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Tutti gli articoli con tag sarah palin

Presidenziali USA: stanotte primo dibattito Palin - Biden

pubblicato da Bruno Marino

Here we are. Ci siamo. Stanotte (9 di sera a NY, due di notte in Italia) si terrà il primo dibattito tra i candidati alla vicepresidenza degli Stati Uniti, Joe Biden e Sarah Palin. E’ inutile dire che questo appuntamento ha una grande importanza: stanotte (o domani mattina per chi non vorrà fare le ore piccole) si saprà qualcosa in più sui due candidati, magari qualcuno di loro farà una gaffe, un errore, e sarà crocifisso sui giornali e sugli altri media.

Uno dei temi che sicuramente sarà affrontato è la recente approvazione, da parte del Senato USA, del cosiddetto Piano Paulson per cercare di frenare il crollo dell’economia americana.

Il video che vedete qui sopra è una specie di reperto storico, ne parla un articolo molto interessante del NY Times: è un estratto del dibattito tra il repubblicano George H. W. Bush (padre dell’attuale Presidente americano) e la democratica Geraldine Ferraro. Erano entrambi candidati alla vicepresidenza USA, Bush correva con Ronald Reagan, già presidente da 4 anni, la Ferraro correva con Walter Mondale. L’estratto è molto gustoso, perché Bush dice alla Ferraro: “Lasci che le spieghi la differenza tra l’Iran e l’ambasciata in Libano (ndr: allora il Libano era teatro di feroci combattimenti, e gli USA nel 1983 avevano subito due devastanti attentati, che avevano colpito la loro ambasciata in Libano e una caserma dei marines)…”. La risposta della Ferraro è assolutamente dura: “Sono quasi indignata dal suo desiderio paternalistico di volermi insegnare qualcosa di politica estera”. Oggi la Ferraro consiglia la Palin di non rispondere in modo poco serio o frettoloso, perchè, dice, i telespettatori non lo apprezzerebbero.

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Esclusivo: ecco "Head of skate", Il film su Sarah Palin

pubblicato da V.

Insomma, mica tanto esclusivo, però assolutamente demenziale: un finto trailer di un college movie - quelle cose stile American Pie, ma meno volgare - in cui la hockey mom Sarah Palin compare in tutto il suo splendore. Se afferrate i dialoghi, è roba da buttarsi a terra dal ridere. Breve riassunto: Sarah vive tranquilla in Alaska, quando McCain bussa alla sua porta. “Vuoi essere il mio vice presidente?”. Lei accetta, McCain muore, lei diventa presidente e sfida Putin a hockey. Fantastico.

Via | College Humor

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Pat Oliphant sul New York Times: ehi, c'è qualcuno di Repubblicano qui?

pubblicato da V.

mc cain palin vignetta

Sembra che le cose si mettano maluccio per McCain. Il duello con Obama in tv è finito in pareggio, e nè lui, nè il candidato democratico, hanno fatto questa figura eccezionale. Anzi: come faceva notare qualcuno, la figura migliore l’ha fatta l’arbitro, Jim Lehrer. Ed ora per McNasty, dopo alcuni giorni in cui annaspava peggio di un pugile suonato, sembra che le cose vadano ancora peggio. Si parla addirittura di un ritiro della Palin dal ticket presidenziale, e di quattordici punti di vantaggio di Obama. A farlo è una ricerca Gallup, rilanciata dal Sole24Ore

Barack Obama è avanti di 14 punti percentuali (48%) sull’avversario nella corsa alla Casa Bianca, John McCain (34%), secondo l’ultima rilevazione quotidiana della Gallup, che registra anche i primi effetti del dibattito in Mississippi

Via | New York Times

Gary Trudeau sul New York Times: Sarah Palin e la volontà divina di trivellare

pubblicato da V.

Doonesbury sul New York Times

Doonesbury di Gary Trudeau è una striscia piuttosto nota anche in Italia. Oggi sul sito del New York Times si trova questa vignetta, secondo me fantastica. Ve la traduco al volo. “Obama vuole alzare le tasse!” e poi dal libretto di istruzioni della bambola di Sarah “Ascolta le frasi di Sarah Palin, ripetute un numero sufficiente di volte ti sembreranno vere!”. E poi:”Per sentire Sarah in versione non riprogrammata da McCain, premile il naso due volte”, ed ecco che salta fuori la vera natura della hockey mom dell’Alaska:”E’ la volontà di Dio farci costruire quell’oleodotto!”.

