Umberto Bossi: bombardiere. Voto 3- Il Senatur detta legge, vuole subito il voto con la Lega pronta a una “sfiducia” alla Camera. Poi nuova minaccia: “Se non ci concedono il voto, in piazza a Roma con 10 milioni di persone”. Per Fini, una sonora pernacchia. Sfascista.
Silvio Berlusconi: bombardato. Voto 3. Il premier non sa più che pesci pigliare ma frena sulle elezioni perché i sondaggi lo danno in caduta libera. Intanto fa “campagna acquisti” e “compra” i deputati Lombardo, la Poli Bertone, Nucara. Mercato delle vacche. Sfasciato.
Perché negarlo? Augusto Minzolini regala sempre grosse soddisfazioni. Il suo ultimo editoriale, trasmesso ieri sera, si occupa del discorso di Fini a Mirabello e delle conseguenze che ci saranno sul piano istituzionale. Ecco alcuni highlights.
1. “Dopo un’estate politica rovente, si rischia di avere un’autunno esplosivo, ed è proprio quello di cui il paese non ha bisogno. C’è una maggioranza politica che forse non è più tale, c’è una confusione di ruoli estremamente rischiosa a livello istituzionale, c’è un tatticismo esasperato che rende inutile ogni possibile chiarimento.”
Continua a leggere: L'ultimo editoriale di Minzolini dopo il discorso di Fini a Mirabello: elezioni!
La Brambilla fa grandi battaglie contro l’abbandono dei cani in strada. Il pitbull della libertà, però, non si farebbe mai scaricare: Giorgio Stracquadanio sta aggrappato con i denti al predellino e non lo molla nemmeno un attimo. E’ un quadrupede fedelissimo al padrone. Cav(e) canem
Fini se n’è appena andato dal Pdl e sta per fare il suo partito. Durerà la maggioranza? Cadrà il governo? Se ne farà un altro senza passare per il voto? Su queste opzioni la stessa tenuta dei finiani è a rischio. Anche al loro interno, infatti, ci sono alcuni che spaccherebbero volentieri la faccia ai ‘falchi’ tipo Granata. Suturo e libertà
Il presidente della Camera a Mirabello ha anche ironizzato sull’indole mercantile del Cav: “Non creda Berlusconi che ai parlamentari ‘finiani’ si possa chiedere fedeltà come ai clienti dei suoi vecchi grandi magazzini”. Stand(a) by me
Fini sceglie La7 per la prima intervista dopo oltre un mese. Il tg di Mentana continua così a rosicchiare posizioni alle corazzate governative di Rai1 e Canale5 grazie allo spazio concesso alla fronda finiana contro il Cav. Chicco, dove c’è un Bocchino
Adesso, si dice, la maggioranza è un tavolo non più a due, ma a tre gambe. Sotto il tavolo, però, continuano i servizietti delle giovani deputate per la gioia del gran capo. E molti notabili iniziano a darsi calci alle tibie di nascosto. Stinchi…di santi
Fini ha aggiunto a Mirabello la terza gamba e poi ha apparecchiato il tavolo con un menu indigesto per il Cavaliere. Difficile da mandar giù soprattutto la pietanza del possibile governo tecnico per rifare la legge elettorale con le opposizioni e (magari) con qualche propaggine della maggioranza. CitrosoDini
Il presidente della Camera ha infierito. E il centrodestra è nervoso anche per la vicenda dello Sviluppo economico. Un dossier che sta mandando il capo dello Stato su tutte le furie. Ministerico
Nel frattempo sul web circola la canzoncina “Se ci lasci, è un affare”, parodia anti-Fini del vecchio successo di Iglesias “Se mi lasci, non vale”. Certo che i fedelissimi del Cav hanno proprio il dente avvelenato. VaffanJulio
Silvio Berlusconi: ultimo gong. Voto 3. Alla cena di Arcore, siluri per Fini. Ma il premier è all’angolo del ring, scoraggiato, indeciso, impaurito, “suonato”. E’ in mano a Bossi. Povero Cav., povera Italia.
Umberto Bossi: ultimo fuoco. Voto 3. Il Senatur guida le danze e sale con il premier sul Colle per chiedere la rimozione di Fini da presidente della Camera. E punta sulle elezioni “prima di Natale”. Incendiario.
Chi giurava (o sperava?) che dopo Mirabello non sarebbe cambiato niente dovrà presto prendere atto che qui sta per cambiare tutto. E presto, molto presto.
Si apre una stagione politica completamente nuova.
Il primo dato politico, un vero e proprio macigno, è che da ieri in parlamento c’è una maggioranza potenziale numerica per cambiare la legge elettorale (che dice in proposito il Pd?) e la stessa maggioranza c’è per mettere finalmente mano al conflitto d’interesse.
Roba da mettere definitivamente ko il premier, il governo, la maggioranza di destra, il berlusconismo, il bipolarismo Made in Italy.
Ad Arcore, stasera, non sarà facile uscire dal più classico “cul de sac”.
La reazione di Berlusconi e Bossi a Fini sarà di totale chiusura, indicando nello strappo del voto anticipato, la via d’uscita.
