
Internet, in Italia, non è considerato da chi conta un mass media utile e forte. Quei pochi esponenti politici che utilizzano il mezzo bene, spesso, non si impegnano affinché nel nostro paese la cablatura cresca fino ad assicurare a tutti il diritto (così l’ha definito recentemente la Regina Elisabetta) ad una buona navigazione.
Potenziare il mezzo non basta. Per capirlo è sufficiente riflettere su quanto si sta facendo in RAI (l’aumento dei canali non è coinciso con un’offerta più ricca). Ad un certo punto bisognerà pur ragionare sui contenuti.
Da apprezzare è quindi lo sforzo che sta facendo il Ministro dei Beni Pubblici. Secondo quanto riportato da euronews.net il dicastero di Sandro Bondi inizierà una collaborazione con Google affinché i grandi classici della letteratura italiana possano essere consultati gratuitamente anche in rete entro due anni.
La tentazione di Silvio Berlusconi di mandare “tutti a casa” è forte.
Di far fuori addirittura i tre coordinatori del Pdl, Ignazio La Russa, Denis Verdini, Sandro Bondi.
I due casi del Lazio e della Lombardia sono l’iceberg di un Pdl da “protezione civile”, impantanato nell’inefficienza, divisioni interne, agguati. Esiziale per l’immagine che ne deriva per il Premier e per il Governo. I sondaggi “segreti” delle ultime ore stanno lì a dimostrarlo.
Il Cavaliere vuol mettere al vertice del Pdl un uomo solo, e il ministro Claudio Scajola è il più accreditato quale segretario unico del partito. Una operazione da farsi prima possibile, subito dopo il voto di fine marzo.
Ma Fini non ha intenzione di assecondare il disegno “accentratore” del Cavaliere. E, stavolta, pure Bossi, se il caos delle liste in Lombardia dovesse produrre un terremoto elettorale, strattonerebbe Berlusconi, con gravi conseguenze sulla tenuta dell’alleanza.
Con un Pdl in pieno marasma, senza la Lega, sarebbe la fine. E’ la prima volta che al Cavaliere sfugge di mano il bandolo della matassa.
Tant’è che a Pier Luigi Bersani è tornato il sorriso: c’è la possibilità che la partita delle regionali si chiuda 10 a 3 a favore del Pd. Addirittura 10 a 2 se ci fosse il ko in Lombardia!
Con l’aria che tira, non è uno scenario campato in aria. In questo caso, a saltare in aria sarebbe proprio Premier, governo e maggioranza. Senza che il Pd abbia mosso foglia.
Continua a leggere: Ore 12 - Pdl da "protezione civile": rischia un 3 a 10 alle Regionali!
Il Giornale stavolta se la prende con Maria Luisa Busi, celebre (e soave) volto del Tg1 colpevole di aver criticato il direttore Augusto Minzolini. Il cecchino Feltri non si fa passar nulla sotto al naso. Intanto però lo stesso Feltri rischia un provvedimento disciplinare dall’Ordine dei giornalisti per il caso Boffo. (A)Busi di potere
Regionali: i sondaggi che il SuperCav ha in mano non lo inducono a facili ottimismi. In Puglia e in Liguria la partita è difficile, ma anche il Piemonte sembra duro da conquistare. Non a caso in questi giorni il premier appare triste e cupo. DeBresso
E il Cav non è affatto contento di come va il Pdl. Prende corpo l’ipotesi del coordinatore unico dopo le elezioni per salvaguardare la tenuta del partito. Bondy scanner
Scajola declama: “All’Aquila abbiamo costruito le case per i terremotati a tempo di record, primato mondiale…primato mondiale!!”. Non omologato perché a favore di vento. E soprattutto: i lavori non sono finiti e non tutti hanno una casa. Ma l’importante era il record di velocità. Usain ‘Guido’ Bolt-olaso

Anche il Popolo delle Libertà potrebbe seguire l’esempio di Pierferdinando Casini, pronto a riformare l’Udc subito dopo le elezioni regionali. Lo scandalo riguardante la Protezione Civile e straripante in aree attigue sarà probabilmente la scusa ufficiale di tale cambiamento.
Secondo quanto sostenuto nei giorni scorsi da La Stampa, Silvio Berlusconi non avrebbe digerito le iniziative che Denis Verdini (coordinatore nazionale del PdL) avrebbe preso sfruttando il suo nome.
Sempre secondo le indiscrezioni riportate dal giornale di Mario Calabresi, in attesa di giudizio, l’uomo sarà allontanato dalla poltrona che occupa. I suoi incarichi saranno affidati, probabilmente, a Sandro Bondi pronto a lasciare il Ministero dei Beni Culturali.
Continua a leggere: Pdl: la rivincita di Sandro Bondi. Silvio Berlusconi allontana Denis Verdini
Gianni Letta: smentito. Voto – 9. I verbali smentiscono il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio che aveva garantito: “Chi rideva del terremoto non ha avuto e non avrà un euro”. Gli “sciacalli” e gli avvoltoi, invece imperversavano. Quoque tu, Gianni!
Sandro Bondi: avariato. Voto – 9. Il coordinatore del Pdl Bondi assicura che nelle liste del suo partito alle regionali ci saranno solo candidati di provata moralità e competenza: “Stiamo lavorando con La Russa e Verdini”. Tranquilli. Il pesce marcio puzza dalla testa.

In molti, compreso chi vi scrive, avevano ipotizzato la creazione di un nuovo ministero per Guido Bertolaso, meritevole secondo quanto dichiarato da Silvio Berlusconi nelle scorse settimane di un incarico politico più importante.
