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Tutti gli articoli con tag sicurezza

L'Italia di Rosarno, gli italiani degli "outlet"

pubblicato da Massimo Falcioni

I fatti di Rosarno di queste ore non sono catalogabili come “locali”. Comunque, sia territorialmente che (soprattutto) politicamente, riguardano l’intero paese, addirittura l’Europa.

E’ la politica italiana, non solo di questo Governo, ad avere portato a questa situazione.

Nel 1970, 40 anni fa, in tutt’altra situazione, ci fu la sedizione reazionaria di Reggio Calabria. Anche allora si buttò benzina sul malcontento popolare, ma anche allora gli interessi reali, legittimi delle popolazioni locali furono strumentalizzati da caporioni (fascisti) che imperversarono, con le autorità dello Stato latitanti.

I filmati della “caccia al nero”, con scene da guerriglia urbana, hanno fatto il giro del mondo, dando un altro duro colpo all’immagine dell’Italia. Fra “vendette” e “contro vendette” si consuma così una nuova puntata di una farsa che sempre più si trasforma in tragedia.

L’alibi della “troppa tolleranza” serve solo a mettersi a posto la coscienza (dei benpensanti) o a nascondere polvere incandescente sotto il tappeto.

Maroni fa lo scaricabarile, “dimenticandosi” che è in vigore la legge Bossi-Fini. Il Pd, alza la fioca voce, ma è carico di pesanti responsabilità di ieri e di oggi.

C’è poco da aggiungere. Una maglia dopo l’altra, la catena costruita da questo Governo si compone e rischia di strangolare l’Italia.

“La rivolta di Rosarno – dice Roberto Saviano – è la quarta degli africani contro le mafie. Mi piace sottolineare che gli africani vengono in Italia a fare lavori che gli italiani non vogliono più fare e a difendere diritti che gli italiani non vogliono più difendere”.

Basterà continuare a rifugiarsi nelle “riserve indiane” degli “outlet”, per sfuggire alla realtà vera di un Paese sempre più a rischio?

Berlusconi (il" buono"), Bossi (il "furbo"), Maroni (il "cattivo")

pubblicato da il passator cortese

Chi aveva dubbi dovrà ricredersi. E presto. Il Governo del fare, fa.

Fa (quasi) sempre quel che non dovrebbe fare e anche stavolta, dopo il fattaccio di Milano non si smentisce.

Il ministro Roberto Maroni, col cipiglio da mini caudillo incrociato con la brutta copia di Totò, lancia i tre squilli di tromba e anticipa che giovedì prossimo presenterà al Cdm “misure più adeguate sulla sicurezza”.

Tradotto, significa che il Governo vuole approvare per decreto, leggi speciali per un giro di vite sulle manifestazioni di piazza e sul web. Cioè imbrigliare i cortei e imbavagliare la rete.

Nel frattempo il Premier Berlusconi, novello “Francesco” da Arcore, scrive su Internet che “l’amore vince su tutto”.

Berlusconi (il … “buono”) e Maroni (il … “cattivo”), come il gatto e la volpe. Più Bossi (il … “furbo”), che incassa.

Un passo alla volta: dalla repubblica delle “banane” al Paese delle leggi speciali. E l’opposizione? Vigila. Come i capponi di manzoniana memoria.

Roberto Maroni si allea con l’opposizione. Anche la Lega Nord contro Silvio Berlusconi

pubblicato da Giovanni Molaschi



Oggi più che mai i giornalisti, e gli elettori, che sostengono Silvio Berlusconi dovrebbero stringersi attorno al Presidente del Consiglio. A poche ore dalle dichiarazioni di Gianfranco Fini, secondo le quali più che un amministratore il patron di Mediaset sarebbe una novella Maria Antoinette, anche la Lega Nord si dissocia dalla politica della maggioranza.

Il Ministro leghista degli Interni, Roberto Maroni, ha infatti fatto sapere pubblicamente che il proprio partito è pronto ad appoggiare l’opposizione se proporrà un incremento dei fondi già stanziati per la sicurezza.

“Non possono – ha dichiarato Roberto Maroni – esserci vincoli sulla sicurezza”.

