Premier sui carboni ardenti. Scajola fra l’incudine e il martello.
Da una parte strattonato da Berlusconi perché non faccia scherzi e dall’altra pressato da Casini perché compia il salto del fosso e non voti domani alla Camera la fiducia.
Sotto i 316. E’ questo il ’segnale’ minimo che gli scajoliani pensano di mandare domani al premier Berlusconi. I numeri fluttuano ma a metà pomeriggio la maggioranza può contare su 319 voti, tolti quelli di Franzoso, Papa, Gaglione, Versace e Mannino. 319 contando il voto di Filippo Ascierto, infortunato a una gamba e per il quale si starebbe pensando a un trasporto in elicottero. L’opposizione, senza Tremaglia e Buonfiglio (che è iscritto al gruppo di Fli ma ha abbandonato il partito), è a quota 305.
La fiducia salta con l’assenza di 14 deputati o il voto contrario di sette di loro. Ma anche quattro assenze nella maggioranza porterebbero al risultato di far scendere il governo sotto la maggioranza assoluta. E infatti pare che diversi voti siano ‘in bilico’.
Due o tre scajoliani potrebbero assentarsi, così come un paio di responsabili. Si fanno i nomi di Grassano e Sardelli, ma difficilmente diserteranno. Quanto agli scajoliani, i fautori della linea dura, riferiscono, sarebbero Giustina Destro e Fabio Gava. Scendere sotto quota 316 potrebbe rappresentare, per l’esecutivo, il ritorno ai tempi del 14 dicembre, quando la maggioranza si assestò a quota 314.
Tutto può ancora succedere. Sarà una lunga notte. E domani, giornata bollente.
Il 14 dicembre 2010, quando Gianfranco Finì giocò la carta della spallata contro Berlusconi, è lontano, ma il nuovo tentativo di fare saltare premier e governo sembra molto vicino.
Nelle file della maggioranza c’è chi giura che il Cavaliere non mangerà il panettone da capo del governo. Che succede? La fronda, guidata dagli ex diccì Pisanu e Scajola, è pronta a colpire prefigurando la crisi di governo addirittura entro ottobre.
Contati uno ad uno, i deputati del Pdl pronti al “tradimento” sarebbero già più di venti, ben oltre, quindi, il limite per mandare a casa il Cavaliere. Gli “onorevoli” sono ormai certi che comunque si voterà in primavera, quindi tanto vale giocare d’anticipo e fare saltare il banco cercando da subito un nuovo approdo in grado di preservare la propria poltrona anche nella nuova legislatura.
Il dubbio, si dice, riguarda solo il “quando” votare contro. Scartato il passaggio del “Del”, per non essere tacciati di ostacolare il provvedimento della manovra economica quando il Paese è nella morsa della speculazione internazionale c’è l’alternativa pronta su un piatto d’argento.
L’agguato può riuscire su un voto di fiducia, quale per esempio, quello che il governo potrebbe mettere già dalla prossima settimana sulle intercettazioni. Quella è l’occasione per fare scattare la “trappola”. Sarà il colpo decisivo contro Berlusconi o l’ennesimo flop?

Si fa un gran parlare delle liste di politici e vip di vario genere pubblicate ieri dai giornali, noi compresi. Cicchitto è arrivato a parlare di liste di proscrizione. Mancino ha detto di aver pagato tutto di tasca sua, mentre altri come Monorchio e la giornalista Buonamici hanno chiarito di trovarsi semplicemente in affitto e che i lavori semmai sono stati a carico del proprietario.
In realtà noi avevamo sottolineato fin dal principio che la presenza nelle liste non rappresentava una colpa di per sè. È più che evidente che un imprenditore di grido come Anemone avrà compiuto centinaia di lavori per chicchessia anche in modo del tutto regolare. Ma… c’è un ma. Lo stesso costruttore/faccendiere ha tratto vantaggi e ottenuto appalti in modo poco chiaro, per cui è normale che si voglia capire come funzionasse il sistema.
Chi è a posto con la coscienza non avrà certamente problemi a dimostrarlo. Tutti gli altri, come il gran ministro Scajola, sono invece tenuti a fornirci spiegazioni di come un servitore dello stato pagato col denaro di noi contribuenti possa pagare una casa con vista Colosseo la miseria di 3.000 euro/mq.
Continua a leggere: Appaltopoli e sistema Anemone: vogliamo la verità

La vicenda che ruota intorno agli appalti, alle mazzette, alle donazioni e ai benefit messi in circolo per agevolare amici e imprenditori assegnandogli appalti e soldi pubblici merita senz’altro di essere definita edificante. Non solo perché affonda le sue fondamenta nel cemento (oltre che nella melma) ma anche per il suo evidente valore didattico educativo.
