
Nichi Vendola ha vinto le primarie. I primi dati consistenti dalla Puglia danno il governatore uscente vincitore contro Francesco Boccia, il candidato del Pd per cui Massimo D’Alema si è tanto speso in prima persona. E’ un vero e proprio plebiscito per Vendola, che si attesta oltre il 70%, un trionfo.
Hanno votato il triplo degli elettori rispetto alle scorse primarie, un dato molto importante che rivela quanto fossero sentite queste elezioni. Già da alcuni sondaggi (compreso il nostro) si era avuta l’impressione che, al di là dei partiti, Boccia avesse consensi veramente esigui.
Il trionfo di Vendola, il candidato migliore per sfidare Palese alle regionali, porta anche a riflettere sulle scelte del Pd, le strategie che ispirano le decisioni dei “vertici” e l’ennesimo abbaglio preso da Massimo D’Alema. Se addirittura a Gallipoli, feudo di baffetto, Nichi Vendola prende 684 voti e Boccia 204…
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A due giorni dalle importantissime primarie del centrosinistra in Puglia, appuntamento decisivo anche in ottica nazionale, mentre il Pdl si accinge a candidare il mezzobusto del tg 1, Attilio Romita, la situazione resta più che mai incerta.
Abbiamo già parlato di come Francesco Boccia, “forte” dell’ombra di D’Alema che lo segue ovunque (e domenica si gioca tanto del suo progetto di alleanza con Casini), punti tutto sull’appoggio di quasi tutti i partiti del centrosinistra. Dal canto suo Nichi Vendola, che ieri ha lanciato un altro video in cui parla ai pugliesi fuorisede, ha ricevuto anche l’appoggio e l’elogio pubblico di Beppe Grillo, nel suo blog e nell’intervista rilasciata ad Annozero, dove ha affermato:
Mi sento di sostenere Vendola contro il Pdl di Berlusconi e l’alleanza del Pdmenoelle di D’Alema con Casini-Caltagirone che candida Boccia. Con Vendola i pugliesi hanno una possibilità, con Boccia la certezza della distruzione del territorio e dell’esproprio dell’acqua pubblica.
E voi, chi votereste alle primarie pugliesi? Dopo il salto il sondaggio.
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Inizia una settimana politica infuocata per il centro sinistra in Puglia, che vedrà la conclusione e il suo culmine nelle primarie di domenica 24 gennaio: a sfidarsi Francesco Boccia, già sconfitto cinque anni fa e sostenuto da quasi tutti i partiti con D’Alema in testa, e Nichi Vendola, presidente uscente e leader di Sinistra Ecologia e Libertà.
Vendola contro tutti, o quasi. Infatti nel Partito Democratico la questione Puglia è esplosa, provocando una netta divisione interna al partito, nonostante gli sforzi del baffetto Massimo.
Boccia non ha avuto l’appoggio unanime del Pd, pur con tutti i diktat del caso, rivelando la strategia votata al fallimento di Bersani e colleghi.
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Nichi Vendola è il candidato migliore per la Puglia, e lo ha dimostrato per l’ennesima volta ieri sera, nella puntata di Anno Zero. Presidente uscente, leader di Sinistra e Libertà, Vendola è una delle poche novità che la politica italiana ha saputo esprimere negli ultimi decenni.
La sua fantastica vittoria nelle ultime elezioni regionali, che lo hanno visto sconfiggere prima il democristiano Boccia (guarda caso proprio il nome “nuovo” fatto da Bersani e D’Alema per accalappiarsi Casini) alle primarie poi il favoritissimo Fitto alle elezioni ha dimostrato come un leader, le sue idee e la capacità di trasmetterle, al di là dei partiti, possano fare la differenza.
Quanto volte lo abbiamo sentito, eppure è così: chi avrebbe scommesso in Puglia in un presidente fuori dalle lobby, comunista cattolico e omosessuale? Di certo non il lungimirante D’Alema, che ci riprova riproponendo, dopo il fallimento con Emiliano, un democristiano già sconfitto nelle primarie dal leader di Sinistra e Libertà l’ultima volta.
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Dal oltre mezzo secolo Giuseppe Stalin non c’è più.
Ma i baffoni del dittatore restano il distintivo di una parte della sinistra fuori dalla storia e dalla democrazia. Non c’è più il gelo del gulag e nemmeno il terrore del Kgb.
Ma i proclami di eresia, la caccia alle streghe, le epurazioni, con scissioni e contro scissioni, infamanti accuse e controaccuse, animano e dilaniano ancora oggi la sinistra italiana.
E’ così anche in una area non di matrice marxista leninista come quella dei Verdi. E’ in corso una caccia alle streghe senza precedenti, come dimostra l’espulsione di un esponente storico quale Paolo Cento (Er Piotta) e dei componenti la minoranza del partito.
Una espulsione per raccomandata (firmata dal neo segretario Angelo Bonelli) con ricevuta di ritorno.
L’accusa? Cacciati perché membri del coordinamento di Sinistra e Libertà. Alla richiesta di un confronto aperto, il segretario ha risposto con le raccomandate.
Peggio dell’inconsistenza politica c’è il settarismo, l’arroganza, la prepotenza di chi decide per tutti, statuto in mano. Corsi e ricorsi della storia. Lo “stalinismo”, appunto.
E’ il solito refrain: la sinistra in crisi, che invece di ricompattarsi su un progetto politico, tende a frantumarsi e poi a frantumarsi ancora.
Ma, si sa, la scissione è il primato del proprio ombelico. Aspettando Godot.
Continua a leggere: Ore 12 - Caccia alle streghe ed epurazioni: i Verdi con i baffi di Stalin