Doonesbury sul New York Times

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Dopo McCain e Obama, arriva anche Hillary Clinton a fumetti

pubblicato da V.

hillary female force

Noi, nel nostro piccolo, abbiamo avuto la storia d’Italia a fumetti di Enzo Biagi, oppure i corti che si vedevano durante Tetris su La7. Negli Usa, come noto, pensano in grande, e tirano fuori perle come le biografie a fumetti prima di McCain e poi di Obama. E adesso la Bluewater, propone anche quella di Hillary Clinton. Sono gli amici di comicsblog a segnalarci tutto questo. Sarà nelle fumetterie a partire da gennaio. Intanto cosa sta combinando Hillary, completamente annichilita dalla tempesta Obama? Poco o nulla. Incassa gli apprezzamenti del marito a Sarah Palin

“Vengo dall’Arkansas, capisco perchè laggiù tutti la amano”: a dichiarare di aver compreso a fondo le ragioni del fascino che Sarah Palin esercita sull’ “America profonda”, il cuore geografico e produttivo del paese, non è un politico repubblicano, ma Bill Clinton

e si prepara ad assistere alla battaglia di venerdì notte dalle retrovie: già, perchè il duello tv tra Obama e McCain è in arrivo. Il Senatore dell’Illinois ci arriva in vantaggio, secondo i sondaggi

Sono nove i punti di distacco che ora Obama detiene nei confronti dell’avversario. Secondo il sondaggio del Washington Post-Abc News Poll, infatti, il senatore dell’Illinois avrebbe il 52% dei consensi, contro solo il 43% del repubblicano. Nove punti che potranno essere determinanti nell’approccio che i due candidati adotteranno nei confronti della loro prima sfida televisiva

Foto | Flickr

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McCain agguanta Obama: su Ebay

pubblicato da V.

grafico obama mccain

Il grafico che vedete qui sopra mostra il numero di item venduti su Ebay relativi ai due candidati alle presidenziali americane: Obama ha un picco in cui i prodotti con il suo brand risultano nettamente in vantaggio intorno agli inizi di settembre, evidente conseguenza della convention di Denver. Poi chiaramente crolla, mentre risale il merchandising di McCain, trainato immagino anche dalla bolla mediatica conseguente alla nomina di Sarah Palin come vice nella corsa alla Casa Bianca. Ed ora, esattamente come nei sondaggi, il gap si sta stringendo.

Via | Paul Kedrovsky

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Sarah Palin: il figlio cocainomane e l'amante mandano in tilt sito del National Enquirer

pubblicato da V.

National Enquirer: gli scheletri nell'armadio di Sarah Palin

Crolla il sito del National Enquirer: milioni cercano di accedervi in cerca di notizie che il tabloid scandalistico più famoso d’America riporterebbe in esclusiva: Track, il figlio maggiore di Sarah Palin, la candidata vice presidente per i Repubblicani, sarebbe in partenza per l’iraq, si, ma per disintossicarsi.

Sarebbe infatti un incallito cocainomane. Altra news sempre sulla ex Miss Wasilla, riguardarebbe la gravidanza della figlia Bristol, che avrebbe portato, come dire, a qualche violento screzio in casa. Sarah l’avrebbe sbattuta volentieri fuori, ma poi sai, le presidenziali, non sarebbe stato proprio un bel biglietto da visita per l’American Way Of Life.

Terza notizia la più interessante: il sito del National Enquirer, in questo momento, alle 11,49, è come lo vedete nell’immagine qui sopra. Motivo? Server collassati: troppi milioni di persone hanno tentato di collegarsi contemporaneamente in cerca delle notizie qui sopra. Anche se qualcuno non esclude un oscuramento preventivo. In ogni caso, come riporta anche La Stampa, ci sono stati molti veloci trascrittori che hanno duplicato il contenuto dell’articolo: uno lo trovate su questo link a electronic village.

National Enquirer: gli scheletri nell'armadio di Sarah PalinNational Enquirer: gli scheletri nell'armadio di Sarah Palin

Ore 12 - Ballarò: a quale mulino porta acqua Giovanni Floris?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroAnche in tv ognuno tira l’acqua al proprio mulino. Ovvio (!?). Conduttori e programmi fanno a gara nello schierarsi: o di qua o di là. E’ il bipolarismo Made in Italy, bellezza!

Prendete Ballarò di ieri sera. Lasciamo stare il duetto dei “sempreverdi/sempre furbi” Tremonti-d’Alema. Parliano del servizio “alto”, di politica internazionale.

