Strana Italia che si ritrova sullo stesso piano Silvio Berlusconi e Beppe Grillo. Il Cav e l’ex comico avanzano a zig zag su un piano inclinato con un gioco sempre più scoperto che va al di là del “tanto peggio tanto meglio”.
I due, pur partendo da punti opposti, alimentano la marea montante che pesca nel torbido civettando con l’antipolitica. Perché questa esasperata ed esasperante volontà di dimostrare che sono tutti uguali e tutti da buttare?
Quali carte in regola ha il Cav, con tutte le malefatte e con la sua allegra brigata, per ergersi ancora una volta a paladino degli interessi degli italiani e dell’Italia? E come dare carta bianca a Grillo, quando, al di là di ovvie e scontate dichiarazioni su ingiustizie e privilegi, l’applicazione della sua linea politica porterebbe all’isolamento e alla bancarotta il Paese?
Che questa politica sia malata alla radice, lo ripetiamo tutti. Ma anche nel cesto delle mele bacate, c’è quella ancora commestibile. E, in mancanza di nient’altro, mangiabile.
E’ evidente che, da banda opposta, Berlusconi e Grillo (e non solo loro) cercano di inguaiare il Pd. Il partito di Bersani, non è certo senza macchie, già paga di suo per mandar giù i rospi del governo tecnico.
A Bersani si chiede più chiarezza nella linea politica e più decisione nel ripulire il partito, ma non si può chiedergli di chiudere bottega. Un regalo troppo grande per chi, come Berlusconi e Grillo, non aspettano altro che cada l’ultima barriera e sguazzare nel caos.
Gira e rigira, nel malridotto centrodestra italiano è sempre Silvio Berlusconi a dare le carte. O meglio, Pdl, Lega e spezzoni di partiti nelle zone limitrofe sono così messi male che sperano ancora nel Cavaliere, in un suo estremo rilancio, in una sua nuova proposta politica.
E Berlusconi, a cui piace essere pregato per fare quello che più gli piace fare (cioè il padre padrone di tutto e di tutti), ci sta e tesse febbrilmente il nuovo mosaico. Qual è il disegno?
Sic et simpliciter sempre lo stesso, riverniciando una vecchia macchina scassata: il bipolarismo muscolare. I due fronti contrapposti, moderati di tutti i colori da una parte, da contrapporre alla sinistra (sempre bollata come comunista … come notoriamente “comunisti” sono i vari Fioroni, Marini, Rosy Bindi, Follini ecc. ) intenta ad aprire le porte dell’Urbe e fare entrare i cavalli dei cosacchi pronti a prosciugare l’acqua delle sacre fontane. Tutto qui?
Non proprio. Non solo è un film già visto e i risultati dello spettacolo sono sotto gli occhi di tutti. Il bello, si fa per dire, è che il buon Bersani (spinto da molti suoi compagni) ha già imboccato la strada verso la trappola.
Illuso dal successo di Hollande e dalla tenuta del Pd alle ultime amministrative, Bersani rispolvera la foto di Vasto e addirittura ordina di tingere di rosso la nuova tessera del partito, rievocando il Pci democratico, socialista, riformista tipo emiliano. Dritto dritto nella bocca del lupo. Quella del Cav.
Nel bailamme del Pdl e più in generale del centro-destra Silvio Berlusconi ricomincia dalla … comunicazione. Più dei contenuti e del contenitore il Cavaliere lavora sul messaggio e sul rapporto fra partito ed elettori.
Dov’è la novità? C’è ed è profonda. Berlusconi sostituisce la televisione con internet, puntando (quasi) tutto sul web, inteso anche come mezzo per recuperare elettori e arginare l’antipolitica sempre più diffusa nel Paese.
Il Cavaliere “insegue” sulla rete internet Beppe Grillo, reduce dall’exploit delle ultime amministrative e pronto per le prossime politiche per dare l’assalto al Parlamento con il suo movimento-partito 5 Stelle. In verità il modello seguito da Berlusconi è quello di Barack Obama tanto che il sito forzasilvio.it lancia l’appello: “Impegnati con me per cambiare l’Italia” esattamente come quello del presidente Usa barackobama.com: “Stand up with the president”.
Attivo da poco più di sei mesi, il sito del Cav cresce forte e ha già superato 250 mila iscritti, con la pagina facebook che vanta quasi 500 mila amici! E’ questa la strada, ne sono convinti a via dell’Umiltà, per chiudere le obsolete sezioni di partito, lontane dai cittadini e conventicole per le infinite beghe intestine fra correnti e i capi bastone.
