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Tutti gli articoli con tag silvio berlusconi

Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: fanfarone. Voto 3 L’ex premier non si smentisce sul mensile USA The Atlantic: “Non sono un playboy, ma un playman. Con più gay in giro c’è meno competizione. Mio nipote è come me: ha 4 anni ed è già affascinato dalle donne”. Cresce il “trotino” …

Roberto Formigoni: faraone. Voto 3 Il “Pirellone bis” costa 570 milioni, con eliporto e foresteria. Due piani per il Governatore: per arredare l’ufficio e l’appartamento spesi 127mila euro. Tavolo da 11mila euro e sofà da oltre 4mila. Sacrifici sì, ma per gli altri.

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Berlusconi, "doppio gioco" per risorgere. Bersani, attento!

pubblicato da Massimo Falcioni

L’ammonimento di Indro Montanelli - “Guai fidarsi di Silvio Berlusconi” – sembra tornare d’attualità. Il Cavaliere resta uno spregiudicato giocatore, capace di cambiare ripetutamente le carte in tavola. Dal “berlusconismo” al “fregolismo” il passo è breve con il “Ghe pensi mi” ancor più abile della star della bella epoque nel trasformismo scenico che gli consentiva di cambiare in pochi secondi la caratterizzazione del personaggio che andava a interpretare.

Un gioco ad alto rischio, quello dell’ex premier, ma forse ad alto rendimento. Al mattino garantisce l’appoggio a Monti e il pomeriggio pugnala in Parlamento col voto segreto sulla responsabilità civile dei giudici i magistrati, i partner della maggioranza di governo e l’esecutivo; ricorda sempre il proprio senso di responsabilità per aver lasciato Palazzo Chigi dimenticando lo spappolamento della propria maggioranza e i disastri del proprio governo.

E’ un continuo stop and go, per cercare di rassicurare i suoi, fermare la caduta libera del Pdl nei sondaggi, recuperare Bossi e ricostruire l’antica alleanza anche in vista delle importanti elezioni amministrative di maggio. Soprattutto il Cavaliere vuole sbalestrare la forza potenzialmente vincente delle prossime elezioni, quel Pd sempre più in crisi di nervi, preoccupato degli zig-zag di Berlusconi, e soprattutto attento a non cadere nella trappola difendendo Monti e pagandone poi il dazio alle urne.

A lungo andare, e se davvero Monti avesse successo, la logica delle imboscate e della guerriglia potrebbe trasformarsi in boomerang per lo stesso Berlusconi: basta un niente perché l’ala più responsabile del Pdl, di fronte ad una linea marcatamente demagogica e populista del ricostituendo binomio B&B, porti il partito all’implosione.

Per adesso, però, ad andare in tilt è Pier Luigi Bersani, consapevole del rischio di rimanere con il cerino in mano. Il segretario del Pd è molto deluso per la piega degli eventi: il voto sulla giustizia, il colpo di mano del centrodestra sulla Rai, gli strappi di Monti e Fornero sul mercato del lavoro scuotono la base del partito e le correnti interne. In pratica il Pd rischia di vedersi relegato nel ruolo di “portatore d’acqua” di questo esecutivo. O, ancor peggio, di rimanere stretto fra l’incudine e il martello: se Monti gliela fa e “salva” l’Italia al Pd non va nessun merito, ma se Monti fallisce e salta, è il Pd che rischia grosso alle urne.

Bersani teme che la situazione sfugga di mano al Governo, fino a rendere ingestibile il Parlamento. E sa che il gioco “sporco” di Berlusconi può riuscire. Come far gettare la maschera al Cav? Solo con una forte e incalzante azione politica, su tutti i fronti, in Parlamento e nelle piazze. E qui casca l’asino (il Pd).

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Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Francesco Rutelli: ignorans 1. Voto 3 La piccola Margherita (coofondatrice del Pd) spendeva oltre diecimila euro al giorno in comunicazione, un milione l’anno per le trasferte: spese assurde, dubbi e incognite dal caso Lusi. Il “bello guaglione” non c’era, se c’era dormiva. Come il Psi di craxiana memoria?
Gianfranco Polillo: ignorans 2. Voto 3 Il sottosegretario all’Economia incensa Silvio Berlusconi, prospettandogli il Colle: “Nel ‘94 il Cav ha organizzato un fronte moderato che ha salvato la democrazia dagli ex Pci”. E lo “lancia” al Quirinale. Monti tace. Chissà come sarà contento Pier Luigi Bersani!