Ancora una volta il messaggio che si può facilmente evincere da questa inchiesta (non serve neppure attendere le conclusioni del terzo grado, basta leggere le intercettazioni) è che in Italia si diventa ricchi e potenti facendo marchette e favori (mica pagando le tasse) se possibile a spese della collettività. Gli altri, onesti e sfigati, possono girare in metropolitana per ore.
Affrontare cantieri infiniti (chissà come mai…) e vivere nei palazzoni fuori dal raccordo e dalla tangenziale. Loro, i furbi, quelli con gli amici di manica larga che tanto decantano il governo del fare, possono avere appartamentoni vista Colosseo, auto di lusso e naturalmente escort da esibire nei locali vip. Tutto giusto…
Berlusconi & Berlusconi: lascia o raddoppia?. Voto 4. Il premier si prende anche l’interim (l’Inter no) e dopo i casi Scajola e Verdini grida al “complotto contro di noi”. Per chi suona la campana?
Fini & Bossi: signornò. Voto 7. Il cofondatore del Pdl e il Senatur si “sganciano” dal Premier. Fini: “Nessuna congiura”. Bossi: “I magistrati fanno il loro lavoro”. Cav, presto senza cavallo e fanti.
Altro che rifiuti napoletani, altro che terremoto abruzzese! Quisquiglie, rispetto alla patata … bollentissima del Nucleare, che, zitta zitta, avanza nel suo iter.
E’ questa la “bomba” che può creare scompiglio nel territorio, mandando in tilt maggioranza e Governo.
Dal momento dell’approvazione definitiva del Cdm parte la scelta dei siti nelle varie regioni da parte delle imprese abilitate. “Quando le aziende avranno individuate i territori più conformi, nel giro di due anni potremo iniziare i percorsi autorizzativi”. Questa la promessa del ministro dello Sviluppo economico Scajola.
Come si trattasse di scegliere un terreno agricolo e verificare se sarà meglio seminare a grano o a barbabietola.
Ma la medaglia (di maggioranza e Governo) si presenta con due facce ben distinte: a Roma favorevoli al Nucleare senza se e senza ma e nelle Regioni, contrari, senza se e senza ma.
Forse a Berlusconi conviene lasciare le Regioni in mano al … centro sinistra! Davvero fortunato, Bersani, che lascia la patata … atomica in mano al Premier.
In un alterco con Maurizio Lupi, Di Pietro vibra: “Mi faccia finire, non interrompa. Se dobbiamo fare il ring, facciamolo…tanto io la faccio volare…“. Uhhh, un vero duro. Speriamo che quanto prima “faccia volare” anche certi personaggi del suo partito. Pugni e pugnette
Torniamo per un momento alle celebrazioni di Berlino. Il Cav ci è andato ma di sicuro non si è divertito come a Villa Certosa. Basta dire che mentre Medvedev parlava, lui si è addormentato. Il russo e il russatore
Scajola e la carenza di fondi per la banda larga. Sarà forse che il governo di questo premier non ha internet in cima ai propri pensieri? Webeti
Gli editoriali di Minzolini e le nubi su Rai Tre. La tv pubblica è sempre al centro della bufera. Ruffini e ruffiani
Silvio Berlusconi: machista. Voto – 8. Sono già 100 mila le donne che hanno aderito all’appello di Repubblica contro il premier che “offende” le donne e quindi la democrazia. Il Cav. vede la donna sottomessa, a sua disposizione. Tale e quale l’Italia.
Pdl: anti-Tremonti. Voto –8. Preoccupa e infastidisce il protagonismo del superministro dell’economia bocciato con un documento “economico” firmato Cicchitto, Verdini, la Prestigiacomo, Scajola, Fitto ecc. E’ la guerra dei “delfini”.
Il Pontefice da Praga: “Abbiamo bisogno di politici credenti e credibili“. Sì, soprattutto credibili. Ma quanti ne vede il Papa in giro? Ci indica dove trovarli al di fuori di Ceppaloni? Mosca…ceca
Papi si s-papi-colla…ehm…pardon…si scapicolla per incontrare Benedetto XVI in aeroporto. Pare che una volta imbarcato il Santo Padre, il premier - che era ai piedi della scaletta - avrebbe chiesto due numeri di telefono e offerto tre candidature alle hostess presenti. Airbass
Berlusconi ordina e Scajola esegue. Rai sotto schiaffo? Diciamo che il capo del governo la vuole innocua. D-anno zero
Il SuperCav usa addirittura la memoria dei nostri valorosi soldati impegnati all’estero per attaccare l’opposizione. E nascondere così le divisioni politiche in seno alla maggioranza sul tema delle missioni. Parà(culo)