Da qualche mese sono stati arruolati i “volontari digitali”. Un esercito di circa cinquecento simpatizzanti - dopo l’estate saranno almeno il doppio - con il compito di irradiare nel web il messaggio berlusconiano. Scrive linkiesta.it: «Un porta a porta virtuale» con cui il Pdl conta di invadere la rete e i social network e convincere tanti elettori delusi. E poi c’è la political digital academy. La scuola di formazione internettiana, per allenare i candidati pidiellini a navigare in rete.
Dunque, il Cavaliere non molla l’osso, rilancia, passando dall’era dei “nani e ballerine” a quella tecnologica del 2.0. Ma sempre fumo è. Dove sono i contenuti, dov’è il prodotto, chi sono i nuovi “venditori”?
“Se uno vende aria fritta, - scrive un blogger - non importa che quell’aria fritta sia comprata al mercato o via credit card da un sito internet, sempre aria fritta è”. E qui, forse, casca l’asino. Cioè, il Cav.
Pier Luigi Bersani: addormentato. Voto 5- Col Pdl al 19,5% (Cdx compreso Terzo polo al 37%), col Csx al 47% (più Grillo al 5%) cosa aspetta il segretario del Pd a puntare sulle urne? Italia a rischio Grecia.
Silvio Berlusconi: sverniciato. Voto 3- Il Cav cerca di rialzarsi dopo il ko delle amministrative lanciando l’idea di una nuova federazione dei moderati. Pier Ferdinando Casini ha già … l’amo in bocca?
Anna Maria Bernini sul Movimento 5 stelle a Ballarò: “E’ il momento dei comici in politica”. Strano, eppure pensavamo che il Cav fosse in declino…mah. Silvio e Ollio
Mentre Berlusconi è a Mosca a festeggiare, i grillini Federico Pizzarotti, Paolo Putti e compagnia bella raccontano come il M5s si stia incuneando al Nord nella crisi del forza-leghismo. Caro Cavaliere, come la mettiamo? Basta trastullarsi. Il lettone di Putti
Casini mette una croce sul Terzo polo: “Ok, basta. Si chiude la baracca”. Il dispiacere pervade la Penisola, orde di cittadini vanno in giro a flagellarsi per la disperazione. E Fini? Ormai gli si prospetta un ruolo da guardarobiere a casa di Pierferdi. Il presidente della (anti)Camera
Il leader Udc intanto pensa a fondare per la settima-ottava volta il partito della Nazione. Ma nella politica italiana trionfano malaffare e corruzione e Pierfurby non incarna certo il dirompente nuovo che avanza. Il Partito della dazione
B&B: espulsi. Voto 2- Defunti il partito del predellino e quello padano. Il Cav del bunga bunga può restare in Russia con Putin. Il Senatur dei lingotti e delle lauree comprate può scegliere fra Tanzania e Albania, accompagnato dal Trota & C.
ABC: bocciati. Voto 3- Risultati diversi per Alfano, Bersani, Casini ma accumunati nella stessa sconfitta. Il Pdl ha tradito i conservatori e i liberali, il Pd i lavoratori, l’Udc i ceti medi. Svolta subito! Nuove identità, nuove leadership. Go home!
In tempo reale, i mercati reagiscono con il pollice verso al verdetto anti-rigore del voto di Parigi, Atene e Berlino. Fortuna, si fa per dire, che in Italia i risultati si sapranno oggi pomeriggio e che al voto amministrativo sono chiamati “solo” 9 milioni di italiani.
Si sa già che solo la metà (circa) voterà e che i “grandi” partiti usciranno con le ossa rotte. Più di tutti il Pdl, il cui padre-padrone tende a togliere valenza politica a questa tornata elettorale, tant’è che lascia i suoi, orfani, volando a Mosca dall’amico Putin.
Berlusconi sa bene l’aria che tira in queste elezioni, tant’è che si è ben guardato dal metterci la faccia. Solo un anno fa il viso tirato a lucido del Cavaliere troneggiava su tutti i manifesti elettorali e nel logo dei principali candidati Pdl: “Silvio Berlusconi per Letizia Moratti”, “Berlusconi per Gianni Lettieri”.
