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Tutti gli articoli con tag sarah palin

Rassegna stampa estera: Berlusconi anche a Ferragosto

pubblicato da Giulio Mattioli


Mentre le notizie sull’Italia scarseggiano sulle testate straniere in questa settimana di profondo Agosto, il flusso di commenti su Silvio Berlusconi e i relativi scandali non sembra accennare a diminuire nemmeno in un clima così vacanziero.

Per questa puntata della nostra rassegna ci concediamo dunque un esperimento: vi proponiamo una tipologia di modi in cui la stampa estera tende abitualmente a commentare le notizie relative al nostro Premier, utilizzando come esempi illustrativi gli articoli di quest’ultima settimana. Cominciamo dal caso più raro: articoli difensivi, che sostengono il Cavaliere. L’ ha fatto ad esempio un editorialista dello spagnolo El Mundo, in un pezzo citato da Repubblica, che si scaglia contro:

Invidia e opportunismo spacciati per puritanesimo. Berlusconi non ha commesso alcun delitto nella sua vita privata, anche se l’infedeltà e la lussuria possono essere peccato per i benpensanti, gli ipocriti e i preti, ma non sono crimini (..)

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Bristol Palin? Ha lasciato Levi Johnston

pubblicato da V.

bristol levi

Sembra passato un secolo, ma vi ricordate la campagna presidenziale Usa? E Sarah Palin ve la ricordate? L’icona dell’America più bigotta, conservatrice, profonda, la governatrice dell’Alaska, che per descrivere le sue esperienze di politica internazionale, spiegava candida che “In fondo la Russia è vicina all’Alaska”.

Bè: vi ricorderete anche della figlia, Bristol Palin, teenager rimasta incinta durante la campagna presidenziale che decise di tenere il figlio e sposare Levi Johnston, uno che si definiva un redneck, un bifolco.

Bè si sono lasciati, ne parla il Times di oggi. Che racconta di come Bristol abbia cambiato idea rapidamente sul coniuge, dandogli spesso del “white trash”, spazzatura bianca, e impedendogli di vedere il figlio.

Via | Times

Sechi (Panorama) a PolisBlog: "McCain ha vinto l’ultimo dibattito ma senza ko"

pubblicato da fc

Ultimo dibattito pubblico, stanotte, per Barack Obama e John McCain prima delle presidenziali del prossimo 4 novembre. Un faccia a faccia serrato fatto di colpi bassi e battute e incentrato più che altro su accuse personali con il senatore dell’Arizona all’attacco su tasse, aborto e terrorismo.
PolisBlog ne ha parlato con Mario Sechi, vicedirettore di Panorama ed attento analista della politica americana.

Sechi, stanotte c’è stato l’ultimo faccia a faccia tra i due candidati alla Casa Bianca. Chi l’ha spuntata a suo avviso e perchè?
“Il terzo e ultimo dibattito presidenziale è stato il migliore. McCain ha vinto ai punti ma senza dare il colpo del ko. Obama da qualche giorno amministra il suo vantaggio e ha scelto una linea soft. Si sono viste le differenze tra i due candidati su temi come le tasse, energia, ambiente e aborto. Il senatore repubblicano ha cercato di mettere in difficoltà Obama sul suo passato controverso e le sue frequentazioni con alcuni soggetti fortemente anti-americani, ma Obama alla fine se l’è cavata piuttosto bene perchè non ha mai perso la calma. Tuttavia, in questa strategia di Barack c’è una debolezza: sembra aver tirato i remi in barca troppo presto e ciò in realtà potrebbe alla fine favorire McCain. Come ha ben ricordato Karl Rove sul Wall Street Journal, un candidato troppo sicuro della vitttoria, nel rush finale può diventare uno sicuro di perdere”.

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Jay McInerney e la seconda morte dello yuppismo

pubblicato da V.

Tra il Corriere e Jay McInerney continua il feeling: qualche mese fa, se vi ricordate c’era stata la polemica sui libri che Sarah Palin avrebbe volentieri tolto dalla biblioteca di Wasilla. Oggi invece, dopo una settimana borsistica in cui le maggiori piazze planetarie hanno bruciato in media il 20% del loro valore, l’ex brat pack torna sull’argomento, tracciando un parallelo tra la morte dello yuppismo, dell’edonismo reaganiano, e la bufera finanziaria di queste settimane. Partiamo dal passato:

«Chi sono tutti questi tipi ambiziosi, con le bottigliette d’acqua firmata, scarpette da corsa, parquet anticato e appartamenti da mezzo milione di dollari in quartieri degradati?» chiedeva la rivista Time il 9 gennaio del 1984. «Gli yuppies», ci veniva spiegato, «si dedicano al duplice obiettivo di fare un mucchio di soldi e di raggiungere la perfezione, grazie alla cura del fisico e della mente, con palestra e psicoanalisi»

