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Tutti gli articoli con tag siria

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Il governo Berlusconi era troppo ossequioso con le gerarchie vaticane? Non pare che il governo Monti abbia cambiato registro. Se non è zuppa, è pan Bagnasco

Ici, Irpef, 8 per mille, stipendi degli insegnanti di religione: da Oltretevere cardinali e co. non facciano i finti tonti. Bertone, Bertoldino e Cacasenno

Una delle ricette per far guarire il malato-Italia è attrarre gli investimenti esteri. Per esempio dall’estremo Oriente oppure dai più vicini Paesi arabi. Se decolleranno, sarà il segno che il paziente sta guarendo. Tosse e Qatar(ro)

Stati Uniti contro il regime in Siria. E ora ci si mette anche Sarkozy a fare il duro. Il dossier di Damasco però si lega a quello ancora più spinoso dell’Iran. Guai in vista. Canta che ti p-Assad

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L'altro volto della primavera araba: migliaia di cristiani in fuga dall'Egitto

pubblicato da Bruno Marino


Da qualche giorno (in realtà da qualche settimana) non si parla più della primavera araba, o comunque se ne parla molto poco. Eppure, dovremmo continuare ad informarci su cosa succede in Nordafrica e in Medio Oriente. In Siria continuano gli scontri tra i ribelli e le forze fedeli al regime (accusate recentemente di aver torturato i parenti di alcuni dissidenti siriani che erano scappati dal paese), mentre in Egitto dilaga la violenza religiosa. Qui si parla di una chiesa data alle fiamme, mentre qui e qui trovate notizie relative a scontri nella città di Edfu tra cristiani e musulmani. L’oggetto del contendere? L’ampliamento di una chiesa copta.

Rimanendo in Egitto, ci sono altre terribili notizie: a partire da Marzo, più di centomila copti avrebbero abbandonato il paese, anche a causa del conflitto tra musulmani e cristiani. Giacomo Galeazzi della Stampa scrive che

“Secondo gli analisti, questo alto tasso di emigrazione è in gran parte conseguente alle rivolte della primavera araba iniziate nel dicembre 2010 che avrebbero aumentato il potere della componente islamica della società. […] Lo scrittore Adel Girgis […sostiene che] nonostante «il motivo principale dell’emigrazione degli egiziani musulmani e cristiani sia il fattore economico», «vi sono cristiani che emigrano per paura». […] Secondo il direttore dell’Unione egiziana delle organizzazioni per i diritti umani, Naguib Gabriel, i copti non stanno abbandonando l’Egitto volontariamente, ma vengono costretti a fuggire dai salafiti con tattiche aggressive.”

Come vedete, la situazione è complessa e molto fluida. Solo il tempo ci potrà dire se le rivoluzioni porteranno nei paesi arabi libertà e rispetto dei diritti umani (per la democrazia la strada è ancora lunga, non si può creare dal nulla in pochi mesi), o se invece le violenze e gli scontri continueranno ad insanguinare quelle terre.

Foto | Flickr

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Siria insanguinata dalla repressione e Londra non esclude un intervento armato. Il macho contro Gheddafi fu Sarkozy. Stavolta l’attacco di virilità sta venendo a Cameron. Damaschio

L’Italia precipita. Torna il tempo dei tecnici al governo? Accadde una volta negli anni ‘90, ma adesso la situazione è ancora più difficile e la nazione è allo stremo delle forze. Carlo Azeglio…crampi

I politici sembrano animati da un barlume di senso di responsabilità e qualcuno dice che sarebbe il caso di saltare le ferie. Alla fine decidono, invece, che si può rientrare a settembre inoltrato perché c’è un pellegrinaggio in Terra Santa ai primi del mese. E’ vero: la speculazione azzanna e loro pensano agli aperitivi in Costa Smeralda. Compari soda

L’ex premier che fu protagonista del ribaltone del ‘95 era stato caldeggiato quale sostituto d’emergenza di Tremonti. Poi il Cav non si è fidato e la cosa è rimasta nel limbo delle chiacchiere da buvette. Fatti un cro-Dini

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Esteri: il giro del mondo in tremila battute

pubblicato da R.D.

Medio Oriente: dopo l’Egitto, proteste anche in Yemen. Dopo Ben Ali e Mubarak è il turno di Saleh? E’ il timore dello stesso Presidente yemenita che, per prevenire proteste di piazza, ha dichiarato ieri di non volersi ricandidare alle prossime elezioni, previste per il 2013.

Le dichiarazioni non sono bastare a calmare gli animi delle centinaia di manifestanti che si sono riuniti ieri nella capitale Sanaa per protestare contro il governo e il carovita. Gli oppositori al regime di Saleh hanno indetto per oggi un “giorno della rabbia” per manifestare contro Saleh.

