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Tutti gli articoli con tag sarkozy

Ore 12 - Berlusconi nella morsa: dai "risolini" di Sarkozy alle minacce di Bossi

pubblicato da Massimo Falcioni

altroNella riunione di mercoledì prossimo a Bruxelles il Consiglio europeo darà il voto (definitivo?) all’Italia. Merkel e Sarkozy saranno i commissari d’esame. Il che, dopo quanto accaduto l’altro ieri, cioè con il sorriso sarcastico del presidente francese rivolto a Berlusconi e all’Italia, è tutto dire.

Nel post precedente di V. c’è scritto : “Ma non è l’Italia a essere ridicolizzata. E’ Silvio Berlusconi … è il Berlusconi incapace di offrire garanzie all’Europa per la crescita. Il Berlusconi che si presenta a mani vuote al Consiglio Europeo, estenuato da fiducie parlamentari, ma impegnatissimo a presenziare al congresso dei Responsabili - era venerdì scorso - con Domenico Scilipoti”.

Non c’è dubbio che la credibilità internazionale del premier italiano è ridotta a zero. Berlusconi da mesi ci spiega le cose che farà per il paese, anche le cento idee sullo sviluppo (di cui il premier ha parlato, ndr) saranno 100 sciocchezze, perchè bisogna farle le cose, non annunciarle. Sarà quindi difficile presentarsi all’esame di mercoledì con risposte credibili e concrete.

Ma da chi viene la predica? Sarkozy e Merkel, giganti rispetto al Cavaliere, hanno le loro brutte gatte da pelare nei rispettivi Paesi. Motivo in più, una volta tanto, per concordare sulle affermazioni di Pier Ferdinando Casini: “Nessuno è autorizzato a ridicolizzare l’Italia, neanche di fronte agli evidenti e imbarazzanti ritardi con cui il Governo Berlusconi affronta la crisi”. In particolare, ha aggiunto Casini, “non mi è piaciuto il sorriso sarcastico di Sarkozy nella conferenza stampa e credo che anche per lui sia il momento di dimostrare equilibrio e serenità all’altezza delle responsabilità che ha assunto”.

Intanto oggi alle 18 è convocato il Cdm straordinario per varare le misure per la crescita. Si pensa alla cessione degli immobili pubblici. Soprattutto il premier punta all’innalzamento dell’età pensionabile, da portare a 67 anni, in linea con la Ue. Ma la Lega fa muro e Bossi minaccia: “Le pensioni non si toccano”. Siamo al dunque?

Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: cancellato. Voto 3- L’Italia, artefice dell’Europa, è stata umiliata dalla politica del cucù di un premier la cui autorevolezza è ridotta a zero. Sarkozy e la Merkel ridono del Cav. Ultimatum di 48 ore: o il governo mantiene gli impegni o Italia presa a calci. Forza Italia!

Umberto Bossi: cancellino. Voto 4- Il Senatur si prepara alle elezioni anticipate ripulendo il Carroccio. Dopo il listone dei 47 leghisti epurandi di Varese, spunta un altro elenco “nero”con i nomi di 12 deputati “maroniani”. L’ordine è uno solo: non vanno ricandidati. Il Trota approva.

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Claudio Scajola: sciaboletta. Voto 4- L’ex ministro ha congelato l’offensiva dei frondisti del Pdl. Dice il dc Rotondi: “All’amico Claudio basta garantirgli la rielezione dei suoi e farlo tornare ai vertici del partito, ed è tutto ok”. Già.

Franco Frattini: sciabolino. Voto 4- Il ministro degli Esteri alza la voce contro l’asse Parigi-Berlino. Sarkozy e la Merkel accusati per i “vertici bilaterali” neppure gli rispondono. Il Premier italiano “credibile” solo nella dacia di Putin. Già.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Ma come?!? Tremonti si affanna per evitare che i francesi si bevano Parmalat e ora il Cav dice che l’Opa di Lactalis non è ostile? Si mettano un attimino d’accordo. Forse il premier si ammorbidisce troppo quando sente l’amata lingua transalpina. (Lo prend en) cul…de sac

Fatto sta che su Collecchio rischiamo di fare la solita figura barbina. Autoda-fess

Comunque Berlusconi è apparso alquanto in forma nell’incontro con Sarkozy. Chissà se il presidente francese riuscirà a trasmettergli la sua passione per il jogging. Papì rulan

