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Tutti gli articoli con tag serracchiani

Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Massimo D’Alema: emergenza! Voto 8. Torna il lider Maximo: “Berlusconi è alla fine, ripartire senza di lui. Subito un governo d’emergenza”. Compatto il Pd. Dubbiosa la … Serracchiani. Esulta il Centro. Manetta!

Silvio Berlusconi: allegria! Voto 4. In Italia ci sono 7, 8 milioni di poveri: il 13,1% dell’intera popolazione. Oltre 3 milioni (5,2%) sono in condizioni di povertà assoluta. Dopoguerra. Premier da … barzelletta.

Ore 12 - Il Pd fra finte scaramucce e guerre vere

pubblicato da Massimo Falcioni

altroNon c’è trippa per gatti. Almeno non oggi, in questo Pd del tutti contro tutti.

Fra i candidati alla segreteria le idee restano poche e confuse. Superata, si fa per dire, la “bega” Beppe Grillo, i “galletti” tornano a beccarsi dentro lo stesso pollaio.

L’ultimo fendente è di Bersani: “No ai doppi incarichi”. La motivazione dell’ex ministro emiliano è valida (basta sovrapposizioni, o partito o istituzioni, chi fa il segretario di partito deve farlo a tempo pieno): peccato che è strumentale.

Si vuole dare calci negli stinchi ai supporters del “nemico” Franceschini, quali, ad esempio, la giovane Serracchiani e il vecchio Cofferati. Entrambi sono stati eletti al Parlamento europeo ed entrambi (dimenticandosi delle promesse pre elettorali sull’incompatibilità fra incarichi istituzionali e di partito, sull’impegno a tempo pieno degli eletti, sul no ai candidati di bandiera) sono in lizza per le segreterie regionali del Pd in Veneto e Liguria.

Tutti e due hanno peso sia nel congresso che nelle primarie. Quindi, meglio colpirli ora.

La Velina Rossa (alias D’Alema) ci va già pesante: “Sono scandalosi, così diventano marionette di un candidato”. Il colpo sparato da Bersani è andato a segno e la base di Serracchiani e Cofferati è in rivolta.

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Beppe Grillo candidato alla segreteria Pd. È stato escluso perché poteva vincere?

pubblicato da Luca Landoni



Della candidatura di Beppe Grillo alla segreteria del Partito Democratico si è detto tutto e il contrario di tutto. La notizia di ieri è che la sua iscrizione al partito è stata (definitivamente?) respinta e che l’ex-comico genovese non potrà concorrere alla leadership.

Data notizia delle discordanti reazioni tra i democratici, con tutti i vertici guidati da Fassino e Bersani che fanno appello alla presunta incompatibilità di Grillo con i valori del partito, e la Serracchiani che fa loro eco affermando - in una lettera a lui rivolta - che “lo statuto non ti permette di candidarti e tu lo sai”. Detto anche che altri come Adinolfi e la stessa Binetti sono invece favorevoli alla candidatura, a noi preme più che altro capire che possibilità avrebbe il nostro Beppe se lo si lasciasse libero di concorrere.

La prima domanda è: ma perché i “burocrati” del partito, come li chiama lo stesso sfidante, si sono opposti in maniera così dura, regalandogli una visibilità insperata e facendo in definitiva il suo gioco? Ricordiamo che è molto opinabile la teoria statutaria della Serracchiani e dei boss, perché la presunta esclusione per statuto si basa sul seguente codicillo:

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Satira: non spariamo "castate"

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

C’è un problema con l’Iran? Poca democrazia interna e pericolosa corsa al nucleare? Nessun problema. Se il G8, come è molto probabile, non riuscirà a tirar fuori nulla di concreto, il SuperCav ha già in mente una carta importante da giocare per ammorbidire Ahmadinejad: una bella festa a Palazzo Grazioli con tanto di escort. Via del Plebi-sciita

Intanto al MegaPapi arriva un altro schiaffo. E stavolta non si tratta di politica, almeno non direttamente. Infatti dopo tutte le star tv - Fiorello in testa - che lo hanno abbandonato per trasmigrare sul satellite, ecco la notizia che la televisione dell’odiato Murdoch ha superato Mediaset in termini di ricavi. Ora al Biscione stanno elaborando un piano in due mosse per cercare di colpire l’azienda del magnate australiano: 1) dare loro anche Emilio Fede per un nuovo programma di cabaret; 2) favorire il trasferimento a SkyTg24 del fido Minzolini. Ma si tratta di un tentativo disperato. Se il Bongiorno si vede dal mattino…

L’enfant prodige del Pd che non è tanto ‘enfant’ e forse manco tanto ‘prodige’, Debora Serracchiani, continua a difendere San Franceschini dagli attacchi di ‘Baffino’. Stavolta vibra: “I toni in seno al partito mi sembrano folli“. D’Alematto

Ma in effetti a via del Nazareno, di questi tempi, ci mancano solo i vietcong. Pd spaccato, odi reciproci che esplodono e una prima vittima: Goffredo Bettini. Dopo le dichiarazioni di Pippo Civati, si capisce che chi vincerà non farà prigionieri. Fucile a ‘piombini’

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