Per S&P l’Italia è da serie B. Ora siamo in compagnia di alcuni Paesi sudamericani che non sono esattamente locomotive del mondo. Vabbè, fra poco ci distrarremo un po’ con il Festival di Sanremo. Vola Colombia bianca vola
E poi a Sanremo canteremo tutta la nostra disperazione di “Uomini soli” in preda allo spread. Standard&Pooh
Marchionne in Usa ha cambiato look, ma continua a dire sempre le stesse cose. Che barba, che noia, che noia, che barba
Il governo ci prova, si affanna…ma intanto il lavoro continua a sparire dall’Italia e persino i collant emigrano verso altri lidi. Con le Omsa rotte
Marchionne esulta a Pomigliano con la nuova Panda. Ma è una cosa normale escludere dalla fabbrica il sindacato più importante? O è un’operazione in qualche modo addirittura violenta? La Panda della Magliana
A Firenze esplode la follia razzista e intanto i politici pensano soltanto a come rinviare il taglio degli stipendi. Sono davvero lunari. Tutti a casa(pound)
La Guardasigilli Severino lavora al decreto “svuotacarceri” e scarta per adesso l’ipotesi braccialetto elettronico. La Lega teme l’invasione di delinquenti per strada già prima di Natale. E’ un po’ quello che accadrà con la chiusura del Parlamento per le feste. Il braccia-Letta
Ed ecco in manovra l’ultimo classico immancabile: la stangatina sulle sigarette. Che Pall (Mall)
Marchionne vittima della Fiom. Marchionne perseguitato dai sindacati e dal sistema. Marchionne, povero martire. Santo e martire. Magari gli dedicheranno anche un musical. Jesus Chrysler Superstar
Calderoli auspica una scissione “morbida” sul modello ceco. La Lega navigando in solitudine pensa di risollevare le proprie sorti? O siamo comunque al canto del cigno? Mandare tutto in (cecoslo)vacca
Ora sì che il Cav può ridersela sotto i baffi e divertirsi. Mentre Monti si affanna sul decreto “per il bene del Paese”, lui ha tempo di dedicarsi ai suoi passatempi prediletti. Salva-Italia? No, slava in Italia
La Fornero piange in diretta manco stesse ascoltando una canzone di Bobby Solo, tuttavia il governo Monti riconferma l’antica, cattiva abitudine di togliere soldi a chi già paga. Una lacrima sul vizio
Gheddafi fa la fine che fa e Berlusconi esclama: “Sic transit gloria mundi”. Cavolo, dopo le escort ora anche il transit. Il Cav è veramente fissato con quella marca automobilistica, anche in questa fase in cui il suo governo è assediato. Ford apache
E Marchionne ci resta male. Il premier dovrebbe fare pubblicità solo alla Fiat. E’ così che si fa sistema, non esaltando i concorrenti. Vabbé, tanto Marchionne di automobili ci capisce come Emilio Fede capisce di giornalismo. Senza Thema di smentita
In realtà la morte di Gheddafi commuove il nostro premier, che subito ha un moto di generosità e dice ai suoi in privato: “Tutte quelle povere amazzoni…ora che faranno? Dobbiamo assumerne almeno una decina. Tanto i posti da sottosegretario non mancano”. Per colpa dell’ex Rais, Francesco Pionati continuerà a rodersi il fegato…e pure l’intestino. Il colon(nello)
Guido Crosetto generoso con Tremonti: “Anche un orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno”. Eber-hard
Sergio Marchionne: sfacciato. Voto 4. L’ad del Lingotto dice che: “Senza l’Italia la Fiat farebbe meglio” e dell’utile: “Non un euro viene dall’Italia”. Smemorato. Anche gli italiani, senza la Fiat sanguisuga di soldi pubblici, avrebbero un euro in più.
Guido Bertolaso: strafottente. Voto 4. I sindaci del Vesuviano non firmano il documento del governo sui rifiuti e il capo della protezione civile se ne frega: “Avanti lo stesso, non arretreremo di un passo”. Talis pater (Silvio) talis filius (Guido).
