L’ex pm Tonino Di Pietro, si sa, fa notizia. Stavolta fa notizia due volte.
La prima riguarda, diciamo così, i suoi ex colleghi. Infatti Di Pietro è indagato (in contemporanea – chissà perché? - è indagato anche il direttore di Libero Maurizio Belpietro per un editoriale sui morti italiani in Afghanistan) dalla procura di Roma per l’ipotesi di reato di offese al prestigio del capo dello Stato.
In altre parole l’ex Pm è accusato per le dichiarazioni in occasione dell’ok del capo dello Stato allo scudo fiscale. Come si ricorderà, Di Pietro aveva affermato che Napolitano “non poteva promulgare la legge criminale sullo scudo fiscale: ha compiuto un atto di viltà e di abdicazione”.
E’ il ministro Alfano che adesso (cioè quando pare a lui) deve dare l’autorizzazione a procedere. L’ex Pm ha colto la palla al balzo invitando il Guardasigilli ad autorizzare la richiesta della procura perchè “ considererò questo pronunciamento una pietra miliare per individuare il limite del diritto di critica a una istituzione quando non se ne condividono gli atti”.
Insomma Il leader dell’Idv finge di non capire: il punto non è la legittimità della critica politica ma il “vilipendio” al presidente della repubblica italiana. Che è un reato. Si sa già come finirà. Bolla di sapone.
La seconda notizia è una dichiarazione di Di Pietro a Montecitorio: “finchè ci sarà Berlusconi al governo, l’Idv non si siederà al tavolo delle riforme perché sarebbe come affidare a Dracula il pronto soccorso”. Si torna sull’Aventino. Chissà se Tonino sa come andò a finire la prima volta?
Silvio Berlusconi: sultano. Voto – 9. Dal Die Welt: “Sembra di assistere all’ultimo atto di uno spettacolo triste. L’autunno del patriarca? Berlusconi non è mai stato un patriarca. Non è nemmeno un dittatore, piuttosto un sultano. Ma l’autunno sta arrivando”. Il più amato “degli” italiani.
Pd: fannulloni. Voto – 9. Oggi va in scena il “processo” per i deputati assenti in Aula venerdì scorso sullo Scudo fiscale. L’On. Antonio Gaglione, mancato 4041 volte al voto, si è già rifugiato nel gruppo misto. Agli altri fannulloni verrà tolta la diaria di 400 euro. Libera uscita. Vergogna!

Nel corso della settimana appena trascorsa, sui media stranieri, non si è parlato solo dello scontro tra Berlusconi e quanti manifestano per la libertà di stampa e delle battute del Presidente del Consiglio su Michelle Obama “abbronzata”. Si è discusso anche dell’approvazione da parte del parlamento italiano di uno “scudo fiscale” per il rientro dei capitali dall’estero.
In Olanda, NRC Handelsblad si è espresso negativamente rispetto al provvedimento:
Gli evasori fiscali italiani possono rilassarsi e prendere fiato. Il Senato approva oggi una legge che rende possibile riciclare il denaro sporco depositato all’estero a condizioni molto convenienti. (..) Nessun altro Paese sta considerando un approccio così timido come quello italiano
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Penso che su una cosa siamo tutti d’accordo: lo scudo fiscale è un metodo abietto e immorale di recuperare dei soldi dagli evasori. Un regalo all’illegalità che di tanto in tanto fa capolino nella nostra politica e che tutti i governi hanno praticato. La cosa ridicola è il gioco delle parti per cui di volta in volta l’opposizione finge di indignarsi, salvo poi fare lo stesso una volta guadagnato il potere.
Ciò detto, e chiarita la nostra posizione, può essere interessante fare i nomi di chi ha tradito il mandato elettorale “bigiando” la seduta parlamentare in cui è stato votato il provvedimento. Sì, perché come si è visto è passato per soli 20 voti, segno che anche nella maggioranza qualche obiettore dev’esserci stato… ma la notizia vera è che le assenze nell’opposizione erano, udite udite, 29. Ventinove.