Così ovunque: il Cavaliere supporter, promoter, valore aggiunto (insostituibile) dei candidati e del centro-destra, in tutta Italia dove si votava per le amministrative di allora. Che fine ha fatto?
Perché il “ghe pensi mi” è stato totalmente assente nella campagna elettorale e oggi dimostra platealmente il proprio disinteresse dal risultato rifugiandosi da Putin? Per i candidati del Pdl o per quelli delle liste civiche vicine al Pdl, Berlusconi è diventato figura ingombrante, sinonimo di sconfitta.
Il Cav lo sa. Così come sa chi incolpare domani per la debacle annunciata. E’ pronto a girar subito pagina e a tirar fuori l’ennesimo coniglio (di pezza) dal proprio cappello. Certo che gli italiani lo seguiranno. Come il pifferaio di Hamelin.
Puntuale come un treno (non italiano) arriva, a poche ore dalle amministrative del 6-7 maggio, la sentenza di Silvio Berlusconi: “ Queste elezioni non avranno valore politico”.
Il Cav teme il risultato, tant’è che, prevedendo una grandinata disastrosa, invece di seguire lo scrutinio andrà a festeggiare a Mosca con l’amico Putin.
Dopo lunedì, le urne scopriranno il volto di un’Italia diversa, di italiani sempre più lontani dalla politica e decisi ad approfittare di una opportunità come quella data dalle urne, per mandare segnali inequivocabili: punire i partiti “tradizionali” e, fra questi, soprattutto chi ha governato gli ultimi anni, punire la politica, con l’astensionismo.
Ci saranno conseguenze politiche che non risparmieranno Berlusconi e il Pdl ma che lanceranno segnali precisi su molti fronti. A parte la bufera abbattutasi sulla Lega di Bossi, saranno Berlusconi e il suo partito a subire maggiormente il vento dell’antipolitica.
Si vota per eleggere consigli comunali e sindaci, e fin qui alla fine, dopo i ballottaggi, il quadro non subirà ribaltamenti totali. Ma il messaggio politico costringerà i partiti a ridiscutere se stessi, a reimpostare identità e alleanze, a rimodulare il rapporto con il governo Monti e con i cittadini.
Come scrive Barbara Fiammeri oggi sul Sole 24 Ore: “Berlusconi ha bisogno di tempo: che fare del Pdl, quale legge elettorale (modello tedesco rafforzato ndr) che gli consentirebbe di avere voce in capitolo anche qualora il suo partito risultasse sconfitto alle elezioni. E’ la condizione per tenersi aperta la possibilità della grande coalizione anche in futuro e impedire la Conventio ad axcludendum tra Bersani e Casini”.
I leader del Pd e dell’Udc sono avvisati. Anche gli italiani.
Silvio Berlusconi: riciclato 1. Voto 3. Il Cav elettorale prima alimenta l’antipolitica poi difende i partiti (il suo) e minaccia Monti: “Pronti a staccare la spina se non fa il bene del Paese”. E tende la mano a Bossi. B&B di nuovo in campo? Faccia di tolla.
Umberto Bossi: riciclato 2. Voto 3. Il Senatur vuole riprendersi il Carroccio: “Per il bene del Paese”. E le procure scoprono una laurea del Trota presa “al volo” in Albania pagata (si sospetta) con i fondi della Lega. Cioè con i soldi degli italiani.
Si profila all’orizzonte un’altra grana per Monti: la Rai. Un dossier che potrebbe diventare addirittura esplosivo per le sorti del governo. E il premier è sempre più sfiduciato. Non sa più a che Santoro votarsi
Tremonti racconta a La7 perché da ministro dell’Economia evitò il buco di bilancio. Ma a un tratto Nicola Porro ridacchia e lo avverte: “Si è visto un buco nella sua camicia”. Gelo in studio e Tremonti cerca di salvare il salvabile: “Era un bottone”. La crisi colpisce anche il look del Divo Giulio? Ferragamo? No, Ferra-gramo
Il Cav non comanda più e allora cerca almeno l’ebbrezza del potere altrui: mentre il prossimo weekend in Italia si voterà, lui infatti sarà in Russia a festeggiare l’insediamento dell’amicone Putin al Cremlino. Editto Bulgakov
A proposito di Russia: il grande Majakovskij narrò il proprio orgoglio di essere cittadino sovietico. Berlusconi è semplicemente orgoglioso di essere ospite fisso nella dacia dello zar. Maialovskij