La pidiellina Nunzia De Girolamo conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, la sua relazione con il piddino Francesco Boccia. Poi spiega la sua riservatezza: “E’ stato il premier a chiedermi discrezione”. Acqua in Boccia

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Immigrati, restano sul nostro groppone. Governo italiano (pasticcione e impotente) gabbato dalla Francia

pubblicato da il passator cortese

Sorride a denti stretti il ministro Roberto Maroni dopo l’incontro sugli immigrati con il collega francese Claude Gueant. Al di là delle belle frasi di circostanza: “pattugliamento comune”, il nodo dei migranti non si è allentato di una virgola e la patata bollente resta tutta intera nel gozzo dell’Italia e degli italiani.

Il ministro francese con una mano ha detto sì a Maroni (gli immigrati possono entrare in Francia e muoversi in Europa come dettano le norme di Schengen), ma con l’altra ha di fatto reso impossibile la fattibilità della proposta italiana (il permesso temporaneo è valido solo se l’immigrato arriva in Francia con in tasca anche un passaporto valido e almeno 62 euro al giorno per sbarcare il lunario oltr’alpe). Come chiedere a un indù di recitare a memoria la Divina Commedia.

Insomma, Maroni e il governo italiano, dopo solenni dichiarazioni e … minacce ai cugini d’oltralpe, hanno fatto la fine dei pifferi di montagna: partiti per suonarle, sono stati suonati. Sarkozy ha fatto passare la sua linea di lasciare la Francia fuori dal bubbone: le frontiere, di fatto, resteranno chiuse e gli immigrati rimarranno tutti sul nostro groppone.

Come volevasi dimostrare. Chissà come gode il Senatur! Governo di pasticcioni e impotenti.

Gheddafi in esilio! Ecco l'idea del nuovo asse italo-tedesco.

pubblicato da Massimo Falcioni

Due “debolezze” fanno una forza? Stavolta a mettersi insieme sono il sempre barcollante Berlusconi e la sempre più debole Merkel. Il premier italiano e la cancelliera tedesca provano a costruire un asse parallelo (alternativo?) al binomio franco-inglese sul nodo infuocato della Libia.

In effetti, dopo il “no” del governo tedesco a rispondere a Gheddafi con le bombe e dopo le giravolte dell’esecutivo italiano, la partita è tutta in mano a Sarkozy, spalleggiato dagli inglesi e (sottobanco) da Obama.

In questo quadro è adesso pronta una proposta italo-tedesca per affrontare da un’altra angolazione la crisi libica. A dirlo è il ministro degli esteri Franco Frattini in una intervista a Repubblica.

L’iniziativa è finalizzata a riportare la pace nel paese nordafricano “affiancandosi” all’azione politica condotta invece dal tandem franco-inglese. Il documento sarà illustrato al vertice della coalizione martedi a Londra.

Il piano dovrebbe poggiare sull’esilio del colonnello Gheddafi. Ma la road map ha nel cessate il fuoco immediato il primo ineludibile passaggio. Questo, ha spiegato Frattini, “dovrà essere monitorato dalle Nazioni Unite. E l’istituzione di un corridoio umanitario permanente”. Oltre al coinvolgimento delle organizzazioni internazionali come Lega Araba e Unione africana, il ministro è convinto che “occorrerà coinvolgere i gruppi tribali, quantomeno i più rappresentativi. Tutti insieme lavoreranno quindi per una costituzione per la Libia, della quale il paese finora è stato sprovvisto”. Speriamo non sia l’ennesimo pasticcio all’italiana aggravato dal prezzemolo tedesco.

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Carla Bruni offesa dai versi di Cristicchi boicotta il Festival di Sanremo

pubblicato da Luca Landoni



Carla Bruni avrebbe dovuto partecipare al Festival di Sanremo e cantare in coppia con Gino Paoli, ma purtroppo non ci sarà. Lo ha annunciato ieri Massimo Giletti, paventando il rischio di un serio incidente diplomatico tra la Francia e il nostro paese, come annunciato anche dai colleghi di tvblog. Il motivo? Molto probabilmente i versi della canzone di Simone Cristicchi, già vincitore del Festival del 2007 con Ti regalerò una rosa.