Volete i nomi? Nessun problema. Eccoli, con tanto di scusante, solo in qualche caso plausibile (in neretto i nomi di spicco):
Ha lasciato, oltre l’incredulità e lo sconcerto, una profonda ferita l’assenza dei deputati del Pd alla votazione al voto sull’infame scudo fiscale.
Non bisogna fare di tutta un’erba un fascio. Ma gli assenti hanno torto e lo spettacolo di gente super pagata dedita a seguire le beghe congressuali interne (perché lì sta la salvaguardia o la perdita del proprio potere e della propria poltrona) più che gli interessi del Paese lascia non solo l’amaro in bocca, ma disgusto.
In parole povere, fa “passare la voglia”, allontanando ulteriormente elettori e cittadini. Ma questo oggi passa il convento. Siamo alla farsa.
Questa è la politica. Questo è il Pd, (del Pdl, si sa che è anche peggiore …), principale erede di quel Pci “antidemocratico” giunto da solo a superare il 34% dei voti, quel Pci che faceva scrivere in grassetto su l’Unità: “I senatori e i deputati devono essere presenti in Aula, senza eccezione alcuna”. E le eccezioni non ci furono mai.
E oggi, fanno semplicemente ridere (di vergogna) le minacce di “immediate sanzioni” gridate dal “pesce lesso” Antonello Soro, capogruppo (si fa per dire) Pd a Montecitorio.
Il bla bla dei Bersani, Franceschini, Marino ha trovato ieri alla Camera l’ennesima conferma di qual è la differenza fra il dire e il fare. Altro che partito “liquido”! Il Pd è liquidato.
In un sol colpo ha perso la faccia e la dignità. Non è la prima volta. E non sarà l’ultima.
Tutti dietro le … gonne della D’Addario e lo “scudo fiscale”, vero e proprio scandalo, fila liscio e (quasi) nessuno si accorge di niente.
Così saranno lavati molti reati quali il falso in bilancio, le false comunicazioni sociali, le false fatturazioni, le operazioni inesistenti e addirittura la distruzione di documenti contabili. I reati che sono stati alla base di molti importanti scandali finanziari non esisteranno più.
“Vuol dire – dice a Radio Radicale il parlamentare dell’Udc Bruno Tabacci – che le tecniche con cui i vertici della Parmalat avevano distrutto i documenti contabili bruciandoli in un pentolone, se fossero utilizzate in altri casi, vedrebbero comunque una sanatoria per coloro che negli ultimi tempi hanno utilizzato queste metodiche e portati i soldi all’estero perché con questo scudo li possono far rientrare ad un costo molto modico, cancellando la possibilità di fare accertamenti e indagini sul punto”.
Antonio Di Pietro usa spesso paroloni impropri. Ma non c’è dubbio che stavolta il governo dimostra ancora una volta di stare dalla parte dei soliti “furbi”. E gli onesti, buggerati, pagano.
A differenza di altri, noi riteniamo che la puntata di stasera di “Anno Zero” con la D’Addario, sia “perdibile”. Anzi, che sia proprio da perdere.
Perché non c’è più niente da imparare da questa storia squallida di feste a Palazzo Grazioli e da questa “signora” senza aggettivi.
Michele Santoro spreme ancora un limone da cui non esce più una goccia. Gratifica la coscienza agli antiberlusconiani e porta acqua al mulino del Cav. L’audience gonfia il petto di Santoro e Travaglio ma finisce lì, quando non è un vero e proprio boomerang politico.
Sette italiani su dieci (dati Istat) sono orientati al voto dai tiggì, la cui disinformazione e strumentalità sono note. Per le battaglie mai fatte, sbagliate e perse dalla sinistra.
Tornando alla puntata di stasera di “Anno Zero”, la escort in questione si qualifica da sé (accettando quello che a suo tempo ha accettato, esclusivamente per interesse personale) e continua a sgomitare solo ed esclusivamente per ritagliarsi (inutilmente) un ruolo attendibile e credibile.