Ma i sondaggi promettono tempesta, con il Pdl in netto calo, addirittura del 7-8 per cento: una debacle annunciata.
Adesso, davvero, Silvio Berlusconi è un uomo solo al comando. Presto continuerà a restare solo, ma senza più comando.
Continua a leggere: Il dopo Mirabello: tuoni e fulmini. Tempesta in arrivo?
Nessuno aveva mai “smontato” così, pezzo dopo pezzo, Silvio Berlusconi e il “berlusconismo”, come ha fatto ieri sera Gianfranco Fini a Mirabello.
Non solo non c’è più il Pdl, non solo è definitivamente chiusa la stagione del partito del “predellino”: è stata colpita al cuore l’anima e tutta l’impalcatura della destra aziendalista, populista ed “eversiva” del Cavaliere (e del suo sodale Umberto Bossi).
Rispetto a una analisi lucida e impietosa (niente si salva del pensiero e dell’operato di Berlusconi) dell’ex leader di An, passano in secondo piano persino le pesantissime bordate contro il governo e contro i suoi ministri forzisti.
Adesso non ci sono più veli. Fini non è amico della sinistra. Fini è nemico di Berlusconi e di Bossi. Fini non sterza a sinistra. Fini sterza verso una destra moderna ed europea che non mette in discussione e anzi condivide i valori della Costituzione e i principi basilari della democrazia.
Qui il solco con Berlusconi (e Bossi) si fa incolmabile. Qui la rottura si consuma e diventa rottura storica, oltre che politica.
Ma da avveduto e consumato politico ora Fini non sbatte la porta, rilancia col “patto di legislatura” lasciando il cerino in mano a Berlusconi.
Cos’è l’annunciata “terza gamba” (del governo) di Fini, se non la “graticola” su cui bruciare a fuoco lento il premier, la trappola mortale per Berlusconi e il governo?
C’è solo un rischio, ed è pesante: non sarà solo Berlusconi ad esserne logorato, ma l’Italia tutta. Cosa aspetta ancora l’opposizione a scendere in campo?
Continua a leggere: La "terza gamba" di Fini per il ko finale di Berlusconi. Dov'è l'opposizione?
Fini racconta ‘urbi et orbi’ cosa farà da ‘adulto’: distrugge il Pdl e lancia la sfida di un patto a tre nella maggioranza. Il Cav, però, è una specie di ragazzino più grande e prepotente che non ci sta e vuole seviziarlo. Mira-bullo
Il premier compie forse una retromarcia sul processo breve e cerca intanto di fare gli occhi dolci ai finiani moderati…manco fosse Paris Hilton. A parte che lui e Paris Hilton hanno in comune solo la passione per i tacchi, non pare comunque che la strategia degli occhi dolci possa dare i frutti sperati (almeno in questo frangente). Dunque il Cav si sta illudendo. Non vender troppo in fretta la pelle dell’Urso
Il cambio al vertice della Cgil si avvicina. E per la prima volta la guida del maggiore sindacato italiano passerà a una donna. Marchionne troverà un interlocutore più dolce e ‘morbido’? Susanna Ca-mousse
Sono i due fedelissimi dei loro rispettivi leader. Lei adora Pierluigi Bersani e lo appoggia su tutta la linea senza un minimo tentennamento. Lui venera Silvio Berlusconi come un dio in terra e pende letteralmente dalle sue labbra. Con loro due a chiosare e a corroborare, ogni cagata partorita dalla premiata ditta Ber&Ber si trasforma per magia in un pregiato concetto politico. Bindi-bi Bondi-bi Bu!
Gianfranco Fini: inizio corsa, Voto 9. L’ex leader di An mena duro: “Il Pdl non c’è più” e smonta pezzo per pezzo Berlusconi e il “berlusconismo”. Nasce la nuova destra costituzionale e democratica. Svolta storica. Urne aperte in primavera.
Silvio Berlusconi: fine corsa. Voto 2. Il premier tace e incassa le bordate distruttive di Fini. La crisi politica è esplicita: urge chiarimento in parlamento. Il partito di maggioranza non c’è più. E nemmeno la maggioranza. 17 anni al vento. Italia ko.
Gheddafi se n’è andato da qualche giorno, ma le polemiche non si sono spente subito. I finiani hanno vibrato: “L’Italia è diventata la sua Disneyland”. Un parco giochi popolato da curiosi personaggi. Papi-rino
Durante i giorni romani, il rais è sembrato tenere in pugno i suoi interlocutori italiani, sia politici che economici. Tutti erano pronti ad assecondarlo su ogni cosa in nome del vil denaro. E lui si è scatenato, ancora una volta. Senza fr-Eni
E’ spiccato il silenzio di Bossi durante la visita del Colonnello. Il Senatur ha mandato avanti gli altri del Carroccio a parlare. Lui invece si è tenuto alla larga da tutta la sarabanda. E ben distante dal Cav stesso. Caro amico, ti schivo
E’ stata bufera sui predicozzi pro-Islam del dittatore e sulla richiesta di un’audience composta da ragazze giovani e belle. In definitiva, si tratta dei tipici delirii senili di un maschio potente e megalomane. Noi ne sappiamo qualcosa. Inverecondom