Questo, secondo l’Unità, non accadrà. Il Capo della Protezione Civile, diventata a tutti gli effetti una Spa, dovrebbe prendere il posto di Sandro Bondi, attuale Ministro dei Beni Culturali, dirottato a sua volta al coordinamento nazionale del PdL.
Da capire rimane, ad oggi, le motivazioni di tale scelta. Trattasi solo di contentino per fedeltà dimostrata o affidando i Beni Culturali si sta ammettendo, implicitamente, che esiste un’emergenza anche sulla gestione dell’arte?
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L’attualità spesso non agevola la memoria. Anzi. La contrasta non permettendo all’elettore di valutare i propri amministratori in modo lucido. Preciso. Tralasciando l’aspetto ludico che spesso inquina i mass media dove la presenza degli esponenti politici è massiccia ma non sempre congrua al ruolo che ricoprono.
Umberto Bossi oltre ad essere il leader della Lega Nord, padre di tale Renzo al quale è stata garantita una candidatura, l’alleato senza il quale a Silvio Berlusconi non sarebbe permesso di andare in giro ironizzando sulle somiglianze con il bambinello (mentre in patria ad attenderlo c’è un’epifania moderna, perché di questo si tratta il legittimo impedimento) è un Ministro.
A lui competono le riforme e il federalismo. Tutti, giornalisti e no, dovremmo averlo ben presente prima di ridere su ciò che l’esponente politico si diletta a fare nel tempo libero quando, emulando il poeta Sandro Bondi e l’anchorman Silvio Berlusconi, scrive componimenti per Telepadania.
Continua a leggere: Ispirato da Sandro Bondi Umberto Bossi diventa poeta per Telepadania
E’ proprio vero che fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. E che fra due numeri, un milione da una parte e diciottomila dall’altra, c’è un mare grande, un mare immenso.
Il milione di tessere era l’obiettivo del Cavaliere per il tesseramento del Pdl : “Raggiungeremo un milione di iscritti. Chi vota Pdl è di fatto tesserato e l’hanno votato otto milioni di italiani”.
Il risultato? Un flop totale: a tutt’oggi sono stati fatti … diciottomila tesserati! Quasi una presa in giro.
Non è solo la dimostrazione del marasma organizzativo del partito sul territorio, con mille galli e galletti in zuffa permanente, correnti e faide di ogni tipo. Il nodo è politico: parte dai vertici romani e tocca tutte le province, fino all’ultimo comune.
Riguarda la concezione del partito, usato come semplice strumento di potere personale e di gruppo.
Berlusconi è furioso e dopo le elezioni regionali giura di cambiare musica. Come? Innanzi tutto, facendo rispettare l’incompatibilità fra cariche istituzionali e incarichi di partito. Poi, “ripulendo” il trio della tolda di comando centrale, scomponendo l’asse La Russa-Gasparri sostenuto da Verdini e dando pieni poteri al fido Sandro Bondi, con l’ordine di rimettere in riga tutti.
Altrimenti si chiude bottega e si inventa in toto il partito del Presidente. Solo il carisma (più i soldi e i media) del grande capo, le poltrone da spartire e l’inconsistenza delle opposizioni permettono a un partito “sgangherato” come il Pdl di “comandare”.
Continua a leggere: Pdl flop: tesseramento al palo. Berlusconi furioso!
Nel Pdl si parla di pluralismo! E’ indubbiamente una notizia, anche se, trattandosi del partito del “predellino”, ci vuole calma e gesso.
Addirittura è stato Bondi, sì, uno dei triumveri del Pdl, Sandro Bondi, a scoprire il “valore della diversità” e, udite! udite!, ad ammettere che “la sfida lanciata da Fini può essere la strada giusta per aprire un confronto reale”, a invitare tutti a usare “doti di paziente tessitura politica, sensibilità all’ascolto delle ragioni di tutti, capacità di costruire un quadro di democrazia interna e di partecipazione al confronto”.
Chiedere a Benedetto Della Vedeva (escluso ieri d’imperio dai lavori della Commissione Affari Sociali del Senato perché sostenitore del “disarmo ideologico” sulla legge per il testamento biologico …) e chiedere a chiunque quanto mai qualcuno nel Pdl ha visto vincente una posizione diversa dal … gran capo carismatico Berlusconi.
Un conto è parlare di pluralismo, altro è esercitarlo.
Comunque, una volta tanto ha ragione persino Bondi. Ma il Pdl quando comincia ad essere un partito vero, con congressi veri, candidati veri, parlamentari non nominati, un partito non in mano a un unico padre/padrone?
Sentite la conclusione di Bondi: “Ma la peculiarità del Pdl deve rimanere quella che il partito deve essere al servizio del leader carismatico e non viceversa”. Punto. Appunto.
Continua a leggere: Il pluralismo del Pdl: le "balle" di Bondi
Stefania Prestigiacomo: caccia stop. Voto + 8. Il ministro dell’Ambiente definisce “inaccettabili” le nuove regole estensive sulla caccia volute dal Governo e approvate dalla commissione del Senato. Ambiente e fauna ko. A Lega e alleati interessano più il business e le urne.
Sandro Bondi: magistrati stop. Voto – 8. Il coordinatore del Pdl definisce “Profonda e oltraggiosa lesione dell’ordine democratico e costituzionale” la protesta decisa dall’Anm per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, e minaccia “sanzioni”. Can che abbaia … può mordere.