Dalla D’Addario e della D’Addario non vogliamo più sapere niente. E’ dal premier Silvio Berlusconi che vogliamo sapere molte cose, a cominciare dall’ultima nefandezza, quella dello scudo fiscale.
Non stiamo dalla parte di chi, approfittando anche del polverone D’Addario, vuole imbavagliare e cancellare la tv pubblica, cacciare Santoro, intimidire i media. Stiamo con chi pensa che la non credibilità di Berlusconi non sta nel contare le notti passate con una puttana.
La “lezione” a Berlusconi va data in un altro modo: nelle urne! E, prima, con la battaglia politica che non c’è. Altro che gossip!

Fedele al titolo e alla mission che si è dato, il Fatto Quotidiano riporta anche oggi alcuni fatti interessanti. Uno di questi è un fatto politico e riguarda lo scudo delinquenziale (a beneficio di chi ha portato capitali all’estero) e l’atteggiamento dei parlamentari del Partito democratico.
Luca Telese a questo proposito riporta che, stando alla matematica, se 51 parlamentari del Pd non fossero stati assenti durante il voto sulla costituzionalità dello scudo fiscale l’ultima trovata condonatrice del “ministro” Tremonti sarebbe stata affossata.
Tra gli assenti Bersani, D’Alema, Franceschini, Rutelli, Realacci, Damiano. Probabilmente impegnati nella importante fase congressuale del Partito democratico. Quando sarà finito il congresso forse si accorgeranno che mentre si stavano litigando le spoglie di un partito mai nato il Paese è stato definitivamente conquistato dalla truppe del Caimano. E sarà troppo tardi.

I giornali possono informare. Spiegare. E talune volte anche dissentire. Ad oggi, in Italia almeno, non possono modificare il lavoro delle istituzioni. Lo sa bene Repubblica. Da oggi ne è a conoscenza anche la redazione del Fatto, il nuovo giornale diretto da Antonio Padellaro.
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha deciso di firmare la legge sullo scudo fiscale malgrado l’appello lanciato dal quotidiano a comportarsi diversamente. Probabilmente, come sostiene il Corriere della Sera, il sì del Quirinale arriverà con delle puntualizzazioni.
Di fatto l’opposizione fatta sia dal Partito Democratico, che da dall’Italia dei Valori, non è servita a nulla. Per evitare l’introduzione di una legge, grazie alle quale verranno riportati in Italia con modalità poco lecita dei capitali, servivano delle proposte. E non degli aggettivi.
Lo scudo fiscale, ovvero il condono per gli onesti cittadini che hanno portato i loro capitali all’estero, senza prendersi la briga di dichiararli al fisco e di pagarci le tasse, diventerà presto una delle luccicanti norme che fanno grande il nostro ordinamento. E allo scudo delinquenziale (le sue definizioni sono spesso piuttosto azzeccate) Marco Travaglio dedica il Passaparola settimanale, ritagliando un po’ di tempo alle quotidiane fatiche al Fatto Quotidiano (a proposito, lo avete letto? Che ve ne pare?). L’apertura non poteva che essere dedicata alla questione AnnoZero, alle infinite polemiche contro il programma di Santoro e alla delirante campagna di Libero e Giornale contro il canone Rai, che va bene quando serve a pagare Paris Hilton e Maradona ma non quando sostiene i programmi komunisti di Santoro, Floris e Fazio.
Passando al nocciolo della questione, Travaglio spiega che Lo scudo fiscale è una soave espressione per nascondere il condono sugli evasori, sui trafficanti di droga, di armi, di persone umane, però lo scudo fiscale uno dice “ è lo scudo che mi protegge da qualcosa”, ti protegge dai gendarmi che ti dovrebbero portare via, perché non hai pagato le tasse su capitali che hai dovuto nascondere, perché spesso li hai accumulati con attività di mafia, di ‘ndrangheta, di traffici illegali.
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