
Il prefetto Gianni De Gennaro è stato premiato per i suoi meriti passati affidandogli la guida del Dipartimento per le Informazioni e la Sicurezza. De Gennaro e Spartaco Mortola, questore vicario di Torino, sono stati condannati oggi in Appello dal tribunale di Genova.
I due avrebbero “suggerito” a Francesco Colucci, ex questore di Genova, la versione da fornire durante il processo sull’irruzione alla scuola Diaz: per questo sono stati ritenuti colpevoli di istigazione alla falsa testimonianza e meriterebbero rispettivamente un anno e quattro mesi e un anno e due mesi di reclusione.
Per il brutale attacco notturno ai 93 no-global della scuola Diaz, massacrati di botte ed arrestati illegalmente, Mortola è già stato condannato in appello a 3 anni e 6 mesi di reclusione.
Foto | Flickr

Lo chiamavano il Paese delle impunità. E continueranno a chiamarlo così. Assolti per non aver commesso il fatto, l’ex capo della polizia Gianni De Gennaro e l’ex dirigente della Digos (e ora questore di Torino) Spartaco Mortola.
Accusati di aver indotto a mentire l’ex questore di Genova Francesco Colucci in relazione all’irruzione nella scuola Diaz durante i giorni del G8, i due sono stati assolti, nonostante l’evidenza del loro comportamento omertoso.
Se ricordate il tutto era nato dalle due versioni sulla notte della Diaz differenti date da Colucci, la seconda dopo aver parlato con De Gennaro. Ci sono le intercettazioni a dimostrarlo. Colucci dopo aver parlato con De Gennaro cambia versione per coprire le responsabilità dell’allora capo della polizia sulla notte della Diaz.
Immagine|Flickr
Continua a leggere: Il G8 e la notte della Diaz: assolti De Gennaro e Mortola

Siamo entrati nella settimana che porta al G8 in Italia. A otto anni da Genova, dalla mattanza della Diaz e da una situazione che il mondo non esitò a definire come una “tre giorni degna di Pinochet“, da quello che Michelangelo Fournier, all’epoca vice questore aggiunto del primo Reparto Mobile di Roma, definì “macelleria messicana“.
L’Italia non ha ancora superato quel G8, è rimasta una profonda (e forse non ricomponibile) lacerazione tra chi in quei giorni ha giustificato la violenza di stato, chi ha fatto orecchie da mercante e chi invece ha denunciato quello che fu.
Proprio oggi il pm ha chiesto due anni di reclusione per l’ex capo della Polizia Gianni de Gennaro, grande amico di (quasi) tutta la politica italiana, che ha indotto l’ex questore Francesco Colucci a rendere falsa testimonianza per i fatti della Diaz.
Continua a leggere: G8: 8 anni dopo Genova, si prepara la protesta in tutta Italia