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Ricusazione, prescrizione, cavilli giuridici e interpretativi. Il Cav prova a resistere come un vietcong nel suo Vietnam processuale milanese. Ho Chi Mills

L’Ue appoggia in pieno Mario Monti e Berlusconi mastica amaro. (Bar)roso d’invidia

Che storia triste questa della Margherita e del suo tesoriere spregiudicato. Un “film” paradigmatico che narra come agiscono questi voraci predatori di danaro pubblico. Balla coi Lusi

Rutelli va a La7 dalla Gruber, sbatte i pugni e sbraita: “Mi fidavo e sono rimasto fregto”. Insomma, Lusi lo ha cucinato a puntino. Cotto e mezzo

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Toghe, sì alla responsabilità civile. Governo ko, Pdl sotto accusa (ma Berlusconi gongola), Di Pietro chiama i "forconi" ...

pubblicato da il passator cortese

C’è chi dice che è la prima “vendetta” di Silvio Berlusconi consumata da “freddo” attraverso l’uso mirato dei propri parlamentari del Pdl che alla Camera annunciano di votare in un modo e poi agiscono all’opposto.

Cosa è successo? Il governo è stato battuto sull’emendamento del leghista Gianluca Pini che prevede la responsabilità civile dei magistrati. I voti a favore sono stati 261, 211 i contrari.

L’esecutivo aveva espresso parere contrario all’emendamento che prevede, in particolare, che “chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento” di un magistrato “in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni o per diniego di giustizia”, possa rivalersi facendo causa allo Stato e al magistrato per ottenere un risarcimento dei danni. A pagare sarà dunque la toga. Il testo deve ancora avere l’approvazione del Senato. Queste le reazioni.

L’Anm: vendetta contro i giudici. Luca Palamara e Giuseppe Cascini, Presidente e segretario dell’Associazione nazionale magistrati, parlano di “una forma intimidatoria e di vendetta verso il libero esercizio della funzione di giudice”, nonchè di “un ennesimo tentativo di risentimento e di ritorsione” nei confronti della magistratura. “E’ una norma incostituzionale - rileva Cascini - in contrasto con i principi più volte affermati dalla Corte di Giustizia europea”, una “mostruosità giuridica” che il Senato dovrà cancellare.

Di Pietro: “Vendetta contro i magistrati”. Il leader Idv esplode: “Alla Camera si è commesso l’ennesimo delitto, una vendetta e un ammonimento contro i magistrati”. Quindi il monito: “Ho paura che questa volta, dopo vent’anni, non ci sarà solo una Mani Pulite giudiziaria, ma una nuova Mani Pulite del popolo che alzerà i forconi”.

Cicchitto: attacchi al Pdl ingiustificati. “Gli attacchi al Pdl da parte di Bersani (”E’ un vecchio trucco, il PdL aveva annunciato che votava no ed invece ha votato sì. E’ inaccettabile”) e di Franceschini sono del tutto ingiustificati”, dice il capogruppo del Pdl alla Camera. “Si è trattato di un voto libero, dato a scrutinio segreto che ha coinvolto tutti i gruppi parlamentari al di fuori di ogni schema precostituito. D’altra parte i numeri parlano chiaro: coloro che hanno votato a favore dell’emendamento sulla responsabilità civile dei giudici sono molti di più della somma dei deputati presenti in Aula appartenenti da un lato al PdL e a Popolo e Territorio e dall’altro alla Lega. Il gruppo dirigente del Pd deve prendere atto della sensibilità esistente su questo tema nei vari gruppi parlamentari, compreso il Pd”.

Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: ballista 1. Voto 3. Il Cav conferma l’appoggio del Pdl all’esecutivo: “Da noi senso di responsabilità, ci siamo fatti da parte per consentire la nascita di questo governo tecnico”. Sì sì, e Cristo è morto di freddo.

Silvio Berlusconi: ballista 2. Voto 3. Il Cav apprezza chi lo salvò in Parlamento: “Razzi, un cavallo di razza, Scilipoti, vero uomo”. Ognuno sceglie gli amici che merita: Gheddafi, Putin, Scilipoti, Razzi, Cosentino, Mangano.

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

E’ nei dettagli che si nasconde il diavolo. Qualche lettore attento saprà che Monti l’altro giorno è stato premiato in Francia come “Europeo dell’anno”. Fin qui nulla di strano. In pochissimi però sanno che il premio transalpino in realtà si chiama ‘Trombinoscope’. Appena il Cav ne è venuto a conoscenza, si è adirato. “E’ uno scandalo che un premio con questo nome sia andato a Monti e non a me”, avrebbe detto ai più vicini collaboratori. In effetti… Tuttavia, Silvio non può pretendere di essere e primeggiare ovunque. Rubyquità

Il Cav, comunque, deve stare attento a non dispiacersi troppo. Il suo cuore e la sua pressione sanguigna potrebbero risentirne. I tempi gai della bandana sono lontani, occhio al colesterolo. BanDanacol

Il leghista Salvini mastica amaro: “Questo governo piace a tutti. Sono tutti felici. Sembra di essere in Corea del Nord”. Kim Mont-il

