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Tutti gli articoli con tag sinistra arcobaleno

Dopo Caporetto c'è solo Vittorio Veneto

pubblicato da Bruno Marino

Tradizionalmente, il 1° Maggio si consuma un gigantesco rito collettivo, la festa dei lavoratori, ma soprattutto, per i più giovani, il “concertone”. The great gig in the sky at Piazza San Giovanni. L’appuntamento musicale della festa dei lavoratori è tradizionalmente un momento di espressione politica molto seguito: chi non ricorda le frasi di Andrea Rivera sul Vaticano e sulla Chiesa Cattolica? Comunque, il video qui sopra è un utile ripasso.

Questo Primo Maggio sarà una festa amara per il popolo della sinistra. La sconfitta del 13-14 Aprile e la catastrofe delle elezioni amministrative stanno imprimendo un segno profondissimo nell’animo di quanti solo un paio di anni fa si sentivano (seppur di poco) maggioranza nel paese. Le cose sono evidentemente cambiate.

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Il voto una settimana dopo: analisi a freddo

pubblicato da Luca Landoni


Prendiamo spunto dall’articolo di fondo odierno del Corriere della Sera per un’analisi il più possibile obiettiva su ciò che è accaduto e sugli scenari futuri che si sono aperti. Il direttore Paolo Mieli ha operato una sorta di conversione a U, arrivando a lodare sperticatamente Giulio Tremonti e lamentando l’assenza di un politico di tale spessore “internazionale” dall’altra parte, e in particolare nel Partito Democratico. Giova in tal senso ricordare il fondo dai toni apocalittici che due anni fa schierava apertamente Via Solferino sul fronte ulivista, un caso senza precedenti per quello che è da sempre considerato il giornale più obiettivo, e che spinse molti elettori di centrodestra a cambiare testata di riferimento.

Mieli (a posteriori) definisce un lampo di genio la fondazione del PDL e arriva persino a parlare bene della Lega, una forza politica cui tutti i principali giornali italiani hanno sempre guardato con sufficienza, giudicandola evidentemente troppo rozza e popolare per essere accettata nei salotti buoni, mentre ironizzarvi sopra senza nemmeno tentare di capire i motivi del suo successo è chiaramente molto più facile. E ora invece sempre secondo Mieli a quanto pare il Nord merita un’attenzione strutturalmente diversa, cioè esattamente ciò per cui il Carroccio è nato e ha sempre combattuto tra lo scherno dei media dominanti.

Tutti guardano dunque al modello leghista, al punto che dagli ambienti vicini al PD si propone la fondazione di un Partito Democratico del Nord, una sorta di CSU italiana (ma di sinistra) che dovrebbe andare a riprendere i voti trasmigrati in Via Bellerio. Questo è il primo interessante effetto post-elettorale, ma non è certo l’unico. I cosiddetti giornali progressisti chiedono al PD lo sforzo di sdoppiarsi, anzi striplicarsi se mi passate questo orrendo neologismo, costruendo consenso sia al centro che a sinistra senza allearsi con le forze che attualmente lo occupano (UDC e Arcobaleno) un po’ sulla falsariga di ciò che ha fatto Berlusconi, che però è avvantaggiato dal fatto che i voti di estrema destra non gli servono, cosa che gli permette di limitare la caccia e ridurre il rischio di trappole.

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La destra in Italia: quale futuro?

pubblicato da Luca Landoni

Si è molto dibattuto sulla disfatta elettorale della Sinistra Arcobaleno. La suddivisione in mille rivoli (Sinistra Critica, Partito Comunista dei Lavoratori, Per il Bene Comune…) non ha certo giovato agli orfani del vecchio P.C.I., che per la prima volta nella storia repubblicana si ritrovano senza rappresentanti in Parlamento. Oggi però intendiamo occuparci dell’altra faccia della medaglia, vale a dire le forze politiche schierate alla destra di AN… pardon, del PDL.