La politica necessita sempre di una certa dose di ironia, per evitare di prendere troppo sul serio un mondo che, tra escort, veline e ruberie, purtroppo non brilla di luce propria (e neppure riflessa).
Ecco allora, sulla scia del simpatico film di Corrado Guzzanti trasmesso lunedì sera dalla Rai, Fascisti su Marte, l’inedita versione della Sinistra su Giove. Trattasi di una serie di coincidente e circostanze curiose che rendono una semplice riunione di Sinistra & Libertà un evento galattico.
Intanto il luogo, un paese in provincia di Terni chiamato Giove. Poi c’è il coordinatore dell’incontro, Vito Saturno. Infine tra gli ospiti ci sarà l’ex astronauta Umberto Guidoni. Siamo proprio su un altro pianeta…
Il futuro politico di Nichi Vendola è legato al classico filo di lana.
L’inchiesta del pm antimafia di Bari Desirée Digeronimo, sul bubbone della sanità pugliese, tiene il governatore di Sinistra e Libertà sui carboni ardenti e rischia di “bruciarlo” definitivamente.
La “primavera pugliese” è già finita. La “diversità” al potere è stato solo un bluff.
La giustizia farà il suo corso. Nessuno è colpevole prima della sentenza definitiva. Sul piano politico, invece, il giudizio lascia pochi dubbi.
C’è una responsabilità politica e gestionale del presidente della Regione Nichi Vendola, per “aver consentito, quando non avallato e favorito –come sostengono apertamente i suoi nemici e “amici”- che la politica controllasse ogni respiro, ogni movimento, ogni provvedimento in campo sanitario”.
L’accusa punta il dito sulla “esistenza di un comitato di affari interno all’assessorato alla Sanità della giunta Vendola che scambiava appalti, nomine e fondi pubblici a cliniche private con tangenti, finanziamenti illeciti e voti”. Cose note, e non solo chiuse nei confini pugliesi.
L’affaire sta logorando Vendola che, dopo una iniziale cautela, adesso “fa il Berlusconi”: attacca la magistratura e i giornali, a muso duro: “Contro di me, solo cecchinaggio politico su commissione”.
Berlusconi docet. E’ il solito refrain. Il solito schifo.
Continua a leggere: Ore 12 - Nichi Vendola "alla frutta", novello Berlusconi ...

L’obiettivo di raggiungere il 4% e di superare la soglia di sbarramento eleggendo qualche deputato europeo è fallito.
Ma non per questo Sinistra e Libertà intende rinunciare al progetto di creare un nuovo partito/movimento/soggetto politico in grado di ricomporre l’eterna diaspora della sinistra. Durante il seminario nazionale che si è svolto oggi a Roma, i padri fondatori di S & L, Claudio Fava, Grazia Francescato, Riccardo Nencini, Umberto Guidoni e Nichi Vendola, hanno confermato l’intenzione di proseguire sulla strada della costruzione di un soggetto nuovo e moderno, che traccerà la sua strada con l’Assemblea nazionale del 12 settembre.
La sfida, nel medio periodo, riguarda la creazione di una struttura in grado di trasformare il cartello elettorale in vera forza politica e di consentire a Sinistra e Libertà di affrontare le lezioni regionali del 2010 (già, si vota di nuovo..).
Voi che dite, ce la faranno?

Come largamente previsto ed atteso, i raggruppamenti di sinistra creati per affrontare lo sbarramento del 4% imposto dalle elezioni europee hanno fallito il proprio obiettivo. La Lista Comunista Anticapitalista è arrivata al 3,4% e Sinistra e Libertà si è fermata al 3,1%. Quindi anche dal Parlamento europeo spariranno i rappresentanti dei partiti più “radicali”, ecologisti e socialisti.
Forse un esito scontato, dato che da quel giorno del 2008 in cui il Pdl ha vinto le politiche non ci sono stati segnali tangibili di ravvedimento da parte di chi ha subito la più bruciante sconfitta degli ultimi decenni, rimanendo completamente escluso da Camera e Senato.
Non si tratta però di un esito inevitabile: l’esperienza di altri paesi europei ci dice che alcune tematiche e alcuni valori possono essere portati avanti con un buon ritorno anche in termini di consensi. In Francia, ad esempio, il raggruppamento del Fronte di Sinistra ha raggiunto il 6% dei voti ed avrà 4 seggi. Allo stesso tempo il partito fondato da Cohn-Bendit, Europe Ecologie, ha ottenuto il 16% e 14 seggi. E addirittura il Nuovo partito anticapitalista ha sfiorato il 5%. Evidentemente in Italia stiamo ancora scontando, e sconteremo, un deficit di proposta politica che rende poco credibili la sinistra e gli ecologisti.
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Siete dei democratici incalliti e delusi? Siete caduti nel tranello del voto utile a Veltroni? Avete votato il Pd nonostante la Binetti e Rutelli? Il baffetto di D’Alema vi dà ancora dipendenza nonostante la bicamerale? Nessuna paura, è arrivato il gruppo dei Democratici Anonimi, per chi non è ancora riuscito a smettere di votare Pd eppure pensa di essere democratico.
Come gli Alcolisti Anonimi, un gruppo di autocoscienza per uscire da una sindrome: quella della necessità di voto al PD. Esilarante o tragico a seconda dei punti di vista.
La trovata divertente, direi quasi geniale nella sua ironia, arriva dal blog Bobo Anch’io e dal gruppo Democratici Anonimi nato in Facebook, entrambi affini al giovane gruppo di Niki Vendola, Sinistra e Libertà. Da non perdere il finale: “Se ce l’ha fatta la Montalcini…”
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