
Si continua, giustamente, a parlare dell’uccisione di Sanaa, la ragazza uccisa dal padre a causa della sua relazione con un ragazzo di religione cattolica. Quanto successo a Daniela Santaché, oltre che su polisblog, è stato spiegato ieri sera. A Porta a Porta.
Ospite della puntata anche il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna. Provando a smentire tutti i pregiudizi che sul suo conto circolano, l’esponente del Popolo della Libertà si è schierata pubblicamente contro quanto successo costituendosi anche parte civile nel processo che nelle prossime settimane verrà avviato.
Intelligente, e meritevole di una considerazione, è stata, nello specifico, una dichiarazione che ieri sera ha rilasciato a Bruno Vespa.
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A meno di una settimana dall’uccisione di Sanaa, la ragazza marocchina uccisa dal padre a causa della relazione amorosa con un ragazzo professante la religione cattolica, alcuni esponenti continuano il proprio ragionamento affinché non si ripetano più delitti così scellerati.
All’iniziale apertura del Ministro Carfagna non è seguita, ahimé, l’elaborazione di un’idea da parte dell’opposizione. Sul fatto continua invece ad esserci la Lega Nord tanto che il sindaco di Azzano Decimo, comune dove risiede la famiglia di Sanaa, ha confermato su Radio 24 la propria intenzione a fare qualcosa.
Enzo Bortolotti, dopo le dichiarazioni rilasciate dalla madre della vittima e da altri vicini (secondo i quali quanto successo alla diciottenne è giusto), ha annunciato una propria collaborazione con la provincia affinché a queste persone siano dati tutti gli strumenti per tornare nel paese originario dove questo tipo di omicidi potrebbe essere tollerato.
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L’uccisione di Sanaa, la ragazza diciottenne sgozzata dal padre a causa del suo fidanzamento con un italiano di religione cattolica, come sottolineato ieri dal Passator Cortese è giusto che diventi un caso politico.
La sua storia, come quella analoga di Hina sulla quale molto si spese Daniela Santanché, fa parte di tutti i dibattiti che sull’integrazione degli immigrati devono essere fatti nel nostro paese.
A sottolineare il silenzio, imbarazzante, di tutta (Antonio Di Pietro incluso) la minoranza politica ci ha pensato la spesso contestabile Mara Carfagna, Ministro per le Pari Opportunità, che in una nota ha fatto sapere di volersi costituire parte civile nel processo che da qui a breve verrà avviato.