
Da ieri, la Ru486, una conquista assolutamente scontata per le donne di tutta Europa - in parte anche Africa - Stati Uniti, Sudamerica, è approvata anche in Italia. Nella Comunità Europea, solo Irlanda e Polonia - paesi “bianchi”, come una volta lo erano le regioni del nordest da noi - mantengono ancora il divieto sulla pillola abortiva.
Ieri Giovanni Molaschi ci ha raccontato bene di come la rapidità, e la relativa assenza di dubbi etici e paure baciapilesche - tipiche di un Paese dalla doppia, tripla, quadrupla morale come il nostro - possa far venire qualche dubbio su un eventuale conflitto di interessi tra il Ministro Sacconi, e la moglie.
Poco importa: una conquista per le donne, anche se arrivata per vie quantomeno dubbie. Ma di nuovo: a chi importa di un presunto conflittino di interessi, quando e nessuno importa del conflittone? E per una volta: evitiamo di tenere conto di quanto scrivono i quotidiani che tengono la linea editoriale dettata da una stato estero, evitiamo di ascoltare le associazioni di categoria di questo stato estero, e vediamo cosa cambia con la Ru486.
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