
È iniziata da pochi minuti il live blogging di Paolo Biondani dal palazzo della Consulta dove si sta decidendo la correttezza del Lodo Alfano. Presenti in aula quasi 50 giornalisti, italiani e stranieri. Alle 9.38 sono stati fatti accomodare fuori dall’aula fotografi e cronisti televisivi.
9.59 Stando a quanto riportato in home page dal Corriere della Sera è possibile che la decisa prevista oggi dalla Consulta slitti di una settimana.
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C’è grossa crisi. Le economie di mezzo mondo stanno andando a rotoli. Quella italiana, poi, scivola lentamente verso il baratro 1992. Quando lo Stato rischiò di abbassare la saracinesca per bancarotta. Modello Argentina. Le misure prese da Obama non sembrano funzionare, sono criticate anche da un economista come Paul Krugman (qui un articolo del premio Nobel per il NY Times),
In tutto ciò, qual è la risposta italiana alla crisi? A parte qualche timido segnale di attenzione al mondo dei precari, l’occhio dei media è concentrato sulla attualissima polemica tra Berlusconi e Franceschini (cattocomunista contro clerico-fascista). Mancano i labari del MSI, le dita delle mani a forma di p38 ed eccoci tornati pari pari alla Prima Repubblica.
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Bipolarismo Made in Italy: crack. Voto – 10. Tra i sette paesi più industrializzati l’Italia ha chiuso il 2008 con la crescita più bassa. Per il 2009 previsioni da ko. Ci stiamo staccando dai paesi sviluppati. Frutto del bipolarismo con governi di centrodestra e centrosinistra:Italia più povera, più divisa, più cattiva, più delusa. 15 anni buttati via. E la “festa” non è finita.
Casta Made in Italy: abbuffata scontata. Voto – 10. In tempi di crisi, si sa, i prezzi calano. Anche alla Buvette del Senato, dove un pranzo completo costa (costava) 5 euro e 92 centesimi. Prezzo politico. Quello vero lo paga pantalone. Immediato dietrofront di Schifani, si torna a pagare … 6 euro e rotti! Tempesta in una tazzina di caffè. Corretto senza vergogna.
Abbiamo letto qualche giorno fa della campagna provocatoria portata avanti dal PD di Monza e Brianza, che utilizzando argomenti in “stile” lega nord (qui a fianco il manifesto), diceva semplicemente: lombardo taci e paga, mentre i Comuni della Brianza tirano la cinghia Berlusconi ci fa pagare i debiti del suo amico Scapagnini.
La questione “soldi” non è però ad appannaggio esclusivo dell’opposizione; anche dalla stessa maggioranza, in questi giorni, si stanno levando voci per fare arrivare al nord maggiori fondi: Formigoni e la Moratti, per fare due esempi, parlano di regali a scapito della Lombardia.
Nella sostanza, il federalismo che a detta di molti dovrebbe essere la panacea di tutti i mali, continua a far litigare gli amministratori locali e li contrappone più che per appartenenza politica, per posizione geografica: il Pdl e il PD del nord la pensano allo stesso modo, il nord è vittima di una “ingiustizia fiscale”.
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Torna Grillo. Tornano gli attacchi a ‘Morfeo’ Napolitano. Ieri, dalle pagine del suo blog, il comico genovese si è scagliato ancora una volta contro il Capo dello Stato reo di aver firmato il cosiddetto “Lodo Alfano”. Solo la “salute - ha spiegato - può essere l’unica giustificazione del suo comportamento. Vorrei essere rassicurato se è in grado di esercitare ancora il suo incarico e per quanto tempo. Se possibile disporre della sua cartella sanitaria”.
Napolitano, 83enne “nelle sue ultime apparizioni pubbliche - nota Grillo - è apparso sempre più distante, etereo. E’ in apparente buona salute, ma ricordando il suo passato, non trovano giustificazioni le sue prese di posizione e le sue azioni. Si è pronunciato contro la spettacolarizzazione dei processi quando le procure sono sotto l’attacco del governo. Ha firmato senza battere ciglio - ricorda il promotore del V-day - il lodo Alfano. Una legge incostituzionale. Ha trascorso un sereno compleanno in piazzetta a Capri tra musicanti e inquisiti, tra cui la moglie di Mastella e Bokassa Bassolino. Giorgio Napolitano rappresenta l’Italia”.
Secondo Beppe Grillo, un Presidente della Repubblica “debole, soggetto a pressioni”, è utile sia al Pdl “che fa passare tutte le leggi razziali e anticostituzionali che vuole”, sia a quello che lui chiama “PDmenoelle”, che preferisce - a suo avviso - “un presidente diessino, uno di famiglia, a uno Schifani”. In caso di rinuncia alla carica da parte di Napolitano - ipotizza il comico - il suo posto sarebbe preso “dall’impiegato di Berlusconi, attualmente presidente del Senato. Meglio Napolitano che uno Schifani che scoppia di salute”.
Del Lodo Alfano si è detto tutto, ormai. C’è chi vuole un referendum abrogativo (Di Pietro), chi vota contro ma tutto sommato gli va pure bene (Pd), chi si astiene (Udc) e chi firma senza grossi problemi (Napolitano). Proprio la firma del Presidente della Repubblica ha posto un grosso problema agli oppositori del provvedimento, perché si sa che in questo paese a mettersi contro il Capo di Stato si fa sempre brutta figura, pertanto anche l’irriducibile Di Pietro si vede costretto a condire le sue perentorie dichiarazioni con dei “pur rispettando…” e “nonostante che…” riferiti al Presidente.
Berlusconi dal canto suo festeggia felice il tempo ritrovato, affermando: “Ora il sabato potrò lavorare tranquillamente e non stare con i miei avvocati… Ora non verrò più perseguitato, da quando sono sceso in politica ho dovuto far fronte a 2.502 udienze”. A rimetterci, sempre secondo il Cavaliere sarà però il suo avvocato, poiché “Così facendo - ha detto - avete licenziato Ghedini e i suoi collaboratori…”
Tempo di riflessioni invece per Nicola Mancino. ”Siamo stati al centro di polemiche esterne che potevano essere evitate - ha dichiarato il vicepresidente del Csm - ci hanno detto qual e’ il ruolo del Csm cosa deve fare o non fare, ritengono che la riforma della giustizia passi dalla storica modifica del Csm. Io sono tra quelli che da antica data sostengono questa modifica, ma la riforma e’ diversa dalle polemiche”. La riforma del Consiglio Superiore della Magistratura agli occhi del suo vicepresidente appare ineludibile, ma Mancino rifiuta di lasciarsi trascinare nel vortice della polemica e mantiene toni pacati.