Marchionne parla di “zoo aperto” e “tutti usciti” per criticare il clima istituzionale nostrano. Intanto c’è chi racconta barzellette sugli ebrei e chi prende il cognato a calci nel sedere. Mentre gli italiani nuotano in mezzo ai coccodrilli della crisi. I ragazzi dello zoo di Bocchino
La Chiesa stavolta ha attaccato esplicitamente il Cav. Persino il cauto Osservatore romano si è sbilanciato contro il premier. Che però sa come difendersi dagli strali d’Oltretevere. Ci vuole un fisic(hella) bestiale…
Dossier a orologeria? Fango da spruzzare quando serve? In ogni caso la carriera politica di Fini è a rischio, minacciata da ingenuità proprie e da faccendieri altrui. O la borsa o Lavitola
Il buon Valter, personaggio bizzarro e singolare, viene dal mondo della pesca. E grazie all’amicizia con il Cav ha trasformato in un organo berlusconiano la gloriosa testata che fu di Pietro Nenni. Vieni…Avanti, cretino
Ci sono gli ex missini che stanno con Fini perché avrebbe, a loro dire, resuscitato la vera destra contro l’individualismo edonista del Cav. Ci sono gli ex An che ce l’hanno a morte con Fini perché avrebbe tradito le sue vecchie idee da missino doc. E in mezzo ci stanno quelli che vogliono mediare tra il presidente della Camera e il capo del governo. Una sparuta minoranza di colombe che volano su un campo di battaglia insanguinato. L’Augello dalle piume di cristallo
Veltroni e Marchionne hanno molto in comune. Predicano il patto tra produttori e giudicano superate certe rivendicazioni operaie. Pensano in grande, disegnano ambiziosi progetti e intanto si perdono i pezzi per strada. Il primo perde consensi in seno al suo partito, il secondo continua a perdere quote di mercato. Alfa GiuLetta
Unicredit: Profumo se ne va in mezzo alle polemiche. La Lega avrà campo libero verso la posizione di dominio che cerca? Rampl di lancio
A Piazza Cordusio, sede della grande banca, è svanito il…Profumo di indipendenza. E torna il puzzo della politica impicciona. L’ali-Tosi
Vi appassiona la vicenda Fiat - Pomigliano - Marchionne? A me, appassiona molto. Perché è emblematica di tante cose: per esempio di come l’Italia non sia più un Paese industriale, e poi soprattutto come i passi indietro, nel campo dei diritti dei lavoratori, non siano neanche passi, ma salti in lungo all’indietro. Ma soprattutto per la consueta tecnica padronale nei momenti di difficoltà del: “Sono tuo amico! Usciamo insieme da questo pasticcetto!”. Ehhh?
In particolare stamane mi casca l’occhio su quanto spiegato ieri da Sergio Marchionne, ad Fiat, al Meeting di CL a Rimini
«A volte - ha poi commentato - penso che gli sforzi di Fiat in Italia non siano compresi. Non siamo più negli anni Sessanta, non c’è una lotta fra capitale e lavoro, fra padroni e operai. Se l’Italia non riesce ad abbandonare questo modello di pensiero non raggiungeremo mai niente. Ora c’è bisogno di uno sforzo collettivo, un patto sociale per condividere impegni, sacrifici e consentire al Paese di andare avanti. Una occasione per costruire il paese che lasceremo alle nuove generazioni»
Non siamo più negli anni settanta? Chiaro. Non c’è lotta tra capitale e lavoro e tra padroni e operai? Questa mi sembra già più dura da mandare giù. “Ma certo, amici operai: ancora un piccolo sacrificio, io “padrone” sono dalla vostra parte!”. Quand’è che l’ho già sentita? Ah sì: da sempre. E a Cipputi stava sempre per finire un ombrello nel posteriore…
Continua a leggere: Marchionne e la FIAT: sul ritorno della lotta di classe

Anche l’Arcivescovo di Campobasso, Mons. Giancarlo Maria Bregantini, ha deciso di schierarsi in difesa dei tre operai della Fiat di Melfi, licenziati dall’azienda dopo aver preso parte ad uno sciopero.
L’appello del prelato è diventato di pubblico dominio a pochi giorni dalla richiesta di attenzioni che i tre uomini hanno fatto al Presidente della Repubblica. In una lettera pubblica i tre operai avevano chiesto a Giorgio Napolitano di interessarsi a quanto gli stava accadendo.
“Ci rivolgiamo - scrivono i tre uomini - a Lei, Presidente, perché richiami i protagonisti di questa vicenda al rispetto delle leggi.
Ci rivolgiamo a Lei, quale massima carica dello Stato e supremo garante della Costituzione per sottoporre alla sua attenzione una vicenda, la cui eco da diversi giorni ha raggiunto tutti gli organi della stampa nazionale, che non lede soltanto i nostri diritti di cittadini e di lavoratori ma colpisce direttamente i diritti collettivi e generali degli operai e dello stesso sindacato a cui siamo iscritti.
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Il divorzio tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini ha distolto in parte l’attenzione su tutte le altre notizie importanti della scorsa settimana. In sordina, come osservato dal vicedirettore del Giornale Alessandro Sallusti, è passato per alcuni il ringraziamento pubblico che Barack Obama ha fatto a Sergio Marchionne, Amministratore Delegato di Fiat e Chrysler.
Di questa disparità di trattamenti si è occupato proprio il quotidiano diretto da Vittorio Feltri che all’indomani dell’incontro tra il Presidente degli Stati Uniti e l’Amministratore Delegato scriveva:
“È come se esistessero due Marchionne: quello «buono», che lavora nel suo ufficio sulla Chrysler Drive, ad Auburn Hills; e quello «cattivo», rinchiuso (quando c’è) nello studio al quarto piano della palazzina del Lingotto, a Torino, a studiare il modo migliore per smobilitare dall’Italia.