Nel luglio scorso la sentenza del Tribunale di Genova sugli abusi compiuti dalla polizia contro gli attivisti fermati e reclusi nella caserma di Bolzaneto ha aperto la strada all’autoassoluzione e alla completa impunità per i rappresentanti delle forze dell’ordine responsabili dei reati legati alla repressione della manifestazione di Genova del 2001. Una strada poi seguita con le miti condanne e le numerose assoluzioni per l’assalto alla scuola Diaz.
In entrambi i casi il punto di vista degli ultrà della politica del manganello è stato enunciato con chiarezza: dato che c’erano gli scontri di piazza la polizia era autorizzata a reagire agli attacchi. Forse è vero, anche se opinabile. Ma in questi due casi non c’erano scontri di piazza, c’erano persone che dormivano e giornalisti soli e disarmati che sono stati picchiati fino a finire in coma (nel caso della scuola Diaz) e c’erano persone tratte in arresto e recluse (nella caserma Bolzaneto).
Un solo esempio, per capire di cosa si sta parlando. Nelle motivazioni della sentenza (che potete leggere qui) c’è scritto che Anna Poggi viene condannata a 2 anni e 4 mesi. Per quali motivi?
“Sottoponeva a misure di rigore non consentite dalla legge le persone ristrette presso la Caserma per il periodo in cui erano a disposizione della Polizia di Stato più precisamente tollerava, consentiva e comunque non impediva che le persone ristrette in Bolzaneto (in alcuni casi visibilmente ferite in conseguenza degli scontri di piazza): fossero costrette, nelle celle di pertinenza della Polizia di Stato, senza plausibile ragione (e senza necessità legata alla detenzione) a rimanere per numerose ore in piedi, con il volto rivolto verso il muro della cella,
Sentenza Diaz Genova: nessun voto. Le sentenze vanno rispettate ma anche commentate. Dei 29 imputati per il cosiddetto “massacro” alla scuola Diaz del luglio 2001, condannati in 13 per un totale di 35 anni e sette mesi. L’accusa aveva chiesto condanne per 110 anni. Sono stati assolti i vertici della polizia per non aver commesso il fatto o perché il fatto non sussiste. Nell’Aula del tribunale di Genova il verdetto è stato accolto al grido di“Vergogna, vergogna!”. Chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto? Il senso è che a pagare siano solo gli “scagnozzi” e non chi li comanda. Una sentenza che stabilisce la totale impunità per le forze dell’ordine? O è fallito il teorema della Procura di Genova ed è crollata la violenta campagna contro le forze dell’ordine? Le responsabilità penali sono individuali e i giudici hanno emesso il verdetto, che inevitabilmente rilancia polemiche e divisioni. Ma il giudizio politico resta pesante nei confronti dei vertici della polizia e soprattutto del potere istituzionale e politico. Quanto meno incapace di assolvere al proprio ruolo. E’ una ferita “tutta italiana”. L’ennesima.
Un’inchiesta della Bbc di prossima pubblicazione sulla notte alla scuola Diaz, uno dei punti più tristi e feroci raggiunti durante il g8 di Genova del 2001, ripercorre attraverso nuove immagini gli eventi e mostra addirittura in una foto il poliziotto che portò dentro la scuola le molotov, ossia le prove che la polizia poi utilizzò come scusa per l’irruzione.
Qui trovate le immagini, con indicati in modo preciso Luperi, Mortola e il “Naples Digos inspector”, un poliziotto in borghese che introdusse le false prove. E’ un documento importante, e non fa altro, ad anni di distanza, che aumentare la consapevolezza del risveglio brutale dell’Italia davanti ad una mattanza programmata e, impunita.
Qui sta il punto, sottolineato anche da M.Calandri in Repubblica:
Fu un pestaggio cinico e bestiale, e i servitori dello Stato preferirono raddoppiare l´orrore - aggiungendo alla carneficina l´ingiustizia della prigione - piuttosto che ammettere le proprie responsabilità, il fallimento. Ma d’altro canto, quella spaventosa bugia è così chiara, solare, che persino alcuni avvocati della difesa nella loro recente arringa la davano per scontata. Alla Diaz abbiamo imbrogliato, embé?
Continua a leggere: Genova, G8: la Bbc mostra le foto del poliziotto che porta le molotov alla Diaz
A sette anni di distanza non c’è nulla che provochi più divisioni del G8 di Genova. Le opinioni a riguardo sono molteplici, come ben sappiamo, ma di qualunque posizione politica siate mi sento di consigliarvi il film in presa diretta che andrà in onda alle 23.30 su La7.
Il seme della follia, diretto da Roberto Burchielli e Mauro Parissone, è stato realizzato utilizzando oltre 600 ore di comunicazioni radio e telefoniche avvenute tra il 20 e il 21 luglio 2001, ed è suddiviso in tre parti. La devastazione della città da parte dei Black Bloc, lo scontro tra carabinieri e tute bianche sfociato nella morte di Carlo Giuliani e l’irruzione della polizia nella scuola Diaz, di cui abbiamo recentemente parlato in occasione delle sentenze del processo.
Lo spazio dei commenti è come sempre a vostra disposizione per parlare del film e dei fatti ad esso connessi.