E’ gioco facile citare i capolavori, e magari un’icona di quel periodo: Micheal J. Fox. E poi a voler fare i banali - anche se nelle dida del Corriere c’è un errore: Michael Douglas non interpreta Bud Fox, è Gordon Gekko - proprio Wall Street di Oliver Stone. Ma ci si dimentica delle perle emulazionistiche made in Italy, come “Yuppies” di Vanzina - di cui qui sopra trovate il devastante trailer originale - o “Via Montenapoleone“. E la parabola degli anni ottanta, si rispecchia perfettamente nel crollo di queste settimane:

Per quanto il termine richiami alla mente gli anni Ottanta, lo yuppie non è stato ancora consegnato alla storia. Nel 2000, David Brooks ha cercato di raffinare il concetto, creando il «bobo» (bourgeois bohémien) per descrivere un consumatore presumibilmente più illuminato, capace di abbinare agli interessi personali degli anni Ottanta l’idealismo liberale di un’era precedente

Forse è arrivato il momento di intonarne un requiem.

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Newsweek e la copertina ritoccata di Sarah Palin

pubblicato da V.

Chi di voi abita a Milano o in Lombardia, ricorderà forse i cartelloni della campagna elettorale di Letizia Moratti: credo che ci fosse dietro la Pixar, o la Industrial Light & Magic, perchè l’attuale sindachessa sembrava una dodicenne, via rughe, zampe di gallina, borse. Meglio del botox, c’è solo photoshop.

Sui giornali - non parliamo delle copertine dei mensili o dei settimanali - è una pratica normalissima, non c’è nulla di cui stupirsi: fa notizia però quando è troppo esasperata, e investe qualcuno, un politico, la cui “autenticità” e “onestà”, dovrebbero essere, come dire, ontologiche. Si, lo sappiamo tutti che non è così: ma le apparenze questo imporrebbero.

Ed è il caso della copertina di Newsweek con Sarah Palin, secondo molti commentatori, tra cui quelli della Fox - il video qui sopra - un pò troppo perfettina. Voi cosa ne dite? Siamo davvero ai livelli della Moratti?

Sarah Palin: troppo ritoccata su Newsweek?
Sarah Palin: troppo ritoccata su Newsweek?

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Obama? Secondo il Weekly World News avrebbe un fratello mezzosangue pipistrello

pubblicato da V.

Il Weekly World News sulle Presidenziali Usa

Il Weekly World News è un settimanale americano molto particolare: sostiene di proporre “the world’s only reliable news”, le sole notizie affidabili, ma contiene esclusivamente fatti inventati o totalmente ridicoli. Da Bat Boy, mascotte del periodico, un esserino metà uomo e metà pipistrello che viene avvistato più o meno ovunque, dalla metropolitana di New York ai concerti dei Pearl Jam, a storie di cronaca improbabili come “Kim Jong Il avvistato in un negozio di dischi in Georgia“.

Oggi il WWN apre con una sconvolgente rivelazione di Obama: avrebbe un fratellastro mezzosangue pipistrello. Che si tratti dell’ennesimo colpo basso dello staff di McCain? Guardate qui sotto che cosa era venuto fuori su Sarah Palin: è evidente, si tratta di un alieno proveniente dal pianeta Wazeela - la Palin è originaria di Wasilla, Alaska - e sul vecchio McNasty invece? Gli extraterrestri lo comandano direttamente nelle conferenze stampa, comodamente appollaiati sulle sue spalle.

Foto | Weekly World News

Il Weekly World News sulle Presidenziali Usa
Il Weekly World News sulle Presidenziali UsaIl Weekly World News sulle Presidenziali UsaIl Weekly World News sulle Presidenziali Usa

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L'asticella di Sarah Palin sul New York Times: impossibile sbagliare!

pubblicato da V.

palin asticella

Ecco come Pat Oliphant sul New York Times torna sul dibattito tra Sarah Palin e Joe Biden: ricordate quando vi dicevo che la Palin aveva lasciato trasparire tanta inesperienza da far temere a tutti un bagno di sangue nello scontro con l’esperto Biden? Bene quel bagno non c’è stato, ma nel dibattito - che dibattito non è, è roba in cui i vice e i candidati recitano parti imparate a memoria, è più come andare a teatro - le aspettative nei suoi confronti erano talmente basse che non avrebbe certo potuto deluderle. Da lì la vignetta di Pat. E occhio all’omaccione sulla sfondo: la Palin aveva dichiarato che

“it’s time Joe six-pack American is finally represented in the position of vice presidency.”

