Giorgio Napolitano: memoria storica. Voto + 10. Il capo dello Stato in un messaggio per la posa della prima pietra di un memoriale della Shoah a Milano: “Non dimenticare ciò che è stato in una fosca stagione della nostra storia è alto valore civile”. Silenzio. Silenzio. Silenzio.
Bersani & Di Pietro: w gli sposi! Voto – 8. I leader del Pd e dell’Idv si “alleano” giurandosi reciproca fedeltà per oggi e per domani. E le diversità antropologiche e i litigi del passato? Matrimonio all’italiana. L’antiberlusconismo vince ancora. Berlusconi ringrazia.

A pochi giorni dall’arrivo, in Italia, di Avatar qualcuno su facebook ironizzava sulla scena di sesso che è stata tagliata dal regista per impedire che la censura potesse ridimensionare un investimento degno di Ben Hur.
Ebbene, a pochi giorni dal 27 gennaio (dedicato, come sempre, alla Shoah) un deputato della Lega Nord, tale Paolo Grimoldi, ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Istruzione sul Diario di Anna Frank.
Secondo l’esponete leghista il libro non sarebbe adatto a dei bambini frequentanti la quarta elementare per via della pagina in cui la protagonista della storia racconta delle proprie parti intime.
Continua a leggere: Deputato della Lega Nord contro il Diario di Anna Frank

Attorno alla morte dei 73 clandestini, accertata solo dopo l’arrivo delle cinque persone che con i defunti hanno condiviso un gommone, si è acceso un vero e proprio dibattito politico. Un confronto che non coinvolge solo la maggioranza e l’opposizione.
Secondo Umberto Bossi la comparazione fatta dal Vaticano tra quanto successo nelle acque territoriali italiane, come confermato dal Ministro degli Esteri Franco Frattini, e la Shoah è inopportuno.
Il leader della Lega ha poi chiesto allo Stato Pontificio di prendersi l’onere di accogliere gli immigrati che l’Italia non ammette sul proprio territorio. Paese, come sostenuto dall’economista Tito Boeri, che vanta il minor numero di intellettuali extracomunitari.
Continua a leggere: Umberto Bossi contro il Vaticano, sbagliato parlare di Shoah

Indovinello: chi ha rilasciato la seguente dichiarazione?
Io so che le camere a gas sono esistite almeno per disinfettare, ma non so dire se abbiano fatto morti oppure no, perchè non ho approfondito la questione. Tutta questa polemica riguardo l’esistenza delle camere a gas è una potentissima strumentalizzazione in funzione anti-Vaticano.
Se avete risposto “il vescovo Richard Williamson“, avete perso. Si tratta infatti dell’italianissimo don Floriano Abrahamowicz, il prete belloccio che vedete ritratto nella foto qua sopra mentre inaugura con la sua benedizione il Parlamento padano di Vicenza. Era l’11 febbraio del 2007, e davanti al capo della comunità lefebvriana del Nordest c’erano Roberto Maroni e i vertici della Lega Nord al gran completo.
Continua a leggere: Floriano Abrahamowicz: il Williamson italiano che benedice la Lega Nord

Un segnale negativo, angosciante e incomprensibile. E’ terribile che un vescovo negazionista della Shoah, fatto storico incontestabile, sia riabilitato e legittimato. Le frasi da lui pronunciate sono a suo discredito e totalmente inaccettabili non solo dagli ebrei ma da tutti quanti. Il Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna, reagisce così alla revoca da parte di Benedetto XVI della scomunica dei vescovi lefebvriani, tra cui monsignor Richard Williamson, che in alcune recenti dichiarazioni ha negato la Shoah.
La scelta di riabilitare i vescovi che fanno riferimento a monsignor Marcel Lefebvre, morto nel 1991 e fondatore del movimento tradizionalista, non poteva cadere – al di là della sua opinabilità – in un momento più infelice, proprio a ridosso del 27 gennaio, Giornata della Memoria e del ricordo delle vittime dello sterminio nazista. Uno dei quattro si chiama appunto Richard Williamson ed ha affermato Io credo che le camere a gas non siano mai esistite… penso che dai 200mila ai 300mila ebrei siano morti nei campi di concentramento, ma nessuno nelle camere a gas. Una dichiarazione che il superiore dei lefebvriani, monsignor Bernard Fellay, ha sminuito relegandola a “private opinioni”.
Di fronte alla marea di critiche circa la scelta di conferire un riconoscimento a questi personaggi, revocandogli la scomunica, Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani, afferma che le parole di Williamson sulla Shoah sono «infondate» e «immotivate»: Mentre esprimiamo il nostro apprezzamento per l’atto di misericordia del Santo Padre manifestiamo il dispiacere per le infondate e immotivate dichiarazioni di uno dei quattro Vescovi interessati circa la Shoah; dichiarazioni peraltro rese alcuni mesi or sono e solo adesso riprese con intento strumentale; dichiarazioni già ripudiate dalla stessa Fraternità».
Quindi, secondo Bernard Fellay un vescovo può manifestare liberamente e senza conseguenze “opinioni personali” che mettono in discussione il più efferato genocidio degli ultimi secoli mentre per Angelo Bagnasco il fatto che quella dichiarazioni siano vecchie di qualche mese le rende accettabili.
L’urgenza di Benedetto XVI di reintegrare i seguaci di Lefebvre rientra nelle questioni interne e nei segreti del Vaticano. Però il messaggio che viene trasmesso riaprendo le porte a Richard Williamson va oltre i confini della Santa Sede e getta un’ombra cupa sul 27 gennaio 2009.
Nella galleria qui sotto vedete le foto del lager di Dachau, uno dei luoghi dove, secondo Williamson e altri personaggi del suo calibro, dal 1940 al 1944 non è successo quasi niente.
“Il fascismo non è il male assoluto, ma un fenomeno complesso cui hanno aderito in tanti.” Questa opinione più che condivisibile del sindaco di Roma Alemanno è stata sufficiente a scatenare un putiferio. Addirittura Veltroni, in un ipotetico derby tra sindaci del presente e del passato, ha annunciato le dimissioni dal comitato per il Museo della Shoah di cui anche Alemanno è membro.
Non è bastata la parziale correzione di tiro dell’esponente Pdl che ha condannato la deriva liberticida del regime mussoliniano, e neanche la precisazione che il male assoluto furono le leggi razziali che esso promulgò per placare le polemiche. Oggi la sinistra ha bisogno di alzare polveroni, e cosa di meglio del sempreverde (e noiosissimo) vecchio cavallo di battaglia dei nostalgici della resistenza?
E invece no, ha ragione Alemanno: il fascismo non fu il male assoluto. Ebbe innumerevoli torti oltre a quelli già elencati, tra cui l’entrata in guerra e la persecuzione degli avversari politici con abolizione della libertà di stampa e di pensiero; tutte cose gravissime che però accadevano in anni drammatici, che solo in parte possono essere giudicati con gli occhi del XXI secolo. Quando si parla di male assoluto non vi sono mediazioni. Male assoluto significa annientare l’individuo in ogni sua componente per mantenere il potere, in un’ottica orwelliana che non è accostabile al regime del ventennio.
Continua a leggere: Di nuovo sul fascismo: ha ragione Alemanno o Veltroni?