Pier Ferdinando Casini: spaghetti western Voto + 8. Il leader dell’Udc rifiuta le “rivelazioni” di Ciancimino jr: “Ritenere che Forza Italia sia prodotto della mafia, significa offendere milioni di elettori e falsificare la realtà”. C’era una volta l’Italia.
Mariastella Gelmini: bavaglio. Voto – 9. La ministra maestra “unica” dell’istruzione con una mano apre al confronto sulla sua “riforma epocale” e con l’altra oscura tutti i forum del sito istituzionale Indire. Libertà di … censura. La Cina è vicina.
La Rai rinuncia e Youdem.tv si lancia sul dopofestival di Sanremo. Ecco prendere corpo la strategia politica di Bersani: canta che ti passa. Previste le esibizioni dei New VelTrolls e di Marco D’AleMasini con la canzone ‘Vaffanculo (a tutti)’. Atteso un grande ospite internazionale: sì, proprio lui, il leader degli U2. Del Bono Vox
Al festival non mancherà anche una sezione ‘vintage’ dedicata alle cover d’annata. Arturo Parisi canterà ‘Amici non ne ho’ di Loredana Bertè, Paola Binetti si esibirà in cilicio da sera con ‘Cerco un centro di gravità permanente’ di Franco Battiato e Francesco Rutelli rispolvererà una canzone molto legata al proprio vissuto: ‘Uomini soli’ dei Pooh. Grazie dei Fior-oni
L’attentato di Tartaglia a Berlusconi fu solo una messinscena? Genchi ha corretto il tiro dopo le esternazioni al congresso Idv, ma intanto fioccano in Rete le ricostruzioni video che pongono interrogativi sulla reale natura di ciò che accadde il 13 dicembre a Piazza Duomo. Tutta finzione? Macchinazione quasi pirandelliana? Così è (se vi papi)
Intanto il Cav pensa a un rimpasto per il dopo-Regionali. In fila per entrare nel governo ci sono Santanchè, Augello e altri. Furioso Topo Gigio per la poltrona da sottosegretario alla Salute promessa e mai arrivata. Forse scriverà un libro a quattro mani con Paolo Guzzanti sugli scheletri (e i peluche) nell’armadio del premier. (Pu)pazzo di rabbia
L’affermazione, progressivamente, di youtube, e siti analoghi, ha creato un alibi pericoloso. Chi dovrebbe occuparsi dell’approfondimento ha smesso di farlo convinto che la contaminazione tra media e pubblico avrebbe ridotto tale necessità.
La settimana scorsa, ad esempio, ben pochi giornalisti hanno spiegato ai propri utenti la storia pubblica di Massimo Ciancimino. Chi è nato, ad esempio, negli anni novanta non è messo nelle condizioni di conoscere il proprio paese attraverso storie come queste.
Per questo motivo abbiamo deciso di incontrare il giornalista dell’Unità Nicola Biondo, autore insieme a Sigfrido Ranucci, de “Il Patto” che racconta appunto la relazione che c’è tra lo Stato e la Mafia.

In molti, compreso chi vi scrive, avevano ipotizzato la creazione di un nuovo ministero per Guido Bertolaso, meritevole secondo quanto dichiarato da Silvio Berlusconi nelle scorse settimane di un incarico politico più importante.
Questo, secondo l’Unità, non accadrà. Il Capo della Protezione Civile, diventata a tutti gli effetti una Spa, dovrebbe prendere il posto di Sandro Bondi, attuale Ministro dei Beni Culturali, dirottato a sua volta al coordinamento nazionale del PdL.
Da capire rimane, ad oggi, le motivazioni di tale scelta. Trattasi solo di contentino per fedeltà dimostrata o affidando i Beni Culturali si sta ammettendo, implicitamente, che esiste un’emergenza anche sulla gestione dell’arte?
Continua a leggere: Beni culturali: fuori Sandro Bondi, dentro Guido Bertolaso
Antonio Di Pietro: padrepadrone. Voto – 8. Il leader dell’Idv trionfa al congresso della “svolta”, ma lo statuto del partito resta “affar suo”: solo 6 persone, tutte nominate dall’ex pm, possono modificarlo. Se non è zuppa, è pan bagnato.
Angelino Alfano: voce del padrone. Voto – 8. Il ministro della Giustizia a difesa di Berlusconi, che “vorrebbe andare ai processi, ma è impegnato a governare”. Patetico! Alfano, Guardasigilli o “guardaspalle”?