Obama, la convention di Denver e le due maestre elementari commosse con le lacrime per il discorso del leader Democrat (la cui vittoria non è affatto scontata) sulle risorse per la ricerca.

Immagini su Obama, sulla Convention e sul pianto delle signore. Le parole del telecronista insistono che almeno una delle due maestre per la prima volta si è commossa per un discorso di un candidato presidente.

Poi si passa sul fronte dei repubblicani. E sullo schermo appare Sarah Palin che spara con il fucile. Zoomata sulla convention repubblicana, poche parole.

Obiettività e faziosità a parte, quando si capirà che gli italiani non votano nelle elezioni americane? E che, soprattutto, non c’è mai (né là, né qua) tutto il bene da una parte e tutto il male dall’altra? I risultati (quelli elettorali), sembra che, quanto meno in Italia, non premino questo modo di fare informazione politica. Insomma fanno l’effetto opposto e portano voti alla parte avversaria.

Continua a leggere: Ore 12 - Ballarò: a quale mulino porta acqua Giovanni Floris?

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Jay McInerney:"Mi lusinga il pensiero che la Palin avrebbe bruciato i miei libri"

pubblicato da V.

palin iraq

Jay McInerney è uno scrittore americano: nei primi anni ottanta faceva parte di quello passato alla storia come il Brat Pack letterario. Erano lui, Tama Janowitz e l’immenso Bret Easton Ellis. Prima l’Independent e poi oggi il Corriere propongono un pezzo proprio di McInerney in cui si conferma quanto avevo scritto pochi giorni fa: ovvero che Sarah Palin, dietro lo sguardo da prima della classe perfettina, è in realtà un mostro più conservatore di un membro anziano del Ku Klux Klan.

Basti pensare alla simpatica idea che Sarah ebbe qualche anno fa: eliminare libri dalla locale biblioteca che contenevano “linguaggio riprovevole”. In che modo? Minacciando la bibliotecaria e poi, senza avere ottenuto nulla - e ci mancherebbe anche altro - licenziandola: Mary Ellen Baker, la vestale che ha detto no alla futura governatrice, non risponde a mail o telefono, secondo quanto riporta il Boston Herald.

Vuoi vedere che la vignetta di Tony Auth non era così distante dalla realtà? E McInerney ha ragione a scrivere

Non so se c’erano dei miei libri tra quelli che Sarah Palin ha tentato di strappare dagli scaffali della biblioteca pubblica di Wasilla, in Alaska, quando era sindaco della città, ma mi lusinga il pensiero che lo avrebbe fatto, se fosse stata al corrente della loro esistenza e del loro contenuto

Foto | Flickr

Per il Los Angeles Times Sarah Palin è come Phyllis Schlafly

pubblicato da V.

Phyllis chi? Ok, breve riassunto. Phyllis Schlafly è una specie di Thatcher americana, solo ancora più ferocemente conservatrice: negli anni sessanta scrive qualche libercolo in cui si oppone a, nell’ordine: diritti per i neri, femminismo, disarmo bilaterale con l’Urss (”Il disarmo con i rossi non aiuterà la pace, allo stesso modo in cui disarmare la polizia fermerebbe stupri, rapine e violenze” è una delle sue frasi più celebri) insomma, siamo quasi ai livelli di quel capolavoro di John Milius che è Alba Rossa, ovvero Red Dawn.

Ne vedete uno spezzone qui sopra. Trama: anni ottanta, l’Unione Sovietica invade gli Usa, ma un gruppo di giovani patrioti* mette in piedi una resistenza che caccia i maledetti commies. Leggo oggi sul Times di Los Angeles un editoriale di Gloria Steinem, in cui si spiega che il presunto nuovo rappresentato dalla candidata repubblicana altro non sarebbe che fuffa. Dateci un’occhiata se vi va. Si parla soprattutto dell’inesperienza della Palin, governatrice dell’Alaska, non proprio lo stato che traina gli Stati Uniti:

Sarah Palin è stata onesta riguardo a quello che non sa. Quando le è stato chiesto riguardo alla vice presidenza che cosa faccia in concreto il vice, ha dichiarato:”Non so ancora rispondere a questa domanda, a meno che qualcuno non lo faccia per me”. Quando le è stato chiesto dell’Iraq ha risposto:”Non ho mai fatto molta attenzione alla guerra in Iraq”

*guidati da un Patrick Swayze in epoca pre Dirty Dancing, sublime.

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