
Il neosindaco di Napoli Luigi De Magistris aveva annunciato che avrebbe risolto l’emergenza della monnezza napoletana in cinque giorni. O almeno che avrebbe avviato il processo di smaltimento, se proprio non vogliamo credere al miracolo.
Ebbene, il periodo scade oggi, quinto giorno, e non è che si sia visto granché. Ecco come si giustifica l’esponente Idv:
“La soluzione era stata trovata grazie ad un accordo fra Prefettura, Regione, Provincia e Comune. Avrebbe consentito di liberare Napoli dai rifiuti in 5 giorni, prevedendo anche la realizzazione di un sito di trasferenza nella stessa città. Questa soluzione purtroppo sta naufragando e non per responsabilità del Comune di Napoli. L’accordo c’era. Poi nessuno può mettere in preventivo che arrivino atti illegittimi da parte delle istituzioni”
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Chi è Boris Johson? Alcuni di voi lo ricorderanno come uno degli autori, insieme a Nicholas Ferrell, della famosa intervista a Berlusconi in cui il nostro premier disse che Mussolini non uccideva nessuno e mandava gli oppositori in vacanza al confino. Un secolo fa, era il 2003.
Oggi Boris Johnson è il sindaco di Londra, e ha scritto, per il periodico conservatore inglese “The Spectator” (lo stesso che pubblicò l’intervista di Berlusconi nel 2003) un articolo dal titolo “più potere alla stampa”. Come ci ricorda Fabio Cavalera dal suo blog, Johnson ha difeso la libertà di stampa e il ruolo dei giornalisti nella società contemporanea. Citiamo Cavalera:
“[…] i giornalisti saranno pure troppo curiosi, invaderanno pure sfere private, magari (quelli televisivi della Bcc) saranno super pagati con fondi pubblici, ma alla fine il malaffare, la corruzione, la criminalità (ovvero ciò che scoprono e raccontano i quotidiani e i magazine) non sono il risultato di comportamenti illeciti degli stessi giornalisti ma di quei soggetti (anche i politici) che vorrebbero essere al riparo da critiche, inchieste, reportage.”
Cristina Giudici, giornalista (del Foglio e di Grazia) e autrice di “Leghiste, pioniere di una nuova politica” (edito Marsilio), ha deciso di spiegare le storie delle donne del partito di Umberto Bossi molto tempo prima delle elezioni che hanno decretato il successo della Lega Nord.
Durante l’intervista che ci ha rilasciato più volte ha posto l’accento sull’utilizzo sbagliato dei termini utilizzati da molte persone che in questi anni frettolosamente hanno deciso di raccontare un fenomeno che non è più tale.
La Lega Nord è ormai una realtà probabilmente più meritevole di altre se le donne sono riuscite a conquistarsi ruoli importanti senza il bisogno delle quote rosa. Cristina Giudici in un passaggio del nostro incontro ha azzardato una previsione politicamente molto interessante.
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Seppellita dalle voci sulla nuova manovra finanziaria e dai vari scandali ieri è passata relativamente sotto silenzio la tornata elettorale valdostana, che vedeva pur sempre alle urne un comune capoluogo, sebbene non tra i più grandi.
E alla fine Aosta ha riservato la sorpresa, cadendo per la prima volta in mano alla coalizione di centrodestra guidata dal neo-sindaco Bruno Giordano. Chiave del successo il voltafaccia dell’Union Valdotaine, che ha deciso di allearsi col Pdl e ha fatto da fulcro della coalizione con il suo 23,7%.
Nel totale del 59,7% si segnalano inoltre il 18,6% della Stella Alpina, 10% al Pdl e 8% alla Federation Autonomiste. Deludente il Pd, fermo al 13; catastrofica la Lega Nord, che registra il peggior risultato d’Italia col un misero 1,6%. Il Carroccio non avrà quindi alcun rappresentante in consiglio.
Continua a leggere: Svolta storica ad Aosta: primo sindaco di centrodestra dal dopoguerra

Dobbiaco, in tedesco Toblach, paesino da favola nelle dolomiti sudtirolesi e luogo di villeggiatura per moltissimi affezionati turisti. Fino ad oggi noto solo per le suddette qualità, è improvvisamente assurto alle cronache per le dichiarazioni da brivido del presidente della provincia autonoma di Bolzano Luis Durnwalder:
“Sono molto scettico e voglio essere pragmatico: è difficile che a Dobbiaco la gente accetti Bocher come sindaco”
Già perché il primo cittadino democraticamente eletto lunedì scorso pur chiamandosi Guido Bocher - cognome tipicamente locale - è italiano da molte generazioni. Italiano inserito nella comunità, s’intende, perfettamente bilingue e integrato; ma pur sempre di etnia italiana.