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Ore 12 - Antonio Di Pietro (stavolta) ... c'azzecca

pubblicato da Massimo Falcioni

altroNessuno più ricorda il can can sulle “ronde”, toccasana, secondo le Lega e il governo, per garantire la sicurezza degli italiani.

Quanti discorsi a vanvera, dei soliti noti, nei salotti televisivi per dimostrare la bontà del mettere in strada i nuovi “squadristi”! Il flop è stato totale e di “ronde” non c’è traccia.

Ma anche dei poliziotti “veri” non c’è (quasi) più traccia, ridotti (quasi) all’impotenza dalla politica scellerata di questo governo.

E non può stupire la inedita forte protesta nazionale di ieri, stavolta per le strade di Roma, con 40 mila poliziotti (presente l’intero comparto della sicurezza) a gridare la loro incazzatura e la loro impotenza.

“Forse è un paradosso dell’epoca berlusconiana – scrive Peppino Caldarola sul Riformista – se il Governo che più ha puntato le sue carte e la sua comunicazione politica sulla sicurezza viene messo alla berlina dagli uomini che sono pagati, male, per difenderci”.

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Morire sgozzati in Italia: no al razzismo, ma basta "comprensioni" politiche

pubblicato da il passator cortese

Morire sgozzati non è solo un fatto di cronaca nera.

In questo caso, con Sanaa Dafani 18enne di origine marocchina ammazzata vicino a Pordenone, col coltello dal padre, perché innamorata di un giovane italiano, si entra nella sfera politica e istituzionale, oltre che giudiziaria.

Nei paesi musulmani il crimine d’”onore” è la norma. Ma anche in Italia non si contano i soprusi, le punizioni, le ferite e i colpi mortali subiti dai più deboli (le donne) da parte di fidanzati, mariti, padri e parenti vari, spesso “musulmani” e comunque extracomunitari o immigrati che pensano così di conservare le rispettive “tradizioni”.

Si uccide in nome dell’”onore” perché si presume che anche in Italia sia, oltre che giusto, “lecito”.

Chi uccide è solo un assassino e come tale va giudicato, condannato e messo in galera a vita. Non è una questione di colore di pelle, di credo religioso.

La Lega, nella lotta per la “sicurezza”, spesso esagera, scade nel razzismo e confonde la causa con l’effetto. Però, specie a sinistra, è l’ora di finirla di invocare tolleranza e comprensione in difesa di “tradizioni” che portano offesa, sangue e lutti.

Altri coltelli sono in agguato. I tribunali devono fare il loro lavoro. Anche la politica.

Ore 12 - Politica agitata: pronte le carte per nuovi "giochi"?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroOgni giorno una “sparata”: sotto a chi tocca. Berlusconi non ha rivali, anche nella corsa a chi la dice più grossa. Ma anche Bossi non scherza.

Ora il viceministro leghista alle infrastrutture Roberto Castelli ironizza sul rilancio del “grande centro” : “Casini merita la stessa mitica risposta che Bossi, anni fa, diede a uno dei padri spirituali di Casini stesso, De Mita: “ma taches al tram!”.

Il leader dell’Udc, a sua volta, è stato sprezzante con la Lega: “Se non li ferma Berlusconi, in Parlamento ci vogliono dieci minuti per mandarli a casa”.

Oggi la Lega è elettoralmente più forte dell’Udc. Ma il partito di Bossi, con la secessione e l’indipendenza della Padania promette la “luna” (le sparate di Bossi come quelle di ieri “La Padania sarà libera con le buone o con le meno buone” tali restano) e tirando sempre più la corda sulla sicurezza (criminalità, immigrazione, la globalizzazione come nemica ecc.), rischia la rottura della maggioranza (Fini, di fatto già fuori dal Pdl, ha davvero 40 deputati pronti a seguirlo?) e la caduta del governo.

Che non significa “solo” la fine di Berlusconi e del berlusconismo ma anche il ridimensionamento del Carroccio. D’altra parte, o Bossi segue questa strada o la Lega imbocca la via della “normalizzazione” e quindi perde la sua ragion d’essere.

