
Lucia Annunziata, intervistata negli ultimi giorni sia dall’Unità che dal Fatto, ha sostenuto una tesi che mi preme di condividere con voi. Secondo la giornalista, ex Presidente della Rai, i colleghi a cui sono stati chiusi i programmi televisivi hanno sbagliato ad organizzarsi singolarmente.
Per la conduttrice di “In 1/2”, sospeso in solidarietà di chi non ha più il proprio spazio televisivo, il diritto al bavaglio deve essere forte tanto quanto quello della libertà di espressione.
Organizzando la propria protesta singolarmente i vari Santoro, Floris e Vespa hanno dimostrato una volta di più che il problema in Italia non è questo o quel governo ma i liberi cittadini che vittima del proprio egocentrismo non riescono a costituire una comunità che dia vita ad un movimento propositivo.

L’inchiesta aperta a Trani su Silvio Berlusconi, e le persone che con lui progettavano la chiusura di Anno Zero, non dovrebbe stupirci. Negli ultimi mesi l’asticella del limite si è spinta sempre un po’ più avanti fino ad annullarsi. Per capirlo è sufficiente ragionare su quanto è successo a partire dal 9 febbraio 2009.
Nella stessa notte in cui Eluana Englaro morì, dopo una battaglia legale estenuante portata avanti dal padre Beppino, Enrico Mentana lasciava Mediaset dicendo a voce alta quello che in molti da tempo sussurravano all’orecchio a vicino.
L’azienda di Silvio Berlusconi non permette ai giornalisti di fare il proprio lavoro. Altro che caimano (così si intitolava un film di Nanni Moretti realizzato ispirandosi al Premier). Il vero vincitore è sempre, come sostenuto da George Orwell, il Grande Fratello (il format televisivo è stato estrapolato dal romanzo 1984 dello stesso Orwell).
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Nei giorni scorsi, come osservavano diversi quotidiani nelle precedenti settimane, Silvio Berlusconi ha interrotto il silenzio adottato durante questa campagna elettorale per evitare che i candidati del Popolo della Libertà avessero, a causa dello scandalo scoppiato attorno alle liste, meno probabilità di vincere.
Quanto successo a Renata Polverini e Roberto Formigoni, rispettivamente candidati per la regione Lazio e Lombardia, pesa e non può essere trascurato. Per questo motivo il Presidente del Consiglio ha deciso di metterci la faccia malgrado il momento.
Malgrado l’opinione che lo stesso esponente politico ha del proprio paese. Un conto è criticabile, in pubblico, l’operato di Michele Santoro e Serena Dandini. Un conto è organizzarsi, in privato, per zittire queste voci.
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Manifestazione delle sinistre a Piazza del Popolo: una grande varietà cromatica, tanta vivacità, ma un palco dal retrogusto rancido. Infatti sapeva proprio di Unione con quell’affastellarsi di segretari di partiti e partitini. Ci mancavano solo Bertinotti, Moro, Fanfani, Capanna e Berlinguer. Il Pd era al gran completo se si eccettua l’ala popolare: a rappresentarla è andato solamente San Franceschini. Passero SoliDario
A giugno saranno distrutti i dossier frutto dell’attività di spionaggio illegale portata avanti dalla security Telecom dell’epoca Tavaroli. Tim-barazzo di Tronchetti Provera nello spiegare la propria estraneità ai fatti. Le vittime degli spioni invece provano sentimenti di tutt’altra natura. Tim-bestialiti
Il Cav è indagato anche in Puglia per le presunte pressioni sull’AgCom contro ‘Annozero’ e ‘Parla con me’. Pare che i suoi accoliti, per un eccesso di zelo, avrebbero chiesto al membro dell’Authority Innocenzi di far chiudere pure la ‘Melevisione’ (trasmissione di Rai Tre che invoglia al bricolage e non istiga al consumo in funzione anti-crisi), il Gt Ragazzi (tg notoriamente comunista) e i programmi di Rai Notte (perché a quell’ora il buon cittadino lavoratore deve riposare). Inoltre il centrodestra si scaglia contro le intercettazioni e sfodera il suo più fulgido garantismo. Presunzione di Innocenzi
Tra le pagine televisive meno gradite al premier, l’intervista di Serena Dandini a Ezio Mauro. Il direttore di Repubblica è un vero spauracchio per il Pdl. Gasparri se lo sogna la notte con le sembianze di una belva feroce che apre la bocca e ingoia il collega Cicchitto in un sol boccone (poi indigesto). TirannoMauro Rex
La satira in Italia, negli ultimi anni, è molto cambiata. Il successo televisivo è raggiunto da artisti che all’offesa, tanto gratuita quanto divertente, hanno preferito una rilettura intelligente della realtà.