Per capirci, il Joe Six-Pack è l’uomo qualunque, come se noi dicessimo “Mario Rossi”. Il six-pack è invece la classica confezione di birre da sei, che vedete il personaggio tiene in mano. Celebrato anche dai Black Flag, il famigerato six pack, leggete qui sotto

“They say Im fucked up all the time/Six pack!/What they do is a waste of time/Six pack!/I know itll be o.k./I get a six pack in me, alright!”

Chissà se Sarah Palin ha mai ascoltato il gruppo di Henry Rollins.

Via | New York Times

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Danziger sul New York Times:"Lascialo parlare":

pubblicato da V.

daniger times

Ecco come Jeff Danziger, vignettista del New York Times, prevedeva il dibattito di ieri notte tra Joe Biden e Sarah Palin. E non mi sembra difficile immaginare che le cose si siano svolte proprio in questa maniera: con entrambi gli sfidanti ad attendere una mossa falsa dell’avversario, che nessuno ha fatto. Già perchè se su La Repubblica, come abbiamo scritto poche ore fa, Biden fa un pò la figura dello sconfitto di fronte alla hockey mom di Wasilla, non sembra che a vederlo nel video che trovate sul timesonline di Sky News, vada così male: giudicate voi. Per leggere “che cosa hanno detto su cosa” i due vice dall’Iraq alla sanità passando per l’economia, andate su questo link al Times, non quello americano però.

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Dibattiti presidenziali: primo round a Sarah Palin, ma Biden commuove il pubblico

pubblicato da V.

Ieri notte il dibattto dei vice: Sarah Palin contro Joe Biden, di cui qui sopra trovate un video in cui spiegano la loro posizioni riguardo alle guerre in cui gli Stati Uniti si sono imbarcati nel post undici settembre. Pare che l’abbia spuntata Sarah Palin, contro il navigato, ma un pò “democristiano” - e in effetti la faccia ce l’ha - come lo definisce Zucconi su Repubblica, Biden.

Ad aiutare di sicuro la Palin è stata la campagna portata avanti per ridicolizzarla: le aspettative su di lei erano a tal punto basse, che non avrebbe potuto certo deluderle. Tutti erano certi che Biden avrebbe spazzato via la ex Miss Wasilla,, che so, con un’alzata di sopracciglio. Invece nulla: primo round alla Palin, ma Biden comunque convincente

Lui evita gaffe e trabocchetti, parla con passione, snocciola cifre, dimostra una certa competenza, fa valere l’esperienza del politico consumato, evita gravi errori. Ha un momento di commozione quando Sarah Palin parla del significato di crescere figli e fare sacrifici per la famiglia: “Capisco cosa vuol dire, lo so anche se sono un uomo”, dice deglutendo a fatica. E tutti sanno che pensa alla prima moglie, morta insieme a un figlio in un incidente stradale, lasciandone altri due che ha dovuto allevare da solo

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Presidenziali USA: stanotte primo dibattito Palin - Biden

pubblicato da Bruno Marino

Here we are. Ci siamo. Stanotte (9 di sera a NY, due di notte in Italia) si terrà il primo dibattito tra i candidati alla vicepresidenza degli Stati Uniti, Joe Biden e Sarah Palin. E’ inutile dire che questo appuntamento ha una grande importanza: stanotte (o domani mattina per chi non vorrà fare le ore piccole) si saprà qualcosa in più sui due candidati, magari qualcuno di loro farà una gaffe, un errore, e sarà crocifisso sui giornali e sugli altri media.

Uno dei temi che sicuramente sarà affrontato è la recente approvazione, da parte del Senato USA, del cosiddetto Piano Paulson per cercare di frenare il crollo dell’economia americana.

Il video che vedete qui sopra è una specie di reperto storico, ne parla un articolo molto interessante del NY Times: è un estratto del dibattito tra il repubblicano George H. W. Bush (padre dell’attuale Presidente americano) e la democratica Geraldine Ferraro. Erano entrambi candidati alla vicepresidenza USA, Bush correva con Ronald Reagan, già presidente da 4 anni, la Ferraro correva con Walter Mondale. L’estratto è molto gustoso, perché Bush dice alla Ferraro: “Lasci che le spieghi la differenza tra l’Iran e l’ambasciata in Libano (ndr: allora il Libano era teatro di feroci combattimenti, e gli USA nel 1983 avevano subito due devastanti attentati, che avevano colpito la loro ambasciata in Libano e una caserma dei marines)…”. La risposta della Ferraro è assolutamente dura: “Sono quasi indignata dal suo desiderio paternalistico di volermi insegnare qualcosa di politica estera”. Oggi la Ferraro consiglia la Palin di non rispondere in modo poco serio o frettoloso, perchè, dice, i telespettatori non lo apprezzerebbero.

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