Ancora ci si chiede come il tesoriere della Margherita Lusi abbia potuto sottrarre 13milioni di euro al partito sotto il naso ignaro degli ex dirigenti, Rutelli in testa. Cattolici e magnanimi sì, ma fessi no, per favore. Lusi-ing my religion

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Berlusconi sarà una “mezza calzetta” come dice Bossi, ma il carisma del senatur è ormai in mutande. Si tratta, comunque, della fiera dell’underwear tra i due leader che così tanto si amavano. Intimissimi

Secondo altri, invece, l’Umberto furioso avrebbe definito il Cav una “mezza cartuccia”. Cosa verosimile per chi parla spesso di ribellioni e di armi spianate. Colt in fallo

Certo, Berlusconi preferisce le autoreggenti delle olgettine alle mezze calzette dei lumbard. Bersani invece ha l’aria di aver visto pochissime Golden Lady nella sua vita. Le compagne non sono mica bambole da lettone di Putin. Golden Lenin

Finalmente il blocco Tir si è sciolto dopo aver messo in ginocchio colossi come Fiat e Coca Cola. Tuttavia tra i camionisti restano fortissimi i mal di pancia. Coca Colica

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Bossi a Berlusconi: "Mezza calzetta". E a Bersani: "Vaff..."

pubblicato da il passator cortese

A Umberto Bossi non gli è bastato il doppio bacio (sulle guance) che lunedì sera gli ha dato Silvio Berlusconi al termine dell’incontro nella villa dell’ex premier in via Rovani a Milano.

Oggi il Senatur ha bollato il Cavaliere definendolo “mezza calzetta” perché ha paura di far cadere il governo Monti. “C’è tutto un paese che vuole strozzare Monti e lui ha paura di mandarlo via”, ha detto il leader del Carroccio, che ha anche commentato il processo Mills: “Berlusconi non è stato abbastanza furbo da chiedere la buonuscita”.

Poi è tornato a minacciare il Pdl: “O cade il governo o cade la Lombardia” e la giunta Formigoni. E le reazioni di Berlusconi? “Dopo ci sono le ragioni della convenienza e della responsabilità. Io sono sereno. Al momento opportuno il centrodestra sarà compatto”. Chiaro?

Bossi è anche convinto che l’uscita di scena del governo dei professori porterebbe la pace nel Paese e tra gli autotrasportatori: “Basta che cade il governo e va tutto a posto. Non vogliono soldi, vogliono regole”, dice Bossi.

Dagli artigli del Senatur non sfugge neppure Pier Luigi Bersani. Il segretario del Pd invita il capo della Lega ad appoggiare Monti: “Dai, sostieni anche tu ’sto governo…” ricevendone un sonoro: “Vaffa…”. Punto. Classe dirigente… da spread.

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Ore 12 - Berlusconi&Bossi, il "gatto e la volpe" secondo tempo?

pubblicato da Massimo Falcioni

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La situazione politica, a dir poco, è confusa. O, per altri versi, fin troppo chiara.

Incredibile ma vero: tutto (o quasi) ruota sempre attorno a Silvio Berlusconi, alle sue decisioni, alle sue scelte. Due-tre settimane, giorno più giorno meno, e il Cavaliere deciderà se staccare la spina al governo Monti facendo riemergere l’opzione delle elezioni anticipate a maggio.

La lancetta dell’orologio è puntata sul processo Mills, considerato dal Pdl un processo con sentenza politica cui – in caso di condanna del Cavaliere – “va data una risposta politica”. A questo si aggiunge il nodo delle frequenze tv, con rischi di penalizzazione per Mediaset. Insomma, ancora una volta le sorti del Paese sono legate a quelle personali del Cavaliere.

Il Pd sta (troppo) alla finestra, sempre convinto di trarre vantaggio dalle disgrazie altrui, in questo caso da quelle del Pdl, momentaneamente e forzatamente alleato del governo dei “professori”.

L’Udc va più avanti e, “preoccupato” per una eventuale esplosione del Pdl, puntella Alfano proponendogli l’addio a Bossi con una alleanza di ferro Pdl-Udc alle prossime amministrative, con buona pace di Bersani, “cornuto e mazziato”.

In questo quadro il governo va avanti a zig zag, di fatto al guinzaglio di un Parlamento che intende tenerlo in ostaggio dei giochi dei partiti e di un Paese reale in balia delle proteste dei corporativismi e con “riforme” pagate fin qui solo dai soliti noti.

Non c’è da escludere - anzi! - anche che Bossi e Berlusconi giochino al gatto e la volpe, due facce della stessa medaglia, una finta guerra fra Lega e Pdl per preparare il terreno e cercare un “buon motivo” per fare saltare il banco schierandosi uniti alle elezioni anticipate, la madre di tutte le battaglie.

Monti sa, vede e tira avanti, zitto zitto. Dura minga!

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