicato da Massimo Falcioni

altroC’è, nel Pd, chi addirittura si frega le mani soddisfatto. “Visto? – si gioisce – se fossimo andati anche noi a Piazza Navona, il Pd non ci sarebbe più”.

Perché, il Partito democratico, c’è? Veltroni, che mezzo punto l’aveva guadagnato divincolandosi dalla stretta di Di Pietro e dalla trappola dei Grillo, Guzzanti, Travaglio e compagnia cantando, ne ha subito perso un altro affermando che lui ha fatto una “svolta storica”. Suvvia, quale svolta storica! E’ sempre tardi per Walter rispolverare i “sacri” testi e rivedersi le svolte vere di un Togliatti e di un Berlinguer nel “suo” campo, o di un De Gasperi e di un Moro.

Veltroni svolta dentro un bicchier d’acqua. Non si muove foglia. Non s’ode niente. Alla gente per strada e a casa non arriva nessun segnale. Il popolo della sinistra riformista (centrista?) era e resta deluso e smarrito.

Il gioco, quello vero, era e resta in mano a Berlusconi. Che, tant’è ne pensi l’intellighenzia di Piazza Navona, è anche abile e furbo. E i suoi conti e i suoi interessi (anche politici) li sa fare.

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Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

pubblicato da il passator cortese

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Crollo delle retribuzioni. Il potere d’acquisto in sei anni è diminuito di un quinto rispetto alla media europea. Lo certifica il rapporto Istat (fermo al 2006). Attacca il Pd: “Da Berlusconi neanche un euro per salari e pensioni”. Replica del Premier: “Ci portiamo dietro il fardello del governo precedente. Il Pd ringrazi Prodi. L’attuazione del nostro programma permetterà di risalire la china. Però ci vorrà tempo e molta decisione”.

Il nostro commento. L’Italia è ferma. Gli italiani si stanno impoverendo. Redditi sempre più bassi e diseguaglianze sempre più profonde. Chi ha più figli peggio sta. Chi sta al Sud peggio sta. Chi è donna peggio sta. Chi è troppo giovane o troppo anziano peggio sta. Non c’era bisogno il rapporto (sempre in ritardo) dell’Istat per capire ciò che è a tutti evidente. In sei anni il reddito per abitante degli italiani è crollato del 13% rispetto alla media europea. Nel 2006 il 50% delle famiglie ha guadagnato meno di 1900 euro al mese. Il reddito medio (2005) è stato di 2300 euro/mese. Il Centro-nord riesce ancora a tirare avanti ma il Mezzogiorno somiglia sempre più a Lettonia, Portogallo, Lituania e Grecia. Le imprese non fanno formazione: soltanto la Bulgaria e la Grecia hanno un tasso inferiore a quello italiano di imprese “formatrici”. La situazione si sta aggravando. Riprende la migrazione da Sud a Nord. Oltre un italiano su tre non gliela fa ad arrivare alla fine del mese. Il 4,2% delle famiglie non ha soldi per comperare il cibo, il 10,4% per pagare medicine, il 7% per i trasporti, l’11,7% per le tasse, il 16,8% per i vestiti. Mancano soldi per pagare le bollette. Crescono le disparità e le disuguaglianze. Non ci sono “solo” le emergenze della monnezza e della sicurezza ma anche quelle di salari e pensioni. L’Italia rischia anche quest’anno la “crescita zero”. Che non vuol dire stare fermi, ma arretrare. Da 15 anni l’Italia arretra. Domanda: ma non si stava “meglio” quando si stava “peggio”?

Walter Veltroni: “L’Istat svela un Paese impoverito, sempre più diviso tra Nord e Sud, persone disperate che non cercano più lavoro, un Paese di lavori poveri. Il governo invece di aumentare salari e pensioni tende ad aumentare le divisioni con la detassazione degli straordinari: i lavoratori privati divisi da quelli del settore pubblico, le donne dagli uomini, il Nord dal Sud”.

Fabrizio Cicchitto: “Il Pd mente sapendo di mentire. Hanno governato l’Italia e l’hanno ridotta a brandelli. Adesso tocca a noi recuperare. Aiuteremo subito le famiglie e i più deboli. Ma i fannulloni vanno puniti. L’Italia tornerà a crescere. Ma non c’è la bacchetta magica. Lavoreremo tutti per fare uscire il paese dalla crisi”.

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Effetti "perversi" della detassazione degli straordinari

pubblicato da Giulio Mattioli

Mercoledì, dunque, si parte: primo consiglio dei ministri operativo a Napoli. Tra i provvedimenti annunciati, la detassazione degli straordinari. Molti hanno messo in evidenza gli effetti più evidenti ed immediati, tra i quali un considerevole risparmio per le famiglie. Ma ci sono anche effetti più nascosti ed indiretti, ad esempio sulle disparità di genere. Vi abbiamo raccontato qualche tempo fa che il solo fatto di essere donna porta in Italia a guadagnare in media circa 4800 euro in meno all’anno, e che questo divario, anziché ridursi nel corso degli anni, sembra approfondirsi.

Secondo Francesca Zajczyk, ordinaria di Sociologia e consigliere comunale milanese del PD, intervenuta recentemente ad un convegno, la detassazione degli straordinari non potrà che portare ad un ulteriore accrescimento dei divari salariali tra uomini e donne. La spiegazione è molto semplice: in Italia, come dimostrano recenti dati Ires, il 77% del tempo dedicato alla famiglia viene dalle donne.

Che possono permettersi dunque molto meno degli uomini di aumentare il proprio orario di lavoro attraverso gli straordinari. La detassazione degli stessi porterà ad un loro aumento soprattutto tra le fasce maschili della popolazione lavorativa, e quindi a sempre più disuguaglianza, in termini di stipendi, tra uomini e donne. Chissà che cosa ne pensa la nuova ministra delle Pari Opportunità Mara Carfagna.

Foto: George Eastman House, Flickr