Tutti gli articoli con tag sergio marchionne

Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni in: La pagella del giorno

Bersani & Morgan: tempo perso. Voto – 7. Dopo l’espulsione da Sanremo per l’uso di droghe, il cantante Morgan trova un difensore doc, Pier Luigi Bersani: “Diamogli una seconda possibilità”. Idem per il segretario Pd, dopo la spennata delle Regionali?

Fassino & Epifani: aria & fritta. Voto – 7. L’ex segretario Ds e il capo della Cgil, entrambi Pd, si arrovellano su una diatriba da “terza internazionale”: Sergio Marchionne è un socialdemocratico o no? Il mondo trattiene il respiro. Capponi manzoniani.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega in: Satira

Nonostante abbia incassato il legittimo impedimento in prima lettura alla Camera, il SuperCav si lamenta con i suoi: “Potevano almeno lasciarci inserire, tra gli impegni che costituiscono un giustificato motivo di assenza dai tribunali, le partite internazionali del Milan. Che giustizialisti e forcaioli di m…”. Cappio’ns League

Il governo mette in dubbio l’ennesimo rinnovo dei sostegni all’auto e persino Schifani si scaglia contro la Fiat. Marchionne affronta ora la cosa con sufficienza, ma forse era meglio giocare i soldi al gratta e vinci piuttosto che darli al Lingotto. Gli (spr)eco-incentivi

L’uomo del pullover blu adesso dice che gli aiuti drogano il mercato e che è meglio votarsi a una vera politica industriale. Poi però non fa nulla per mantenere i livelli già bassi della produzione d’auto interna. Tu sTermini Imerese

Palazzo Chigi cerca di imporre ‘manu militari’ il nucleare ad alcune regioni ribelli. I governatori di Basilicata, Puglia e Campania hanno promesso che resisteranno a oltranza. L’invasore che arriva da Roma in nome dell’atomo non avrà vita facile. Depravatar

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Chiude lo stabilimento di Termini Imerese. Assessore del PdL propone di boicottare la Fiat

pubblicato da giovanni molaschi in: Popolo delle Libertà PDL



Per qualche settimana, almeno, si continuerà a sostenere che il 2010 sarà l’anno della ripresa. Delle riforme. Della rinascita dell’economia. Ad oggi però non è dato sapere come tutto questo verrà gestito dal Governo.

Da un’amministrazione che degli scioperi, come testimonia il globale disinteresse di chi ha sempre difeso Mediaset tranne in questi giorni dove i lavoratori hanno deciso di manifestare, se ne frega.

Se il telegiornale non da notizia dei disagi, penserà qualcuno, vuol dire che non esistono. Eppure le condizioni dei lavoratori (immigrati e no, come precisava qualcuno nei giorni scorsi) peggiorano. Per capirlo è sufficiente riflettere sullo stabilimento Fiat di Termini Imerese.

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Chiude lo stabilimento di Termini Imerese, l’Imprenditore Silvio Berlusconi non può fare nulla

pubblicato da giovanni molaschi in: L'Italia fa schifo Silvio Berlusconi



Lo stabilimento di Termini Imerese terminerà le proprie produzioni per la Fiat a partire dal dicembre 2011 quando, con molto probabilità, l’attuale crisi economica sarà un ricordo per molte delle persone che hanno dovuta gestirla.

L’annuncio è stato dato nel pomeriggio di ieri dall’Amministratore Delegato di Fiat, Sergio Marchionne dopo l’incontro avvenuto a Palazzo Chigi con il Governo e i sindacati ai quali ha dato la propria disponibilità per convertire l’azienda il cui fallimento rappresenta un paradosso tutto italiano.

Dopo esserci soffermati sulle dichiarazioni del Ministro dei Trasporti Altero Matteoli, che a pochi giorni dall’annuncio sui nuovi limiti di velocità ha dovuto fronteggiare un’emergenza neve, proviamo a capire perché la chiusura – di questo si tratta – di Termini Imerese non debba essere accettata dall’attuale Governo.

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La Fiat batte cassa? E "io pago!"

pubblicato da il passator cortese in: Alle 5 della sera

Buon ultimo, spinto dal braccio di ferro fra il ministro Claudio Scajola e l’ad della Fiat Sergio Marchionne su Termini Imerese, il segretario della Cisl Raffaele Bonanni dà l’alt al Governo: “ Se il Gruppo torinese chiude le fabbriche in Italia, niente aiuti!”.

Si sa che è solo un teatrino, luccichini per le allodole.

Da sempre la Fiat ha divorato (inutilmente) soldi pubblici per auto bidoni, impianti obsoleti, progetti fatiscenti, ricerca da imbonitori, cassa integrazione a vanvera e continuerà a farlo.

Non conta il colore del Governo in carica. Torino bussa, cioè ricatta, e Roma apre la borsa e accetta il ricatto. Business is business. E porta voti.

C’è chi dice che con tutto quello che ci è costato il carrozzone Fiat, ogni italiano avrebbe potuto acquistare almeno tre auto straniere a testa.

Ieri come oggi valeva e vale sempre la stessa impostazione: privatizzare gli utili e pubblicizzare le perdite. In altre (poche) parole, quando c’è da guadagnare, i soldi in tasca vanno al padrone (agli azionisti) e quando c’è da perdere, paga pantalone.

Per “fortuna”, alla fine sono i padroni e i loro eredi a scannarsi per dividersi il “tesoretto”.

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