Il Senatur sa bene che i voti della Lega provengono in gran parte dalla vecchia Dc. E che, con l’elettorato sempre più scontento per i problemi del Paese irrisolti, il nuovo partito di centro potrebbe rappresentare una nuova sponda.

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Ore 12 - Berlusconi si "gode" Gheddafi. Ma l'Italia va sotto la m ...da

pubblicato da Massimo Falcioni

altroQuella cosa che inizia per “m”, si sa, più la giri e più puzza.

Come la politica italiana di questa seconda Repubblica che, chiamarla delle “banane”, sarebbe un complimento.

Il caso Boffo (il direttore di Avvenire fa bene a indignarsi ma farebbe altrettanto bene a dare spiegazioni) è solo una tappa delle polpette avvelenate preparate e lanciate a destra e a manca per intimidire e ricattare.

L’Italia è sempre stata un Paese di dossier e di complotti (veri o inventati): c’è un incrocio inquietante di attività di polizie private, sicurezza interna e dirigenti dell’intelligence. E c’è oggi un uso “intimidatorio” di certe notizie, soprattutto per imbavagliare l’informazione.

Ovvio che l’Italia è dentro fino al collo in una crisi della politica mai vista prima: una democrazia malata. Le responsabilità e le colpe non stanno (mai) da una parte sola.

Ma se è giusto dare al Governo i meriti (quando ci sono) per certe cose buone fatte, non si capisce perché il Governo non debba rispondere di ciò che non va, in particolare riferito a queste ultime tristi vicende su dossier e giornali.

La domanda è d’obbligo: è possibile che circolino dossier opportunamente confezionati e somministrati alla bisogna a qualche giornale compiacente per stroncare ogni forma di critica all’attuale esecutivo e al suo Premier?

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Rassegna stampa estera: immigrazione, il rapporto dell'OIM

pubblicato da Giulio Mattioli


Come spesso accade recentemente, il fatto che anche questa settimana il grosso dell’attenzione dei media stranieri sia stato attirato dallo scandalo delle intercettazioni Berlusconi - Patrizia D’Addario non significa che sulle pagine dei giornali esteri non sia mancato lo spazio per altre rilevanti questioni riguardanti il nostro paese.

Ad esempio, un recente rapporto dell’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni sulla situazione italiana, di cui si è parlato piuttosto poco qui da noi, non è invece sfuggito all’attenzione del francese L’Express, che ha titolato “La vita di migliaia di immigrati in Italia è prossima alla schiavitù“:

Migliaia di migranti attirati in Italia con false promesse di impiego sono ridotti a vivere in condizioni prossime alla schiavitù, secondo uno studio dell’Organizzazione Internazionale per le migrazioni (OIM) (..) (che) descrive le dure condizioni di vita dei residenti di un centro di raccoglimento vicino a San Nicola Varco, a 100km a sud di Napoli. In questo campo, circa 1200 persone occupano degli edifici abbandonati, senza acqua corrente né elettricità, in mezzo all’immondizia

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Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Giorgio Napolitano: allarme. Voto + 9. Il capo dello Stato promulga la legge sulla sicurezza ma con “perplessità e preoccupazione”, in particolare per ronde e reato di clandestinità. Ultimo cartellino giallo.

Silvio Berlusconi: anfitrione. Voto – 9. La legge sulla sicurezza traccia il solco fra l’ esecutivo e il Colle. Napolitano è al “limite”. Berlusconi fa l’anfitrione ma è Bossi a dettare le danze. Dura minga.

Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Cei: monito. Voto + 9. I vescovi della Cei sferrano un nuovo duro attacco contro il governo sull’immigrazione (“Non basta l’ordine pubblico”) e sul lavoro (“lavoratori tagliati come futile zavorra”). La Chiesa c’è. Manca Solidarnosh.

Rai: maggiordomo. Voto – 9. Il Tg1 della sera riprende l’intervista della Cnn fatta a Berlusconi. E ci mette del suo, aggiungendo il logo con la scritta “Berlusconi presidente” alle spalle del Cavaliere. Eccesso di zelo? Semplicemente servizio “completo”.