Un tempo in Italia esisteva l’arco costituzionale, ovvero un’invenzione “democratica” volta ad escludere il Movimento Sociale Italiano. In pratica un cartello politico antifascista, che spesso utilizzava questo unico punto in comune per trovare degli accordi per così dire trasversali. Anche il vecchio MSI conobbe più di una scissione, vedi Democrazia Nazionale e Fascismo e Libertà, ma perlopiù mantenne aggregata l’area dell’estrema destra parlamentare, fino ad aggiungere orgogliosamente al proprio nome il suffisso Destra Nazionale.

Ora l’area del vecchio MSI è occupata da La Destra, che alle scorse elezioni ha sfiorato il milione di consensi, raggiungendo il 2%, una quota ben lontana dalla soglia della rappresentanza del 4%. E questo nonostante la sovraesposizione del suo unico candidato presentabile, Daniela Santanchè, che con il suo indubbio carisma ha salvato il partito dalla morte politica, che potremmo definire effetto Boselli.

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Lega Nord: il giorno dopo

pubblicato da Luca Landoni

L’euforia è palpabile nel quartier generale di via Bellerio; la Lega Nord ha conquistato un risultato oltre ogni previsione, tornando ai risultati dei primi anni novanta. E pensare che le prime proiezioni (quelle completamente bucate dalla Consortium) avevano gettato acqua sul fuoco dando solo un lieve vantaggio alla coalizione di centrodestra, con la Lega sotto il 6%. Poi piano piano, soprattutto con i dati del Viminale, ci si rendeva sempre più conto delle proporzioni del successo, fino a valicare addirittura la soglia dell’8% sia alla Camera che al Senato.

Dalle urne esce dunque una Lega numericamente indispensabile al Governo, e non inferiore ad AN in termini di quote elettorali. Le prime conseguenze di ciò si ritrovano nella composizione del nuovo esecutivo, i cui 12 ministri saranno con ogni probabilità suddivisi in questo modo: 6 a Forza Italia, 3 ad AN e 3 ai seguaci del Senatùr. Il quadro potrebbe cambiare se la Lega ottenesse gli Interni e la presidenza della Regione Lombardia, come si diceva ieri; in questo caso potrebbe accontentarsi di due dicasteri.

Ma quello che ci preme ora è di analizzare il trionfo leghista in termini territoriali e di flussi elettorali. A nord e al centro i consensi sono praticamente raddoppiati. In Lombardia e in Veneto la Lega supera abbondantemente il 20%, ma anche in regioni tradizionalmente ostiche come Emilia Romagna, Umbria e Marche il partito comincia a far sentire la propria presenza, anche se i maggiori serbatoi di voti rimangono le province di Bergamo, Varese e Treviso. A Varese Dario Galli sarà presidente dell provincia con un consenso plebiscitario (65%), a Treviso Gian Paolo Gobbo sarà sindaco trascinato dal 35% ottenuto dal partito.

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Corse di cavalli, sondaggi, numeri, polemiche

pubblicato da Bruno Marino

Niente, non riusciamo proprio a farne a meno. Altri sondaggi “rubati”, altre voci sussurate, infranta per l’ennesima volta la legge sul divieto di pubblicazione sondaggi. In tutti i casi, ecco a voi i dati:

Il primo riguarda il Senato, ed è un sondaggio che si trova su clandestinoweb, il sito di Crespi. Su rightnation non è indicato campione statistico, casi analizzati, metodo di raccolta dati. Un semplice flusso di informazioni, da cui risulterebbe che il PD vincerebbe sicuramente in Emilia Romagna, Umbria e Toscana, il PdL in Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli, Campania, Puglia, Sicilia, Calabria. Le regioni incerte sarebbero Lazio, Marche, Basilicata, Abruzzo, Sardegna (con il PD avanti) e Liguria (in questa regione è il PdL ad essere avanti, seppur di poco). Le regioni in bilico faranno la differenza, come andiamo ripetendo ormai da parecchi giorni.

