
In Rai, al momento, qualcosa non gira. Al di là delle polemiche scoppiate attorno ad Augusto Minzolini contro il quale oggi, giovedì 6 maggio, si terrà l’ennesimo sit-in di protesta per il servizio realizzato sul caso Mills nelle ultime settimane sono arrivati agli onori della cronaca altri due casi.
Il primo riguarda Simona Ventura. L’intervista fatta per la propria web tv ad Aldo Busi, epurato dalla televisione pubblica, avrebbe complicato i rapporti tra l’azienda e la mattatrice dell’isola dei famosi che si dedicherà ad un progetto spagnolo in attesa di riavere dai vertici la fiducia di cui ha sempre goduto.
Fatta eccezione per il volto di RaiDue i veri casini in Rai li stanno avendo chi si occupa d’informazione. A Corradino Mineo, direttore di RaiNews24, sarebbe stata cancellata la rassegna stampa che tutti i giorni conduceva in simultanea per RaiTre e il canale di cui è responsabile.
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Il terremoto registrato lo scorso anno a l’Aquila è diventato oggi l’argomento per riempire i vari contenitori televisivi di solito farciti con quella parte di attualità che di reale non ha nemmeno più i protagonisti.
All’Aquila, per ricordare le vittime è arrivata persino, Lorena Bianchetti che per l’occasione ha confezionato uno speciale dell’Italia sul Due che abitualmente pone l’accento su quanto accade ai naufraghi di Simona Ventura.
Di quanto successo tra la notte del 5 e il 6 aprile del 2009 ha deciso di occuparsene persino Federica Sciarelli che ieri sera ha dedicato una parte di “Chi l’ha visto?”, storico programma di RaiTre nato per rintracciare le persone scomparse, agli aquilani che non abitano più nelle case distrutte dal sisma.
Continua a leggere: Un anno dopo il terremoto dell’Aquila: dalla realtà al reality

Durante le interviste che Simona Ventura rilascia ai conduttori che lavorano per editori privati è solita sostenere che esistono più RAI. Fortunatamente ha ragione se a poche settimane dall’inizio del Festival di Sanremo, dove parteciperà anche Povia con una canzone dedicata ad Eluana Englaro, su Radio 2 i conduttori di “Dispenser” polemizzano (giustamente) contro Eugenia Roccella.
Il sottosegretario di Stato al Lavoro, alla Salute e alle Politiche sociali ha criticato pubblicamente il nuovo numero di Dylan Dog per via di un velato riferimento all’eutanasia. Poco importa se la pratica, oltre ad essere presa in considerazione da un editore privato, è perfettamente congrua alla storia.
Eugenia Roccella l’ha criticata comunque denunciando pubblicamente che la polemica non era frutto di una lettura approfondita del manoscritto. Ho sentito. Mi hanno detto. Quindi polemizzo.
Continua a leggere: Eutanasia: Eugenia Roccella contro Dylan Dog

Silvio Berlusconi non è certo un eccellente statista. L’assenza di doti attribuibili a questo tipo di professione, di cui fa semplicemente la satira, riesce a mascherarle grazie alla comunicazione. Veloce. Immediata. Invidiata da buona parte dei suoi avversari politici che spesso non sono neanche dei buoni amministratori.
Silvio poco prima di ogni campagna elettorale, poco importa se sia finalizzata ad un Comune o all’Europa, propone al suo pubblico un progetto in grado di conquistare anche il compratore più diffidente.
Nel 2002, giusto per fare un esempio, inventò il poliziotto di quartiere che (come documentato ieri da La Stampa) scomparve poco dopo. Oggi. Nel 2010 alza l’asticella e ai suoi telespettatori propone un moderno reality show. Per Haiti partirà infatti Guido Bertolaso.
Continua a leggere: Silvio Berlusconi specula su Haiti. Sul posto l’inviato Guido Bertolaso

Deve essere stato un brutto colpo per Renato Brunetta sapere che Simona Ventura, simbolo nazional-popolare, abbia deciso di non sostenere la sua campagna attuata per rendere pubblici i compensi dei conduttori Rai.
Lui che deve il suo successo mediatico, se di tale si può parlare, alla televisione bocciato da una delle rappresentanti più illustri del mezzo. Ma in queste ore l’allievo di Silvio Berlusconi non deve fare i conti solo con i pensieri di una soubrette.
Stando a quanto pubblicato da l’Espresso la cura Brunetta, grazie alla quale il numero dei fannulloni operanti nella pubblica amministrazione sarebbero stati ridotti drasticamente, non ha fatto effetto. Anzi.

L’allievo, Renato Brunetta, è riuscito a superare finalmente il maestro, Silvio Berlusconi. Più populisti del Ministro della Pubblica Amministrazione al Governo ci sono davvero poche persone.
A poche settimane dal rinnovo del canone televisivo l’esponente politico ha proposto al direttore generale della RAI, Mauro Masi, affinché nei titoli di coda di ogni trasmissione televisiva ci sia anche la voce riguardante i compensi del presentatore.
Al di là di tutta una serie di difficoltà pratiche (la stessa persona potrebbe essere stata pagata anche in qualità d’autore ma sul proprio contratto potrebbe non essere stato previsto una suddivisione specifica degli incarichi), l’intervento di Renato Brunetta è uno dei più sterili che siano mai stati fatti attorno alla televisione pubblica.
Continua a leggere: Renato Brunetta: “Gli stipendi dei conduttori Rai nei titoli delle trasmissioni”

Invece di risolvere i propri problemi, con il Tar del Lazio, Mariastella Gelmini preferisce disquisire su delle provocazioni che i media qua e là riprendono alterando il dibattito sulle quote rosa che, come dichiarato da Daniela Occhiali su polisblog, andrebbe rivisto. Per essere davvero utile.
Avallando la posizione del Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, il Ministro della Pubblica Istruzione ha deciso di non manifestare la propria solidarietà a Rosy Bindi su quanto Silvio Berlusconi e Roberto Castelli hanno detto in una recente puntata dello show di Bruno Vespa. Porta a Porta.
“Solidarietà a Rosy Bindi? Nessuna. Nemmeno io – ha dichiarato Mariastella Gelmini - a mio tempo l’ha ricevuta. Repubblica ed Espresso avevano scritto cose terribili su di me, che mettevano in discussione la mia onorabilità, tanto che li ho querelati. La Bindi non dia lezioni, sarebbe fuori dalla storia”.
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