Quando domenica avevamo presentato il secondo turno delle elezioni amministrative nei 4 comuni capoluogo sembrava vi si fosse avviati a un en plein del centrosinistra, anche se effettivamente Mantova e Macerata presentavano una situazione non definita.
Era la tradizione sempiterna dell’enclave rossa - da alcuni ribattezzata la Bologna lombarda - ad allontanare i sospetti su un ribaltone, che invece è puntualmente avvenuto. Mantova passa così per la prima volta nel dopoguerra a un’amministrazione di centrodestra guidata dal neo-sindaco Nicola Sodano, che ha raccolto il 52,18% di voti contro il 47,81 dell’uscente Brioni (Pd).
Altra clamorosa affermazione del Pdl quella di Vibo Valentia, dove a nulla è valso l’appoggio dell’Udc a Meschini (Pd), e Nicola D’Agostino ha ribaltato una situazione che alla vigilia appariva davvero impossibile.
Continua a leggere: Dopo 65 anni il centrodestra riconquista la rossa Mantova

Le elezioni regionali appena terminate hanno visto l’indiscutibile affermazione del centrodestra guidato dalla Lega Nord. Le vittorie nel Lazio e in Piemonte sono epocali, e dopo una prima reazione sulla linea dell’”abbiamo vinto anche noi” pure dal Pd cominciano a manifestarsi voci di dissenso dalla linea del segretario Bersani.
Vittoria netta, dicevamo, macchiata da due soli ma assai rumorosi capitomboli: la sconfitta di Castelli a Lecco ad opera di Brivio e la batosta subita da Renato Brunetta a Venezia. Ma mentre Castelli ha reagito con un certo aplomb, dichiarando di aver fatto il possibile senza tuttavia riuscire a risolvere il caos del centrodestra lecchese, il Ministro della Funzione pubblica è clamorosamente sbottato, accusando gli alleati lumbard di non averlo votato.
L’asserzione si basa sul confronto dei dati delle comunali con quello delle regionali nella circoscrizione veneziana, e lamenta che i leghisti sarebbe egoisti e educati a votare solo i propri candidati (vedi appunto Zaia in regione, protagonista di un consenso più che massiccio). Brunetta ha anche evocato lo spettro di una eventuale candidatura di Bossi a sindaco di Milano “tra 10 anni” che per converso potrebbe non essere votato dagli elettori Pdl in stragrande maggioranza nel capoluogo lombardo.
Continua a leggere: Comunali Venezia. L'ira di Brunetta contro la Lega è giustificata?

Molti appassionati di corse e Formula 1 senza dubbio ricorderanno una scuderia “familiare” che non molti anni fa rivaleggiava con Ferrari e McLaren per il titolo. Ok, forse l’ho detta in maniera un po’ roboante. Diciamo che tentava ogni stagioni disperatamente di accumulare quei 2-3 punticini che le permettessero di sopravvivere, magari piazzando un sesto posto a Montecarlo o nei circuiti più imprevedibili e forieri di ritiri.
Quella scuderia era la Minardi (ora Toro Rosso). E oggi a sorpresa proprio lo storico patron Gian Carlo Minardi, romagnolo doc, ritroviamo candidato alla poltrona di sindaco di Faenza da indipendente, ma in realtà schierato con il centrodestra sponda leghista. Si dice sia stato il leader del Carroccio emiliano-romagnolo Gianluca Pini a “stanarlo”, convincendolo a correre alle prossime elezioni dopo anni di pressing infruttuoso.
La cosa curiosa è mche ci troviamo di fronte a un secessionista doc. Non nel senso padano che abbiamo imparato a conoscere dal Carroccio vecchia maniera, ma proprio in ambito regionale. In un’intervista odierna alla Padania, Minardi si dichiara infatti per una Romagna indipendente, innanzitutto dai fratelli maggiori emiliani, non sempre ben sopportati in questa “sottoregione”, e poi chissà…
Continua a leggere: Gian Carlo Minardi: dalla Formula 1 a sindaco leghista di Faenza?

Che piaccia o no al momento ogni partito più che per i contenuti è caratterizzato dalle candidature. Il Popolo delle Libertà, come osservava il Fatto, è il palcoscenico delle veline. Il Pd degli esponenti politici non appartenenti allo stesso partito. L’Italia dei Valori degli ex magistrati.
La Lega Nord, non venendo meno alle altre coalizioni, ha deciso di puntare sui “figli di”. A pochi giorni dal pettegolezzo secondo il quale Renzo Bossi avrebbe sostituito l’assessore lombardo dello sport Piegianni Prosperini, l’ex Ministro della Giustizia Roberto Castelli conferma che per il ragazzo è arrivato il momento di misurarsi con l’elettorato. A Brescia dove correrà per far parte del consiglio provinciale.
“Credo – ha dichiarato lo stesso Castelli - che sia un gesto di coraggio per un ragazzo di 20 anni presentarsi agli elettori. Tanto di cappello”.
Continua a leggere: Elezioni 2010: ufficializzata la candidatura di Renzo Bossi a Brescia
Pdl: ultimatum ko. Voto – 9. L’out out di Berlusconi non piega l’Udc e la Poli Bortone non fa il passo indietro in Puglia. Il Cav. intrappolato?
Pd: ultimo miglio. Voto – 9. Con le dimissioni del sindaco di Bologna Del Bono cade il mito delle regioni “rosse”. Partito liquido o liquefatto?