
Della discussa proposta del sindaco di Milano Letizia Moratti di intitolare una via della città a Bettino Craxi è stato detto molto. C’è però un dettaglio particolarmente significativo che rischia di essere sfuggito a molti - almeno tra i non milanesi.
Ha a che fare con la scelta della via che avrà l’”onore” di perdere il proprio nome per assumere quello dello storico leader socialista. Come ha riportato l’edizione locale de La Repubblica, infatti:
tra le ipotesi allo studio della toponomastica c’è anche la proposta di un esponente del Pd, Roberto Caputo, ex socialista oggi consigliere provinciale, che ha suggerito di cambiare nome a viale Dell’Innovazione alla Bicocca, ex quartiere industriale oggi zona universitaria. «È una sollecitazione interessante — dice la Moratti — perché ricollega la figura di Craxi a quelle che sono le radici del socialismo più vicino alla classe operaia (..)”

Il collega Christian De Mattia aveva anticipato nei giorni scorsi lo scontento del governatore veneto Giancarlo Galan per quella che molti settori interni al Pdl considerano la “svendita del Veneto alla Lega Nord”. Vediamo di aggiornare la situazione con gli sviluppi delle ultime ore.
In un primo tempo Galan aveva più o meno velatamente paventato la possibilità di correre da solo, per ripicca. Dichiarazione salutata subito con entusiasmo dall’opposizione, con l’Udc che aveva immediatamente annunciato il suo appoggio al governatore uscente, e lo stesso Pd pronto ad aprire più di una porta. Il problema è che in caso di sconfitta (praticamente certa) Galan sarebbe politicamente finito e per questo starebbe tornando sui suoi passi.
Per quanto riguarda l’uomo da candidare, la decisione spetta ormai solo ed esclusivamente alla Lega, il cui leader Umberto Bossi ha annunciato la scelta in sede di consiglio nazionale. In realtà le possibilità sono sempre solo due, come sosteniamo da tempo: il ministro dell’Agricoltura Luca Zaia oppure il sindaco di Verona Flavio Tosi.
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Dopo esserci occupati delle comunali vediamo di prendere in esame i principali terreni di scontro delle provinciali. Anche qui i fari sono puntati su due amministrazioni-simbolo, entrambe di centrosinistra e ambedue a rischio-capovolgimento. Il caso-Milano poi è assolutamente anomalo.
Nel 2005 Penati approfittò di una situazione probabilmente irripetibile, con l’elettorato di centrodestra che disertò in massa le urne, anche per scarsa fiducia verso l’allora governo Berlusconi. L’affluenza più bassa della storia consegnò all’attuale presidente una netta e sorprendente vittoria su Ombretta Colli. Torino invece è da sempre un feudo del centrosinistra. Ma vediamoli da vicino.
Milano. Il Pdl, alleato con la Lega, si gioca tutta la sua credibilità con l’ex-An Guido Podestà. Una seconda sconfitta sarebbe assolutamente rovinosa, ma per la verità appare piuttosto improbabile. Penati le ha tentate tutte, provando persino a scavalcare il Pdl a destra, ma con scarso successo. La lista personale che ha fondato è accreditata di un misero 1%, mentre il complesso delle forze che lo sostengono secondo gli ultimi sondaggi vale al massimo il 43%. Troppo poco per battere un centrodestra compatto che si attesta ben oltre il 50%. Vittoria al primo turno per Podestà quasi certa.
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A due giorni dalla consultazione elettorale cerchiamo di riassumere la mappa del voto amministrativo. In questi mesi infatti si è parlato moltissimo delle Europee trascurando di fatto i rilevanti test che avranno luogo in molti comuni capoluogo, oltre che in svariate province. In questo primo articolo ci occuperemo di riepilogare i comuni interessati alla rielezione del sindaco, analizzando i 4 duelli più importanti e combattuti.
Bologna. Qui si gioca la madre di tutte le battaglie. Nella città dello scontento per il controverso mandato del primo cittadino uscente Cofferati, il centrosinistra si affida a Flavio Delbono, mentre il centrodestra si è spaccato in due tra l’ex-sindaco Guazzaloca e il patron del Motor Show Alfredo Cazzola. Probabile un ballottaggio Delbono-Guazzaloca in cui saranno decisivi in voti del terzo incomodo. Pronostico per Delbono, ma di stretta misura.
Firenze. Nella sua principale roccaforte per la prima volta la sinistra sembra vacillare. Gli ultimi due sindaci hanno scontentato tutti e starà al giovane Matteo Renzi risollevare le sorti dello schieramento “progressista”. Suo avversario l’ex-calciatore Giovanni Galli, da anni impegnato nel sociale e molto conosciuto sul territorio; dunque da non sottovalutare. Difficile che Renzi eviti il ballottaggio ma il 13-14 giugno non dovrebbe avere problemi.
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Seconda e ultima parte dell’intervista all’assessore alle Attività produttive del Comune di Milano Giovanni Terzi. Nella prima parte, pubblicata ieri, si era parlato di argomenti più inerenti alla politica locale, come la situazione degli impianti sportivi e la causa contro il Comitato San Siro. Dopo una breve digressione sulla Carta Giovani, oggi entreremo nel tema dell’Expo e della trasformazione delle grandi città.
Parliamo della Carta giovani. È stata annunciata da tempo, ma è partita ufficialmente?
Siamo partiti ieri (l’intervista è di mercoledì scorso, NdR). Abbiamo aperto per un mese un punto informativo in Piazza Duca d’Aosta, dove richiedere la carta. Tra 40 giorni sarà formalmente disponibile, nella forma di una ricaricabile. Sarà utilizzabile dai 18 ai 28 anni, senza costi bancari e convenzionata con circa 800 negozi.
Quindi ci sarà da attendere ancora un po’ perché sia utilizzabile.
Circa un mese. Il protocollo ormai è stato firmato e tra 30 giorni sarà possibile cominciare a usufruire di sconti in bar e pizzerie, oltre che su miscela e benzina. È bene ricordare che si tratta della prima carta di questo genere in Italia. Unica anche per l’educazione al consumo che comporta. (Alleghiamo il link al sito della Carta, NdR)