“Meno male che c’è Carla Bruni / siamo fatti così / Sarkò-no Sarkò-sì / Che bella Carla Bruni / Se si parla di te il problema non c’è”

Peccato non conoscere tutto il testo (anche se dalle anticipazioni di tvblog pare chiaro che riguardino più la politica nostrana che quella d’Oltralpe). In ogni caso dalle parti dell’Eliseo si è pensato di dribblare un’eventuale querelle sul palco sanremese disertando direttamente la kermesse canora.

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"La Francia non farà la fine dell'Italia". E Sarkozy vieta il velo islamico d'autorità. Un esempio da seguire

pubblicato da Luca Landoni



Sarkozy decide di decidere, al contrario di un noto aforisma solitamente applicato alla politica nostrana, e vieta il velo integrale senza pensarci due volte. Rispondendo a una domanda precisa rivoltagli ieri in un’intervista alla tv nazionale, il primo ministro di Francia che - lo ricordiamo - è figlio di due genitori stranieri e immigrati, ha detto senza mezzi termini che tutti i clandestini vanno respinti o rispediti a casa, con la sola eccezione (ma senza furbate) dei profughi. E ha aggiunto:

“Non lascerò che il mio paese faccia la fine dell’Italia. Noi siamo gente aperta, pronta all’accoglienza. Ma vogliamo che ci siano diritti e doveri.”

Un chiaro messaggio di appoggio alla commissione parlamentare che chiede di vietare l’uso del velo nei luoghi pubblici; un primo passo verso il divieto totale dei copricapi islamici che una malcelata cultura oscurantista vuole imporre alle donne in segno di dispregio verso la loro stessa essenza. Una cultura che - lo chiariamo - non è quella mussulmana tout court, come afferma per esempio Fouad Allam, il sociologo algerino autore de L’Islam globale.

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Obama: "Storico accordo sul clima". Ma Greenpeace parla di fiasco totale

pubblicato da Luca Landoni



Ieri vi avevamo anticipato il raggiungimento di un accordo “mutilato” alla conferenza sul clima di Copenaghen, oggi possiamo darvene la conferma. L’arrivo di Obama ha consentito la firma del trattato, ma quella che ci rimane è la sensazione di un contratto monco, stipulato giusto per non uscire dalla convention a mani completamente vuote.

In pratica non si è riusciti a mettere nero su bianco un impegno numerico dei paesi per la riduzione dei gas serra, vera chiave della questione. La decisione a riguardo, sempre con tempo limite il 2020, è stata rimandata all’anno prossimo. Il solo risultato raggiunto dall’assemblea sono i 30 miliardi di dollari di aiuto ai paesi poveri da erogarsi entro il 2012. La cifra prevista inizialmente è stata dunque triplicata, e gli Usa contribuiranno al fondo nella misura di 3,6 miliardi.

Obama ha parlato trionfalmente di «Storico accordo», ponendo enfasi sull’adesione di Cina, India, Brasile e Sudafrica; ma come dicevamo la realtà è che il solo accordo raggiunto prevede l’emissione della cifra di cui sopra per dotare i paesi poveri di “tecnologie verdi”. L’ottimismo di maniera del leader Usa si esplica anche nella dichiarazione successiva, un po’ meno enfatica: «Non è sufficiente per combattere il cambiamento climatico, ma si tratta di un importante primo passo. Nessuna nazione è interamente soddisfatta con tutte le parti dell’accordo. Ma questo è un significativo e storico passo avanti, è una base sulla quale costruire ulteriori progressi».

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Copenaghen: trovato l'accordo sul clima. Due i punti chiave della bozza

pubblicato da Luca Landoni



Una lunga notte di trattative ha portato finalmente a una bozza di accordo grazie alla fondamentale mediazione di Sarkozy. Questa l’eredità di una conferenza intergovernativa sul clima che sarà ricordata più per la feroce battaglia tra Cina e Usa che per le soluzioni concrete adottate.

Il pericolo tuttavia era che l’evento si concludesse in una drammatica bolla di sapone, per cui un accordo per quanto debole è sempre meglio di nulla. Due i punti chiave della bozza, sempre in attesa dell’arrivo di Obama previsto per stamattina.

Punto primo. Contenimento della temperatura entro i due gradi dalla media del periodo pre-industriale. Ancora da stabilire i provvedimenti concreti per arrivare a questo risultato (o meglio per contenere lo sforamento). Il documento parlerà genericamente della riduzione dei gas serra, ma su questo sarà prevedibile il rinfocolamento della solita guerra tra la Cina in ascesa e i paesi occidentali.

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