Come osservava giustamente Enrico Mentana (sull’ultimo numero di Vanity Fair) e Luca Telese (nell’intervista che ci ha rilasciato prima della ripresa di Tetris) al momento tradurre il progetto politico di Pierluigi Bersani è praticamente impossibile.
Per fortuna, in Italia, c’è la televisione a chiarirci gli obiettivi del Partito Democratico la cui emittente, youdem.tv, dovrebbe trasmettere il Dopofestival cancellato da RaiUno per contenere i costi della kermesse sanremese.
“Dove c’è la gente – ha dichiarato lo stesso Bersani, uscito dal suo silenzio catartico - ci siamo anche noi con il nostro modo di essere e il nostro punto di vista. In questo caso ovviamente ci rivolgiamo soprattutto ai giovani, cercando di favorire una discussione su quello che succede”.
Continua a leggere: Il Pd di Pierluigi Bersani produrrà il Dopofestival di Sanremo
Nonostante abbia incassato il legittimo impedimento in prima lettura alla Camera, il SuperCav si lamenta con i suoi: “Potevano almeno lasciarci inserire, tra gli impegni che costituiscono un giustificato motivo di assenza dai tribunali, le partite internazionali del Milan. Che giustizialisti e forcaioli di m…”. Cappio’ns League
Il governo mette in dubbio l’ennesimo rinnovo dei sostegni all’auto e persino Schifani si scaglia contro la Fiat. Marchionne affronta ora la cosa con sufficienza, ma forse era meglio giocare i soldi al gratta e vinci piuttosto che darli al Lingotto. Gli (spr)eco-incentivi
L’uomo del pullover blu adesso dice che gli aiuti drogano il mercato e che è meglio votarsi a una vera politica industriale. Poi però non fa nulla per mantenere i livelli già bassi della produzione d’auto interna. Tu sTermini Imerese
Palazzo Chigi cerca di imporre ‘manu militari’ il nucleare ad alcune regioni ribelli. I governatori di Basilicata, Puglia e Campania hanno promesso che resisteranno a oltranza. L’invasore che arriva da Roma in nome dell’atomo non avrà vita facile. Depravatar
Continuiamo nella nostra autocritica: non è vero che questo Governo non fa niente. Magari! Questo Governo, pezzo per pezzo, “smonta” l’Italia.
La riforma della scuola approvata dal Cdm, definita dal ministro Gelmini “epocale”, non è un salto all’indietro: è un salto nel nulla. Famiglie, insegnanti e studenti sono nel caos. Persino il Consiglio di Stato ha espresso valutazioni negative.
Di epocale ci sono i tagli voluti da Tremonti, cui tutto l’esecutivo si è piegato. La riforma non è altro che una serie di misure dettate da necessità di cassa, per contenere la spesa pubblica.
Il Governo e la maggioranza hanno fatto tutto da soli, privando il Parlamento e il Paese di un confronto doveroso e approfondito.
La scuola della Gelmini avrà meno ore da dedicare agli studenti, meno materie e meno insegnanti, con una mazzata “epocale” ai precari. La scuola targata Gelmini più che volano di crescita per il Paese diventa lo “specchio” di una nazione alla deriva, fanalino di coda dell’Europa che marcia con un altro passo.
Continua a leggere: La riforma della Gelmini, mazzata "epocale" per la scuola

L’attualità spesso non agevola la memoria. Anzi. La contrasta non permettendo all’elettore di valutare i propri amministratori in modo lucido. Preciso. Tralasciando l’aspetto ludico che spesso inquina i mass media dove la presenza degli esponenti politici è massiccia ma non sempre congrua al ruolo che ricoprono.
Umberto Bossi oltre ad essere il leader della Lega Nord, padre di tale Renzo al quale è stata garantita una candidatura, l’alleato senza il quale a Silvio Berlusconi non sarebbe permesso di andare in giro ironizzando sulle somiglianze con il bambinello (mentre in patria ad attenderlo c’è un’epifania moderna, perché di questo si tratta il legittimo impedimento) è un Ministro.
A lui competono le riforme e il federalismo. Tutti, giornalisti e no, dovremmo averlo ben presente prima di ridere su ciò che l’esponente politico si diletta a fare nel tempo libero quando, emulando il poeta Sandro Bondi e l’anchorman Silvio Berlusconi, scrive componimenti per Telepadania.
Continua a leggere: Ispirato da Sandro Bondi Umberto Bossi diventa poeta per Telepadania
Pier Luigi Bersani: vox populi. Voto + 8. Il segretario del Pd, sul legittimo impedimento approvato ieri alla Camera, non ha peli sulla lingua: “Berlusconi non vuole farsi giudicare e blocca l’Italia. Ciò suscita repulsione e indicazione”. E gli italiani stanno a guardare. Chi si contenta gode.
Umberto Bossi: pontificatore. Voto – 8. Il capo del Carroccio bacchetta l’Udc: “Diamo tempo ai peccatori di pentirsi”, fa il guardiaspalle di Berlusconi sul legittimo impedimento: “andava fatta e l’abbiamo fatta”, difende il figlio Renzo la “trota”, candidato imposto. Il Senatur vola … “alto”.