La tanto criticata Serena Dandini per la versione settimanale di “Parla con Me” ha deciso investire sul Trio Medusa che tolta la divisa da Iena per la presentatrice sono diventati ausiliari del TG1. A polisblog.it raccontano come sono nati questi personaggi.
Ve ne siete andati da Mediaset nello stesso periodo di Enrico Mentana. Perché secondo voi si disquisisce più del suo cambiamento che del vostro?
Non crediamo si possano paragonare le due situazioni. Mentana è stato allontanato. Noi lo abbiamo fatto volontariamente.

Questione di ore. Giorni, al massimo. Entro la fine della settimana, salvo imprevisti, il direttore generale della RAI Mauro Masi ufficializzerà la defenestrazione di Paolo Ruffini, attuale direttore di RaiTre il cui operato non è ben visto dal Presidente del Consiglio. Silvio Berlusconi.
Ma è davvero imputabile a lui l’uscita di scena di uno dei più illuminati direttori televisivi? Probabilmente No. È una scusa utilizzata da altri che davanti al potere preferiscono genuflettersi piuttosto che rimane dritti.
Possibile che lo stesso imprenditore televisivo in meno di dieci anni abbia rinnegato il proprio operato? Possibile che Maurizio Crozza e Luciana Littizzetto, il cui passaggio a Mediaset è stato fondamentale sia per l’azienda che per loro stessi, oggi diano fastidio a Silvio?
Il giorno dopo la manifestazione di piazza del 25 ottobre, che secondo le stime del Pd avrebbe raccolto due milioni di persone, mentre la Questura ne ha stimate 200.000, torniamo sullo spassoso siparietto realizzato dal famoso blogger Zoro. Molti di voi lo avranno visto venerdì sera nel corso di Parla con Me, la trasmissione condotta da Serena Dandini in onda su Rai3 da martedì a venerdì in seconda serata, che trovate qui presentata dai colleghi di TvBlog.
Lo spazio si chiama molto opportunamente Tolleranza Zoro, mentre il titolo del filmato è Come d’autunno. Citando il blog La Z di Zoro:
Quattro mesi sono tanti, possono succedere un sacco di cose.
Assemblee difficili da raggiungere, prenotazioni di piazza, vittorie morali, sconfitte immorali, correnti camuffate, associazioni palesi, tessere da pagare, fondazioni necessarie, tessere che non ci sono, feste da ribattezzare, nomi russi, compagne scafate, giustizialisti, garantisti, comunisti, petizioni, gazebo, arresti, astensioni, preferenze, occasioni mancate di fatto, divani, salvataggi, scuole, fare finta, manifestazioni possibili, manifestazioni da fare, e un altro divano.
Tutto questo, in sintesi, nella nuova puntata di Tolleranza Zoro, che è appena andato in onda su Rai 3, a Parla con me.
Buona visione.
E buon divertimento anche da noi, con la promessa di citare Parla con me anche in futuro, stavolta contro il governo. Dio sa quanto abbiamo bisogno di una trasmissione di satira davvero bipartisan.
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