Il secondo sondaggio risalirebbe al 4 Aprile, il campione è di circa 1200 persone. PdL, Lega e MpA 44,5 %, PD e IdV 38,5, Sinistra Arcobaleno 7 %, UdC 6,5 %, Destra 2 %, Socialisti 1%.

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Conferenza stampa di Fausto Bertinotti: la diretta

pubblicato da Ivy

Fausto BertinottiProntissimi per continuare la nostra diretta di questa sera con la conferenza stampa di Fausto Bertinotti, candidato premier de La Sinistra - l’arcobaleno.

ore 22.36 Si chiude con l’appello finale: in molti vogliono cancellare dal futuro la Sinistra, ma sarebbe una grande perdita. La Sinistra Arcobaleno è la base della sinistra nuova in Italia, per questo Bertinotti chiede il voto degli elettori.

ore 22.34 Come può conciliare la Sinistra Arcobaleno le sfide di innovazione e di sviluppo che l’economia moderna richiede con alcune sue posizioni, come ad esempio la voglia di tutelare l’ambiente e l’essere contro ai termovalorizzatori, e ancora la questione di tutela dei salari e della produttività? Bertinotti torna a sottolineare quanto la questione di vincolo tra produttività e salario è scorretta e a sfavore dei lavoratori, perchè ne causa lo sfruttamento. La politica energetica proposta dalla Sinistra Arcobaleno si fonda principalmente sull’utilizzo delle fonti rinnovabili. Come giudica Bertinotti il comportamento dei sindacati sulla questione Alitalia? I sindacati secondo Bertinotti hanno fatto bene a difendere l’occupazione dei dipendenti della compagnia, e che la responsabilità della crisi di Alitalia è di chi l’ha guidata e dei governi, non certamente dei sindacati.

ore 22.25 In Italia, chiede Caprarica, perchè non potrebbe funzionare il sistema presidenziale francese alla Mitterand che la sinistra arcobaleno nega totalmente? Fa notare Bertinotti che anche il Pd non sostiene il presidenzialismo, e se non fosse caduto Prodi probabilmente si sarebbe approvato un sistema elettorale più verso l’esempio tedesco. Il voto utile che tipo di difficoltà rappresenta per la sinistra di Bertinotti? E’ forse più difficoltoso dover spiegare l’ultima esperienza di governo? L’inizio della campagna elettorale è stata molto centrata secondo Bertinotti su un bipolarismo forzato che per fortuna si sta dissolvendo a favore di una maggiore democrazia. Il ricordo del precedente governo invece incide molto sul c.d. elettorato indeciso, tendenzialmente parte dell’elettorato di sinistra che proprio in seguito all’ultima avventura di governo non sa se confermare il proprio voto; questo potrebbe spiazzarli, ma Bertinotti chiede un voto più votato al futuro, alla costruzione di una nuova sinistra italiana.

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Face the candidates: blog e siti dei futuri premier

pubblicato da filippo

Anche se non ufficialmente, la campagna elettorale per le elezioni politiche di aprile è iniziata il giorno stesso della caduta del governo Prodi. Comunicati stampa, interviste sui maggiori quotidiani, passaggi in tv nelle trasmissioni più importanti: ma la campagna elettorale si svolge anche su internet, essendo la rete un ottimo strumento per raggiungere i giovani e le persone che normalmente non seguono molto i vari Porta a Porta e Matrix. La rete offre importanti opportunità. Mi sono divertito a visitare i siti dei maggiori partiti in lotta alle politiche e dei rispettivi candidati premier.

Si comincia col sito di Francesco Storace, leader de “La Destra”. L’ex-governatore del Lazio ha un proprio blog con cui mantiene un contatto diretto con i suoi simpatizzanti. Pubblica regolarmente articoli scritti da lui stesso ed esalta le doti della sua candidata premier, Daniela Santanchè, che in questi giorni sta sbancando in tv: domenica scorsa dalla Annunziata, poi a Matrix da Mentana e il giovedì ad Annozero da Santoro. Dicono che quando appare in tv gli ascolti salgono. Un pò come il fatturato della Bostik quando passa in clinica.

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