Ci sono certe proteste che hanno un che di romantico, di eroico, di poetico. Altre, tipo quella delle auto bianche, un po’ meno. Torquato Taxi
Il premier va nella City a convincere i banchieri. E intanto i camion bloccano la Sicilia. Mario Mon-Tir
E se la Germania avesse la tentazione di tornare alla sua cara, vecchia moneta? Lasciamo stare, che l’euro è già malaticcio così. Marco…visita
Ora il tormentone mediatico sulla Concordia può proseguire alimentandosi con la misteriosa storia della bionda in plancia di comando. Che rapporti aveva con Schettino. Gliela (mol)dava

Da domani i deputati della Regione Sicilia spenderanno meno per mangiare. Un pranzo completo, dall’antipasto alla frutta, costerà 8 euro (9 con con bevanda e pane). Al Senato i politici spendono 5 euro in più. Lo stesso pasto costa 38 euro in un ristorante medio di Palermo.
Il pranzo non è l’unico pasto che costerà meno ai politici siciliani. Da domani per un caffè saranno sufficienti 36 centesimi. Prima ne servivano 4 in più. I senatori di Roma per lo stesso prodotto spendono 50 centesimi.
Questo contenimento dei costi sarà attuato dalla Hassio, cooperativa di Serradifalco, che si è aggiudicato l’appalto gestito dall’Ars fino ad oggi. La Regione Sicilia risparmierà 125 mila euro ogni anno.
Continua a leggere: I costi della casta. I politici della Regione Sicilia tagliano le spese del bar

In Sicilia tutto è troppo. I fondi che il Governo stanzia per evitare la scissione tra il Pdl e i suoi rappresentanti locali hanno fatto sballare i conti di Giulio Tremonti. Non c’è settore che non sia stato tagliato dal ministro all’Economia.
Le aziende pubbliche assumono il doppio del personale di cui avrebbero bisogno per pulire la regione. Questo esubero si traduce con un buco di 40 milioni che dallo scorso novembre si tenta di colmare senza risultati.
Malgrado questi due episodi l’amministrazione Lombardo, già vittima di un rimpasto estivo, continua a svolgere male il proprio lavoro. A meno di un mese dall’inizio dell’anno la Giunta deve spiegare perché sono stati spesi 27 milioni di euro di fondi europei per la creazione di una rete informatica utile solo ai dipendente della Regione.
Telefona qui, prometti lì, offri a destra, blandisci a sinistra: il Cav è convinto di raggiungere l’agognata autosufficienza grazie alla campagna acquisti in Parlamento. Il suo umore oscilla ancora, ma ultimamente i motivi per stare sereno non mancano. Tirati suk
Il possibile travaso di parlamentari a favore del governo si basa su alti contenuti politici o sull’ennesimo magna-magna generale? Domanda retorica. Il lauto (rim)pasto
Napolitano a Porta Pia esalta il ruolo dell’Urbe e la Lega preferisce tacere. Dalle parti di Milano si litiga più che altro sugli zingari di via Triboniano, una piccola questione che viene pompata fino a diventare una piaga colossale. Rom Capitale
Il governatore siculo Lombardo si prepara a varare una giunta che mette clamorosamente alla porta l’intero Pdl, storico dominatore della scena isolana. Per farlo, all’Assemblea regionale siciliana va in scena l’inciucione con il Pd. ARS…amatoria

A due mesi dall’intervista fatta a Luca Martinelli, giornalista e autore del libro “L’acqua non è una merce”, ritorniamo ad occuparci del decreto Ronchi attraverso il quale le istituzioni locali hanno la facoltà di privatizzare la distribuzione dell’acqua.
Il comitato promotore del referendum contro la legge, approvata dal Governo Berlusconi ma già ipotizzata da quello precedente di Romano Prodi, nella giornata di ieri ha annunciato che la raccolta delle firme procede bene. Più di un milione e quattrocento mila persone hanno firmato affinché l’acqua ritorni ad essere considerato dalle istituzioni un bene pubblico.
Del risultato si è compiaciuto anche il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, che alle agenzie ha dichiarato nelle ultime ore:
“La raccolta delle firme per la richiesta dei referendum sulla gestione pubblica dell’acqua è stata un grande successo.