Il Presidente yemenita è un personaggio singolare. Al potere da 32 anni, è un controverso alleato degli Stati Uniti nella lotta contro il terrorismo fondamentalista. La credibilità di Saleh come partner e leader politico è stata fortemente intaccata dalla pubblicazione dei Pentagon Papers di Wikileaks. In alcuni cablo desecretati, di cui vi abbiamo parlato su queste pagine, il Presidente yemenita compariva come un dittatore poco interessato ai diritti umani e più che altro intento a contrattare con gli Usa contropartite economiche in cambio del suo sostegno alla “guerra al terrore”.

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Esteri: il giro del mondo in tremila battute

pubblicato da R.D.

Medio Oriente: Libano, il Segretario delle Nazioni Unite Ban Ki Moon chiede chiarezza sull’omicidio dell’ex premier Hariri. E’ raro che il Segretario Generale delle Nazioni Unite si pronunci in modo deciso.Ieri è stata una di quelle volte.

“Voglio essere perfettamente chiaro. Questo tribunale è indipendente, con un mandato chiaro dal Consiglio di Sicurezza per scoprire la verità e farla finita con l’impunità.” Sono le parole che Ban Ki Moon ha pronunciato davanti ai giornalisti in merito al lavoro svolto dal tribunale delle Nazioni Unite, istituito tre anni fa per scoprire i responsabili dell’omicidio del Premier libanese Rafiq Hariri, avvenuto nel 2005.

Ban Ki Moon ha aggiunto di aver chiesto a tutte le parti politiche libanesi e della regione di non interferire con il verdetto del processo, previsto per la fine dell’anno.

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Esteri: il giro del mondo in tremila battute

pubblicato da R.D.

Libano, il premier Saad Hariri: “La Siria non ha ucciso mio padre” Il Primo ministro libanese ci ha ripensato. Se nel 2005 accusava la Siria di aver organizzato l’attentato che aveva causato la morte del padre e allora premier Rafiq Hariri, oggi afferma che sono stati commessi degli errori “che hanno danneggiato il popolo siriano e le relazioni tra i due Paesi”.

Occorre ricordare che, nel 2005, l’ondata di indignazione popolare ed internazionale seguita all’omicidio di Hariri (un attentato dinamitardo nelle strade di Beirut che aveva causato altri 22 morti) aveva costretto la Siria, da tutti considerata responsabile, a ritirare le truppe che da quasi trent’anni manteneva di stanza nel Paese dei cedri.

E’ chiaro, quindi, che le dichiarazioni del figlio e attuale premier Saad Hariri, pubblicate ieri ieri dal giornale Asharq al-Awsat, suonino quantomeno curiose. “A un certo punto abbiamo commesso degli errori ed accusato la Siria di aver ucciso il premier.” Ha affermato il Primo ministro libanese “Era un’accusa politica, e questa accusa politica è finita”

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Esteri: il giro del mondo in tremila battute

pubblicato da R.D.

Siria. Assad: rischio di guerra in Medio Oriente dopo l’attacco israeliano alla Freedom Flotilla. “Piromane”. E’ l’esplicito aggettivo con cui il presidente siriano ha definito il governo di Tel Aviv, nel corso di un’intervista trasmessa oggi dalla BBC . Assad ha affermato che l’attacco israeliano al convoglio umanitario “ha distrutto ogni opportunità di pace nell’immediato futuro”

Il presidente siriano ha aggiunto che, anche prima del blitz, non vedeva l’amministrazione Netanyahu come un partner per costruire il processo di pace nella regione, affermando che si tratta di un governo diverso da tutti quelli che lo hanno preceduto.

Secondo Assad, l’attacco delle forze armate di Tel Aviv alla Mavi Marmara e l’uccisone dei nove attivisti turchi hanno reso più concreto il rischio di una guerra in Medio Oriente, anche se ha ribadito che “realisticamente c’era questo rischio prima del raid perché avevamo altre prove in merito alle intenzioni di questo governo, alle sue intenzioni nei confronti della pace, verso i palestinesi, alle sue intenzioni di uccidere i palestinesi” .

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Elezioni in Libano: sconfitta per Hezbollah, vincono i partiti filo-occidentali

pubblicato da davide f.

libano Mentre in tutta Europa si votava (o ci si asteneva) per il Parlamento europeo, anche nel cuore del Medio Oriente, in Libano, si è vissuto un’intenso election day; destinato ad influire in modo decisivo sugli equilibri politici di tutta l’area.

Tre milioni e 200 mila i cittadini chiamati a votare, si sfidavano la coalizione filo-occidentale e antisiriana ‘14 marzo’ e l’alleanza filo-Damasco ‘8 marzo’ guidata dagli sciiti di Hezbollah.

Ha vinto il leader della coalizione libanese antisiriana ‘14 marzo‘, Saad Hariri. E’ un duro colpo alla Siria e all’Iran, sostenitori della coalizione ‘8 marzo’; Hezbollah ha riconosciuto in mattinata la vittoria della coalizione rivale.

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