
Entrati nel mese delle elezioni regionali, in un paese che in questi giorni dimostra la sua maturità democratica tra scandali, gare a chi urla di più a vanvera, problemi burocratici che soppiantano qualsiasi programma, discussioni ampollose quanto inutili sulla par condicio, non ci si accorge quasi che manca pochissimo al voto.
Nonostante a livello d’opinione pubblica non sia ben chiaro di che elezioni si tratti, pare tutto tranne che regionali, alcuni sondaggi provano a interpretare l’umore degli elettori. Occupiamoci di uno dei casi più interessanti, ovvero la Puglia che vede tre sfidanti più uno (Michele Rizzo) contendersi la regione.

Nichi Vendola ha vinto le primarie. I primi dati consistenti dalla Puglia danno il governatore uscente vincitore contro Francesco Boccia, il candidato del Pd per cui Massimo D’Alema si è tanto speso in prima persona. E’ un vero e proprio plebiscito per Vendola, che si attesta oltre il 70%, un trionfo.
Hanno votato il triplo degli elettori rispetto alle scorse primarie, un dato molto importante che rivela quanto fossero sentite queste elezioni. Già da alcuni sondaggi (compreso il nostro) si era avuta l’impressione che, al di là dei partiti, Boccia avesse consensi veramente esigui.
Il trionfo di Vendola, il candidato migliore per sfidare Palese alle regionali, porta anche a riflettere sulle scelte del Pd, le strategie che ispirano le decisioni dei “vertici” e l’ennesimo abbaglio preso da Massimo D’Alema. Se addirittura a Gallipoli, feudo di baffetto, Nichi Vendola prende 684 voti e Boccia 204…
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A due giorni dalle importantissime primarie del centrosinistra in Puglia, appuntamento decisivo anche in ottica nazionale, mentre il Pdl si accinge a candidare il mezzobusto del tg 1, Attilio Romita, la situazione resta più che mai incerta.
Abbiamo già parlato di come Francesco Boccia, “forte” dell’ombra di D’Alema che lo segue ovunque (e domenica si gioca tanto del suo progetto di alleanza con Casini), punti tutto sull’appoggio di quasi tutti i partiti del centrosinistra. Dal canto suo Nichi Vendola, che ieri ha lanciato un altro video in cui parla ai pugliesi fuorisede, ha ricevuto anche l’appoggio e l’elogio pubblico di Beppe Grillo, nel suo blog e nell’intervista rilasciata ad Annozero, dove ha affermato:
Mi sento di sostenere Vendola contro il Pdl di Berlusconi e l’alleanza del Pdmenoelle di D’Alema con Casini-Caltagirone che candida Boccia. Con Vendola i pugliesi hanno una possibilità, con Boccia la certezza della distruzione del territorio e dell’esproprio dell’acqua pubblica.
E voi, chi votereste alle primarie pugliesi? Dopo il salto il sondaggio.
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Inizia una settimana politica infuocata per il centro sinistra in Puglia, che vedrà la conclusione e il suo culmine nelle primarie di domenica 24 gennaio: a sfidarsi Francesco Boccia, già sconfitto cinque anni fa e sostenuto da quasi tutti i partiti con D’Alema in testa, e Nichi Vendola, presidente uscente e leader di Sinistra Ecologia e Libertà.
Vendola contro tutti, o quasi. Infatti nel Partito Democratico la questione Puglia è esplosa, provocando una netta divisione interna al partito, nonostante gli sforzi del baffetto Massimo.
Boccia non ha avuto l’appoggio unanime del Pd, pur con tutti i diktat del caso, rivelando la strategia votata al fallimento di Bersani e colleghi.
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Nichi Vendola è il candidato migliore per la Puglia, e lo ha dimostrato per l’ennesima volta ieri sera, nella puntata di Anno Zero. Presidente uscente, leader di Sinistra e Libertà, Vendola è una delle poche novità che la politica italiana ha saputo esprimere negli ultimi decenni.
La sua fantastica vittoria nelle ultime elezioni regionali, che lo hanno visto sconfiggere prima il democristiano Boccia (guarda caso proprio il nome “nuovo” fatto da Bersani e D’Alema per accalappiarsi Casini) alle primarie poi il favoritissimo Fitto alle elezioni ha dimostrato come un leader, le sue idee e la capacità di trasmetterle, al di là dei partiti, possano fare la differenza.
Quanto volte lo abbiamo sentito, eppure è così: chi avrebbe scommesso in Puglia in un presidente fuori dalle lobby, comunista cattolico e omosessuale? Di certo non il lungimirante D’Alema, che ci riprova riproponendo, dopo il fallimento con Emiliano, un democristiano già sconfitto nelle primarie dal leader di Sinistra e Libertà l’ultima volta.
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