Nelle stesse ore in cui la Lega Nord polemizzava per la sostituzione di Roberto Cota (il Governatore del Piemonte ha lasciato il proprio posto di deputato a Maurizio Grassano, noto alle forze dell’ordine per una truffa realizzata ai danni del Comune di Alessandria), Francesco Costa spiegava perché in Parlamento, per l’Udc, Giuseppe Drago non ci possa stare.
Secondo quanto raccontato dal giornalista del Post l’esponente politico è stato condannato: a tre anni e otto mesi di reclusione, alla restituzione di 123 mila euro di cui si era impossessato indebitamente mentre lavorava per la regione Sicilia e alla interdizione perpetua dagli uffici pubblici.
La condanna è stata stabilita nel 2003. Da allora Giuseppe Drago ha continuato ad esercitare la propria attività politica malgrado la magistratura, sulla sua vicenda, si sia espressa più volte confermando sempre la decisione iniziale.
Continua a leggere: Giuseppe Drago: l’esponente dell’Udc che non potrebbe fare politica
Si muore generalmente perché si è soli. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere. Giovanni Falcone, ucciso a Capaci con la moglie e la scorta il 23 maggio del 1992. Senza parole

Il terremoto registrato lo scorso anno a l’Aquila è diventato oggi l’argomento per riempire i vari contenitori televisivi di solito farciti con quella parte di attualità che di reale non ha nemmeno più i protagonisti.
All’Aquila, per ricordare le vittime è arrivata persino, Lorena Bianchetti che per l’occasione ha confezionato uno speciale dell’Italia sul Due che abitualmente pone l’accento su quanto accade ai naufraghi di Simona Ventura.
Di quanto successo tra la notte del 5 e il 6 aprile del 2009 ha deciso di occuparsene persino Federica Sciarelli che ieri sera ha dedicato una parte di “Chi l’ha visto?”, storico programma di RaiTre nato per rintracciare le persone scomparse, agli aquilani che non abitano più nelle case distrutte dal sisma.
Continua a leggere: Un anno dopo il terremoto dell’Aquila: dalla realtà al reality

A poco più di un anno dalla morte di Eluana Englaro, nella giornata nazionale del malato, polisblog.it incontra Pietro Crisafulli, fratello di Salvatore. L’uomo che (come documentato dalle Iene la scorsa settimana) ha deciso di porre fine ai suoi giorni in Belgio.
Negli stessi giorni in cui il Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, a SkyTg24 ribadiva l’impegno del Governo per la tutela della vita umana è necessario riflettere sulle reali condizioni dei malati in Italia.
La storia di Salvatore, come raccontato da Pietro, è molto diversa da quella della figlia di Beppino Englaro. A differenza di Eluana Salvatore ha deciso di porre fine ai propri giorni perché, allo stato attuale, l’Italia non gli garantisce un’assistenza sufficiente.
Continua a leggere: Intervista - polisblog incontra Pietro Crisafulli, fratello di Salvatore
L’affermazione, progressivamente, di youtube, e siti analoghi, ha creato un alibi pericoloso. Chi dovrebbe occuparsi dell’approfondimento ha smesso di farlo convinto che la contaminazione tra media e pubblico avrebbe ridotto tale necessità.
La settimana scorsa, ad esempio, ben pochi giornalisti hanno spiegato ai propri utenti la storia pubblica di Massimo Ciancimino. Chi è nato, ad esempio, negli anni novanta non è messo nelle condizioni di conoscere il proprio paese attraverso storie come queste.
Per questo motivo abbiamo deciso di incontrare il giornalista dell’Unità Nicola Biondo, autore insieme a Sigfrido Ranucci, de “Il Patto” che racconta appunto la relazione che c’è tra lo Stato e la Mafia.