Che non si dica poi che la magistratura è in battaglia contro il Governo. A poche ore dalla presentazione del ricorso all’Unione Europea firmato da Gianni Letta, secondo il quale nelle aule italiane si deve trovare uno spazio per il crocefisso, il Csm (Consiglio Superiore della Magistratura) rimuove Luigi Tosti.
Il giudice di Camerino era arrivato agli onori della cronaca sostenendo, appunto, che il crocefisso non era un oggetto adatto agli uffici pubblici italiani.
“O date ragione a me e rimuovete i crocifissi da tutte le aule di giustizia italiane – dichiarò lo stesso Tosti prima di essere allontano - oppure non potete far altro che cacciarmi dalla magistratura”.
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La crociata del Governo contro chi amministra la giustizia potrebbe essere tollerabile, o perlomeno comprensibile, se Silvio Berlusconi e compagni fossero indipendenti. Fino in fondo e non come tentano di esserlo ora.
Durante un momento storico benedetto, più che dalla coscienza collettiva, dal Vaticano. A pochi giorni dall’incontro tra Silvio Berlusconi e il Cardinal Ruini (i due si sarebbero visti per affossare la candidatura alla presidenza della Regione Lazio di Emma Bonino), Gianni Letta polemizza con Strasburgo per il crocefisso.
Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio starebbe studiando un ricorso affinché in Italia, paese laico fino a prova contraria, sia permesso l’esposizione del crocefisso nelle scuole dove è scomparsa anche la geografia.
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